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Il mercato edile, le ristrutturazioni, le costruzioni nuove, tutto quanto riguarda il settore edile sarebbe da vedersi come uno dei settori più importanti per il benessere economico di una nazione. Quando il settore edile fosse in difficoltà i guai inizierebbero a materializzarsi, economicamente parlando. Questo particolare è dovuto al fatto che il settore edile ha sempre fatto da volano per una miriade di sotto-settori che fanno da indotto alla stessa edilizia.
Edilizia non significa solamente i muratori e il cemento ma la vendita di quanto compone l’immobile ovvero cemento, mattoni settore idraulico, ferro, settore elettrico, latterizi, guaine, legno, arredamento, mutui e vendita immobiliare. Insomma intorno all’edilizia ruotano una miriade di settori che vanno dal progettista al muratore passando per i sistemi economici per arrivare a quello finanziario. Quando l’edilizia fosse florida lo stato rifiorirebbe economicamente, quando fosse stagnante, ecco che inizierebbe la disoccupazione e l’impoverimento costante. La questione del 110%, da un lato è stata criticabile, dato che ha sporto il fianco a molte truffe e ai pagamenti che spesso lo stato, non è stato in grado di onorare, mettendo in difficoltà le aziende del settore dell’edilizia, tuttavia l’incentivo alle ristrutturazioni con la (falsa) scusa del Green, ha comunque portato verso una ventata di ossigeno a livello nazionale. Per qualche anno è sembrato di tornare agli anni 90.
Oggi vi regaleremo un articolo del settore economia che delinea le prospettive per l’industria dell’edilizia nel 2026, con attenzione ai fattori globali, alle sfide e alle opportunità, ovviamente ciascun mercato locale (inclusa l’Italia) avrà peculiarità proprie che andrà valutare di conseguenza.
Quadro globale
Secondo più fonti recenti, il settore delle costruzioni sta attraversando una fase di rallentamento, ma con segnali di ripresa per il 2026.

Ad esempio, per il mercato globale notiamo quanto esprimono i monitor:
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Oxford Economics prevede che l’attività edilizia globale scenderà circa del 4,5% nel 2025 (a circa 9,3 mila miliardi US$ in prezzi costanti 2023) e poi crescerà del ~3,8% nel 2026, a circa 9,6 mila miliardi US$. oxfordeconomics.com
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Secondo Atradius, l’output globale delle costruzioni aumenterà del ~2,3% nel 2025 e del ~3,3% nel 2026. Atradius+2Atradius+2
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Fonti alternative stimano una crescita del ~3,3% in 2026 per l’edilizia globale. au-group.com+2Atradius+2
In sintesi: il 2025 appare come un anno “fiacco” per molti mercati dell’edilizia, mentre il 2026 è considerato l’anno in cui si dovrebbe rivedere un moderato ritorno alla crescita.
Fattori trainanti e motori di ripresa
Alcuni elementi chiave stanno modellando la ripresa dell’edilizia verso il 2026:
Infrastrutture e investimenti pubblici
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Il segmento delle opere infrastrutturali (strade, ponti, ferrovie, energie, rete …) appare più resiliente rispetto all’edilizia residenziale e commerciale, grazie agli stimoli pubblici. oxfordeconomics.com+2mapei.com+2
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Per esempio, in Italia è stato osservato che il comparto delle costruzioni opere civili è stato uno dei più dinamici negli ultimi anni. mapei.com
Tecnologia, efficienza e metodi costruttivi innovativi
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Le tendenze verso la digitalizzazione, l’automazione, la prefabbricazione e i metodi “off-site” stanno diventando sempre più rilevanti entro il 2026. Smoothx Apps+1
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Adottare strumenti come BIM (Building Information Modeling), intelligenza artificiale, stampa 3D e robotica stanno diventando fattori differenzianti per le imprese di costruzione. thebirmgroup.com+1
Sostenibilità e materiali innovativi
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Cresce la pressione regolamentare e di mercato verso edifici a basso impatto ambientale: materiali eco-friendly, dichiarazioni di potenziale di riscaldamento globale (GWP) per prodotti edilizi, economia circolare. Smoothx Apps+1

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Le aziende che sapranno attrezzarsi per queste esigenze potranno guadagnare vantaggio competitivo.
