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Dopo quasi un secolo esiste una gara che ormai fa parte del mito dell’automobilismo: la 1000Miglia, una corsa nata quasi per caso in un bar milanese da quattro amici, fra un aperitivo e un’oliva, una gara automobilistica che è passata alla storia e dopo quasi 100 anni è divenuta un evento internazionale. Tuttavia noi oggi conosciamo la 1000Miglia come gara di regolarità ma la corsa non è sempre stata tale e i nostri nonni ne hanno ancora grandi ricordi. Per scrivere questo articolo ne ho intervistato alcuni e ho visto illuminarsi gli occhi. Ho intervistato anche alcuni piloti che hanno partecipato a quella 1000Miglia e l’emozione è stata immensa.

Le prime 1000Miglia

In quei tempi si attendeva che la gara passasse davanti a casa o nel paese, per poter sentire anche un solo secondo del suono ruggente dei motori delle vetture che ospitavano il proprio pilota preferito o per ricevere il saluto del proprio beniamino. La 1000Miglia era già allora il più grande evento automobilistico esistente proiettato in un mondo per lo più agreste dove i divertimenti erano assai pochi. Questo particolare lascia comprendere quanto doveva essere attesa tale corsa.

Dall’anno dell’esordio in quel lontano 1927 fino al 1957 la 1000Miglia è stato uno dei pochi eventi entusiasmanti di quei tempi ma soprattutto un miscuglio fra eroismo, coraggio, velocità e tecnologia automobilistica di un settore in rapida evoluzione e dall’altro canto un grandissimo “trampolino di lancio”, che ha saputo far emergere i migliori piloti automobilistici al mondo. Ciò che contraddistingue la 1000Miglia di quei lontani periodi è stata la capacità di scrivere i grandi nomi dei piloti migliori fra le più lucenti stelle del firmamento…

Conoscere la 1000Miglia di velocità (1927–1957): la corsa più bella del mondo

La Mille Miglia non era una semplice gara automobilistica per tutti, era una traversata d’Italia a velocità folli, su strade aperte, tra paesi, montagne, pioggia, nebbia e folle assiepate ai bordi della carreggiata. Dal 1927 al 1957 rappresenterà il laboratorio più estremo dell’automobilismo europeo, prima che la sicurezza imponesse la fine delle gare su strada di lunga distanza.

Quanto durava la Mille Miglia?

La durata varierà molto nel corso degli anni, perché cambiavano ogni anno il percorso di gara, le condizioni delle strade, la potenza dei motori e il regolamento di conseguenza veniva adattato a tali mutazioni.

Parlando in generale possiamo esprimerci con questi dati:

Periodo Durata media
Fine anni ’20 16–21 ore
Anni ’30 12–16 ore
Dopoguerra (1947–1957) 10–13 ore

Le prime edizioni erano le più lente per ragioni ovvie come le strade italiane spesso strette, per la maggior parte sterrate che attraversavano direttamente i centri abitati. Inoltre si correva anche di notte, senza illuminazione moderna. Non avete mai visto i fari di una Bugatti di fine anni 20? L’illuminazione non doveva essere ottimale, tuttavia i piloti correvano per vincere a qualsiasi condizione climatica e di visibilità. Nei nostri tempi la 1000Miglia è passata dai tre giorni di gara ai 5 giorni di gara. In questo caso è cambiato un po’ lo schema organizzativo ma è comprensibile per il fatto che la corsa di oggi sia di regolarità, di precisione tempistica per intenderci.

Il dopoguerra

Nel dopoguerra la situazione cambiò radicalmente. Tutto era da rifare dopo la distruzione del secondo conflitto mondiale e l’economia ripartì velocemente. Venne fatto un grande reset economico finanziario e si ricominciò daccapo ma con uno spirito innovatore senza precedenti. La voglia di fare, di emergere, di ricostruire, di voltar pagina, era il principale obbiettivo degli italiani che sperava finalmente in un lungo periodo di benessere. Questo porterà a risultati insperati. Questo periodo in seguito sarà chiamato boom economico ma torniamo al dopoguerra. Le automobili cambieranno radicalmente, ogni anno i motori diverranno più potenti, sospensioni sempre migliori, pneumatici più affidabili e anche i piloti inizieranno a guidare con uno stile più aggressivo. Facciamo un esempio: la gara del 1955, vinta da Stirling Moss e Denis Jenkinson su Mercedes-Benz 300 SLR, resta la più impressionante: circa 1.600 km percorsi in poco più di 10 ore.

