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E’ passato ormai qualche anno dal tentativo non certo andato a buon fine di forzare la mutazione dell’automotive dai motori endotermici a quelli elettrici. Si erano illusi di guadagnare fior di denaro cercando di agire sulla falsa scusa dei cambi climatici tuttavia gli italiani non hanno abboccato all’amo se non in piccolissima parte. La parte più esigua degli italiani ha optato per l’elettrico solamente per l’illusione di un risparmio sui carburanti nel lungo periodo, tuttavia appena iniziato a vendere le nuove auto, le bollette sono cresciute portando il risparmio a poco o nulla, considerando anche i prezzi altissimi delle nuove vetture e i costi di manutenzione.
Non l’avevano calcolato?
Nella perfezione della perfidia dei burattinai che gestiscono la finanza e i mercati non c’è stata molta furbizia. In questo caso non è che gli italiani siano stati scaltri, diciamo che la grazia divina li ha protetti da un secondo grave errore. Dopotutto la mancanza di scaltrezza li avrebbe obbligati precedentemente a prendere la decisione di “suicidarsi” per non aver paura, chi ha orecchie per intendere intenda.

E’ assurdo poter pensare di obbligare un popolo come quello italiano a demolire le proprie vetture diesel e benzina per acquistare quelle elettriche, considerando il fatto che il guadagno lo si fa sui numeri. I numeri vengono dalla massa che acquista felicemente e con disinvoltura determinati prodotti. Come possono gli italiani della classe dominante (quella media e quella povera) sostituire la propria vettura, considerando il fatto che le retribuzioni sono ferme da almeno una generazione e non permettono di certo, una grande elasticità nella spesa, anzi, l’Italia va verso una contrazione della spesa. Oggi famiglie italiane faticano ad arrivare alla fine del mese. Non ci vuole certo un genio a capire che le vetture elettriche già carissime alla fonte,e con il pacchetto batterie efficiente fino a una media di 10 anni, destinate a un popolo che guadagna troppo poco non siano appetibili. A causa di questo mercato demenziale ci sarebbero stati anche copiosi investimenti sulle colonnine di ricarica che comunque rimangono sempre troppo poche, tuttavia il denaro di aziende provate e dei contribuenti è stato dilapidato in una rete destinata alla ricarica delle autovetture, che almeno per il momento non va come dovrebbe andare e in fututo forse sarà obsoleto. Vi sembra positivo andare a ROma con una vettura elettrica e impiegare circa 10 ore? Fate voi i conti. Fino a quando non si troveranno batterie leggerissime e molto performanti che abbiano una maggior durata nel tempo e che si ricarichino con estrema rapidità ma che offrano la possibilità di fare più strada con un pieno di corrente, questo mercato rimarrà un flop.
Il risultato? L’occidente si suicida da solo.
Il risultato? Le fabbriche di automobili di mezza Europa hanno perso talmente tanto fatturato da sfiorare il fallimento ma dall’altro canto hanno offerto su un piatto d’argento il buisness dell’automotive alla scaltra Cina. Dopotutto la Cina già da tempo produceva parti meccaniche, motori, e pezzi per i principali brand permettendo agli stessi di triplicare i guadagni risicatissimi per la produzione e vendita di autoveicoli fabbricati in occidente, un mercato sempre più povero nel quale di propongono veicoli sempre più cari, un mercato arrivato già da anni alla saturazione, che per guadagnare deve vincolare il cliente a tagliandi, a vetture che si guastano “a tempo” e via dicendo. Così facendo la Cina è divenuta leader del settore dell’automotive senza neppure dover muovere un dito, proponendo bellissime vetture a prezzi di oltre il 50 per cento inferiori a quelle europee. L’ambizione e la sete di guadagno delle aziende UE, il dare credito alle fantasie demenziali diuna certa classe politica si sarebbe rivelata un boomerang. Oggi la Cina starebbe invadendo i mercati con bellissime autovetture a motore endotermico in barba alla transizione ecologica tanto osannata dai burocrati di Davos. Chi la potrà fermare? Nessuno. Termino l’introduzione con una personale affermazione sulla quale consiglio di riflettere:
– Ci rendiamo conto da chi saremmo guidati eticamente ed economicamente? Tirate voi le conseguenze del caso.
Oltre al danno la beffa
Quello che è la beffa è il fatto che i cinesi trovino la strada sgombra anche nel settore delle autovetture, divenendo in pochi anni leader di mercato. L’occidente si è suicidato da solo. Come sempre la stupidità ha fatto la propria parte, regalando agli strateghi cinesi mercati importantissimi per il sistema economico europeo. Dopotutto la Cina entro il 2050 si sarebbe fissata a divenire “padrona del mondo” e lo starebbe facendo con il nostro contributo e con l’aiuto di una politica insulsa, che a mia opinione neppure sa legiferare. A questo punto, per riuscire a “sbolognare” le vetture elettriche prodotte e poter fare un minimo di “cassetto” ecco arrivare gli incentivi per la rottamazione dell’endotermico. Vediamo se gli italiani abboccheranno anche a questa esca.

