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La storia della Franciacorta Historic

Nel cuore della Franciacorta, tra vigneti ordinati e strade sinuose, nasce una delle manifestazioni più affascinanti dedicate alle auto d’epoca: la Franciacorta Historic. Questa gara di regolarità per vetture storiche rappresenta oggi un punto di riferimento per appassionati e collezionisti, unendo competizione, cultura automobilistica e valorizzazione del territorio.

Le origini: tra passione e tradizione

La Franciacorta Historic affonda le sue radici nella grande tradizione motoristica italiana, ispirandosi a eventi iconici come la Mille Miglia. Fin dalla sua nascita, l’obiettivo è stato chiaro: creare un evento capace di far rivivere il fascino delle competizioni del passato, riportando sulle strade modelli che hanno fatto la storia dell’automobile.

Organizzata con il supporto di realtà locali e club di auto storiche, la manifestazione ha saputo crescere nel tempo, attirando equipaggi da tutta Italia e dall’estero. La gara si svolge secondo la formula della regolarità, dove precisione e affiatamento tra pilota e navigatore contano più della velocità pura.

Il percorso: tra paesaggi e tecnica

Uno degli elementi distintivi della Franciacorta Historic è il suo tracciato, che si snoda tra borghi storici, colline e strade panoramiche della Lombardia. Le prove cronometrate mettono alla prova la concentrazione degli equipaggi, mentre i trasferimenti offrono scorci unici sul territorio.

La gara non è solo competizione, ma anche un viaggio culturale ed enogastronomico: la Franciacorta è infatti celebre per il suo vino, il Franciacorta, simbolo di eccellenza italiana nel mondo.

Le vetture: protagoniste senza tempo

A rendere speciale l’evento sono le auto storiche che vi partecipano: modelli costruiti tra gli anni ’20 e ’80, perfettamente restaurati e mantenuti. Marchi leggendari come Alfa Romeo, Ferrari, Lancia e Porsche sono spesso protagonisti, regalando al pubblico un vero museo dinamico su quattro ruote.

Evoluzione e prestigio

Negli anni, la Franciacorta Historic ha consolidato il proprio prestigio, entrando a far parte di circuiti nazionali e internazionali dedicati alle gare di regolarità. L’organizzazione ha puntato su qualità, sicurezza e attenzione ai dettagli, elementi che hanno contribuito a costruire una reputazione solida.

La manifestazione è diventata anche un’occasione per promuovere il turismo locale, attirando visitatori che desiderano scoprire le bellezze della Franciacorta attraverso un evento unico nel suo genere.

Oggi: tra passato e futuro

Oggi la Franciacorta Historic continua a crescere, mantenendo vivo lo spirito delle competizioni storiche ma guardando al futuro. L’interesse per le auto d’epoca è in costante aumento, e la gara si conferma come un appuntamento imperdibile per gli appassionati.

Tra rombi di motori d’altri tempi e paesaggi mozzafiato, la Franciacorta Historic non è solo una gara: è un’esperienza che celebra la storia, la passione e l’eccellenza italiana.

L’Edizione 2026

Le difficoltà del percorso 

L’edizione 2026 della Franciacorta Historic, organizzata dalla famiglia Vesco si distingue come una delle più impegnative degli ultimi anni, grazie a un tracciato profondamente rinnovato e a un numero record di prove cronometrate. L’imprinting del campione della 1000Miglia Andrea Vesco si nota nella competitività che offre la corsa. Non si tratta solo di una gara affascinante dal punto di vista paesaggistico, ma di una vera sfida tecnica per equipaggi e vetture storiche.

Un percorso più lungo e più intenso

Il tracciato si sviluppa su circa 140 km, con ben 62 prove cronometrate: un dato mai raggiunto nelle edizioni precedenti, che aumenta notevolmente il livello di difficoltà.

La prima parte, apparentemente più “scorrevole”, attraversa centri come Berlingo, Rovato e Adro, ma richiede già grande precisione nella gestione dei tempi, con 36 prove concentrate in soli 45 km. Qui emerge una prima criticità: l’elevata densità di controlli obbliga gli equipaggi a mantenere un ritmo costante e senza errori, riducendo al minimo i margini di recupero.

La seconda frazione: il vero banco di prova

È nella seconda parte della gara che si concentrano le difficoltà maggiori. Dopo la ripartenza, il percorso si dirige verso zone collinari e montane, affrontando le salite di Brione, Nistisino e Polaveno.

Questi tratti rappresentano una sfida sotto diversi aspetti:

  • Pendenze e cambi di ritmo: le salite richiedono precisione nella guida e nella gestione del cronometro, soprattutto per vetture storiche meno performanti.
  • Strade strette e tortuose: tipiche della Franciacorta più interna, aumentano la difficoltà di interpretazione del percorso.
  • Discontinuità altimetrica: continui saliscendi mettono alla prova concentrazione e affiatamento tra pilota e navigatore.

Le successive discese verso Sulzano e Ome introducono un ulteriore elemento critico: la necessità di mantenere precisione anche in tratti veloci e tecnici, dove è facile commettere errori di valutazione.

La gestione delle prove cronometrate

Uno degli aspetti più complessi dell’edizione 2026 è la distribuzione delle prove: ben 26 nella seconda frazione, spesso ravvicinate.

Questo comporta:

  • Stress continuo per gli equipaggi
  • Ridotto tempo di recupero mentale
  • Maggiore probabilità di penalità per errori minimi

La regolarità, disciplina basata sulla precisione al centesimo di secondo, diventa così ancora più selettiva.

Un percorso rinnovato e più tecnico

Il cambio della sede di partenza e arrivo a Travagliato ha contribuito a ridisegnare completamente la gara, rendendola più varia e imprevedibile.

Il nuovo layout introduce:

  • Tratti inediti rispetto alle edizioni passate
  • Prove mai ripetute, che eliminano ogni vantaggio per chi conosceva già il percorso

Maggiore equilibrio tra velocità e tecnica

Conclusione

Il percorso 2026 della Franciacorta Historic non è semplicemente più lungo o più spettacolare: è più esigente sotto ogni punto di vista.

Tra numero record di prove, salite impegnative, discese tecniche e una struttura completamente rinnovata, questa edizione si configura come una delle più selettive della storia recente della gara. Una sfida autentica, dove a fare la differenza non è la velocità, ma la precisione assoluta e la perfetta sintonia tra uomo e macchina.

Contributi

Le fotografie presenti nell’articolo sono state gentilmente concesse dall’organizzazione della corsa e scattate dal fotografo Pierpaolo Romano

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Maira Alcantara
Author: Maira Alcantara

free lance generalista, incaricata anche per articoli speciali relativi a settore sport ed automobilismo storico e moderno

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