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Per chi legge da tempi i nostri articoli è noto che il fatto di non essere concordi con la mutazione dell’ automotive da motore termico a motore elettrico. La nostra opinione non è basata su presunzione di opinioni ma su un ragionamento molto logico.

Motore elettrico VS termico

Per produrre energia elettrica allo stato odierno è necessario bruciare combustibile fossile quindi meglio è inserirlo direttamente nel serbatoio ed eliminare un passaggio e nulla cambia. Con l’elettrico a quattro ruote viene solo spostato il problema dei fumi della marmitta e dei residui per la produzione che in questo caso iniziano nei pressi dalla centrale energetica risparmiando le città, tuttavia la questione CO2 (che poi non demonizzerei affatto essendo basilare per la nostra respirazione) e gas inquinanti resta invariata e il vento li sposta in seguito in tutto il territorio.

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Secondo tassello: il pianeta non è inquinato al punto da collassare, anzi, le foreste in aumento puliscono l’aria quindi la teoria dell’ inquinamento a causa dell’industrializzazione cade conoscendo che la vita umana, a detta di scienziati intellettualmente onesti come per fare un paio di nomi altisonanti Prodi e Zichichi l’era industriale contribuisce un massimo del 5% dell’inquinamento ambientale. Un secondo problema è il nodo dello smaltimento delle batterie che durano al massimo 10 anni e sono altamente inquinanti. Anche in questo caso fandonia colossale sdoganata per falsa necessità. A conti fatti a voler guardare con estrema onestò una vettura elettrica dalla nascita alla morte inquina pi+ di una vettura a motore termico.

Terzo tassello il risparmio. Ile risparmio non incide più di tanto caricando la vettura di elettricità dati gli aumenti a carico dell’energia elettrica che abbiamo subito negli ultimi tempi, inoltre la manutenzione di queste autovetture è maggiore che in quelle tradizionali.

Quarto tassello le colonnine di ricarica e i tempi di ricarica. I tempi di ricarica sono lunghissimi e le colonnine troppo poche. Fino a quando si deambula in città il problema è minimale ma se di deve affrontare un viaggio lungo allora il problema si fa sentire. E’ impensabile andare a Roma in circa 10/12 ore a causa delle ricariche. Le autovetture elettriche sono più sensibili agli incendi e quando si bruciassero non si spegnerebbero molto facilmente a causa delle batterie di accumulo quindi in fatto di sicurezza sono inferiori alle tradizionali.

Vantaggi: alcuni vantaggi potrebbero esserci qualora l’energia fosse prodotta a basso costo e da fonti inesauribili a basso impatto ambientale, come le centrali atomiche a fusione nucleare o a fissione e qualora la nazione fosse disseminata di colonnine di ricarica. Un possibile vantaggio potrebbe esserci qualora di scoprano batterie a lunga durata di vita. Da alcune ricerche sappiamo che sarebbero state scoperte batterie della durata di una vita. In questo caso l’elettrico diviene più interessante anche perchè la ricarica di queste batterie di nuova concezione dura circa 15 minuti.

Resta il nodo dei relativi chilometri di autonomia e del maggior peso degli autoveicoli elettrici dovuto al pacchetto batterie. Un vantaggio consiste nel fatto che una vettura usata di almeno 8 anni, dopo una revisione all’impianto elettrico e un cambio del pacchetto batterie può tornare in vendita mantenendo bene o male un certo prezzo.

L’idea dell’automotive elettrico

L’idea di portare i popoli verso la sostituzione dei veicoli tradizionali con quelli elettrici è puramente commerciale. Essa è basata sulla creazione di un falso problema e su una soluzione per risolverlo ovvero, convincere i cittadini colpevolizzandoli di essere “parassiti” che popolano e inquinano la terra a dismisura e quindi puntare sull’inquinamento e su leggi coercitive in modo da obbligare a cambiare il mercato delle autovetture. il cambio del mercato punta al fatto che la produzione dell’ automotive tradizionale sia in stallo e i mercati specifici saturi da troppo tempo. In pratica si producono più vetture di quanto se ne consumino. Un fattore che preme su questa necessità consiste nel fatto che essendo le retribuzioni  troppo basse a causa di manovre fiscali dissennate, i cittadini cercano di mantenere nel tempo il proprio veicolo considerato che quelli nuovi, sono sempre più cari per il consumatore finale, anche se in realtà non lo sono per la casa produttrice per la quale si rivelerebbero più economici, dato che l’elettronica li domina e le centraline elettroniche costano meno di particolari meccanici. Ora che avete compreso che si tratta sempre di un grande inganno creato dalla medesima matrice del Covid per arrivare ad un certo siero, leggerete le prossime righe scritte dalla giornalista Teresa Monaco con una visione più nitida e reale da quanto si vorrebbe far credere.

