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In questo periodo abbiamo spesso sentito parlare di lobby e di lobbismo. Questa parola tuttavia si porta appresso da sempre un fardello piuttosto pesante. Le lobby non sono certo viste dai profani, come delle attività dalla massima trasparenza e quindi recano in se un carattere piuttosto negativo, tuttavia vorrei proporre qualche approfondimento su questo tema prima di passare alla conoscenza del lobbismo.

Tutto è positivo e tutto è negativo

Tutto quello ciò esiste al mondo può essere negativo e dall’altro canto positivo. Non è un discorso riguardante le “teorie della relatività” ma una semplice osservazione. Una legge, una regola, possono essere negative o positive, dato che dipendono solamente dall’uso che ne fanno i diretti interessati. Il lobbismo qualora puntasse verso un miglioramento della società e venisse usato in buona fede e con scopi nobili, volti verso un miglioramento dell’economia, diverrebbe automaticamente uno strumento positivo, una grande risorsa per la collettività. Se il lobbismo venisse distorto e usato come un’arma coercitiva, mirata ad imporre regolamentazioni errate verso la società, regolamentazioni aventi lo scopo dell’arricchimento selvaggio da parte di pochi personaggi che lavorano per il possesso del potere, allora lo strumento diverrà negativo.

Si pensi alla farmaceutica, tanto per parlare di un settore in cui il lobbismo ultimamente è molto marcato e che negli ultimi anni a mia opinione è usato male. Qualora la farmaceutica puntasse alla ricerca di farmaci validi e risolutivi per la salute umana, il lobbismo sarebbe positivo e le leggi varate sarebbero a protezione della vita e del benessere sociale. In caso contrario, qualora un farmaco sia dannoso ma venisse immesso comunque sul mercato, per scopi non certo nobili, in questo caso lo strumento si rivelerà negativo.

La vera causa della positività e della negatività

La vera causa della positività e della negatività, non è da vedersi nel lobbismo o nelle leggi, questi sono solamente strumenti che possono essere di grande aiuto, per lo svolgimento della vita e della nostra complessa organizzazione. La causa del male è sempre il cuore dell’uomo che distorce, dirige e rende dannosi anche gli strumenti e le leggi più nobili. Non c’è quindi da stupirsi se spesso istituzioni o leggi che sono sempre servite per creare una regolamentazione che possa aiutare la società, di punto in bianco si rivelino controproducenti. E’ sempre necessario cercare di guardare la radice dell’iceberg non la punta.

Le lobby: cosa sono e perché contano nella politica moderna

Il termine lobby viene spesso usato, come accennato precedentemente, con un’accezione negativa, come sinonimo di poteri occulti o pressioni indebite. In realtà, le lobby sono un elemento strutturale delle democrazie contemporanee e svolgono un ruolo complesso, non sempre negativo, nel processo decisionale politico, come spiegato nelle precedenti righe.

Cosa sono le lobby

Le lobby sono gruppi organizzati che rappresentano interessi specifici e cercano di influenzare le decisioni delle istituzioni politiche. Possono rappresentare imprese, categorie professionali, sindacati, associazioni ambientaliste, organizzazioni non governative o gruppi di cittadini.

Il loro obiettivo è far sì che leggi, regolamenti o politiche pubbliche tengano conto degli interessi che rappresentano.

Come agiscono

Le lobby operano attraverso diversi strumenti:

  • incontri con parlamentari e funzionari pubblici
  • produzione di studi, dati e analisi tecniche
  • partecipazione a consultazioni pubbliche
  • campagne di comunicazione e sensibilizzazione

In molti casi forniscono competenze specialistiche che i decisori politici non sempre possiedono, contribuendo a rendere le norme più tecniche e applicabili.

Lobby, trasparenza e rischio di abuso

Il problema nasce quando l’attività di lobbying avviene senza trasparenza o quando alcuni gruppi dispongono di risorse economiche e relazionali molto superiori rispetto ad altri. In questi casi, il rischio è che l’interesse pubblico venga messo in secondo piano rispetto a quello di pochi soggetti potenti.

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Per questo motivo, in molti paesi esistono:

  • registri ufficiali delle lobby
  • obblighi di dichiarazione degli incontri con i decisori politici
  • regole contro i conflitti di interesse

La differenza fondamentale va fatta tra lobbying (legittimo se regolato) e corruzione (sempre illegale).

Le lobby in Europa e in Italia

Nell’Unione Europea, soprattutto a Bruxelles, le lobby sono molto presenti perché le decisioni comunitarie incidono su mercati e politiche nazionali. L’UE ha introdotto un registro per aumentare la trasparenza.

