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Un po’ di geopolitica

Per comprendere il nostro periodo è necessario raccontare un briciolo di geopolitica.

Sia ben chiaro saremmo dovuti non essere qui oggi, ne a leggere questo articolo ma neppure a scriverlo. Saremmo dovuti perire nel 2025, evaporati a causa di una guerra mondiale totale termonucleare come previsto dal Great Reset, necessario per il mondo finanziario per resettare i conti degli stati occidentali ormai in fallimento e per il de-popolamento globale. Ma qualcosa è andato storto per i burattinai del NWO: le tre potenze mondiali  si sono alleate in un asse di ferro.

Il periodo che stiamo vivendo potrei definirlo il più cupo della storia dell’uomo moderno. Quanto accade è normale per il fatto che siamo di fronte a un cambiamento epocale fra un mondo “decotto” e un mondo nuovo che spinge per emergere. I due passati conflitti mondiali sono serviti per resettare i debiti degli stati ma oggi grazie al Cielo è andata diversamente, tuttavia, ogni cambio porta inevitabilmente ad un trauma. In questo caso siamo di fronte a una guerra mondiale ma assolutamente anomala che non si combatte in casa con le armi, non si sentono ne vedono  gli effetti classici di un conflitto. In questa guerra, nello scacchiere occidente, si combatte tramite spostamenti di denaro enormi.

La guerra attuale

La guerra attuale è l’ultimo atto di due mondi, uno vecchio che inevitabilmente sta per morire ma cerca di salvare la pelle inutilmente e un nuovo mondo che incalza con sempre maggior forza.

Chi vincerà sarà di certo il nuovo mondo tuttavia il vecchio sistema ci darà ancora per qualche periodo “filo da torcere”. Nel mondo il vento fresco e nuovo si sente già spirare piacevolmente, in Europa no. Come sempre noi arriveremo per ultimi per il fatto che l’epicentro del vecchio mondo anglo franco sionista, si trincera nei propri territori e proprio in questi prosegue, attuando il proprio piano distruttivo basato sull’impoverimento della popolazione, per il fatto di non essere riuscito a innescare una guerra mondiale totale nel 2025. Il famigerato  reset economico mondiale è stato sventato.

Foto di David ROUMANET da Pixabay

Ora il sistema ci prova con il tentativo di innescare una guerra civile per poter portare agli “stati uniti d’Europa”. Per poter far ciò è necessario un secondo grave shock socio politico. Per arrivare a questo si necessita che il caos sia instaurato in Europa unito all’impoverimento della popolazione europea. I carburanti risulterebbero essere la leva adatta allo scopo. Aumentando i prezzi dei carburanti inesorabilmente aumenterà ogni cosa, quindi i nostri conti correnti verranno continuamente erosi e i nostri guadagni perderanno potere d’acquisto. Un tentativo di tamponare la situazione arriva dal Governo che per cercare (anche se in modo a mio parere insufficiente) di arginare il malessere generale della popolazione italiana, intervenendo con strategie finanziarie per calmierare il prezzo dei carburanti.

Il nuovo mondo del calendario Maya

Tramite la scusa del calendario Maya, nel 2012 gli esoteristi ci stavano avvertendo che avremmo dovuto scontrarci con il cambio di un’era e così è avvenuto.

A dire il vero un sistema travolgente e rapido ci sarebbe per ridefinire positivamente la situazione dell’Italia: uscire dalla UE e iniziare ad utilizzare i nostri carburanti imponendo i nostri prezzi che attualmente vengono imposti dall’ ICE britannica. Come sempre per calmare gli animi si usano strategie insufficienti allo scopo, comunque meglio di nulla.

Chi viene penalizzato ancora una volta? Le aziende, per il fatto che l’effetto tampone riguarderebbe la benzina, mentre il diesel, verrà meno incentivato. Ricordiamo che camion e furgoni aziendali sono tutti alimentati a gasolio. Diciamo che se si fosse di fronte ad un tentativo pur paliativo per dare ossigeno all’economia, dovrebbe essere il contrario, il gasolio dovrebbe essere il privilegiato dagli incentivi governativi ma come sempre avviene il contrario. Questo per il fatto che a quanto penso i vertici della politica, TUTTI, siano concordi con le decisioni del sistema che regola il vecchio mondo anche se presto penso che non potranno scampare alla morsa del nuovo mondo che li “stritolerà”.

Nelle prossime righe da un articolo di Teresa Monaco cercheremo di comprendere quanto incidano gli incentivi e a quali carburanti siano rivolti.

