OGM: UN RISCHIO? di Goldfinger

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Già da anni, da quando sono state scoperte le culture OGM ovvero geneticamente modificate starebbero portando gli stati e l’opinione pubblica verso una divisione. Esistono stati favorevoli all’utilizzo di queste colture, mentre altri no, fra cui l’Italia tanto per menzionarne uno. Da quale parte stia la ragione per il momento è impossibile saperlo con assoluta certezza anche se stando a quanto si conosce, le colture OGM sarebbero molto sconvenienti per quanto riguarda pare la salute umana ma anche il pianeta su cui viviamo. L’OGM rappresenterebbe una nuova forma di vegetali modificati geneticamente dall’uomo a mio parere pertanto per essere assolutamente certi delle conseguenze nell’ingerimento continuo di cibi OGM a scopo nutrizionale, dovrebbero essere effettuati test di massa per parecchi anni cercandone ed analizzandone gli effetti in modo da poter conoscerne gli effetti, se positivi oppure negativi e quindi proporne l’utilizzo o meno. Quello che è necessario sapere è il fatto che esistono pochissime multinazionali in grado di commercializzare le sementi OGM quindi quello che è certo è il fatto che queste multinazionali che forse non si contano neppure sulle dita di una mano farebbero e fanno oggi “cassetti da capogiro” ed a mia opinione quando ci sono di mezzo profitti “stellari” e multinazionali in genere “gatta ci cova”. L’esperienza mi dice che in casi come questo tutto potrebbe divenire lecito…. Oggi cercheremo per quanto si conosca, di capire i motivi principali per i quali l’OGM è da alcuni sconsigliato. Personalmente penso che sarebbe meglio lasciare le cose come la natura le avrebbe create dato che la perfezione e l’equilibrio che si trova in natura non esiste uomo capace di riprodurlo quindi al di fuori da questa perfezione naturale tutto a mio parere sarebbe un’ incognita molto, molto pericolosa.
In Italia è bene sapere che in merito all’OGM nascono talvolta discussioni che emergono e si ri inabissano un po’ come un’ onda, d’altronde quando un discorso è scomodo si cerca di non terminarlo ma di farlo approvare con in tempo convincendo l’opinione pubblica a richiederlo. Già nel 2014 una quarantina di associazioni si sarebbero riunite per poter far pressione sul nostro Governo in modo da spingerlo a prendere una posizione chiara e netta in merito a questo genere di coltivazioni, dato che sembrerebbe che le coltivazioni Biotech possano provocare problematiche per il regno animale fra cui l’uomo ed il mondo vegetale. Nel mondo già da tempo vengono coltivate specie vegetali OGM come ad esempio la soya, il mais, la colza ed il cotone, coltivazioni sparse su ben centosettantasei milioni di ettari a livello mondiale cui gli Usa ed altre nazioni sono esperti nella coltivazione e nell’ utilizzo di questo controverso sistema. Oggi le colture biotech servono in particolar modo per produrre mangimi destinati agli animali che comunque cibandosi delle proprie carni trasferirebbero i loro effetti all’uomo tramite appunto il cibo animale ingerito e se non erro a livello di mangimi come cibo per animali l’OGM è consentito anche in Italia. Stando a quello che sostengono i pro-Ogm queste colture avrebbero il pregio di essere (proprio perché appositamente modificate geneticamente) immuni agli erbicidi ed agli insetti patogeni, anche se i contestatori dell’OGM asserirebbero il contrario ma in questo caso si tratterebbe di una conseguenza che capiremo nelle prossime righe. Il problema più scottante sarebbero gli effetti di queste coltivazioni sull’ambiente, un tema trattato precedentemente da note riviste scientifiche che già dalla scoperta del Biotech si sarebbero chieste a quali effetti avrebbe dovuto andare incontro la specie umana tuttavia il dibattito su queste coltivazioni non è mai stato chiuso anzi, continua pressato dai grossissimi interessi di pochissime multinazionali. In verità l’ Organizzazione Mondiale della Sanità si era già posta la domanda sugli effetti del biotech sulla salute umana soprattutto inizialmente quando gli addetti ai lavori, i microbiologi avrebbero fatto uso di frammenti di DNA in grado di produrre una certa resistenza agli antibiotici. Un particolare che uscì da alcuni test il fatto che questi frammenti sarebbero passati, dai batteri alla terra per poi riuscire logicamente a trasferirsi in altri batteri patogeni che avrebbero potuto essere dannosi, pericolosi per la salute umana. Una delle problematiche più temute riguardo all’OGM sarebbe l’ibridazione fra piate selvatiche e piante OGM ovvero la possibilità che piante non OGM della stessa specie di quelle biotech possano venire contaminate da quelle geneticamente modificate. A quanto pare questo tipo di rischio sarebbe possibile dato che il raggio di ibridazione delle piante può avvenire nel raggio di vari chilometri, ad esempio il mais varia dai 50 ai 300 metri di raggio, la colza circa tre Km, detto questo resterebbe da capire quali sono i limiti della coesistenza fra specie OGM e specie naturali per non correre il rischio di contagio di ibridazione. Altro aspetto negativo dell’OGM il fatto come accennato in precedenza che per via della contaminazione che potrebbe avvenire fra vegetali di differente specie, (come ad esempio nel caso del mais infestante ) il frammento di DNA che offrirebbe il vantaggio di una maggior resistenza agli erbicidi vada a legarsi con le specie che si intendano debellare, problema che fra l’altro è un fatto che si starebbe già verificando in varie coltivazioni a monocoltura intensiva. In questo caso i vegetali avrebbero registrato una maggiore resistenza ( ben tre volte più del normale) portando di conseguenza all’aumento massiccio di pesticidi e vanificando pertanto il vantaggio della resistenza ai pesticidi dell’ OGM, cavallo di battaglia dei sostenitori del biotech. Una dinamica analoga si starebbe verificando nell’ ambito degli insetti infestanti. Per possedere una resistenza agli insetti infestanti l’OGM sarebbe in possesso di un gene integrato estratto da un batterio particolare in grado di annientare le larve degli insetti fitofagi. Gli Organismi geneticamente Modificati in questo caso sarebbero quindi in grado di produrre una particolare neuro tossina mortale come difesa dagli insetti che si nutrono di questi vegetali. Il fattore della modificazione fra specie vegetali, animali e batteri è normale dato che viviamo in un mondo vivo in grado di auto-modificarsi ad ogni cosa. Questo particolare necessario alla vita avrebbe portato alla nascita di particolari e nuovi insetti resistenti alla tossina esistente negli OGM quindi alla nascita di insetti nuovi che per essere controllati avrebbero obbligato gli agricoltori alla creazione di aree dette cuscinetto coltivate con vegetali normali naturali in modo da poter diminuire la pressione selettiva e quindi avere un controllo delle nascite di insetti super resistenti all’ OGM. Altro motivo che metterebbe alle corde l’OGM è il fatto che le tossine prodotte dalle coltivazioni geneticamente modificate sarebbero veicolate al suolo dove resterebbero attive anche parecchi giorni successivamente al raccolto dei frutti. Con queste premesse a prescindere dagli interessi economici di alcune multinazionali vale veramente la pena utilizzare il biotech? Personalmente non credo, l’utilizzo di questi sistemi si rivelerebbe a mio parere un sistema rischioso e fra l’altro adatto per complicarsi la vita.

Author: Goldfinger

Goldfinger è un giornalista specializzato in misteri, opinioni politiche, religione, etica e società ha uno stile talvolta piuttosto controverso nelle opinioni, diciamo che in genere è “ fuori dal coro”, fuori dagli schemi tradizionali

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