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Era da prevedersi una faccenda del genere. L’inverno è arrivato e la richiesta di gas da riscaldamento sta gradatamente aumentando. Da che mondo è mondo, è la richiesta che tende a regolare i prezzi del mercato e come è sempre stato, il prezzo dell’energia e della materia prima aumenta sempre in questo periodo dell’anno, dopotutto il mondo si basa sul commercio. Tuttavia non è quello il problema sul quale concentrare l’attenzione. E’ vero, il gas è in aumento come pure i carburanti da autotrazione, dopotutto l’inverno è così, ma è necessario concentrarsi e cercare di ricordare, di fare il punto della situazione facendo il possibile per “estrarre” un tesoro dal passato, dagli errori commessi a livello economico e finanziario negli ultimi anni, ma soprattutto dal maggior errore commesso nell’ultimo quarto di secolo. In questo caso bene o male dovremmo recitare un “mea culpa” e cospargerci il capo di cenere un po’ tutti.

Il maggior errore mai commesso dagli italiani
Il maggiore errore mai commesso da noi popoli occidentali è stato quello di dare credito a degli emeriti ciarlatani travestiti da politici e decidere di entrare in Ue. Il gas russo ha portato tanto benessere anche per il prezzo davvero basso. Diciamo che Putin per un certo periodo ci avrebbe per così dire “regalato il gas” ma i potentati che dominano sulla UE, coadiuvati da certi politici vassalli, in combutta con i cugini americani hanno deciso che il gas russo non sarebbe andato più bene quindi, il fornitore è mutato e anche il prezzo. A posteriori scopriremo che il Nord Stream, quel viadotto che avrebbe foraggiato l’Europa per anni portando il conveniente gas russo ai nostri paesi sarebbe stato danneggiato, si presume, dai servizi segreti molto preparati, appartenenti a qualche stato occidentale in grado di agire nelle profondità marine e di sopportare il gelido clima di quelle acque. Tutto calcolato quindi?
Balle europee
Le lusinghe hanno da sempre delineato i più delicati momenti della storia ma come sempre le lusinghe e le false promesse, hanno sempre tradito interi popoli, i quali cittadini non hanno mai imparato a pensare con senso critico. Per noi italiani l’inizio del terzo millennio è stato un evento da dimenticare. Mentre una grande festa celebrava il nuovo anno, il 2000, un infausto periodo iniziava a delinearsi per l’Italia. Penso che non avremmo mai dovuto lasciarci convincere dalle idiozie di certi politici. Un esempio per tutti la nota frase proferita da un noto politico italiano il 21 giugno 1999: “Con l’euro lavoreremo un giorno in meno e guadagneremo come se lavorassimo un giorno in più”. Era una falsa speranza detta in malafede oppure era una frase scherzosa per deridere gli italiani? Forse un po’ tutte e due le cose. Dopotutto il celebre politico, in seguito avrebbe dichiarato di non essere un politico italiano ma di aver giurato fedeltà all’Europa e questo la dice lunga sul nostro tasso di potere decisionale e di sovranità.

Ipocrisia UE
La falsa speranza sarebbe servita per convincere le masse, che l’UE sarebbe stata la salvezza dell’Italia, che in quel periodo era straordinariamente forte economicamente. E’ ovvio che si trattasse dell’ennesima presa in giro per quegli italiani che avrebbero accettato l’inferno (bene o male quasi tutti). Pensate solo al fatto che proprio in quegli anni eravamo una delle nazioni più performanti al mondo e facevamo bella figura al G7 fra le nazioni economicamente più potenti e civili al mondo. Col senno di poi penso che proprio per quello sarebbe stata necessaria una campagna denigratoria, per annichilire l’Italia portandola a posizionarsi al di sotto della soglia minima economicamente parlando, ma soprattutto per far credere agli italiani di essere cittadini di un paese indecente. Tutte menzogne per arrivare al declino e ne spiegheremo i motivi nelle prossime righe.
Chi ha paura dell’Italia? Gli equilibri stravolti.
L’Italia in continua crescita economica in quegli anni passati faceva “tremare i polsi” alla Francia per poi iniziare a farli tremare alla Germania. L’Italia minacciava di ridisegnare gli equilibri europei. Proprio in quel momento sarebbe scattata la trappola UE, studiata per ridimensionale l’Euroclub portando la Germania a primeggiare, nonostante lo stato teutonico fosse solamente un “pallone gonfiato”, e su questo discorso i nostri anni stanno dando ragione a questa teoria. Proprio la Germania la falsa “locomotiva d’Europa” è oggi in crisi profonda. Il peggio è che proprio la Germania avrebbe tirato nel baratro tutti gli stati fondatori europei. Dopo queste considerazioni, con il “senno di poi” pensate ancora che l’Europa sia stata la più grande conquista degli ultimi venticinque anni? E pensare che per entrare ci hanno nientemeno fatto pagare la Tassa per l’Europa, una tassa provvisoria mai restituita se non in parte….. la beffa non ha limiti come potete notare, tuttavia con questa mossa abilissima cui gli esoteristi sono esperti ai massimi livelli, hanno fatto decidere a noi. Abbiamo pagato per entrare nell’ Euroclub quindi se le cose vanno male la colpa è solamente nostra. Avremmo potuto rifiutarci di farne parte.
Non sarà certamente terminato il “viaggio nel deserto” per i popoli UE. A quanto pare i burattini del sistema finanziario non intendono mollare la presa e procedono niente meno che con il tentativo di far entrare l’Europa in una pericolosa guerra con la Russia, ben sapendo che un conflitto con Putin forse durerebbe una settimana nell’ipotesi più ottimista, senza usare l’atomo, altrimenti durerebbe pochi minuti e tutto sarebbe compiuto.
I cittadini italiani
Il sistema ha deciso di finire economicamente l’Europa, in un momento di lotta fra massoneria finanziaria guidata dalle celebri famiglie di banchieri inglesi e la massoneria che fa capo agli industriali americani. Non avete ancora compreso cosa si muove dietro le quinte? A questo punto cosa state facendo per evitarle il declino? Volete che ve lo dica? Nulla, proprio nulla, accettate ogni scemenza proveniente dalla politica, sia essa di destra o di sinistra, non fate nulla per far comprendere a questi soggetti che chi comanda sono i popoli.
I risultati del popolo italiano
Avete accettato di far perdere all’Italia la sovranità, avete accettato inoculazioni di veleno,

