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Uno dei bonus di sicuro interesse, data la corsa alla tecnologia cui siamo spinti nei paesi occidentali sarà con certezza il bonus domotica. Già da diversi anni sentiamo parlare spesso di Domotica, esattamente, di cosa si tratta? La domotica è l’insieme delle tecnologie che permettono di automatizzare e controllare gli impianti e i dispositivi di una casa, migliorandone comfort, sicurezza ed efficienza energetica ma affidando tutto alla rete elettrica, soprattutto alla rete internet sia fissa che mobile. Il termine deriva dal latino domus (casa) e indica quindi, in senso ampio, una “casa intelligente”.
“L’avvocato del diavolo”
A voler ben guardare questo è il primo tassello del transumanesimo, l’uomo che si fonde alla macchina, tramite la tecnologia accentra il comando di una parte del proprio territorio o “habitat” come la propria casa e l’affida ingenuamente a terzi, pensando di essere il “padrone della situazione” . Con il passare del tempo il cittadino si accorgerà di aver delegato se stesso e la propria vita ad altri che neppure conosce. Non è nostro desiderio criticare sempre in modo e negativamente il progresso il progresso è una grande risorsa a patto che sia gestito con onestà di intenti e trasparenza, cosa che oggi non avviene. Il nostro compito è rilevare i vantaggi e gli svantaggi delle situazioni ed esporveli. In questo caso la libertà diverrà proprietà solamente di coloro che avranno gli occhi ben aperti. A cosa servirebbe la digitalizzazione? A mio parere per stringere il campo ai cittadini. Questo è il vero scopo di tali leggi e a ben guardare la domotica ne è una sezione molto importante. La tecnologia è una cosa positiva, fatto è che qualcuno dietro le quinte sta progettando di utilizzarla male e non certo a nostro vantaggio ma a proprio esclusivo vantaggio.
Volendo fare “l’avvocato del diavolo” anche questo sistema è proiettato verso una pericolosa (apparente) comodità soggettiva ma a guardar bene dipendente da terzi. Questa illusione di comodità si rivelerà molto presto un gigante dai piedi d’argilla per il fatto che anche la domotica sia legata completamente alla rete elettrica e ai server di rete. Se essa venisse a mancare o il server di rete avesse dei default per qualche ragione sarebbero guai. Una seconda ragione a cui la domotica sporge il fianco alla delinquenza del sistema, è il fattore buisness. La delicatezza di tali impianti che come tutti gli impianti legati all’automazione sono dipendenti dalla rete elettrica, essendo regolati certamente da centraline, sporgono il fianco ai guasti. Le riparazioni non saranno certo economiche, come pure gli impianti domotici in genere ma quello che è il risvolto più subdolo è che chi controlla l’energia e la rete nessuno lo conosce dato che sono aziende multinazionali.
Ammettete un particolare negativo che può sempre accadere: qualcosa va storto economicamente quindi per causa di forza maggiore, non pagate l’abbonamento internet o la bolletta elettrica per qualche mese perchè vi mancano le entrate che avrebbero dovuto arrivare in un certo periodo. I fornitori di energia a questo punto vi riducono l’elettricità e poi ve la tolgono, la rete invece ve la tolgono immediatamente, loro sono meno pazienti. Cosa fareste in questo caso? Nella vostra casa non funzionerà più nulla. Se doveste avere fotovoltaico con batterie di accumulo per la corrente elettrica sareste salvi a metà, ma se dovessero togliervi la rete fissa e mobile allora sarebbero guai più seri.
Il risvolto del “confort”
Dal punto di vista del confort certo è che la comodità non ha prezzo e tenere tutto controllato dal telefono è molto comodo e affascinante anche se ci si trovasse all’estero. La fusione fra informatica e impianti elettrici tuttavia come spiegato nelle righe precedenti, sporgerebbe il fianco al controllo soggettivo e alla schiavitù di due soli fornitori: l’elettricità e la rete internet. Oggi abbiamo anche il gas naturale e se dovesse mancare la corrente per qualche ragione, potremmo comunque riscaldare la casa e cucinare pur se con fatica, mancando l’elettricità ma se tutto fosse legato alla rete elettrica sarebbero guai seri.
Il tentativo più subdolo del sistema è legare la maggior parte delle persone a un solo sistema centralizzato. Fatto questo gli utenti sarebbero dipendenti dal sistema energetico proposto e che in seguito potrà arricchire il sistema facendo lievitare i prezzi dell’energia al rialzo senza alcun problema. Questo è l’esempio più esplicito del rischio che si corre ad essere consumatori in un sistema monopolizzante. Ci sono anche altre motivazioni più subdole che possono essere legate al “confort eccessivo” della domotica. Il peggiore è lo spionaggio soggettivo. Ricordate come con le Smart TV riuscivano a spiare i dialoghi nelle case dei cittadini? Si tratta di alcuni anni or sono, il medesimo vizio dello spionaggio si presume sia una realtà, tramite i comandi vocali del telefono e dei server collegati alla rete, quei router e quegli apparecchi “intelligenti” che ci servono tramite comandi vocali per intenderci. Tramite la mania del confort e la fobia della sicurezza il sistema starebbe facendoci accettare la schiavitù totale.