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Elettrico e ibrido: due alleati per cambiare i mercati e la mentalità del consumatore

Quando di parla del 71,1% di veicoli immatricolati in più non deve spaventare gli scettici dato che il 71,1% di zero è sempre zero. Le auto elettriche sono state un vero e proprio flop che ha spostato il mercato sull’ibrido. Se così non fosse le catene dei grandi brand non sarebbero state sospese.

L’ibrido ha un solo scopo altamente commerciale: far abituare a lungo andare all’elettrico che verrà ripreso in futuro quando la mentalità dei consumatori sarà più malleabile su questo tema. Questo stratagemma è stato pensato perchè i popoli hanno capito l’inganno. Detto questo cos’è il 71,1% in più di immatricolazioni se alla base erano cifre senza alcun peso economico? Si tratta ancora una volta di informazioni fuorvianti dedite all’inganno massivo cui il mainstream è molto esperto.

Se il dato fosse sincero non si comprenderebbero i motivi del rincaro esagerato del mercato delle autovetture usate. Fino a che verranno varate leggi restrittive per i veicoli termici, menzogne mediatiche su menzogne, incentivi per l’acquisto di auto elettriche e produzione inferiore di vetture tradizionali, forse le immatricolazioni aumenteranno un po’. A parità di scelta credo che i popoli non degnerebbero neppure di un pensiero le vetture elettriche, almeno per il momento dato che di greggio in realtà ne esiste ancora per secoli.

Il mercato delle auto elettriche accelera in Italia: a Marzo 2026 +71,1% di immatricolazioni

Le auto elettriche tornano al centro del mercato europeo, questa volta non soltanto per ragioni ambientali, ma per una convenienza economica resa più evidente dalla crescente instabilità energetica. A marzo 2026, in Italia, le immatricolazioni full electric sono aumentate del 71,1% su base annua, mentre nell’Unione europea la crescita è stata del 48,9%. L’elettrico non appare più come una nicchia tecnologica, ma come una risposta concreta ai rincari dei carburanti e alla dipendenza dalle importazioni.

Il nuovo slancio dell’elettrico in Italia

Il mercato italiano ha registrato a marzo 16.033 nuove vetture full electric, portando la quota di mercato all’8,6%, contro il 5,4% dello stesso mese del 2025. Nei primi tre mesi dell’anno le immatricolazioni elettriche sono arrivate a 37.836 unità, con un incremento del 64,7% e una quota del 7,8%. Il parco circolante nazionale ha così raggiunto 396.811 auto elettriche al 31 marzo, un livello ancora distante dai principali Paesi europei, ma sufficiente a indicare un’accelerazione reale.

A sostenere la domanda hanno contribuito gli incentivi introdotti in autunno, esauriti in un solo giorno, e una maggiore disponibilità di modelli più accessibili. Anche la rete di ricarica mostra segnali di crescita: nell’ultimo trimestre 2025 l’Italia ha superato 73.000 punti di ricarica, con un aumento del 14% su base annua. Il nodo resta la discontinuità delle misure pubbliche: senza regolamentazioni e incentivi più stabili, la crescita rischia di arrestarsi non appena le politiche temporanee di sostegno vengano meno.

Il pieno elettrico pesa meno sul bilancio familiare

La guerra in Iran e le tensioni sullo Stretto di Hormuz hanno rafforzato il vantaggio economico dell’elettrico, ampliando il divario con benzina e diesel. Il risparmio emerge  sulle distanze brevi: percorrere 100km con una vettura elettrica costa in media 5,6 euro con ricarica domestica, un dato legato anche al costo dell’energia elettrica e alle condizioni dei contratti domestici. Con pacchetti e abbonamenti alle colonnine pubbliche, invece, la spesa varia tra 6,8 e 10,4 euro.

