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Almeno per il momento la strada verso l’aumento del potere energetico alternativo non molla. Ecco che per il 2026 il Governo italiano decide per il Conto Termico con incentivi di ben 900 milioni di Euro disponibili. Una buona notizia ogni tanto fa capolino fra il dedalo di tribolazioni a cui ormai siamo abituati. nelle prossime righe cercheremo di comprendere il conto termico 3.0 di cosa si tratta?

Conto termico 3.0 cosa si tratta?

Il Conto Termico 2026 (oggi nella versione aggiornata chiamata Conto Termico 3.0) è un incentivo statale italiano pensato per aiutare a migliorare l’efficienza energetica degli edifici e usare energie rinnovabili per il riscaldamento.

In parole semplici: cos’è?

È un contributo economico a fondo perduto (non una detrazione fiscale) erogato direttamente dal GSE, quindi soldi che ti vengono rimborsati sul conto dopo aver fatto i lavori.

  • Copre in genere dal 20% fino al 65% della spesa
  • In alcuni casi pubblici può arrivare anche al 100%
  • Viene pagato abbastanza rapidamente (anche in un’unica soluzione per importi piccoli)

L’incentivo ha lo scopo quindi di ridurre il costo iniziale di interventi per risparmiare energia.

 Che lavori finanzia?

Il Conto Termico riguarda interventi su edifici esistenti, ad esempio:

  • sostituzione di vecchi impianti di riscaldamento
  • installazione di pompe di calore, caldaie a biomassa o sistemi ibridi
  • impianti di solare termico
  • interventi per migliorare l’efficienza energetica (isolamento, sistemi intelligenti, ecc.)

A chi è rivolto

Possono accedere:

  • privati cittadini (anche per la casa)
  • condomini
  • imprese e attività del settore terziario

pubbliche amministrazioni (Comuni, scuole, ospedali, ecc.)

Come funziona (in breve)

  1. Fai i lavori (con requisiti tecnici specifici)
  2. Presenti la domanda al GSE entro circa 90 giorni
  3. Ricevi il contributo sul conto

È diverso dai bonus edilizi classici perché non recuperi i soldi in anni tramite detrazioni, ma li ricevi direttamente.

In sintesi

Il Conto Termico 2026 è:

  • un incentivo diretto (cash, non detrazione)
  • per risparmio energetico e rinnovabili
  • aperto a privati, aziende e PA

con rimborsi anche molto alti (fino al 65% o più)

Nelle prossime righe da un articolo della giornalista Teresa Monaco cercheremo di spiegare nei dettagli il conto termico 3.0

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Conto Termico 3.0: fino al 65% di incentivo, 900 milioni disponibili e nuove scadenze da rispettare

Il Conto Termico 3.0 è tornato pienamente operativo e, per chi sta pianificando interventi sugli impianti, rappresenta una leva concreta per ridurre la spesa energetica nei prossimi anni. La riapertura del Portaltermico dal 13 aprile 2026 ha rimesso in moto le domande dopo lo stop di marzo, ma con regole transitorie precise. Oggi il punto non è solo ottenere il contributo: è presentare la pratica in modo corretto, nei tempi giusti e con un progetto che produca davvero meno consumi e bollette più leggere.

Le nuove date da segnare: cosa cambia dopo la riapertura

Il portale GSE ha riaperto alle 12:00 del 13 aprile 2026, dopo la sospensione del 3 marzo. Da quel momento, le richieste in accesso diretto sono ripartite con una timeline chiara e con un focus più stringente sulla tenuta amministrativa delle pratiche.

  • La domanda deve essere inviata entro 90 giorni dalla conclusione dell’intervento.
  • Se la scadenza ricade nel periodo di stop tra 3 marzo e 12 aprile 2026, si applica una proroga straordinaria di 40 giorni.
  • La stessa estensione vale per gli interventi conclusi tra il 25 dicembre 2025 e il 12 aprile 2026.
  • Questa finestra aggiuntiva evita che la sospensione tecnica del portale produca decadenze non imputabili ai richiedenti.

Sul piano pratico, la gestione delle date va letta così: nei casi coinvolti dalla sospensione, la data di fine lavori da inserire coincide con il giorno in cui si invia la domanda. La data dell’ultimo pagamento va aggiornata solo se, dopo questo riallineamento, supera il limite procedurale dei 120 giorni. È un passaggio formale, ma decisivo per evitare rilievi che possono rallentare l’istruttoria.

In questa fase contano il Modello 7 completo, la cronologia corretta dei pagamenti e parametri tecnici coerenti con il progetto. Il GSE verifica infatti se l’intervento porta un miglioramento reale di efficienza energetica e una riduzione misurabile del consumo energetico, con effetti concreti sulla bolletta.

Plafond 2026: 900 milioni, riequilibrio e pressione della domanda

Il nodo economico del Conto Termico 3.0 nasce dalla pressione registrata a inizio marzo: in poche ore sono arrivate richieste per 1,3 miliardi di euro contro un plafond annuo di 900 milioni. L’accelerazione si è concentrata soprattutto sul canale pubblico, mostrando che la distribuzione iniziale dei fondi non era allineata ai flussi reali.

Nella configurazione iniziale, la ripartizione prevedeva 500 milioni per i privati, di cui 150 destinati alle imprese, e 400 milioni per le pubbliche amministrazioni, con 20 milioni per diagnosi energetiche. Con il decreto direttoriale n. 72 del 10 aprile 2026, il MASE ha riequilibrato il quadro a 450 milioni per le PA e 450 milioni per i soggetti privati.

Il totale disponibile resta invariato, ma cambia la strategia di accesso: non basta arrivare presto, bisogna arrivare con una pratica solida. In questo scenario, monitorare il costo della luce e l’andamento della bolletta aiuta a scegliere interventi con ritorno economico più rapido e più stabile.

Interventi ammessi e quota incentivo: dove si decide l’esito

Il Conto Termico 3.0 riconosce un contributo fino al 65% della spesa sostenuta, con maggiorazioni fino al 100% in casistiche specifiche, incluse alcune tipologie di intervento nei piccoli Comuni. Tra i lavori ammessi rientrano isolamento termico, pompe di calore, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica.

Dal 15 aprile è disponibile anche il catalogo degli apparecchi pre-qualificati GSE: scegliere componenti già conformi riduce passaggi tecnici, tempi e costi di istruttoria. La qualità progettuale resta però il vero discrimine, perché il contributo premia interventi che combinano conformità normativa, risultato energetico e sostenibilità economica nel medio periodo.

Oggi non basta puntare solo sulle migliori offerte luce e gas, che restano utili per ottimizzare la tariffa. Il salto di qualità arriva quando alla gestione del costo della luce si affiancano lavori su involucro e impianti capaci di ridurre il fabbisogno strutturale, così da risparmiare sulle bollette in modo duraturo.

Fonte: https://www.papernest.it/news/conto-termico-3-0-incentivi-65-scadenze-2026/

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Author: ospite ospite

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