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L’Italia è da sempre creatrice di grandi gare automobilistiche, dopotutto innovazione e cultura fanno da sempre parte della tradizione italiana, un paese dalla storia millenaria che dalla notte dei tempi fa scuola al mondo intero in moltissime sfaccettature della quotidianità come leggi, sport, innovazione, cultura e tanto altro ancora. In ambito automobilistico la nostra nazione ha sempre regalato al mondo davvero tanto. In Italia cono nate gare automobilistiche fra la più belle in assoluto come la 1000Miglia, il GranPremio d’Italia, la Targa Florio, la Tazio Nuvolari, La Coppa Mazzotti e tante altre ancora che spesso nascevano in seno alle corse divenute sempre più famose. Necessiteremmo di una vera e propria enciclopedia per elencare tutte le corse nate in italia. Resta il fatto che l’Italia si sia sempre “nutrita” della passione per i motori, per la velocità e per la bellezza delle linee automobilistiche che oserei definire veri e propri capolavori artistici. Non è un caso se l’industriale Brescia, culla della 1000Miglia e del GP d’Italia sia oggi una delle città con il maggior numero di possessori di autovetture storiche di grande prestigio, storico e artistico.

Non solo gare
L’Italia non è solamente gara automobilistica ma anche creatrice dei brand automobilistici, migliori nel mondo. Oltre al blasone dei migliori marchi che purtroppo oggi passano di mano in mano a causa della famigerata globalizzazione e del sistema finanziario, l’Italia in campo automobilistico ha sempre avuto “una marcia in più” anche a livello di piloti. Un esempio per tutti è la perfezione nella tecnologia d’avanguardia.
Non è un caso se i tedeschi quando decisero di invadere i mercati con la famosa autovettura “Golf” che oggi piace tanto a giovani e meno giovani, avessero acquistato una Fiat 124 con lo scopo di smontarla, analizzarla, copiarne il motore e perfezionarne certi particolari secondo la tecnologia teutonica. Tanta era la perfezione dei motori Fiat di quei tempi che nientemeno che una fabbrica di autoveicoli tedesca, aveva ben pensato di imitare le automobili italiane ma ora torniamo alle gare. Fra le gare automobilistiche degli anni che furono, molte delle quali purtroppo dimenticate esiste una corsa molto interessante “il Giro automobilistico d’Italia”. Questa avventura automobilistica torinese risale nientemeno che al 1901. Le prime edizioni si chiamavano “Giro d’Italia in automobile”
Il Giro d’Italia in automobile
La prima edizione venne organizzata dall’ ACI Torino in collaborazione con il famoso quotidiano Corriere della sera. Si trattava di una corsa non di poco conto se volessimo guardare al percorso, prevedeva un tracciato di gara in velocità di ben 1.650 km che nella misura inglese in miglia, fa 1000Miglia. Le città in cui la gara transitava erano, Torino come base di partenza, in seguito la corsa procedeva in direzione sud toccando città meravigliose come ad esempio la ligure Genova, Laspezia, Firenze, Siena, Roma, Terni, Perugia, Fano, Rimini, Cesena, Bologna, Padova, Vicenza e Verona, per terminare e tagliare il traguardo a Milano.

