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Da sempre le notizie sui media parlano di brutte notizie. Oggi controtendenza. Che il vento stia cambiando lo si vede dalle piccole cose. Noi europei saremo gli ultimi a poter sentir spirare il fresco vento di cambiamento, tuttavia l’Italia si starebbe preparando. Penso che siate anche voi altamente disturbati dalle continua, imperterrite chiamate dei call center che ci fanno perder tempo ogni giorno di più per farci cambiare gestore energetico o telefonico. Io sono altamente disturbato a questa pessima abitudine. Ricevo chiamate ad ogni ora durante il giorno e mi arrabbio pure ma non serve a nulla. Gli addetti ai call center sono penso addestrati all’insulto, dopotutto noi vittime non possiamo far nulla per evitarle le chiamate moleste. Fino a oggi l’unica soluzione è stata iscriversi al Registro pubblico delle opposizioni per evitare tali chiamate ma poi i call center, soprattutto quelli poco chiari sono riusciti a bypassare il tutto riorganizzandosi. La nostra privacy quindi è divenuta ancora una volta calpestata. Penso che se non mi convenisse un gestore, dovrei essere io consumatore a chiamare i siti di comparazione per un possibile cambio. Dovrebbe essere così a mio parere tuttavia, come avrete letto in articoli precedenti, siamo nella “legge dell’ammiragliato” dove tutto è commercio e quindi tutto (o quasi) è possibile per produrre profitti, anche mandare le persone sull’orlo di una crisi di nervi. Una buone notizia viene in questo senso. nelle prossime righe potrete comprendere che sia finalmente in atto una regolamentazione di queste chiamate selvagge che francamente, spero non bypassino ancora una volta le regole imposte per salvaguardare un diritto fondamentale che non avrebbe la necessità di alcuna regola: non disturbare.

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Blocco del telemarketing: dal 19 giugno 2026 stop alle telefonate selvagge per luce e gas

di Teresa Monaco

Il contrasto alle pratiche commerciali invasive segna una svolta decisiva per la tutela dei cittadini italiani, stanchi di subire continue pressioni telefoniche. Le nuove disposizioni normative stabiliscono che a partire dal 19 giugno 2026 gli operatori di elettricità e gas non possono più proporre contratti senza un consenso esplicito, specifico e documentabile da parte dell’utente. Questa misura introduce un forte impatto sociale e pratico sul mercato energetico nazionale, ponendo un freno definitivo alle attivazioni forzate. La svolta mira a riequilibrare il rapporto di forza tra i colossi della fornitura e i clienti finali, azzerando l’efficacia dei contatti fraudolenti.

Il nuovo quadro normativo per le aziende energetiche

Le recenti regole impongono un severo regime di responsabilità per le società che operano nel comparto energetico di luce e gas. Qualsiasi accordo commerciale stipulato in violazione di tali norme viene considerato nullo, eliminando alla radice il guadagno derivante dalle pratiche scorrette. A differenza del settore delle telecomunicazioni, dove rimangono vigenti i precedenti parametri di gestione del Registro pubblico delle opposizioni, il comparto dell’energia subisce una stretta senza precedenti che ridefinisce le modalità di ingaggio dei clienti, sia nel mercato libero che in quello tutelato.

Il cambiamento principale risiede nell’inversione dell’onere della prova, che grava interamente sull’azienda fornitrice. Spetta infatti all’operatore dimostrare la presenza di un consenso preventivo e formalmente ineccepibile prima di avviare la telefonata commerciale. Le sanzioni per il mancato rispetto di questi vincoli mirano a ripulire il mercato dalle realtà che sfruttano la vulnerabilità dei clienti, assicurando una maggiore trasparenza.

Le tutele per i consumatori e la nullità dei contratti

L’impatto pratico della riforma si traduce in una protezione immediata contro le truffe telefoniche e le attivazioni non richieste. I cittadini non sono più costretti a subire raggiri basati su false urgenze, come le imminenti scadenze delle tariffe o i presunti aumenti ingiustificati in bolletta. Qualora un utente si trovi con una fornitura attivata senza autorizzazione, l’accordo non produce effetti finanziari e l’onere economico della contestazione decade.

Le associazioni di categoria sottolineano come questa misura offra uno strumento difensivo finalmente efficace e di rapida applicazione:

  • I contratti estorti sono considerati privi di efficacia finanziaria, sollevando l’utente da qualsiasi onere economico legato alla contestazione.
  • Le iniziative dedicate all’assistenza legale supportano attivamente i cittadini nel far valere la nullità degli accordi non richiesti.

L’eliminazione delle attivazioni illecite riduce il rischio di subire variazioni tariffarie unilaterali, migliorando la sicurezza contrattuale dei nuclei familiari che desiderano confrontare in autonomia le offerte luce e gas.

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Le criticità operative e l’identificazione di chi chiama

Nonostante il rigore della nuova disciplina, restano aperti alcuni nodi tecnici legati all’effettiva tracciabilità delle telefonate promozionali. Il Registro pubblico delle opposizioni conta ormai oltre 32 milioni di utenze iscritte, eppure le chiamate indesiderate continuano a causa dei call center abusivi che provano a vendere contratti facendo leva sui dubbi relativi al costo dell’energia elettrica o sulla volontá di cambiare fornitore e trovare offerte più convenienti. Per completare il sistema di sicurezza, risulta fondamentale l’introduzione di strumenti tecnologici in grado di smascherare i finti addetti commerciali.

Il Codacons evidenzia che manca ancora il numero identificativo univoco a tre cifre da assegnare obbligatoriamente agli operatori di luce e gas, una misura attualmente al vaglio dell’Agcom. Questo codice breve consentirebbe ai consumatori di identificare all’istante la legittimità della telefonata in entrata. Fino a quando tale strumento non sarà operativo, la diffidenza e la verifica puntuale del consenso rimangono le barriere principali per evitare raggiri commerciali.

Fonte: https://www.papernest.it/blog/blocco-telemarketing-luce-gas-2026/

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