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Per coloro che avessero una buona memoria le cose sarebbero certamente più chiare, tuttavia siccome la memoria è sempre più corta, la chiarezza resta una sorta di optional che difficilmente viene e verrà applicato.
Una Terra al collasso
Chi non ricorda le campagne divulgative sul “pianeta al collasso” a causa della società composta da uomini che vivono nell’era post industriale che secondo i portavoce sistema che oggi tende a dominare le nostre menti, avrebbe talmente deturpato il pianeta, causa una sorta di vita “parassita”, portando il pianeta stesso al collasso e superando il punto di non ritorno. Questa tiritera è almeno una generazione che siamo disposti a sopportarla e ci siamo accorti, che le coste non sono ancora state sommerse e sono ancora lì meravigliose e pronte a ospitarci, i cataclismi del punto di non ritorno non si sono mai avverati se non dei repentini cambiamenti climatici dovuti a mia opinione alla geo-ingegneria

che avrebbe anche lo scopo di ingannare l’opinione pubblica in modo da confermare i cambiamenti climatici e le catastrofi naturali. Il punto di non ritorno non è mai arrivato e mai arriverà.
L’energia
Come potete comprendere la prima accusata è l’energia, elemento essenziale per la vita umana e per lo sviluppo della civiltà che oggi conosciamo in occidente, fatta di servizi, rapidi spostamenti, produzione di prodotti per accontentare i mercati e altro ancora. Se non fosse per l’energia che ricaviamo dai combustibili fossili potremmo tornare all’epoca delle caverne ma chi lo vuole realmente? Nessuno in realtà, almeno fra le persone della classe media o medio alta.
L’ AI e la digitalizzazione
Se fosse vero che il pianeta è al collasso, per quale ragione digitalizzare ogni cosa sino ad arrivare a digitalizzare la vita privata delle persone? Forse per accelerare il collasso? Si comprenda finalmente che la digitalizzazione in generale ma anche l’Intelligenza Artificiale siano conquiste, servizi, che necessitano di moltissima energia. L’informatica è un mostro vorace di energia. Alcuni lo sanno ma altri ancora non se ne rendono conto. Detto questo, il concetto del pianeta al collasso cade automaticamente. Da questo ragionamento è possibile comprendere, quanta menzogna ci venga riversata addosso ogni giorno, ogni volta che leggiamo un giornale, che accendiamo la TV e via dicendo. Se il mondo fosse davvero al collasso, ripeto, piuttosto di consumare più energia tramite la digitalizzazione, si cercherebbe di “tirare i remi in barca” e consumarne meno, non siete d’accordo? Ecco svelate le bugie sulla colpevolezza dell’uomo legata al “pianeta al collasso” e al fantomatico punto di non ritorno, il realtà mai arrivato in quanto inesistente.
IL VERO SCOPO DELLA AI?
Il vero segreto di tutta questa messa in scena è il de-popolamento del mondo, un piano mo in atto dalle èlite che temono il fatto, che i vari popoli della Terra prima o poi si destino dal intontimento dell’indottrinamento mediatico e inizino a soverchiarla capendo di essere sempre stati presi in giro dai propri leader. Per questo puntano alla Ai e alla digitalizzazione, nella speranza di poter essere aiutati a controllare i più di otto miliardi di persone che se si accorgessero dell’inganno diverrebbero un’onda irrefrenabile anche senza praticare violenza ma disobbedendo alle regole contorte e paranoiche del sistema.
Nelle prossime righe cercheremo di capire da un articolo di Teresa Monaco quanta energia venga consumata dalla AI e quali contratti vengano stipulati per sostenere quindi la digitalizzazione.
Google fa la storia con il più grande accordo idroelettrico per alimentare l’IA
Google ha firmato un accordo mai visto: un contratto da 3 miliardi di dollari per ottenere fino a 3 gigawatt di energia idroelettrica pulita, destinata ad alimentare i suoi data center e i carichi di intelligenza artificiale. Il patto con Brookfield Asset Management durerà vent’anni e punta a garantire fornitura continua e sostenibile. Un passo ambizioso verso infrastrutture digitali più ecologiche e affidabili.

Accordo da record per energia idroelettrica
Google e Brookfield hanno siglato un “Hydro Framework Agreement”, un’intesa storica nella quale Google acquisterà fino a 3 GW di energia idroelettrica negli Stati Uniti. Il primo step prevede:
- 670 MW dai due impianti in Pennsylvania, Holtwood e Safe Harbor
- Contratto di durata ventennale
- mpegno all’ammodernamento e alla relicenza delle centrali
Grazie a questo grosso investimento, Google punta a sostenere la crescita del proprio infrastruttura IA preservando gli impegni climatici, guardando anche ai crediti fiscali per progetti idroelettrici estesi fino al 2036.
L’accordo non è solo una mossa energetica, ma anche un passo strategico: garantirsi una fonte di energia stabile in un mercato energetico dove la domanda, trainata dall’intelligenza artificiale, è in forte crescita. Questo permetterà a Google di competere in un mercato sempre più complesso e orientato alla sostenibilità.
Energia “ferma” ed espansione intelligente
L’energia idroelettrica è considerata una fonte “ferma”: affidabile, disponibile a tutte le ore, indipendente da vento o sole. Questo la rende ideale per alimentare data center energivori, soprattutto nell’era dell’intelligenza artificiale.
Un vantaggio chiave di questa scelta è che la legislazione recente offre incentivi fiscali più stabili rispetto a eolico e solare, con proiezioni favorevoli fino al 2036. Questo quadro rende l’idroelettrico una soluzione perfetta per sostenere progetti ad alta intensità di energia.
- Stabilità di fornitura
- Maggiore prevedibilità dei costi
- Adattabilità alle esigenze di crescita
L’accordo con Brookfield apre inoltre la possibilità di espandersi su scala nazionale, in aree come il Mid-Atlantic (PJM) e il Midwest (MISO), garantendo così un approvvigionamento diversificato e resiliente nel mercato libero.

Impatti e prospettive future
L’intesa da 3 miliardi di dollari fa parte di un piano molto più ampio: Google intende investire 25 miliardi nei prossimi due anni per espandere i suoi data center in Pennsylvania e aree limitrofe.
Questo modello si basa su contratti pluriennali di fornitura di energia pulita, evitando di affidarsi solo a compensazioni di carbonio. In questo modo, la crescita dell’IA sarà supportata da infrastrutture reali e sostenibili.
- Modernizzazione delle centrali idroelettriche esistenti
- Creazione di posti di lavoro locali
- Maggiore stabilità della rete elettrica
L’accordo potrebbe diventare un esempio replicabile per altre aziende tech, unendo innovazione tecnologica e de-carbonizzazione. In prospettiva, questo tipo di partnership contribuirà a ridefinire il mercato, considerando anche il costo dell’energia elettrica e il costo kWh come fattori centrali per la competitività.
Fonte:http://papernest.it
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