COMPAGNIE TELEFONICHE: MESI DI 28 GIORNI di Nicola Migliorini

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Sappiamo che la nostra nazione è fra le prime nel mondo nell’ acquisto di smartphone ritenuto da anni un vero e proprio “status Symbol” ma divenuto negli anni un’autentica necessità. Vediamo per strada giovanissimi ragazzi con il telefono in mano, anziani che per necessità utilizzano il telefonino, uomini e donne di ogni età lavorare con lo smartphone, effettuare transazioni bancarie, consultare le proprie email, rispondere a messaggi sui social e tant’ altro. Possiamo dire che ormai la “cultura” del telefono cellulare sia divenuta una vera e propria necessità, trasformando lo smartphone in una sorta di necessario accessorio come potrebbe essere un comune paio di scarpe accessorio necessario per poter camminare, un normale, necessario ed utile strumento. Talvolta anche le compagnie multinazionali, come pure il potente “cartello” delle compagnie telefoniche avrebbe a che vedere con la giustizia che in questo caso ha ben saputo proteggere il consumatore dall’ ingiusta tariffazione mensile a mese abbreviato (28 giorni su 30), un escamotage a mia opinione per permettere lucrosi guadagni evitando di aumentare visibilmente i prezzi al minuto agendo sui trenta giorni del mese che per la maggior parte delle compagnie telefoniche sarebbe stato molto proficuo erodendo due giorni su trenta a scapito naturalmente di milioni di consumatori. Possiamo dire che la fantasia non manchi a certe aziende nel fatto di lasciar credere quello che non è, un po’ come fanno certi illusionisti, in questo caso agendo sul sistema inconscio dell’utente nel quale l’aumento di qualche euro sulla fattura delle telefonate mensili sarebbe stato visto dal consumatore stesso come un reale aumento, un costo maggiore vero e proprio, diversamente in questo caso erodendo un paio di giorni mensili lasciando però le cifre al mese della bolletta invariate (pertanto agendo sul tempo e non sulla valuta) avrebbe a mia opinione avuto il potere di lasciar

credere, pensare inconsciamente ad una stabilizzazione dei prezzi nel tempo. Comunque sia in questi giorni sarebbero stati respinti dal Consiglio di Stato i ricorsi presentati dalle compagnie adottanti questo sistema come Wind – 3, Vodafone e Fastweb andando contro le decisioni del Tar relativamente alle “bollette” ridotte a 28 giorni mensili. In questo caso sarebbe stato deciso che le compagnie in questione dovranno rendere ai consumatori i “giorni ” sottratti, periodi erosi con il sistema delle bollette a mese breve dall’anno 2017 in poi ovvero da quando cambiarono le contabilità mensili delle compagnie telefoniche. Una grande sconfitta quindi per la “furbizia” ma allo stesso tempo una  grande vittoria per la trasparenza che finalmente viene valorizzata. La sentenza del Tar confermata oggi inizialmente avrebbe previsto la restituzione dei giorni erosi entro il 31 dicembre 2018 ma l’ovvio ricorso delle compagnie ne aveva bloccato la procedura. Detto questo sarà da ritenersi valido il “meccanismo” della compensazione ovvero la compensazione in fattura nelle le prossime bollette per una cifra stimata di circa 30/50 Euro ad utente. In questo modo si esprime il Codacons, ecco le parole di Carlo Rienzi: – “Si apre definitivamente la strada ai rimborsi diretti in favore degli utenti che attraverso il meccanismo della compensazione dei giorni erosi con le fatturazioni future  dovrebbero ricevere un indennizzo quantificabile tra i 30 e i 50 euro ciascuno per le maggiori spese sostenute a causa dell’illegittima pratica delle bollette a 28 giorni”. Le compagnie telefoniche avrebbero con il tentativo di minimizzare le perdite una contromossa. Come denunciato dal Codacons le compagnie telefoniche starebbero giocando di anticipo cercando di offrire ai propri utenti potenziali indennizzi sottoforma di minuti e traffico rete gratuito, tuttavia i consumatori, stando alle raccomandazioni del Codacons, dovranno prestare molta attenzione in quanto le offerte delle compagnie sarebbero in effetti a costo zero per le società erogatrici  pertanto i servizi potrebbero non essere sufficienti a compensare il credito vantato dai clienti per le fatturazioni a mese abbreviato. Come spesso accade tutto viene organizzato ai danni degli ignari consumatori che in questo caso sono milioni di utenti pertanto si sarebbe trattato di un buisness davvero non da poco che per la mancata trasparenza, sarebbe stato giustamente condannato dagli “addetti ai lavori”

Author: Nicola Migliorini

Nicola Migliorini è Direttore Responsabile del media www.mondooggi.com è un giornalista generalista con incarico a 360 gradi.

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