avete accettato certificati verdi, coprifuoco, pandemenze, segregazione, militarizzazione momentanea, multe per elusione del coprifuoco, grande fratello quasi totale, tetto ai contanti, aumenti spropositati dei prezzi di ogni prodotto, dell’energia, del cibo; avete accettato la fandonia del Green, leggi finanziarie e non, contro ogni logica, documenti digitali, spid, sanità ridotta allo sfascio, sempre maggiori tasse per foraggiare le armi a sostegno di una guerra che non ci riguarda minimamente e tante, tante balle sul clima. Fra poco accetterete il denaro digitale e tante altre diavolerie atte al dominio. Cosa accetterete ancora? Il prossimo passo sarà il microchip sotto pelle manca solo la moneta digitale e poi diverremo un popolo di schiavi. Non pensate di svegliarvi?
Cosa rimarrà dell’Italia proseguendo a dar credito alle follie UE? La morte!
Nelle prossime righe da un articolo di Teresa Monaco potremmo avere una panoramica sui prezzi del gas che domineranno un difficile e freddo inverno 2025.
Stoccaggi tedeschi insufficienti: possibili ripercussioni sui prezzi del gas in Italia
Pressione sui prezzi e previsioni d’inverno
La stagione termica 2025-26 si apre in Europa con uno scenario peculiare: secondo il rapporto della ENTSO-G, al 1° ottobre 2025 gli stoccaggi dell’Unione Europea erano all’83 % della capacità, un livello inferiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questo dato segnala un margine di rischio: in caso di inverno rigido, la capacità di copertura potrebbe risultare insufficiente. Infatti, le simulazioni mostrano che con temperature sotto la media e interruzioni delle forniture, il livello degli stoccaggi potrebbe scendere fino all’11% entro la fine della stagione termica.
In tale scenario, il prezzo del gas può diventare particolarmente volatile. Anche se al momento i mercati segnalano qualche tregua, la struttura rimane sensibile a shock esterni, come variazioni nelle rotte di approvvigionamento o picchi di domanda improvvisi.
Punti chiave emersi dal quadro:
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Rischio di volatilità dei prezzi nel caso di domanda elevata.
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Possibile riduzione drastica delle scorte in scenari climatici avversi.
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Dipendenza crescente dalle forniture internazionali.
Il caso tedesco: industria e supporti statali
Nel frattempo, la situazione tedesca merita un’attenzione specifica. La Germania ha annunciato che alle imprese energivore sarà garantito un prezzo calmierato dell’elettricità (circa 5 cent/kWh) dal 2026 al 2028, con copertura finanziaria tra tre e cinque miliardi di euro. La misura deriva dalla consapevolezza che l’industria manifatturiera tedesca è particolarmente esposta ai costi dell’energia, che in uno scenario di mercato teso potrebbero crescere rapidamente.

Con riserve di gas inferiori alle attese (i depositi erano al 75% circa all’inizio di novembre), la Germania appare vulnerabile a un inverno rigido. Questo pacchetto evidenzia la necessità di sostegno diretto alle imprese in un contesto energetico complesso.
Elementi centrali della strategia tedesca:
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Stabilire un prezzo calmierato per proteggere il settore industriale.
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Garantire fondi pubblici per compensare la differenza di mercato.
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Mitigare il rischio di rilocalizzazione produttiva verso Paesi con energia meno costosa.
Implicazioni per l’Italia e per i consumatori
Per l’Italia, la situazione offre uno sguardo di medio termine. Il Paese presenta stoccaggi al 92% al 1° ottobre, meglio della media Ue. Tuttavia, ciò non significa immunità dai rincari, poiché sul mercato europeo del gas i prezzi sono correlati alle fluttuazioni globali, in particolare del GNL.

In caso di inverno severo o interruzioni nelle forniture, i consumatori italiani potrebbero essere coinvolti dagli aumenti dei costi energetici e trovarsi a consultare la propria bolletta gas o la propria bolletta luce per monitorare gli effetti dei rincari. Si profila un incremento della volatilità delle bollette.
Per famiglie e imprese, è utile valutare strategie di mitigazione:
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scegliere contratti a prezzo fisso per evitare sorprese;
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migliorare la propria efficienza energetica;
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monitorare l’andamento del mercato, anche attraverso i principali distributori, per adattare le scelte energetiche.
Fonte: papernest.
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