FRA L’INCUDINE E IL MARTELLO di Nicola Migliorini

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Scioglimento dei ghiacci del polo: La pericolosa tendenza non sembra certo interrompersi  anche se sulla questione climatica ci sarebbe davvero tanto da dire. Comunque sia la tendenza relativamente allo scioglimento dei ghiacci polari starebbe davvero preoccupando  gli abitanti della terra ed allarmando gli uomini di scienza tanto che stando a quanto risulterebbe, la celebre Università di Cambridge avrebbe un progetto mirato per poter riportare i ghiacci del polo nord agli antichi albori o quantomeno forse adatto a permettere uno stop alla pericolosa tendenza del riscaldamento. Gli scienziati, andando avanti di questo passo, non offrirebbero un panorama molto ottimistico relativamente ai ghiacci polari in quanto darebbero per spacciata l’Artide entro il 2030, un’estate destinata a passare alla storia, destinata a divenire tristemente famosa, una stagione calda che potrebbe comportare il completo scioglimento del polo quindi una sorta di olocausto climatico che potrebbe verificarsi entro tale data: fra soli 11 anni.  Il “Centre for Climate Repair” (fresco di apertura proprio a Cambridge) sarà deputato quindi nella valutazione di programmi in grado di poter invertire questa tendenza assai pericolosa per l’intera umanità ma in che modo? In questo caso con un progetto di geo-ingegneria che prevede la deviazione dell’energia solare nello spazio, metodi sperimentali per rimuovere il biossido di carbonio deputato all’effetto serra ed alla creazione di altre piaghe destinate a modificare l’ambiente in cui viviamo. Una delle proposte che farebbe più parlare risulterebbe però essere quella di David King secondo la quale sarebbe necessario accelerare la velocità della transazione dei combustibili fossili e pertanto imparare a rimuovere i gas serra dall’atmosfera terrestre più rapidamente e come obbiettivo finale ricongelare l’Artico ed al bisogno l’Antartico. Per arrivare a tanto però, necessiterebbe un particolare ingrediente quasi impossibile a mia opinione da ottenere: un accordo  fra tutti gli stati del mondo oltre che un particolare impegno di tutti gli abitanti della terra. Non è sull’impegno dei terrestri che avrei qualcosa da ridire ma sugli accordi fra gli stati che a mio parere restano lo scoglio più ripido da scalare dato l’egoismo e gli interessi che si celano dietro i vari discorsi ed interessi economici e di potere. Comunque sia King si dichiarerebbe ottimista. Altra proposta l’idea di spruzzare grande quantità di acqua salata nell’atmosfera del comprensorio polare, cosa che almeno teoricamente potrebbe giungere utile favorendo la formazione di particelle pulenti atte a depurare le nubi che in questo caso, sbiancate letteralmente, rifletterebbero maggiormente i raggi solari consentendo un maggiore riverbero del calore. Sempre secondo la celebre Università britannica sarebbe molto utile nel frattempo rendere ecologiche le aree dell’Oceano cercando di ripristinare il plancton e come obbiettivo quindi la rimozione della CO2 in eccesso nell’aria. Il piano per il ricongelamento del polo potrebbe sembrare a prima vista follia allo stato puro, fantascienza alla massima potenza tuttavia, già un paio di anni or sono al Guardian, in capo ricercatore fisico dell’Arizona State University, Steven Desch, aveva parlato in questi termini: “Il ghiaccio marino sta scomparendo nella regione a un ritmo senza precedenti, con conseguenze disastrose per il mondo nel suo complesso. Una possibile soluzione sarebbe installare circa 10 milioni di pompe eoliche sulla calotta artica per spruzzare acqua di mare sulla superficie e ricostituire il ghiaccio”, pertanto questo piano non è assolutamente nuovo. Un piano del genere tuttavia potrebbe produrre paura sul piano economico e politico degli stati che compongono la terra come pure creare un certo timore che gli investimenti nel campo della geo-ingegneria possano fare pressione sui governi per il taglio delle emissioni dei gas serra e questo potrebbe a mio parere produrre una contrazione economica mondiale. Per poter migliorare il mondo quindi sarà necessario studiare molto bene i metodi rendendoli il più possibile fattibili e concreti oltre che equilibrati, studiati valutando i pro ed i contro oltre che le varie ripercussioni sull’economia mondiale, quindi, tarare i progetti in modo che non siano di ostacolo all’economia e di conseguenza al benessere dei cittadini del mondo. Tuttavia credo che per “salvare il pianeta” a qualcosa sia necessario rinunciare ed a qualcosa di concreto sia necessario arrivare, dopotutto se i ghiacci del polo si scioglieranno (come previsto) potrebbero portare a conseguenza non molto simpatiche anzi oserei dire disastrose, conseguenze che certamente si abbatterebbero sulla vita dei cittadini del mondo intero che per dirla in breve si trovano oggi e si troverebbero anche domani ma pure domani a dover scegliere e “come sempre quindi fra l’incudine ed il martello”.

 

Author: Nicola Migliorini

Nicola Migliorini è DIrettore Responsabile del media www.mondooggi.com è un giornalista generalista con incarico a 360 gradi.

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