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La 1000Miglia di quest’anno è stata davvero una gara combattuta. I protagonisti principali delle novantanovesima edizione della corsa sono stati principalmente due. I grandi driver che giocano forte alla gara bresciana quest’anno erano non pochi, tuttavia i veri protagonisti sono stati l’argentino Juan Tonconogy con la sorella come navigatore e Andrea Vesco il pluricampione bresciano con Fabio Savinelli nel ruolo di navigatore. Devo ammettere che dalla prima giornata di gara abbiamo visto il campione bresciano mantenere un vantaggio sull’equipaggio argentino tuttavia Tonconogy è riuscito a rimontare nell’ultima giornata di gara, quella tappa che alla fine fa la differenza per il fatto che non permette più una “rimonta”. Nelle prossime righe potrete leggere l’intervista esclusiva al campione bresciano Andrea Vesco. Il top driver ci spiegherà cos’è accaduto in questa fatidica 1000Miglia in cui per una volta l’equipaggio argentino è riuscito a dargli “filo da torcere” in un combattimento senza precedenti all’ultimo centesimo di secondo.

Andrea: come hai iniziato la 1000Miglia 2026? Siamo partiti bene, abbiamo vinto il “Trofeo Gaburri”, una gara precedente la 1000Miglia che si svolge su 10 prove cui 6 in Castello a Brescia e altre 4 sul Corso Zanardelli.
Il Trofeo Gaburri cos’è esattamente? Il Trofeo Gaburri è una breve gara, una corsa cittadina in onore di Roberto Gaburri ex Presidente 1000Miglia. La breve corsa si svolge in una giornata ma non ha solamente un significato simbolico possiamo affermare che sia un piccolo “riscaldamento” per poi affrontare la corsa più bella de mondo ovviamente più impegnativa. In questo caso noi lo abbiamo vinto.
E l’equipaggio argentino Tonconogy? Come si è posizionato al Trofeo Gaburri?Tonconogy in questo caso non si è distinto particolarmente, al contrario. Se devo essere sincero non è andato benissimo anche se questo non significa nulla, resta un grande campione e un ottimo driver che ha dato il meglio nel momento più importante la 1000Miglia vera e propria.

Una 1000Miglia piena di Top Driver in gara, quale era il più temibile? Fra i top driver il più temibile era il pilota argentino. Non dimentichiamo che proprio Juan Tonconogy ha vinto ben tre 1000Miglia più questa quindi ha quattro vittorie all’attivo. Quest’anno i super driver erano circa una decina quindi per quanto mi riguarda ho partecipato a una bellissima gara. Da recenti interviste sai bene come la penso, una gara è entusiasmante se molto combattuta, vincere facilmente non mi entusiasma particolarmente. Quest’anno è andata proprio in questo modo. ci siamo molto divertiti nonostante siamo arrivati secondi.
La sorella di Tonconogy pensi che abbia potuto fare la differenza? La sorella del driver argentino ha dato tanto secondo me ha fatto la differenza. E’ necessario sapere che la sorella è a sua volta una pilota e quindi abituata alle gare di regolarità. Questa volta ha fatto da navigatrice e l’esperienza sul campo ha facilitato l’equipaggio. Sono stati bravissimi.
La vettura degli argentini aveva un coefficiente maggiore o inferiore al vostro? La vettura che i fratelli Tonconogy hanno usato in questa edizione 2026 era identica alla nostra con un coefficiente fra i maggiori, come il nostro quindi, anche su questo punto si “combatteva” ad armi pari.
Quali sono state le tappe cruciali che vi hanno portato al secondo posto? La 1000Miglia quest’anno ci ha visto in testa nella prima giornata di gara. Il secondo giorno siamo riusciti a mantenere il vantaggio quindi eravamo messi bene se così si può dire. Il combattimento maggiore è iniziato durante la terza e quarta tappa. Quelle sono le giornate cruciali. Nelle prime giornate di gara c’è la possibilità di ritornare in vantaggio ma le ultime giornate, soprattutto l’ultima, sono le più importanti. In quella tappa se perdi terreno lo recuperi difficilmente e così è stato per noi. I punti cruciali sono stati la Gola del Furlo e la Repubblica di San Marino, presenti la quarta giornata di gara. La terza tappa della corsa ha portato all’argentino un po’ di margine positivo e poi, nella quarta si è confermato a 100/110 alla Gola del Furlo.
Per quanto avete perso? Siamo stati in svantaggio per 700 punti, non è tanto, avremmo potuto recuperare se ci fosse stata una quinta tappa di gara con altre prove. A pensarci bene non è tantissimo dopotutto siamo al centesimo di secondo. Tonconogy si è fatto davvero onore è molto preparato e bravo. In coppia con la sorella è un equipaggio perfetto.
La prossima 1000miglia sarai presente? Spero vincerai… Ce la metteremo tutta. Il prossimo anno già si parla di una giornata di gara in più per inaugurare il centenario della corsa. Se fosse stato così quest’anno avremmo potuto cercare di rimontare e magari vincere anche se non sempre si vince.
Cos’è che ha portato l’argentino a batterti? Ci sono state perdite di regolarità eclatanti da parte vostra? No eravamo sempre testa a testa. In quella giornata di gara non abbiamo lavorato male ma loro hanno dato il meglio. A fare la differenza sono state “sbavature” come si usa dire in gergo tecnico fra piloti e navigatori. Dopotutto i centesimi di secondo passano in fretta, serve poco per bruciare attimi pur facendo una buonissima gara e mantenendo i tempi molto bene.
Secondo te la 1000Miglia 2027 dato che già si parla di una settimana di gara è una buona scelta? Non vorrei fare un giudizio, io sono un driver anche se durante l’anno organizzo con i mei famigliari un paio di gare interessanti, la Winter Marathon e la Franciacorta Historic. Da organizzatore di corse penso che se organizzassero facessero terminare prima le tappe, non so verso le 17, sarebbe meno pesante per gli equipaggi che competono. A vedere la corsa da fuori non ci si rende conto che nonostante siamo abituati a gareggiare con vetture molto datate, i chilometri di gara si fanno sentire. In genere si dorme poco, si riposa pochissimo e si deve essere tutto il giorno sotto stress e mantenere sempre la massima concentrazione. Logicamente ci sono anche i piloti a cui poco importa vincere ma questo non è il nostro caso. Se si gareggia per vincere devo ammettere sia una corsa impegnativa. Se il 2027 sarà protagonista, come dicono già, di una settimana di gara diverrà tutto più impegnativo. A questo punto si aggiungerà un ostacolo: la resistenza.
Penso che l’intervista al “campione dei campioni” bresciano possa aver reso molto bene la realtà della 1000Miglia 2026. Approfittiamo per ringraziare Andrea Vesco per l’intervista augurandogli un grande “in bocca al lupo” con un ritorno alla vittoria durante il centenario della 1000Miglia 2027 che speriamo possa essere festeggiato con una grande e spumeggiante vittoria dei mitici super campioni bresciani.
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