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   “Quando non puoi parlare, allora canta”

Un “bianco” cresciuto fra gli afroamericani di allora, un “bianco” rimasto amico fraterno di quel mondo da sempre disprezzato dagli americani di quella generazione, un “bianco” che tramite la musica ha saputo cambiare il corso della storia: Elvis.

In questo articolo parleremo di un cantante che non è stato solamente un grande interprete di musiche scritte da altri, ma un’icona della musica: Elvis Presley. “The Pelvis” ha saputo essere un professionista tanto particolare quanto grande, da essere riuscito a rivoluzionare i costumi della società giovanile di allora, innescando un fenomeno di rivoluzione di costumi irreversibile da condizionare anche il futuro.

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Nonostante siano passati ormai 39 anni dalla morte del cantante di Memfis avvenuta nel 1977, Elvis è ancora presente nei cuori e nella musica dei giovani e dei meno giovani di oggi anche come simbolo di libertà. Potrei affermare con assoluta certezza che mai un cantante nella storia della musica leggera, sia riuscito a sviluppare nella società un cambiamento del genere.

Quello che tuttavia stupisce maggiormente è il fatto che Elvis sia riuscito a fare un salto nel futuro, condizionando non solo la musica che verrà divulgata generazioni dopo di lui da altri cantanti ma anche gli usi e i costumi di una società, tanto lontana dai momenti vissuti dal cantante. Vorrei rammentare anche un particolare sulla vita artistica della rock star a stelle e strisce, Elvis ha composto pochissime canzoni anche se in molte opere avrebbe partecipato attivamente alla composizione di alcuni brani meravigliosi, suggerendone i testi e contribuendo talvolta agli arrangiamenti. All’attivo il cantante americano si pensa ci sia forse una ventina di canzoni come compositore, anche se l’argomento resta ad oggi in discussione. Possiamo affermare che Elvis sia soprattutto un grande interprete musicale e un maestro dell’arrangiamento.

Tra le canzoni in cui Elvis è accreditato come autore o coautore ci sono:

  • Heartbreak Hotel (1956)
  • Don’t Be Cruel (1956)
  • All Shook Up (1957)
  • Love Me Tender (1956)

Complessivamente, il cantant ha inciso, nella propria carriera musicale oltre 700 canzoni, ma la maggioranza è stata scritta da altri autori.

Si narra che il cantante nel periodo di Las Vegas all’ International Hotel tra il 1969 e il 1976, Elvis fu protagonista di circa 636-641 concerti e tutti sold out secondo le stime più accreditate.

Elvis Presley: l’artista che ha cambiato la musica e il mondo dei giovani

Quando si parla della storia della musica moderna, è impossibile non pensare a Elvis Presley. Soprannominato il “Re del Rock and Roll”, un artista che non è stato soltanto un cantante di straordinario talento, ma anche un simbolo di cambiamento culturale e sociale. Con la sua voce, il suo stile e la sua presenza sul palco, ha rivoluzionato il modo di fare musica e ha influenzato profondamente intere generazioni di giovani, dagli anni Cinquanta fino ai giorni nostri e continuerà a farlo. La sua eredità musicale e sociale è ormai irreversibile.

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L’America degli anni 50

Negli anni Cinquanta, la società americana era ancora molto legata a tradizioni e regole rigide. In questo contesto, Elvis apparve come una figura completamente nuova. La sua musica univa la Black Music come il rhythm and blues, il country, il gospel e il blues, dando vita a un suono energico e innovativo che conquisterà rapidamente milioni di persone. Il rock and roll diverrà così il simbolo di una nuova epoca e della nascita di una vera cultura giovanile. Elvis ha il primato di aver “sdoganato” la musica nera instillandola nell’anima degli americani bianchi, quei bianchi che nutrivano ancora un sentimento di disprezzo per gli afroamericani. Elvis ha vinto sul razzismo di allora pur rischiando in prima persona.

Uno degli aspetti che rese Elvis così rivoluzionario fu il suo modo di esibirsi. Sul palco si muoveva con energia, ballava in modo spontaneo e coinvolgeva il pubblico come nessun altro artista aveva fatto prima, tanto da essere spesso stroncato dalla critica per le movenze sexy del bacino, una sorta di “bestemmia” per l’America “bacchettona” degli anni 50. Più la critica lo disprezzava più il pubblico lo apprezzava. Per molti adulti dell’epoca il suo comportamento era considerato provocatorio, mentre per i giovani rappresentava un esempio di libertà, autenticità e coraggio nell’esprimere la propria personalità.

La moda e i capelli

La pettinatura di Elvis Presley è stata una delle più influenti del XX secolo e ha lanciato una vera moda, soprattutto tra la metà degli anni ’50 e i primi anni ’60.

Le caratteristiche principali erano:

  • Ciuffo alto (pompadour) pettinato all’indietro.
  • Basette lunghe, che divennero un suo marchio di fabbrica.
  • Capelli neri e lucidi (in realtà Elvis era castano chiaro e li tingeva di nero).
  • Uso abbondante di brillantina o pomate per mantenere la piega.

L’effetto sulla moda fu enorme:

  • Milioni di giovani iniziarono a imitare il suo look.
  • I barbieri ricevevano continuamente richieste di un “taglio alla Elvis“.
  • Le vendite di brillantina e pomate aumentarono notevolmente negli anni ’50.
  • Il suo stile contribuì a definire l’immagine del rock and roll, insieme ai vestiti e al modo di muoversi sul palco.