In Italia, invece, la regolamentazione del lobbying è arrivata più tardi ed è ancora oggetto di dibattito, proprio per il timore che l’influenza privata possa alterare il processo democratico.

Conclusione

Le lobby non sono di per sé “il male”. Possono essere uno strumento di partecipazione e rappresentanza degli interessi, ma solo se operano in modo chiaro, controllato e accessibile a tutti. La vera sfida delle democrazie moderne non è eliminarle, ma governarle, garantendo equilibrio tra interessi privati e bene comune. Certo è che i politici dovrebbero possedere un minimo di preparazione e un minimo di cultura oltre che di trasparenza di intenti.

l’Italia

L’Italia ha molta strada ancora da percorrere per equipararsi agli altri stati con cui ha a che fare a livello non solo politico o geopolitico ma anche economico. Certo è che la ricetta degli altri non è sempre quella giusta, tuttavia una certa evoluzione l’Italia deve necessariamente metterla in atto, dato che si “naviga” piaccia o meno verso un sistema se non globale come si sarebbe inteso pochi anni fa, comunque sia nella direzione di una collaborazione più ampia con altri stati. E’ una lunga storia quella delle lobby, un tema che prosegue da parecchio tempo ma che in Italia non ha mai avuto l’effetto sperato. In Italia non è mai stata promossa alcuna legge ben precisa per il via libera alle lobby. Negli sorsi giorni il 26 gennaio, la commissione degli Affari Costituzionali ha votato il mandato al relatore, nella veste del Presidente Nazario Pagano, per poter riferire in aula il testo approdato proprio ieri 26 gennaio. Dopo che le opposizioni all’attuale esecutivo si sarebbero astenute (come riportato sul quotidiano Il Sole 24 ore) si attende una possibile approvazione della legge in attesa da diversi anni.

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Le lobby all’estero

Gli stati con cui abbiamo a che fare da sempre come Francia, Canada e altre ancora hanno già da tempo adottato specifiche normative per regolamentare le lobby. Anche l’UE avrebbe previsto un apposito “registro per la trasparenza”, dopotutto il lobbismo è un settore molto delicato quanto importante. Il registro creato dalla UE ha lo scopo di disciplinare le istituzioni comunitarie oltre che le relazioni tra gli interessati.

Registro pubblico per la trasparenza

IL registro pubblico per la trasparenza, come lascia intuire il nome, ha uno scopo di offrire trasparenza all’attività svolta dai coloro che rappresentano gli interessi dello stato come contributo alle pubbliche decisioni. In questo caso con questo strumento diverrà necessario rispettare specifiche normative volte al rispetto dell’autonomia delle istituzioni. Il Registro imporrà anche un obbligo relativo alla lealtà e all’integrità verso le istituzioni stesse.

Il Cnel

Il Registro pubblico per la trasparenza che vigilerà sulle attività sostenute dal lobbisti verrà istituito presso il Cnel ove sarà istituito anche un apposito comitato di vigilanza e sorveglianza. Internamente al Cnel si formerà un comitato con lo scopo di vigilare sulle iscrizioni dei lobbisti. Il Comitato avrà il potere di applicare anche sanzioni e cancellazioni, sempre che le cose non siano svolte con la massima trasparenza. Una notizia positiva consiste nel fatto che coloro che avessero condanne penali a più di due anni non verranno ammessi nelle lobby.

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Il Sirip

Abbiamo spesso parlato del SIRIP nelle dirette che giriamo al seguito delle gare di regolarità da noi seguite. Il SIRIP è nato con lo scopo di aiutare i parlamentari italiani a varare leggi adeguate al settore interessato. Non è la prima volta che i rappresentanti del SIRIP riescono a perfezionare una legge destinata a regolamentare un settore specifico che sarebbe stato “ingessato” dalla legge prevista. Con l’aiuto del SIRIP la legge in questione in seguito approvata, ha creato un terreno molto utile e scorrevole per il settore interessato. Forse anche per questo in Italia molte leggi, piuttosto che agevolare i settori produttivi. spesso ne complicano l’attività. Il legislatore non è onnisciente ma è necessario che umilmente possa chiedere aiuto a coloro che sanno approfondire determinate tematiche, professionisti che possano essere “ferrati” su determinati settori. Così facendo penso che le leggi potranno facilitare i settori produttivi piuttosto che aggiungere ad essi problematiche ulteriori. Dopotutto se l’Italia deve divenire un paese competitivo ha la necessità di varare leggi adeguate.

SIRIP: SINDACATO RAPPRESENTANTI INTERESSI PARLAMENTARI

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Nicola Migliorini
Author: Nicola Migliorini

Nicola Migliorini è Direttore Responsabile del media www.mondooggi.com, blogger, giornalista generalista con incarico a 360 gradi.

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