Come si correva?

La Mille Miglia era una gara come oggi “a percorso aperto”: la partenza della gara non è cambiata, la città di partenza è sempre Brescia e la base Viale Venezia. La città intermedia è come oggi Roma, l’arrivo è il medesimo Brescia. Un cambiamento lo possiamo vedere nei km di tracciato che a quei tempi erano 1600 KM (1000Miglia) oggi non sempre sono 1000Miglia esatte, magari più o magari poco meno. Tutto dipende dai tracciati di gara.

Le partenze

Le auto della 1000Miglia di velocità partivano una alla volta, distanziate generalmente di un minuto, come accade anche oggi. Il numero di gara spesso indicava l’orario di partenza: il “722” di Moss nel 1955 significava partenza alle 7:22. Vinceva chi completava il percorso nel minor tempo totale.

Il percorso

Il tracciato cambiava leggermente quasi ogni anno, ma attraversava gran parte dell’Italia centrale e settentrionale. Oggi il percorso cambia moltissimo e non è mai il medesimo, si aggiungono paesi, se ne tolgono altri, insomma il tracciato di gara moderno non si può dire sia monotono ma una bellissima pensata per rendere più viva una gara di regolarità, certamente più “tranquilla” di una corsa di velocità. Chi si iscrive oggi alla gara lo fa per gareggiare ma anche per vivere l’Italia. Se fosse ancora una gara di velocità sarebbe quasi impossibile vivere la nostra bellissima nazione ma si gareggerebbe per vincere. Il percorso tipico di quegli anni era:

  • Brescia
  • Verona
  • Ferrara
  • Ravenna
  • Rimini
  • Ancona
  • Pescara
  • Roma
  • Firenze
  • Bologna
  • ritorno a Brescia

Si attraversavano per forza di cose anche:

  • passi appenninici,
  • lunghi rettilinei,
  • città affollate,
  • tratti dissestati.

In molte zone come in Toscana, Umbria, la gara passava veloce nei piccoli e caratteristici paesi e il pubblico rimaneva a pochi centimetri dalle auto in corsa. Questo accade anche oggi ma le vetture in gara non corrono a velocità folli in quei tratti. Ricordo che le prime 1000Miglia che seguimmo nel 2008 avevano ancora un certo sapore della velocità dopotutto erano state riprese solamente da un ventennio e alcuni piloti fra i più anziani avevano un’età che respirava ancora l’olio dei motori e il vento della velocità. Ricordo quando seguimmo una Ferrari su una tangenziale riminese mentre il nostro indicatore di velocità segnava i 180 orari. Oggi queste performance non si vedono più. Forse piloti sono più giovani ma soprattutto la 1000Miglia oggi punta anche sulla sicurezza stradale. Penso che performance del genere sarebbero impossibili oggi.

Le velocità medie

Qui sta uno degli aspetti più incredibili della 1000Miglia. Le velocità che le automobili potevano raggiungere erano relative in quegli anni, ma come potete notare dallo specchietto dopo un solo triennio la media di velocità aumenta e a dire il vero non di poco, ben 7KM in più tre anni dopo ma quello che lascia esterefatti è che dopo 11 anni la media ha visto un aumento di ben 53 KM orari. La corsa alla velocità diverrà un vero e proprio “tormentone” per le aziende automobilistiche degli anni 50.

Questo lascia comprendere come la meccanica e il progresso in campo automobilistico stesse migliorando e a che velocità.

Prime edizioni (anni ’20)

Le velocità medie erano relativamente basse:

Anno Velocità media vincitore
1927 circa 77 km/h
1930 circa 84 km/h

Considerando quei periodi devi ammettere che in tre soli anni un incremento di media di 7Km orari non sia un particolare da poco conto.

Anni ’30

Le Alfa Romeo domineranno la gara e le medie saliranno rapidamente:

Periodo Media tipica
1933–1938 100–130 km/h

Il dopoguerra: la follia della velocità

Dopo il 1947 la Mille Miglia entrerà nella sua epoca più estrema.

