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In questo momento in cui il sole forma questa meravigliosa estate che, come di consueto fa del nostro clima tipicamente continentale una zona piuttosto calda tipicamente padana, son certo che non si pensa al freddo che fra qualche mese busserà alle nostre porte. Per il momento gli italiani penseranno bene di rinfrescarsi presso i numerosi e bellissimi laghi del nord o i mari magnifici che il centro e il sud Italia offrono. Ciò che è necessario comprendere che fra un paio di mesi inizieranno ad accorciarsi sensibilmente le giornate. Da quel momento gli italiano capiranno che l’inverso con il freddo tipicamente continentale sta preparandosi. Non so come sarà il prossimo inverno che speriamo essere nella norma tuttavia saremo costretti a riscaldarci in qualche modo, o tramite la classica caldaia a metano oppure tramite biomasse. Ciò che è necessario ricordare consiste nel fatto che dovremo iniziare a scaldare le nostre abitazioni.

Incentivi governativi
A quanto pare proprio per questo il Governo italiano ha pensato a varare degli incentivi piuttosto interessanti ma mirati alla prossima stagione: l’inverno. Gli incentivi in essere avranno come nome BONUS POMPE DI CALORE. Da inizio agosto vedremo sfumare sempre più le detrazioni per le caldaie con passaggio a sistemi di riscaldamento a biomassa, stufe a pellet, inserti per camini ecc. La novità saranno le pompe di calore e i sistemi ibridi certificati e gli impianti a solare termico, i famosissimi impianti a pannelli solari da riscaldamento per intenderci.
Costo impianto pompa di calore con solare termico
Il costo di un sistema che combina pompa di calore e impianto solare termico oggi dipende da diversi fattori: dimensioni della casa, fabbisogno energetico, tipo di impianto esistente e complessità dell’installazione.
Indicativamente, in Italia puoi aspettarti questi costi (senza detrazione)
- Pompa di calore aria-acqua installata: circa 8.000–18.000 € per una casa unifamiliare, con prezzi che possono superare i 20.000 € per impianti più complessi.
Impianto solare termico per acqua calda sanitaria (2–3 collettori con bollitore): in genere 3.000–6.000 € installato. Sistemi più grandi, che contribuiscono anche al riscaldamento, possono costare 6.000–10.000 € o più.
Quindi, un impianto completo con pompa di calore e solare termico costa in media:
- 11.000–18.000 € per un impianto base.
- 15.000–25.000 € per una soluzione completa destinata anche al riscaldamento della casa.
Va considerato che oggi, in molti casi, l’abbinamento pompa di calore + impianto fotovoltaico risulta più conveniente dal punto di vista economico rispetto a pompa di calore + solare termico, perché il fotovoltaico produce l’energia elettrica necessaria alla pompa di calore durante tutto l’anno.

