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Forse non tutti conosceranno le origini della fiamma olimpica. Questo strumento possiede un’importanza simbolica da non sottovalutare. Antico quanto la civiltà greca, arrivato ai nostri giorni con la propria fiamma apre i giochi olimpici, una fiamma che arde da sempre nei nostri cuori, una fiamma che difficilmente si potrà spegnere, una fiamma simbolo dello sport e della fratellanza umana.
Le origini della fiamma olimpica
La fiamma olimpica è uno dei simboli più riconoscibili dei Giochi Olimpici, emblema di pace, continuità e fratellanza tra i popoli. Le sue origini affondano nell’antica Grecia, dove il fuoco aveva un significato profondamente sacro e simbolico.
Il fuoco sacro nell’antica Grecia
Nella Grecia antica il fuoco era considerato un dono divino. Secondo il mito, fu Prometeo a rubarlo agli dèi per donarlo agli uomini, permettendo così il progresso della civiltà. Per questo motivo il fuoco era associato alla conoscenza, alla vita e alla purificazione.
Durante gli antichi Giochi Olimpici, che si svolgevano a Olimpia a partire dal 776 a.C., una fiamma ardeva costantemente nel santuario dedicato a Zeus. Inoltre, in alcuni templi — come quello di Era — venivano accesi fuochi sacri che accompagnavano le competizioni sportive, considerate un atto religioso oltre che atletico.

La fiamma nei Giochi Olimpici moderni
Quando i Giochi Olimpici furono ripristinati in epoca moderna, nel 1896 ad Atene, la fiamma non era ancora parte ufficiale della cerimonia. Fu solo nel 1928, durante i Giochi di Amsterdam, che venne reintrodotta una fiamma olimpica accesa per tutta la durata dell’evento.
La tradizione della staffetta della torcia, così come la conosciamo oggi, nacque invece nel 1936, in occasione delle Olimpiadi di Berlino. Da allora, la fiamma viene accesa a Olimpia, in Grecia, attraverso un rituale che utilizza i raggi del sole concentrati da uno specchio parabolico, e trasportata fino alla città ospitante mediante una staffetta che attraversa paesi e continenti.
Un simbolo universale
Oggi la fiamma olimpica rappresenta la continuità tra i Giochi antichi e quelli moderni, ma anche valori universali quasi dimenticati come la pace, l’amicizia e il rispetto reciproco. Il suo viaggio intorno al mondo è pensato per unire culture diverse sotto gli stessi ideali sportivi, ricordando che, nonostante le differenze, l’umanità condivide una stessa luce.
Valcamonica: L’aurora boreale e la neve annunciano il passaggio della fiamma olimpica
Venerdì 30 gennaio la Fiamma olimpica attraverserà Pontedilegno-Tonale, località baricentrica rispetto alle Olimpiadi, scelta dalle nazionali di Svezia, Argentina e Slovacchia per preparare al meglio le gare
Pontedilegno – Tonale
Un allineamento perfetto di eventi naturali sta accompagnando l’arrivo del simbolo sportivo più prestigioso al mondo. Dopo settimane di attesa, la neve è tornata a imbiancare i nostri 100 km di piste, proprio nei giorni in cui il comprensorio Pontedilegno-Tonale si prepara ad accogliere, venerdì 30 gennaio, il passaggio della Fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026.
Segnali dal futuro
Il segnale premonitore era arrivato già la scorsa settimana, quando una straordinaria Aurora boreale aveva dipinto un arco luminoso sopra il ghiacciaio Presena, a quota 3.000 metri. Un’immagine simbolica catturata dalle nostre webcam che sembra indicare una strada precisa: ai due estremi dell’arco si trovano idealmente Milano e Cortina, e Pontedilegno-Tonale è posizionata esattamente nel mezzo, in posizione baricentrica.
“Il ritorno della neve proprio in questa settimana sembra un omaggio della natura al passaggio della Fiamma olimpica,” – commenta Michele Bertolini, direttore del Consorzio Pontedilegno-Tonale.
–“Le piste sono ora in condizioni spettacolari e chi si sposterà tra Milano e Cortina troverà qui, esattamente a metà strada, il luogo ideale per fermarsi, sciare su neve fresca e respirare l’energia olimpica.”

Gli atleti stessi hanno scelto di venire a Pontedilegno – Tonale a preparare le gare olimpiche: dal 4 al 14 febbraio sulla pista nera “Casola” di Ponte di Legno si alleneranno Svezia, Argentina e Slovacchia.
La fiamma olimpica a Ponte di Legno
Venerdì 30 gennaio la Fiamma olimpica arriverà dalla Val di Sole, il tedoforo percorrerà il tratto di strada compreso da metà Passo Tonale alla partenza della cabinovia Paradiso. Qui giunto, salirà ai 3.000 metri del ghiacciaio Presena dove, tra le 13:00 e le 13:30, consegnerà la Fiamma olimpica al tedoforo successivo.
A Ponte di Legno, la Fiamma olimpica è attesa al Palazzetto dello sport alle ore 12:30 e da lì il tedoforo percorrerà Viale Venezia, via XI Febbraio, sfilerà davanti al Giardino botanico comunale (dove dalle ore 12 l’attesa sarà allietata da musica e animazione) e proseguirà su via Roma.
Contributi
Le fotografie inserite nell’articolo sono state scattate dal fotografo Mauro Mariotti e gentilmente concesse da Adamello Sky
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