Negli anni ’70 la sua acconciatura cambiò: i capelli rimasero voluminosi, ma diventarono più lunghi e con più volume ai lati, accompagnati da basette ancora più pronunciate. Anche questo look fu imitato, sebbene con un impatto inferiore rispetto alla rivoluzione degli anni ’50.

Ancora oggi la pettinatura di Elvis è considerata una delle acconciature maschili più iconiche della storia della musica e continua a ispirare il classico stile rockabilly e il moderno pompadour.

Elvis influenzò anche la moda e lo stile di vita dei ragazzi. I suoi abiti eleganti ma originali, l’inconfondibile acconciatura e il suo atteggiamento sicuro, il suo modo da ragazzo spensierato ma sempre gentile ed educato, classico di un gentiluomo del sud, divennero un modello da imitare. Molti giovani iniziarono a vestirsi come lui, a pettinarsi allo stesso modo e a identificarsi con i valori di indipendenza e cambiamento che il cantante trasmetteva.

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Il suo successo contribuì inoltre a diffondere la musica afroamericana presso un pubblico molto più vasto. Sebbene il suo ruolo sia ancora oggi oggetto di discussione, perché molti musicisti afroamericani non ricevettero lo stesso riconoscimento nonostante avessero contribuito in modo decisivo alla nascita del rock and roll, Elvis ebbe il merito di portare quei suoni fatti di note misteriose tipiche della musica nera fuse con la musica Country, al centro dell’industria musicale internazionale, favorendo una maggiore conoscenza di quei generi.

Elvis oggi

L’anima del cantante aleggia ancora tra noi, sempre che sia davvero deceduto in quel lontano 1977. Molti fan in effetti pensano che la morte del cantante fosse una farsa molto ben studiata per potersi liberare del peso del proprio status di rockstar più grande al mondo, dopotutto a quanto sembra la fama contrastava con il carattere del cantante che da un lato amava il pubblico e si nutriva del suo amore, ma dall’altro canto non amava sentirsi prigioniero della fama. Conosceremo la verità forse l’anno prossimo quando i documenti riguardanti la morte saranno finalmente de-secretati dal Governo dello zio Sam.

L’influenza di Elvis non si è fermata con la sua epoca. Artisti di tutto il mondo hanno riconosciuto il suo contributo alla musica, ispirandosi al suo stile vocale, alle sue performance e alla sua capacità di emozionare il pubblico. Ancora oggi le sue canzoni vengono ascoltate, reinterpretate e utilizzate in film, serie televisive e spettacoli, permettendo anche ai più giovani di conoscere il suo talento.

Oltre alla musica, Elvis ha contribuito a trasformare la figura del cantante in una vera icona della cultura pop. La sua immagine è diventata un simbolo riconosciuto in tutto il mondo e continua a rappresentare un punto di riferimento per chi sogna una carriera artistica. Hollywood ha avuto un grande merito nella fama di Elvis lanciando di molti film musicali in cui il cantate era protagonista. Buona parte del merito lo dobbiamo anche all’enigmatico Colonnello Tom Parker, una figura enigmatica che dal punto di vista del buisness non fa una piega ma dal punto di vista umano a mio parere non ha valso proprio nulla. Le strategia del manager e socio del cantante sono state vincenti, anche se avrebbero potuto potuto essere di veduta più ampia, portando il cantante in una serie di tour mondiali piuttosto che rinchiuderlo in una gabbia dorata all’International Hotel di Las Vegas. Questo dettaglio a mio parere ha portato il cantante verso il declino sia fisico che psichico. Quello che è certo consiste nel fatto che Tom Parker avesse un ascendente molto forte sulla psiche di Elvis tanto d condizionarne in qualche modo le scelte commerciali.

Una voce misteriosa

La voce di Elvis Presley è spesso definita “misteriosa” perché aveva qualità molto particolari che la rendevano immediatamente riconoscibile e difficile da classificare. Si trattava di una voce speciale, unica per:

  • Ampia estensione vocale: poteva cantare note basse, calde e profonde, ma anche salire con facilità verso registri più alti.
  • Timbro unico: la sua voce era ricca, vellutata e allo stesso tempo potente. Bastavano poche note per riconoscerla.
  • Versatilità: passava con naturalezza dal rock and roll al gospel, dal blues al country, fino alle ballate romantiche.
  • Grande espressività: non si limitava a cantare le note; modulava la voce per trasmettere emozioni come nostalgia, gioia, dolore o passione.

Molti insegnanti di canto ritengono che uno dei suoi punti di forza fosse il controllo del vibrato e del fraseggio. Elvis sapeva rallentare o anticipare leggermente le parole rispetto alla musica, dando alle interpretazioni un senso di spontaneità. La sua voce baritonale era il contrasto tra la dolcezza di brani come Love Me Tender o Can’t Help Falling in Love, la grinta di canzoni come Jailhouse Rock o Suspicious Minds, la spiritualità delle sue interpretazioni gospel, considerate tra le migliori della sua carriera.

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Conclusione

Per concludere direi che il cantante non è stato solamente un artista in grado di rivoluzionare la musica delle generazioni dopo di lui ma un vero fenomeno artistico che consapevolmente o inconsapevolmente, ha innescato una reazione irreversibile, tanto grande e rivoluzionaria da imprimere una svolta drastica alla storia futura delle generazioni di giovani.

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Nicola Migliorini alias ADMIN è Direttore del blog WWW.MONDOOGGI.COM decide cosa e quando pubblicare, è un giornalista con incarico a 360 gradi

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