Questi sono i costi indicativi per questi impianti di nuova concezione, impianti che prevedono un buon risparmio in bolletta. Nelle prossime righe da un articolo della giornalista Teresa Monaco cercheremo di comprendere a quanto ammontano gli incentivi per l’incentivazione di questo tipo di impianti. Quello che riterrei necessario sarebbe conti alla mano guardare il consumo odierno di gas medio all’anno e prima di cambiare la caldaia verificare dato il risparmio medio in bolletta riguardo ai nuovi impianti a pompa di calore, in quanti anni ammortizzerete il nuovo impianto calcolandone l’incentivo o la detrazione. Solamente in questo modo, senza lasciarsi portare dall’emozione ma facendo freddamente un paio di conti, sarà possibile capire se nonostante le detrazioni fiscali o gli incentivi previsti mi converrà sostituire il vecchio impianto a caldaia a condensazione. Concluderei parlando delle “famigerate PM10” dato che gli incentivi cambiano proprio per quella falsa ragione. Nonostante il mainstream sbandieri numeri o meglio dia i numeri, farei un ragionamento. Se le PM10 fossero un reale pericolo, la scienza sarebbe così arretrata da averne sottovalutato il pericolo incentivando per anni il passaggio a biomasse? Benvengano gli incentivi tuttavia, chi avesse ancor un atomo di cervello ragioni. A me sembra come sempre solamente un sistema commerciale per obbligare i cittadini a dei cambiamenti forzati in modo da rendere i nuovi mercati (come sempre) più floridi.
Bonus caldaia, dal 3 Agosto stop alla detrazione del 50% per gas e biomasse
di Teresa Monaco
Dal 3 agosto 2026 cambia il bonus caldaia per una delle sostituzioni più discusse: il passaggio da una caldaia a gas a stufe, caminetti o altri impianti a biomassa. La stretta arriva con l’applicazione della RED III, recepita in Italia dal D.Lgs. 5/2026, e sposta il baricentro degli incentivi: meno sostegno alla combustione domestica, più spazio a pompe di calore, sistemi ibridi certificati e solare termico.
Stop al passaggio da gas a biomassa
La novità principale è netta: chi sostituisce una caldaia a gas con una stufa a pellet, una stufa a legna o un caminetto a biomassa non potrà più accedere agli incentivi pubblici. Finora questo intervento poteva rientrare nella detrazione del 50% per l’abitazione principale e del 36% per gli altri immobili. Dal 3 agosto, invece, restano fuori sia le detrazioni fiscali sia il Conto Termico 3.0.
La ragione è ambientale. Il passaggio dal gas alla biomassa introduce emissioni di PM10 e PM2.5, proprio mentre le politiche europee chiedono di ridurre l’impatto del riscaldamento domestico sulla qualità dell’aria. Per molte famiglie la scelta dell’impianto dipende anche dal confronto tra costi, consumi e offerte per gas. Senza incentivo, però, la biomassa diventa una soluzione da valutare con più attenzione.
Biomasse ammesse solo con requisiti stretti
La biomassa non viene esclusa del tutto dagli incentivi, ma dal 3 agosto resta agevolabile solo in casi molto più limitati. Il punto centrale è questo: non sarà più incentivato il passaggio da una caldaia a gas a un impianto a pellet, legna o caminetto. Il bonus potrà invece restare quando si sostituisce un vecchio impianto a biomassa con un nuovo generatore della stessa categoria, purché sia più efficiente e produca molte meno emissioni.
Per ottenere l’agevolazione non basta quindi installare un apparecchio nuovo. Il sistema deve rispettare requisiti tecnici precisi, pensati per premiare solo gli impianti realmente più performanti:
- certificazione ambientale a 5 stelle;
- rendimento termico almeno pari all’87% per le caldaie;
- emissioni di particolato primario non superiori a 1 mg/Nm³;
- rottamazione documentata del vecchio impianto;
- sistema di accumulo adeguato;
- combustibile certificato, con pellet in classe A1 secondo la norma UNI EN ISO 17225-2.
La parte documentale diventa quindi decisiva. Fatture, certificazioni e caratteristiche tecniche devono essere coerenti tra loro, perché l’agevolazione non dipende solo dall’acquisto del generatore, ma dall’intero intervento: sostituzione, qualità dell’impianto, emissioni, rendimento e combustibile utilizzato. In pratica, la norma non premia più la biomassa come alternativa generica al gas, ma solo il ricambio di apparecchi già a biomassa con modelli molto più efficienti e controllati.

Pompe di calore e sistemi ibridi restano in gioco
Gli incentivi si concentrano sulle tecnologie considerate più compatibili con la transizione energetica: pompe di calore elettriche, sistemi ibridi certificati “factory made” e impianti solari termici. Per queste soluzioni restano attivi Ecobonus, Bonus ristrutturazioni e Conto Termico 3.0. In alcuni casi il rimborso può arrivare fino al 65% della spesa sostenuta.
La scelta, però, non è automatica. Una pompa di calore può ridurre l’uso di combustibili fossili, ma va valutata insieme al costo della luce, all’isolamento dell’abitazione e al reale consumo energetico. Dal 3 agosto cambia anche il quadro delle ristrutturazioni: chi interviene sull’impianto termico dovrà integrare fonti rinnovabili, salvo impossibilità tecnica o economica documentata.
La nuova regola è chiara: non basta cambiare generatore. Serve una strategia che tenga insieme impianto, tariffe, offerte luce gas e interventi sull’efficienza. I migliori consigli per risparmiare energia partono da qui: dal 3 agosto il bonus premia meno la sostituzione rapida e più la riqualificazione pensata.
Fonte: https://www.papernest.it/blog/
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