Nelle prossime righe da un articolo della giornalista Teresa Monaco cercheremo di comprendere gli incentivi per la rottamazione della vecchia vettura se cambiata con una elettrica.
Nuovi incentivi per veicoli elettrici: al via il decreto che spinge la mobilità sostenibile
L’Italia accelera sulla transizione verso una mobilità a zero emissioni con il lancio di nuovi incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi plug-in. Il decreto, legato al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), introduce un pacchetto di misure volto a favorire la diffusione delle auto ecologiche e ridurre l’impatto ambientale dei trasporti. Le nuove regole puntano a sostenere cittadini e imprese, garantendo al contempo un allineamento con gli obiettivi europei sul clima e l’energia.
Il decreto del MASE: risorse mirate e obiettivi chiari
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha annunciato l’entrata in vigore di un nuovo decreto che prevede l’erogazione di incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi plug-in, con l’obiettivo di accelerare la transizione ecologica del settore automotive. Il provvedimento, parte integrante del PNRR, mette a disposizione risorse significative per sostenere famiglie e imprese nella sostituzione di veicoli inquinanti con mezzi a basse emissioni.
La misura si rivolge non solo ai privati, ma anche a flotte aziendali e operatori professionali, promuovendo così un ricambio strutturale del parco circolante. I contributi previsti variano a seconda della tipologia di veicolo e delle emissioni prodotte, privilegiando quelli totalmente elettrici. Un ulteriore incentivo è previsto per chi rottama un veicolo più vecchio e inquinante, rafforzando l’impatto ambientale positivo dell’iniziativa.
Gli obiettivi del MASE si inseriscono in una strategia più ampia:
- ridurre l’inquinamento,
- abbattere le emissioni di CO₂,
- favorire lo sviluppo di un mercato competitivo e sostenibile per i veicoli elettrici.
Le istituzioni sottolineano inoltre la necessità di accompagnare le misure economiche con infrastrutture di ricarica diffuse e accessibili, affinché i benefici possano essere concreti e duraturi. Questo decreto rappresenta quindi un tassello chiave nel percorso italiano verso una mobilità sostenibile e allineata agli standard europei.
Impatti sul mercato automotive e prospettive per i consumatori
L’introduzione degli incentivi avrà inevitabilmente un impatto sul mercato automobilistico italiano, che da anni registra un ritardo rispetto ad altri Paesi europei nella diffusione dei veicoli elettrici. Grazie al sostegno pubblico, i costruttori potranno incrementare le vendite di modelli elettrici e plug-in, offrendo soluzioni sempre più competitive sul piano dei prezzi. Questo meccanismo dovrebbe ridurre il divario tra auto tradizionali e a zero emissioni, aumentando l’accessibilità per un numero maggiore di consumatori.

Per i cittadini, il nuovo sistema di bonus rappresenta un’opportunità concreta di ridurre i costi legati all’acquisto di un veicolo sostenibile. La possibilità di ottenere incentivi più elevati in caso di rottamazione rende l’opzione elettrica ancora più vantaggiosa, specialmente per chi intende sostituire vecchi modelli a benzina o diesel. Tuttavia, restano alcune criticità legate al prezzo iniziale di certi modelli e alla disponibilità di stazioni di ricarica diffuse sul territorio. Per affrontare questi aspetti, è fondamentale che le famiglie siano informate anche sui temi collegati al costo della luce e all’evoluzione del mercato energetico, che influenzano direttamente i risparmi ottenibili con la mobilità elettrica.
Le associazioni di categoria e gli analisti del settore vedono nel decreto una leva importante per stimolare la crescita del mercato e favorire la transizione ecologica, ma avvertono che sarà necessario un monitoraggio costante dei risultati. Solo con una politica di lungo periodo, capace di garantire continuità agli incentivi e sviluppo delle infrastrutture, i consumatori potranno maturare una fiducia stabile nei confronti della mobilità elettrica. In questo senso, il decreto segna un primo passo concreto, ma non definitivo, verso un futuro più sostenibile.
Transizione sostenibile e sfide per il futuro della mobilità
Gli incentivi varati con il nuovo decreto non rappresentano solo un sostegno economico, ma un segnale politico forte che ribadisce l’impegno dell’Italia verso la transizione ecologica. La mobilità elettrica è considerata uno dei pilastri fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi climatici fissati dall’Unione Europea e per il miglioramento della qualità dell’aria nelle città italiane, dove il traffico resta una delle principali fonti di inquinamento.
Accanto al sostegno diretto ai cittadini, la misura del MASE mira a stimolare anche l’innovazione tecnologica e la filiera industriale nazionale. Le case automobilistiche sono spinte ad accelerare la produzione di modelli elettrici, mentre gli operatori della rete dovranno investire nell’espansione delle infrastrutture di ricarica. Un ruolo chiave sarà giocato anche dalle energie rinnovabili, che possono garantire una mobilità davvero a zero emissioni. In questo scenario, le scelte dei consumatori in tema di offerte luce e gas possono diventare un tassello importante per favorire un sistema energetico più sostenibile.

Le sfide restano comunque rilevanti:
- adeguamento della rete elettrica,
- gestione sostenibile delle batterie,
- superamento delle resistenze culturali legate all’uso dei veicoli tradizionali.
Solo attraverso un impegno coordinato tra istituzioni, imprese e cittadini sarà possibile trasformare gli incentivi in un cambiamento reale e duraturo. In questo scenario, il decreto appena approvato rappresenta un tassello fondamentale, ma dovrà essere seguito da ulteriori politiche di sostegno e da una visione strategica di lungo periodo per rendere la mobilità sostenibile una realtà diffusa e accessibile a tutti.
Fonte: http://papernest.it
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