La differenza diventa più visibile sulle percorrenze annue, considerando una media italiana di circa 10.200km l’anno, il confronto economico mostra un divario netto tra elettrico e motori tradizionali:

  • La ricarica domestica porta il costo annuo a 571 euro, rendendo l’auto elettrica più competitiva sulle percorrenze medie e più sensibile all’andamento del prezzo all’ingrosso dell’elettricità.
  • L’uso di colonnine con formule dedicate oscilla tra 693 e 1.060 euro, mantenendo comunque un vantaggio rispetto ai carburanti tradizionali.
  • La spesa annua stimata arriva a 1.183 euro per un’auto a benzina e a 1.208 euro per una diesel, confermando il peso dei rincari sul bilancio degli automobilisti.

Il risparmio massimo indicato raggiunge il 52,7%, pari a 637 euro l’anno rispetto al gasolio.

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Altri carburanti

Per essere equi calcoleremo anche i consumi indicativi di vetture con carburanti tradizionali: una vettura benzina con impianto GPL con una media di 15KM/Litro, per percorrere 100 Km ai prezzi altissimi di oggi richiede circa 5 Euro di gas che la fa essere vincente sull’elettrico o almeno alla pari. Calcoliamo un diesel su 100Km (il diesel consuma meno che un motore a benzina) facciamo una media di 20 Km/Litro avremo una spesa di 9,85 euro al prezzo del gasolio di oggi 1,97/litro) che lo rende un poco più sconveniente tuttavia la vettura diesel ha un motore che dura molti km in più delle vetture a benzina quindi la macchina si cambia meno frequentemente e in questo caso il risparmio è stellare se si considera questo fattore. Una vettura a benzina invece mediamente fa 15 Km/litro su 100 Km ai prezzi di oggi (1,75/litro) percorrerà 100Km con 11,66 Euro.

La guerra in Iran non durerà a lungo quindi fra un po’ tutto passerà e i prezzi dei carburanti saranno necessariamente calmierati. Il greggio italiano oltrettutto non arriva via nave dallo stretto ma dalla libia e dall’Algeria dagli oleodotti.

la speculazione finanziaria

Anche in questo caso si tratta di pura speculazione. Il prezzo del petrolio di decide a Londra e la guerra oggi è fra USA, Russia e Cina contro Londra, Parigi e Israele quindi il prezzo dei carburanti è aumentato per pura speculazione. Non vi siete mai chiesti i motivi per i quali il gasolio costi più della benzina che subisce una raffinazione maggiore e la rende più cara alla fonte? Fatevi qualche domanda e le risposte arriveranno molto presto. Non preoccupatevi che qualora le autovetture elettriche dovessero dominare le strade, i prezzi dell’energia aumenteranno eguagliando quelli del diesel, gas e benzina anzi, forse i prezzi dell’energia li supereranno essendo la richiesta maggiore dell’offerta.

La nuova corsa europea tra incentivi e colonnine

Il fenomeno italiano si inserisce in una dinamica più ampia: nell’UE, a marzo, le auto elettriche  hanno superato il 20% del mercato mensile e nel primo trimestre hanno raggiunto il 19,4%, contro il 15,2% di un anno prima. L’ACEA collega questa crescita anche a benefici fiscali e ai regimi di incentivazione riformati nei principali Paesi. Le ibride restano comunque la prima alimentazione elettrificata, con il 38,6% del mercato e oltre un milione di immatricolazioni trimestrali.

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La partita decisiva sarà, però, trasformare il vantaggio economico in una crescita stabile del mercato. La convenienza economica può rappresentare un’ottima spinta per la domanda, ma la tenuta del mercato dipenderà da ricariche diffuse, fiscalità coerente anche rispetto al ruolo di ARERA, prezzi d’ingresso più accessibili, maggiore confronto tra offerte luce e interventi di efficienza energetica. Senza questi elementi, l’accelerazione del 2026 rischia di restare una svolta incompleta.

Fonte: https://www.papernest.it/blog/mercato-auto-elettriche-italia-2026-crescita-costi/

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