Per quale motivo pensate che lo stato vi regali dei bonus incentivanti per un sistema che non è assolutamente necessario? Fateci un pensiero: nessuno regala mai nulla nel commercio. Nelle prossime righe da un articolo della giornalista Teresa Monaco potremo comprendere meglio i bonus domotica 2026 ma prima specificheremo nei dettagli cosa si intende per domotica.
Cos’è la domotica
La domotica integra sistemi elettronici, informatici e di comunicazione per gestire in modo centralizzato o remoto funzioni domestiche come illuminazione, riscaldamento, sicurezza e intrattenimento. Grazie alla diffusione dell’Internet of Things (IoT), oggi è possibile controllare molti dispositivi direttamente da smartphone o tramite comandi vocali.
Come funziona
Un sistema domotico è composto da:
Sensori: rilevano dati (temperatura, movimento, luminosità)
La domotica è in continua evoluzione e sempre più accessibile. L’integrazione con l’intelligenza artificiale permetterà alle abitazioni di anticipare i bisogni degli utenti, rendendo le case ancora più efficienti e personalizzate.
Conclusione
La domotica rappresenta un passo importante verso abitazioni più intelligenti, sostenibili e sicure. Anche se richiede un investimento iniziale, i benefici a lungo termine la rendono una soluzione sempre più diffusa nelle case moderne.
Bonus domotica 2026: cose da sapere per risparmiare fino al 65%
Articolo di Teresa Monaco
Nel 2026 il bonus domotica resta un’opportunità concreta, ma con criteri più selettivi rispetto agli anni passati. L’incentivo premia interventi con impatto reale sull’efficienza energetica e richiede una pianificazione precisa, sia tecnica sia fiscale. Per partire con il piede giusto conviene leggere i consumi attuali direttamente dalla bolletta luce e gas, così da impostare l’intervento su dati reali e non su stime generiche.
Detrazione e tetto di spesa: i numeri da fissare prima dei lavori
Nel 2026 la detrazione è pari al 50% per l’abitazione principale, al 36% per gli altri immobili residenziali e può arrivare fino al 65% per immobili strumentali. Il tetto massimo resta 15.000 euro per unità immobiliare, quindi il beneficio fiscale va sempre calcolato entro questo perimetro.
Il reddito incide in modo diretto: il beneficio è pieno fino a 75.000 euro, si riduce tra 75.000 e 100.000 euro e subisce un’ulteriore contrazione oltre i 100.000 euro. Inoltre il recupero avviene in 10 quote annuali tramite dichiarazione dei redditi, quindi la convenienza va letta sul medio periodo e in base alla capienza fiscale.
Per rendere la stima più accurata, è utile affiancare alla simulazione fiscale anche il riferimento al costo kWh, perché il ritorno economico della domotica dipende non solo dalla detrazione, ma anche dal prezzo effettivo dell’energia che si evita di consumare.
Requisiti tecnici e adempimenti: dove si gioca l’ammissibilità
Per accedere al bonus, l’impianto deve rispettare i criteri della norma EN 15232, con sistemi almeno in classe B, capaci di controllo da remoto, programmazione e monitoraggio dei consumi. Non basta quindi una casa più “connessa”: serve un sistema che migliori in modo misurabile il rendimento energetico.
Sono ammesse le spese per dispositivi e componenti direttamente collegati al sistema di automazione energetica.
Sono ammesse le spese per installazione, configurazione e opere accessorie strettamente funzionali all’intervento.
Sono ammesse le prestazioni professionali necessarie a progettazione, verifica tecnica e certificazione.
Restano escluse le componenti che non incidono in modo diretto sul funzionamento energetico dell’impianto.
Prima di scegliere l’assetto definitivo conviene confrontare il proprio profilo con indicatori di consumo energetico, così da evitare impianti sovradimensionati o poco coerenti con i fabbisogni reali della casa.
Quando la climatizzazione pesa molto in bolletta, ha senso fare una verifica mirata anche sul consumo del condizionatore, perché spesso è proprio lì che la domotica può generare il taglio più visibile dei costi annuali.
Dalla detrazione al risparmio reale: la strategia dopo l’installazione
La parte amministrativa resta decisiva: pagamenti tracciabili, documenti coerenti e comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori. Anche un impianto corretto può perdere il beneficio fiscale se la pratica viene gestita in modo incompleto o con errori formali.
Nei casi di trasloco o riassetto utenze, la voltura luce e gas può aiutare a mantenere allineati intestazioni, fornitura e documentazione dell’intervento, riducendo attriti operativi che spesso rallentano la procedura.
Dopo l’installazione, il risparmio dipende anche dal contratto energia attivo: confrontare le offerte luce e gas consente di adattare la fornitura al nuovo profilo di consumo e valorizzare meglio l’investimento fatto.
Per una scelta più completa, può essere utile affiancare al confronto economico anche una lettura qualitativa della classifica dei fornitori luce e gas, così da unire prezzo, servizio e stabilità nel tempo.
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