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Gli apparecchi elettronici in genere non sopportano temperature estreme. Se lasciaste l’Iphone al sole estivo, magari appoggiato sulla sdraio in spiaggia, aspettatevi che il telefono vada in protezione e vi avverta, del fatto che essendo la temperatura troppo alta, il telefono si spegnerà per potersi raffreddare. Non è nulla di grave se si trattasse di un telefono dato che una volta raffreddato ritornerà ad attivarsi e a funzionare perfettamente ma se al posto di un telefono fosse un drone, la batteria andrebbe in surriscaldamento e il drone precipiterebbe a terra danneggiandosi in modo anche grave e costoso. Non solamente il forte caldo ma anche il freddo estremo non è amato dagli apparecchi elettronici. Se ci trovassimo fossimo in presenza di un inverno freddo in montagna con temperature quindi a -10 o -18 il telefono potrebbe scaricarsi improvvisamente e spegnersi.

Si pensi solamente al fatto che qualche mente a mia opinione psicopatica vorrebbe trasformare bene o male tutto in elettrico, automobili comprese. Qualora tutto fosse elettrico penso ne vedremo delle belle ma fortunatamente non siamo ancora arrivati a questo punto, tantomeno penso ci arriveremo.
Le temperature molto alte che hanno fatto del mese di luglio un periodo piuttosto caldo per quanto abbia ricercato non sono capitate per caso. Uno dei complici più efficaci di tali ondate di calore è la geoingegneria che da diversi anni, dall’approvazione del progetto HAARP, prosegue perfezionandosi sempre più e facendo sempre più danno. Il sistema HAARP di cui la geoingegneria fa parte ha scopi ben precisi come il potere militare e dall’altro canto il potere finanziario. Il potere militare non lo considererei in questo articolo, mi fermerei al potere finanziario, anche se i due sistemi vanno di comune accordo dato che hanno lo scopo di conquistare il potere globale.
Il potere finanziario
La geoingegneria ha lo scopo occulto di colpevolizzare l’uomo aiutata dai media collusi dal potere finanziario. Sarà sufficiente fare un po’ di disastri usando il clima per convincerci che la colpa è nostra, della nostra “vita dorata” e del fatto che per sostenerla si debba lavorare e quindi far funzionare il sistema economico. A questo punto scatterebbe la trappola. Qualora la cittadinanza si convinca che la situazione climatica sia allo sbando, ecco che arrivano le proposte dei marpioni del sistema finanziario, che cercheranno di convincere i popoli che per non produrre più CO2 di quanta prodotta ma anzi, per permetterne un calo graduale, ci sarà da comprare autovetture elettriche e tanto altro.
Logicamente il popolo è da sempre bue e un bue non ragiona ma sotto il peso del giogo prosegue a tirare l’aratro proprio per il fatto di essere uno schiavo. Se la popolazione pensasse che per produrre energia è necessario bruciare petrolio, a questo punto capirebbe l’inganno ma ripeto, il popolo bue è nato bue e tale rimane.
Per il potere finanziario kazaro i cittadini sono scarafaggi da schiacciare e quindi anche da ingannare. Essi devono lavorare e riversare i propri averi nel “tempio” del potere finanziario. In tal modo i cittadini diverranno sempre più poveri e schiavi, i finanzieri e le multinazionali invece diverranno sempre più potenti, al punto tale da organizzare un reset globale per annullare la situazione debitoria cui le multinazionali sono colpevoli (non i cittadini).