Le vetture sport prototipo di:

  • Ferrari,
  • Mercedes-Benz,
  • Maserati,
  • Lancia,

raggiungeranno velocità impensabili per strade normali. Poteva sembrare quasi una competizione fra case automobilistiche, e a  dire il vero lo era. La scuderia che fosse riuscita a proporre l’auto più veloce e a vincere la 1000Miglia avrebbe avuto davanti un anno molto prospero. Lo testimonia anche il film uscito recentemente sulla vita di Enzo Ferrari, girato a Brescia e Bologna che riprende l’ultima 1000Miglia di velocità.

Il 1955

Nel 1955 sarà un anno fatidico. Moss stabilirà il record assoluto:

Dato Valore
Distanza circa 1.597 km
Tempo 10h 07m 48s
Velocità media circa 157,6 km/h

Una media sconvolgente considerando:

  • attraversamenti urbani,
  • montagne,
  • curve cieche,
  • strade strette,
  • pneumatici dell’epoca.

In alcuni rettilinei le vetture superarono probabilmente i 280 Km orari.

Si consideri il fatto che molte autostrade italiane sarebbero state costruite anni dopo quindi tutto si svolgeva su strade normali. Forse può sembrare inimmaginabile ma fermatevi anche un solo attimo, immaginatevi oggi una 1000Miglia di velocità sulle nostre strade normali che oltre a tutto, per tanto siano piene di buche non sono mai brutte come quelle di quegli anni.

Le auto leggendarie della 1000Miglia

La Mille Miglia vide correre alcune delle vetture più leggendarie della storia:

  • Alfa Romeo 8C
  • Ferrari 166 MM
  • Lancia D24
  • Mercedes-Benz 300 SLR
  • Maserati A6GCS
  • Erano auto leggere minimali, potentissime e quasi prive di protezioni. In quelle vetture non esistevano dispositivi di sicurezza, neppure quelli essenziali come le cinture di sicurezza, i poggiatesta per evitare il famigerato “colpo di frusta” airbagh e tanto altro. Quando accadeva un’uscita di strada in velocità spesso il pilota veniva sbalzato dalla vettura. Sulle auto di allora quindi scordiamoci:
  •  cinture di sicurezza,
  • nessuna cellula di sicurezza,
  • freni limitati, abitacoli spesso aperti.

 

I piloti leggendari della 1000Miglia

La corsa contribuì a creare il mito di piloti diventati leggenda, vere e proprie icone dell’automobilismo mondiale. Piloti come Tazio Nuvolari, Achille Varzi, Alberto Ascari, Juan Manuel Fangio, Stirling Moss sono leggende nate con questa gara meravigliosa. Nuvolari, in particolare, divenne celebre per l’edizione 1930: guidò di notte a fari spenti per sorprendere Varzi e superarlo.

Perché finì nel 1957?

La velocità crescente rese la gara sempre più pericolosa. Proprio per via della velocità inizieranno a far capolino alcuni incidenti durante la gara. Fatto è che gli incidenti diverranno sempre maggiori e le vittime inizieranno a divenire troppe. La 1000Miglia così inizierà a passare periodi abbastanza bui. Il culmine avverrà nel 1957 sul noto rettilineo padano che congiunge Guidizzolo a Montichiari. Un grande pilota spagnolo emergente avrebbe dovuto imprimere a fuoco il proprio nome su una delle lucenti stelle del firmamento ma il fato non lo permetterà. Nonostante il pilota stesse vincendo la gara, il nobile spagnolo, un driver che mi ha sempre affascinato, non taglierà il traguardo nella vicina Brescia come in realtà avrebbe dovuto. Il vincitore di quella fatidica edizione sarà il più tecnico pilota Ferrari Piero Taruffi.

L’incidente

Alla Ferrari 335 S del Marchese Alfonso de Portago esplose uno pneumatico causa un pezzo di ferro sulla strada e l’auto uscirà di strada provocando numerose vittime fra gli spettatori. Si narra che la Ferrari di De Portago prese il volo catapultandosi dalla parte opposta della strada.

In quel tragico evento moriranno pilota, copilota e numerosi spettatori e con essi la 1000Miglia di velocità, che verrà poi ripresa come gara di regolarità nel 1977.

Quel che è certo è che dal 1927 al 1957 la 1000Miglia fu un evento irripetibile, da sogno, una miscela di eroismo, tecnica, incoscienza, ambizione positiva e velocità pura, in grado di trasformare le strade italiane nel circuito più famoso del mondo.

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Maira Alcantara
Author: Maira Alcantara

free lance generalista, incaricata anche per articoli speciali relativi a settore sport ed automobilismo storico e moderno

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