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Sempre per rimanere in tema automobilismo oggi parleremo di una gara che si è tenuta nei giorni scorsi, il Rally 1000Miglia. Il Rally 1000Miglia riveste nel panorama automobilistico una notevole importanza anche storica, essendo una delle gare più longeve d’Italia ma soprattutto uno degli appuntamenti irrinunciabili per gli appassionati di Rally. Possiamo affermare che questa corsa nata a Brescia abbia lanciato non pochi campioni. Al Rally 1000Miglia hanno partecipato e vinto rallysti d’eccellenza, correndo con estrema professionalità su un tracciato non certo facile che ha visto salire sul podio parecchi piloti divenuti col tempo campioni intramontabili in questo settore automobilistico, che rappresenta un’insieme molto variegato di spettacolo, velocità, curve, abilità e prove di vario genere.

Gli esordi

Il Rally 1000Miglia ha una lunga tradizione automobilistica che fra un paio d’anni compirà il mezzo secolo. Era il 1977 quando la prima edizione del Rally 1000Miglia cercava di fare “capolino” nel panorama automobilistico bresciano. Brescia dopotutto è stata culla di grandissime e intramontabili corse nell’ambito della velocità. Non ci si deve stupire quindi, se proprio nel territorio della Leonessa Bresciana nascerà un rally che ogni anno acquisterà sempre più importanza.

La grande passione dei bresciani per le autovetture, unita all’amore per la velocità e la competitività tipica di questo popolo del nord Italia, fa da sempre da ago della bilancia nel buon esito degli eventi legati all’automobilismo. Il primo giorno del mese di Maggio del lontano 1977 la Fiat 131 Abarth di Mario Pasetti tagliava il traguardo della prima edizione del Rally 1000Miglia. La gara nel tempo ha dimostrato di non essere certo una corsa facile, anzi, potrei definirla una gara per uomini veri, per assi del volante.

I tracciati che si snodano fra i laghi e le valli bresciane, hanno visto negli anni passare a tutta velocità promesse del “volante” che nel tempo sono divenuti grandi piloti nel mondo del Rally. Tanto per fare alcuni nomi Colbrelli, Cola, Casarotto, Nicola Busseni. Sono da ricordare assolutamente le entusiasmanti sfide Cunico-Dallavilla, dopotutto il Rally è anche questo, alla fine le gare talvolta divengono anche sfide personali assolutamente amichevoli, ma vere e proprie sfide fra piloti che cercano di superarsi dimostrando l’uno all’altro di essere migliori. La competitività è la molla che rende grandi ed entusiasmanti questo genere di gare. Se non esistesse la competitività, dopotutto, che gare sarebbero? Forse si tratterebbe di corse senz’anima che proprio per questo non avrebbero un grande futuro.

La storia

Dagli esordi la gara è sapientemente organizzata da Aci Brescia, in un tracciato che per tradizione si snoda sulle strade asfaltate delle zone montuose del bresciano. Questo evento automobilistico è oggi valido per il Campionato Italiano Rally (CIR).  In passato è stato valido per il Campionato Italiano Rally (WRC) e per il Campionato Europeo Rally (FIA).

Il 1977 riveste grande importanza nel mondo dell’automobilismo bresciano. Nel 1977 la 1000Miglia viene ripresa con la modalità di regolarità. Lo stesso anno, come accennato nelle righe precedenti ACI Brescia organizza un Rally con lo scopo di festeggiare la Coppa delle 1000Miglia. Il primo Rally era organizzato per correre sulle strade della provincia riprendendo la modalità della regolarità, ma con prove di classifica di velocità. La gara bresciana ha visto al partecipazione dei più famosi personaggi del mondo del Rally non solamente italiano ma anche internazionale.