Taglio accise e bonus 100 euro: dal 7 giugno il pieno diesel aumenta di 3 euro

di Teresa Monaco

Dal 7 giugno 2026 il taglio delle accise sui carburanti cambia peso: la benzina mantiene lo sconto, mentre il diesel perde metà dell’aiuto fiscale. Il decreto proroga la misura fino al 3 luglio, ma riduce il beneficio sul gasolio e riapre il dossier degli aiuti mirati, dal bonus da 100 euro ai benefit aziendali per chi usa l’auto ogni giorno. Il nodo non è solo la pompa: è il bilancio energetico complessivo delle famiglie.

Accise, il nuovo conto parte dal diesel

Il decreto del Ministero dell’Economia, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, conferma fino al 3 luglio il meccanismo delle accise mobili: lo Stato usa una parte dell’extragettito Iva generato dai rincari per sterilizzare temporaneamente il prezzo alla pompa. La copertura vale 149,4 milioni di euro, prelevati dal maggior gettito Iva registrato tra il 1° e il 31 maggio 2026.

La benzina resta a 622,90 euro per mille litri di accisa, con uno sconto di 5 centesimi al litro, pari a 6,1 centesimi includendo l’Iva al 22%. Sul gasolio, invece, l’accisa sale da 572,90 a 622,90 euro per mille litri: lo sconto passa quindi da 10 a 5 centesimi, cioè da 12,2 a 6,1 centesimi al litro con Iva.

In pratica, il nuovo equilibrio fiscale produce tre effetti immediati:

  • il taglio sulla benzina resta fermo a 5 centesimi al litro;
  • il taglio sul diesel viene dimezzato da 10 a 5 centesimi;
  • un pieno diesel da 50 litri costa circa 3,05 euro in più rispetto al giorno precedente.

Perché il pieno pesa più del prezzo al litro

Il rialzo del diesel arriva mentre i prezzi medi self sulla rete ordinaria restano appena sotto la soglia psicologica dei 2 euro: 1,921 euro al litro per la benzina e 1,980 per il gasolio. In autostrada, però, il quadro è più pesante: 2,020 euro al litro per la benzina e 2,072 per il diesel, con il gasolio destinato a superare di nuovo quota 2,10 euro dopo la riduzione dello sconto.

La questione carburanti si inserisce in un mercato energetico già sensibile a inflazione, materie prime e fiscalità indiretta. Per famiglie e imprese, il prezzo alla pompa non vive separato dal resto delle spese: trasporti, logistica, riscaldamento, bolletta e contratti domestici concorrono alla stessa pressione mensile.

Il taglio dimezzato sul diesel pesa soprattutto su pendolari, artigiani, piccole imprese e filiere che dipendono dal trasporto su gomma. Le stime dei consumatori indicano un aggravio settimanale di 17,1 milioni di euro per gli automobilisti italiani solo per il minore sconto sul gasolio. Se il confronto si fa con il precedente taglio da 20 centesimi, il conto settimanale salirebbe oltre 50 milioni.

Bonus 100 euro: aiuto mirato, ma non ancora automatico

Il bonus carburanti da 100 euro resta il simbolo del cambio di strategia: meno sconti uguali per tutti, più interventi selettivi. L’ipotesi studiata riguarda nuclei con Isee fino a 15.000 euro, circa 1,2 milioni di famiglie, con un costo stimato intorno a 120 milioni di euro. La misura, però, non è entrata nel decreto del 7 giugno e l’accelerazione tramite carta sociale è stata frenata dalle risorse limitate e dai dubbi politici.

Image by Willfried Wende from Pixabay

Più concreta, almeno nel breve periodo, è la pista dei benefit tramite imprese: voucher o bonus carburante aziendali, con agevolazioni fiscali, per lavoratori che usano l’auto negli spostamenti casa-lavoro. È una logica più chirurgica rispetto allo sconto alla pompa, ma meno immediata per chi oggi vede aumentare il pieno e deve già monitorare il costo della luce o valutare offerte luce gas più sostenibili per il bilancio familiare.

La proroga fino al 3 luglio compra tempo, ma non chiude il problema. Il sistema delle accise mobili funziona finché l’extragettito Iva consente di finanziare il taglio; quando i prezzi industriali scendono, anche lo spazio fiscale si riduce. Per questo il prossimo passaggio sarà decisivo: scegliere se continuare con misure tampone o costruire aiuti più mirati, in un mercato libero dove famiglie e imprese devono ormai leggere insieme carburanti, energia e potere d’acquisto.

Fonte: https://www.papernest.it/blog/taglio-accise-diesel-bonus-100-euro-7-giugno/

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Author: ospite ospite

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