Agli esordi della corsa gli iscritti furono 72 di cui 63 con appartenenza alla prima categoria con partenza da Torino mentre 9 appartenenti alla seconda categoria, con partenza da Firenze. Fra i grandi nomi dei piloti che si avventurarono sul circuito possiamo tranquillamente menzionale Roberto Biscaretti, Goria, Gatti, L’avvocato Agnelli, Bricherasio e Carlo Biscaretti.
L’inizio delle operazioni necessarie per la gara come ad esempio le verifiche tecniche era ospitato al parco del Valentino. Quel primo giorno di gara si rivelerà meteorologicamente pessimo. Delle vetture iscritte quel giorno ne partiranno solamente 32 fra cui alcuni marchi come Fiat, Panhard, Peugeot, Renault, Rosselli e un paio di Mors. Presenti con una sola automobile i brand: Benz, Ceirano, Delahaye, Marchand, Daimler, De Dion, Isotta Fraschini e Darracq.
Lo scopo della corsa
Lo scopo reale della corsa era quello di invogliare gli italiani facoltosi a passare dal cavallo ai “cavalli motore” e quindi propagandare l’automobile che in seguito diverrà un vero e proprio successo per tutte le classi sociali. Importante sapere che il concetto di automobile al posto del cavallo inizierà ad inrteressare anche gli esperti del settore militare. In effetti a questa prima edizione del 1901 il Ministero della guerra inviò i capitani Onnis e Orsi a bordo di una Peugeot Type 31 di un concorrente romano.
I militari in auto avevano lo scopo di osservatori. I militari compresero subito le potenzialità della motorizzazione applicata in campo militare. Insomma un nuovo mezzo di locomozione faceva breccia nella tradizione equestre, un mezzo di locomozione che poco dopo imprimerà una svolta tanto prepotente che negli anni sostituirà completamente il cavallo che si utilizzava da secoli, cambiando radicalmente il mondo. A dire il vero la divulgazione dei motori a scoppio in sostituzione dei cavalli farà in modo che l’automobile potesse passare dall’essere un oggetto di lusso, a una vera e propria necessità.
In effetti, a voler ben guardare i nostri giorni, se si desidera recarsi al lavoro è necessario saper guidare e possedere un autoveicolo. Anche in ambito militare si è andati avanti in questo senso, tanto che oggi, il settore militare in fatto di tecnologia, motori, aerei e autovetture è più avanzato di quanto noi possiamo credere. Ciò che viene divulgato alla massa, sempre a livello tecnologico, è almeno mezzo secolo arretrato nei confronti di ciò che viene utilizzato a livello militare. Insomma, per riassumere potremmo affermare che l’entrata in campo delle automobili e la ricerca fatta su tali mezzi di locomozione, abbia effettivamente cambiato il nostro mondotramite una vera e propria corsa verso la tecnologia e la meccanica più all’avanguardia.
Il Giro Automobilistico d’Italia torna sulle strade
Milano, 12 settembre 2025: Dopo l’annuncio dello scorso marzo, il Giro
Automobilistico d’Italia, storico evento dedicato al mondo dell’automobile, la cui prima
edizione risale al 1934 è partito.
Una partenza dal cuore dell’automobilismo italiano
L’edizione 2025, concepita come anteprima della competizione ufficiale che entrerà a
calendario dal 2026, ha preso il via con il briefing tecnico giovedì 11 settembre da un
luogo iconico per la tradizione automobilistica italiana: il parcheggio del Lingotto a
Torino, sotto la celebre pista di collaudo Fiat.
Il Giro Automobilistico d’Italia rappresenta la volontà di fa rivivere la storia
dell’automobile, la scelta del Lingotto come punto di partenza è un omaggio a un simbolo
dell’ingegno e della passione motoristica del nostro Paese.
Il percorso si articolerà in sei tappe tra Piemonte e Lombardia, con soste in luoghi di
grande valore simbolico e culturale, tra cui il Borgo di Ricetto e il Museo del Ghisallo.
L’itinerario condurrà gli equipaggi fino a Bormio, sede della serata di gala, per
concludersi il 13 settembre nel prestigioso scenario della Villa Reale di Monza.
Un “Museo Dinamico” su strada
Quella del 2025 sarà un’edizione non competitiva, pensata come un affascinante tour
capace di trasformarsi in un vero e proprio “Museo Dinamico” a cielo aperto.
Protagoniste saranno delle vetture iconiche di altissimo pregio, tra cui una Ferrari Dino
206 GT, una Ferrari 512 BBi, una Ferrari Spider California, due Maserati MC20 Cielo,
la leggendaria Lancia Stratos, una Bugatti 37/A, un’Alfa Romeo 1900 CSS, una
Mercedes 190 SL e una Lancia Flaminia GT Touring Superleggera.
Accanto a Tony Fassina, Giorgio Schon e Marco Cajani, prenderà parte al Giro anche Sua
Altezza Reale il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, rendendo ancora più esclusiva la
manifestazione.

Verso il 2026: la gara di regolarità
Con l’edizione 2026, il Giro Automobilistico d’Italia tornerà nella sua veste di gara di
regolarità, inserita a pieno titolo nel calendario delle competizioni per auto storiche. Il
format sarà arricchito da prove di velocità su circuiti selezionati e da momenti di
autentica vita da paddock.
“Dal prossimo anno il Giro tornerà ad avere una forte connotazione sportiva”, sottolinea
il Comitato Organizzatore, “ma senza perdere quella dimensione culturale ed
esperienziale che lo rende unico“.
Patrocini, partner e innovazione
L’edizione 2025 si svolge con il Patronato di Regione Lombardia e i patrocini dei Comuni
di Bormio e Monza, contando inoltre sul sostegno di sponsor come LoJack®, NERO
LifeStyle, MG, ALTairEGO e Acqua Lauretana.
Il supporto tecnico è affidato alla Scuderia del Portello e Portobellocars.
Un ruolo centrale è svolto da Knobs (SG Company), partner tecnico che certificherà le
vetture partecipanti attraverso la piattaforma CertiShield, capace di creare
un passaporto digitale in blockchain con la storia e le informazioni di ciascun modello.
A partire dal 2026, la stessa società implementerà anche un programma
di compensazione della Carbon Footprint dell’evento, offrendo strumenti innovativi per
la sostenibilità e l’engagement ESG.

Programma
Il programma è stato davvero interessante, località eleganti e magnifiche tipiche della cultura italiana hanno fatto da cornice a questo interessante evento dell’automobilismo storico.
Giovedì 11 settembre, ore 17.00 gli equipaggi sono arrivati al Lingotto e a seguire hanno dovuto sottostare a un briefing tecnico. Il giorno successivo, Venerdì 12 settembre alle 8.30 inizio della partenza ufficiale del Giro Automobilistico d’Italia edizione 2025. Protagonista la città piemontese, Torino, come città base, con arrivo a Bormio la sera stessa. Il terzo giorno di gara, Sabato 13 settembre alle 9:00, Bormio è stato protagonista della partenza della terza tappa. I partecipanti alla corsa sono arrivati nel pomeriggio presso la Villa Reale di Monza dove si è concluso l’evento.
Info e contributi
Le fotografie presenti nell’articolo sono state gentilmente concesse dall’organizzazione del Giro Automobilistico d’Italia
Website: https://www.giroautomobilisticoditalia.it Instagram: @giroautomobilisticoditalia
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