Il reset globale
Uno dei reset globali più utilizzati sono i conflitti mondiali. La prima guerra mondiale ha avuto questo scopo, la seconda pure, nel 2025 avrebbe aver avuto luogo la terza. Con una guerra totale nel marasma del conflitto, nelle transazioni per l’acquisto di armamenti, annullare agli stati una buona percentuale dei debiti non sarà difficile anzi molto facile a guerra terminata. Un secondo sistema sarebbe espropriare tutto ai cittadini con la scusa di pagare un debito pubblico basato sul nulla e mantenere la popolazione a pane e acqua. Vi ricordate la famosa frase “saranno poveri ma felici”? Il WEF aveva proprio pensato a tutto e debbo dire diesserci andato davvero vicino. Se non fosse stato per Russia, America e per la Cina di Xi, oggi probabilmente saremmo evaporati o “felicemente poveri” e reclusi in casa.
Il sistema elettrico
Traslare una civiltà dal carburante all’elettrico è a mio parere un grande danno che francamente non risolve proprio nulla sapete perchè? Perchè non c’è alcuna necessità di risolvere qualcosa, se non eliminare la geoingegneria come su esempio di Trump in America. Il sistema elettrico resta per ora un gigante con i piedi d’argilla. Noi viviamo in un pianeta imprevedibile per natura, fatto di cambiamenti continui, composto di una varietà climatica perfetta. Non è possibile quindi standardizzare tutto. Passare al Total Electric non sarebbe da vedersi come una sfida ma una scelleratissima scelta imposta per salvare gli interessi della finanza. Una vera e propria scelleratezza sarà futura potrebbe essere la IA un sistema talmente energivoro da provocare black out su larga scala e un gravissimo inquinamento delle falde acquifere per poter raffreddare gli impianti, in nome di cosa? Della scelleratezza di uomini a mio parere perversi.
Estate 2026 e sistema elettrico italiano: tra resistenza della rete e incognita del caldo estremo
di Teresa Monaco
Il sistema elettrico italiano affronta la stagione estiva con una resilienza strutturale potenziata dalle fonti rinnovabili, ma resta esposto a vulnerabilità operative legate alle ondate di calore estremo.
L’ultimo Summer Outlook 2026 redatto da ENTSO-E assegna all’Italia una valutazione favorevole in termini di adeguatezza energetica. Rispetto all’anno precedente, il comparto beneficia di un massiccio incremento della capacità installata da fonti pulite, con un aumento di oltre 90 gigawatt in particolare grazie al settore fotovoltaico. Questo scenario attenua i timori legati alla copertura dei picchi della domanda, modificando positivamente le prospettive di stabilità energetica e riducendo i rischi di blackout diffusi. L’evoluzione infrastrutturale genera un impatto sociale ed economico rilevante, spingendo molti utenti a valutare i gestori di energie rinnovabili per ottenere tutele concrete e sostenibili durante i mesi più caldi.

Resilienza infrastrutturale e incremento delle rinnovabili
L’analisi del quadro energetico evidenzia che l’espansione dei parchi solari ed eolici rappresenta ormai il pilastro centrale per l’adeguatezza del sistema elettrico nazionale. La transizione verso un mix produttivo più sostenibile garantisce una copertura ottimale dei consumi diurni, proprio in coincidenza con le ore di maggiore soleggiamento in cui la scelta della giusta offerta luce può fare la differenza per la gestione dei costi.
La robustezza della rete italiana è ulteriormente sostenuta dalla progressiva diffusione dei sistemi di accumulo a batteria. Tali tecnologie permettono di stoccare l’energia eccedente prodotta durante il giorno per rilasciarla nelle ore serali, riducendo la dipendenza dalle tradizionali centrali termoelettriche e stabilizzando i parametri operativi generali in un mercato in cui molti contratti domestici si basano sulle tariffe biorarie.
L’impatto dei fenomeni climatici estremi sulla rete
I principali fattori di rischio identificati dagli esperti riguardano la crescente frequenza e intensità delle ondate di calore prolungate. Le temperature estreme e l’elevato tasso di umidità provocano una forte impennata dei consumi legati all’uso del condizionatore per il raffrescamento degli ambienti nei centri urbani, con ripercussioni dirette anche sul costo dell’energia elettrica oggi.
Questo massiccio incremento della domanda si traduce in uno stress termico e meccanico per le cabine di distribuzione e per i cavi interrati. Il surriscaldamento del suolo e l’effetto isola di calore tipico delle aree metropolitane limitano la dispersione termica delle linee, aumentando la probabilità di guasti localizzati e disservizi tecnici nella rete, dinamica che influisce sulle fluttuazioni dei contratti a prezzo variabile.
Una gestione strategica e soluzioni di adeguatezza
La risoluzione dei nodi critici legati alla gestione della rete richiede un approccio strutturale continuo focalizzato sulla digitalizzazione e sul potenziamento dei collegamenti tra le zone.
Il monitoraggio in tempo reale dei flussi energetici consente di prevenire le congestioni locali bilanciando la trasmissione tra le diverse aree geografiche del Paese.
Il Summer Outlook 2026 evidenzia le seguenti direttrici strategiche per la sicurezza del Paese:
- La pianificazione coordinata tra i gestori dei sistemi di trasmissione europei e gli istituti di ricerca energetica nazionali si conferma lo strumento principale per garantire la stabilità della rete.
La cooperazione internazionale e i meccanismi di mercato flessibili permetteranno di affrontare con successo le incertezze climatiche della stagione estiva.

In conclusione, l’integrazione delle fonti pulite e la cooperazione transfrontaliera pongono le basi per un sistema energetico più maturo e resiliente, in grado di controbilanciare i picchi di domanda dettati dalle anomalie termiche e affrontare la stagione più calda nel miglior modo possibile.
Fonte: https://www.papernest.it/blog/
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