Sfide e rischi da monitorare
Non mancano però le difficoltà che limiteranno o ritarderanno la ripresa del settore:
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Tassi di interesse e costo del credito: Molti mercati risentono ancora di tassi elevati, il che condiziona gli investimenti in edilizia, specialmente residenziale. au-group.com+1
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Settore immobiliare in difficoltà: In particolare in paesi come la Cina il settore immobiliare privata è in crisi, e questo pesa sul comparto costruzioni. oxfordeconomics.com+1
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Carenza di manodopera e costi elevati dei materiali: In molti paesi avanzati la disponibilità di lavoratori specializzati è limitata e i costi di materiali restano elevati, riducendo margini e ritardando progetti. bcm.nacm.org
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Rischi finanziari e di liquidità per le imprese: Specialmente per le imprese di minori dimensioni, in alcuni mercati europei permangono problemi di accesso al credito, margini stretti e incertezza. Atradius
Il caso Italia e l’Europa
Per l’Europa, e in particolare per l’Italia, le prospettive sono più caute:
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Per l’Europa occidentale le stime indicano una crescita dell’edilizia modesta: ad esempio, per l’Unione Europea si prevede circa +2,1% nel 2026. Atradius+1
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In Italia, in base all’analisi di Mapei, dopo una contrazione degli investimenti nel 2024 e 2025, per il 2026 è prevista una recessione del settore costruzioni residenziali e complessiva una stagnazione o lieve calo dell’attività. mapei.com
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Ciò suggerisce che per l’Italia le opportunità maggiori saranno probabilmente nel settore infrastrutturale o in specifici comparti dell’edilizia (non necessariamente nel residenziale tradizionale).
Prospettive operative per il 2026
Alla luce di quanto sopra, ecco cosa potrebbero significare queste dinamiche per imprese, investitori e stakeholder nel settore edilizio per il 2026:
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Le imprese dovranno puntare a efficienza e innovazione: adottare metodi prefabbricati, digitalizzazione, automazione e materiali sostenibili può diventare un fattore di sopravvivenza.

Image by Jean Martinelle from Pixabay -
Gli investitori e sviluppatori residenziali dovranno valutare con attenzione domanda, accesso al credito e costi: nel 2026 la ripresa del residenziale non sarà omogenea e sarà probabilmente trainata da segmenti “premium”, rigenerazione urbana o servizi collegati.
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Il mercato delle infrastrutture e delle opere pubbliche rappresenterà probabilmente il motore principale della crescita: chi saprà inserirsi come fornitore, partner pubblico-privato o specialista in lavori infrastrutturali potrà beneficiare di migliori prospettive.
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Le geografie emergenti (come alcuni paesi asiatici, Africa, America Latina) potrebbero offrire maggiori tassi di crescita rispetto ai mercati maturi europei: diversificare geograficamente può essere una strategia.
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Attenzione ai rischi: incremento dei costi (manodopera, materiali), ritardi nei progetti, normativa ambientale più stringente, incertezze macro-economiche possono rallentare i piani.
Nel complesso, il 2026 si profila come un anno di ripresa moderata per il settore edilizio a livello globale, dopo un 2025 debole. Le imprese che sapranno adattarsi — adottando innovazione, puntando su sostenibilità, cogliendo opportunità infrastrutturali — avranno migliori opportunità. In Europa e in Italia però la crescita sarà più contenuta e servirà selettività nell’individuare i segmenti più promettenti.
Stato attuale del settore
Il comparto delle costruzioni in Italia ha vissuto un periodo complesso. Nonostante segnali positivi nella prima metà del 2025 — ad esempio con la produzione edilizia in aumento del circa 4 % ad agosto su base annua. it.tradingeconomics.com+1
Tuttavia, gli investimenti nel settore mostrano un rallentamento marcato: secondo Banca d’Italia, gli investimenti in costruzioni erano previsti in contrazione del -0,8 % nel 2026 (contro +1,7 % precedentemente stimato). ANCE EMILIA Area Centro
Analogamente, secondo Cresme lo scenario per il 2026 indica una contrazione del mercato di circa -2,1 % rispetto al picco del 2022. unione-immobiliare
Infine, secondo elaborazioni effettuate da UNICMI il tasso di crescita per il 2026 si “assesterà attorno all’1 %” nella costruzione complessiva. Cosmoserr+1
In sostanza: il settore è in transizione, sostenuto da alcuni fattori favorevoli, ma con chiari segnali di rallentamento.