Una curiosità: un solo pilota straniero ha vinto questa gara nel 2003, Miguel Campos. Il Rally 1000Miglia è una gara non solo difficile da portare a termine, ma allo stesso tempo spettacolare e difficoltosa sempre che chi partecipa non sia in possesso di una preparazione ottimale unita a un carattere assolutamente combattivo, dato che la gara richiede grandi abilità di guida. I tracciati di gara hanno visto passare sulle strade bresciane anche grandi brand automobilistici, vetture mitiche che nel tempo hanno tagliato innumerevoli traguardi, hanno entusiasmato folle di appassionati, vetture sapientemente preparate dalle scuderie come le Lancia Rally 037, le mitiche Porsche 911 RS, le Subaru Impreza WRX, le altrettanto indimenticabili Ford Escort Cosworth, quelle autovetture munite del grande alettone posteriore; una vettura molto potente e per me personalmente molto particolare, per il fatto che suscita meravigliosi ricordi di quegli anni passati, i mitici anni 80, sino alle WRC, alle S 2000 per arrivare alle vetture più attuali come le R5.

Questa gara è sempre riuscita a vincere in una progressione incredibile di popolarità, dal 1977 in poi non si è mai fermata. Oggi il Rally 1000Miglia  gode di una grandissima popolarità ed è sempre più apprezzato nel mondo delle corse automobilistiche. Negli ultimi anni la gara vede come base di partenza la città di Montichiari anche per il fatto che la cittadina del Basso Garda abbia a disposizione grandi spazi molto ben tenuti come il Centro Fiera del Garda dove in genere l’organizzazione mette in atto le verifiche tecniche, oltre che la partenza della corsa e l’arrivo, quindi le premiazioni.

L’edizione 2025, un paio di interviste

Il Rally 1000Miglia edizione 2025 ha visto un equipaggio bresciano conquistare il podio  come primi della propria classe. Tonoli – Berardi, nonostante qualche problema con il cambio che li ha costretti a subire alcuni rallentamenti, con molta tenacia e competitività sono riusciti a conquistare l’ambito podio a bordo della propria Renault Saxo VTS n RS 1.6 Plus.

Berardi: – “E’ andata bene, qualche problema col cambio, ma nell’ultima prova tutto si è risolto e siamo riusciti a concludere il primo posto di classe. Una grande soddisfazione per e una spinta importante in vista della prossima gara a Como, sempre in Racing Start Plus”.

Ghidini (su Renault Clio 1600  preparata da Top Rally): -“Un’avventura intensa ricompensata dall’arrivo”

Sabato sulla PS Pertiche è stata molto tosta, tornare in auto dopo un po’ di tempo su una prova di 26 km ha messo subito pressione. Abbiamo preso un buon ritmo ma una toccata alla posteriore sinistra ha reso necessario un intervento in assistenza che ci è costato 1.20 di penalità. Domenica siamo ripartiti con entusiasmo e prova dopo prova siamo andati sempre più veloci, trovando un buon feeling con la vettura. Alla fine l’arrivo sul palco di Montichiari è stata la giusta ricompensa per il nostro impegno e quello della Top Rally che, la sera prima in 40 minuti ha sostituito il ponte posteriore. Un grazie di cuore a loro e alla Squadra Corse per il supporto”

Conclusione

Com’è possibile notare, la 1000Miglia ha portato alla creazione di un’infinità di gare e non solamente di regolarità, in questo caso potremmo affermare che questo Rally sia in un certo senso “figlio della 1000Miglia”. Questo particolare lo si comprende anche solo dal nome che non è affatto casuale.

La 1000Miglia di velocità è da vedersi come una sorta di volano che partendo nel periodo giusto, con gli uomini giusti e coni cambiamenti in atto in quel momento nell’ambito della transizione dal “cavallo” alla motorizzazione della nazione, ha portato un po’ in tutta l’Italia una grande passone per l’automobilismo, ma in modo particolare ha offerto agli italiani la possibilità di poter ancora una volta cavalcare un sogno.

Contributi

Le fotografie presenti nell’articolo fanno parte del nostro archivio e sono state scattate dai  reporter di MONDOOGGI

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Maira Alcantara
Author: Maira Alcantara

free lance generalista, incaricata anche per articoli speciali relativi a settore sport ed automobilismo storico e moderno

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