Previsione per il 2026
Ecco alcuni dati chiave e trend attesi per il 2026.
1. Crescita modesta
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Secondo Trading Economics la produzione edilizia in Italia dovrebbe crescere circa +1,4 % nel 2026. it.tradingeconomics.com
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Secondo il rapporto “Investimenti per muovere l’Italia” del Centro Studi Confindustria, nel 2026 il valore aggiunto nel settore costruzioni crescerà circa +1,4 %. Confindustria
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UNICMI prevede che per il biennio 2025-26 la crescita sarà attorno all’1 % per il settore costruzioni. Cosmoserr
2. Segmenti differenziati
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Il segmento infrastrutturale e non residenziale (edifici pubblici, opere civili, infrastrutture) appare come quello più resistente, grazie agli investimenti pubblici e al Piano Nazional e di Ripresa e Resilienza (PNRR). Rinnovabili+2Ingenio+2
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Il segmento residenziale, specialmente quello trainato dai bonus fiscali e dalla riqualificazione degli edifici abitativi, registra maggiori difficoltà: stimati cali negli investimenti e minore dinamicità. ANCE+1
3. Fattori trainanti
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Gli investimenti legati al PNRR rappresentano un pilastro: la spesa associata supporta molte imprese del settore e progetti infrastrutturali fino al 2026. Sky TG24+1
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L’attività di costruzione non residenziale e infrastrutturale sarà probabilmente la leva principale di crescita e stabilità.
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La domanda di efficientamento energetico, rigenerazione urbana, materiali sostenibili e smart-building può creare opportunità di sviluppo, specialmente per imprese che investono in innovazione.
4. Rischi e limiti
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La fine o riduzione degli incentivi fiscali per la riqualificazione residenziale può ridurre drasticamente l’attività in quel segmento. ANCE+1
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Il contesto macroeconomico è fragile: la crescita del PIL italiano prevista è modesta (+1 % circa nel 2026) e ciò limita il potenziale domanda di nuove costruzioni. confindustria.it+1
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Costi elevati di materiali, manodopera e incertezze regolamentari possono pregiudicare la redditività dei progetti.
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Il rischio che terminino i progetti del PNRR entro il 2026 senza chiara pianificazione successiva: il settore potrebbe trovarsi in una fase di “vuoto” dopo la scadenza. Ingenio+1
Quali scenari operativi per le imprese
Alla luce delle previsioni, ecco alcune indicazioni operative per le imprese del settore costruzioni in Italia nel 2026:
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Puntare fortemente sul segmento infrastrutture / non-residenziale: è quello che mostrerà maggiore tenuta
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Investire in innovazione: digitalizzazione, prefabbricazione, modelli costruttivi più efficienti e sostenibili saranno vantaggio competitivo.
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Diversificare l’offerta: non solo nuova costruzione residenziale, ma rigenerazione urbana, efficientamento energetico, retrofit degli edifici.
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Monitorare attentamente la liquidità e l’accesso al credito: con il rallentamento degli investimenti, la pressione finanziaria per le imprese minori può aumentare.
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Prepararsi per il “dopo PNRR”: definire strategie che vadano oltre il ciclo di incentivi e lavori legati al PNRR, per evitare dipendenza da questi flussi.
Per concludere
Per il 2026, il settore delle costruzioni in Italia si muoverà su una crescita moderata: intorno all’1 % per il valore aggiunto e produzione, con alcuni segmenti — in particolare infrastrutture e non residenziale — meglio posizionati. Il residenziale tradizionale e la manutenzione straordinaria vedranno difficoltà maggiori. Le imprese che sapranno adattarsi alle nuove esigenze (sostenibilità, innovazione, efficienza) avranno migliori opportunità.
Tuttavia, rimane un contesto incerto e fragile, che richiede cautela e pianificazione.
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Author: Nicola Migliorini
Nicola Migliorini è Direttore Responsabile del media www.mondooggi.com, blogger, giornalista generalista con incarico a 360 gradi.











