GIANLUIGI VALOTTI: IL RITORNO DEL PASSATO di Nicola Migliorini

LO SCRITTORE CHE SCRIVE LA STORIA

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Chi è Gianluigi Valotti? Uno storico? Uno scrittore? Diciamo, un po’ uno ed un po’ l’altro. Gianluigi Valotti risulta essere un vero e proprio studioso bresciano. Un autore che ha al suo attivo parecchie edizioni di libri davvero interessanti che comprovano molte delle vicende del passato riguardanti le guerre di Solferino e San Martino. Possiamo confermare che Gianluigi Valotti, con le proprie opere abbia contribuito ad arricchire la storia lombarda arricchendola di dettagli del passato, sfumature di grande importanza davvero sconosciute e portate alla luce dallo storico e scrittore bresciano. Potremmo descrivere Gianluigi Valotti come un vero e proprio investigatore del passato. Proprio tramite il grande lavoro di investigazione e di ricerca che lo storico bresciano ha portato a termine, lo scrittore è stato in grado di offrire alla comunità nazionale ed internazionale la possibilità di conoscere ciò che fu nascosto dalle pieghe del tempo. Gianluigi Valotti è oggi molto apprezzato in varie nazioni europee come la Romania, la Francia, l’Italia oltre che in tante altre nazioni dalle quali ha ricevuto numerosi attestati di ringraziamento tramite le ambasciate ed i consolati degli stati interessati all ‘operato dello studioso bresciano. Pubblicheremo in omaggio a questo meraviglioso personaggio della storia europea uno scritto realizzato da Francesco Perfetti, Professore di storia contemporanea e storia delle relazioni internazionali e già capo del servizio storico del Ministero degli Affari Esteri. La recensione lascia ben intendere chi è Gianluigi Valotti, una grande risorsa nel campo della storia presente che riesce tramite un’immenso lavoro a testimoniare il passato. Francesco Perfetti: Quasi per caso ho avuto occasione di sfogliare, prima, e, poi, leggere, consultare alcuni dei lavori che Gianluigi Valotti ha scritto e curato su taluni aspetti dell’epopea risorgimentale lombarda degli anni quaranta, cinquanta e sessanta del diciannovesimo secolo. Debbo confessare che sono rimasto subito colpito dal rigore e dalla passione con le quali Valotti, infaticabile ricercatore di documenti e fonti storiografiche, si è cimentato nella redazione di lavori che rappresentano un unicum nella letteratura storica

Gianluigi Valotti

sull’epopea risorgimentale. Che si tratti, per esempio, di indagare sui caduti delle dieci giornate di Brescia o sul soccorso dei feriti francesi dopo la battaglia di Solferino, Valotti si immerge in ricerche sul campo, in archivi pubblici e privati, presso municipi e canoniche, ospedali e cimiteri, ovunque, insomma, ci sia una traccia da seguire. E, così facendo, riesce, spesso, a ottenere risultati che integrano le ricerche storiche di tipo tradizionale. Si tratta, ovviamente, di una «microstoria» che appare, peraltro, non meno importante della «macrostoria». L’esempio classico è quello della seconda guerra di indipendenza che, com’è noto, costò un enorme tributo di sangue versato sui campi di battaglia di Solferino e San Martino al punto da spingere il filantropo Henry Dunant a scrivere quel suggestivo e commovente Ricordo di Solferino e a promuovere la nascita della Croce Rossa. Nei testi tradizionali di storia, che comprensibilmente si occupano degli eventi da una prospettiva di politica nazionale o internazionale, scompaiono quasi del tutto la «dimensione umana» e la drammaticità di quegli avvenimenti. Le ricerche puntigliose di Valotti ricostruiscono e censiscono le tante iniziative di soccorso adottate per i militari e feriti in tempo di guerra restituendo, così, alla memoria storica il contributo individuale, con nomi e cognomi, degli uomini,

di ogni ceto sociale, coinvolti. Esse, ammettiamolo, sono un implicito invito agli storici di professione e ai lettori di opere di storia a non dimenticare il fatto che la storia con la esse maiuscola o, se si preferisce, la «macrostoria» cela dietro di sé tante storie individuali, tante «microstorie». Il nuovo lavoro di Valotti si inserisce nel filone dei suoi studi precedenti sul periodo risorgimentale con particolare riferimento alla seconda e alla terza guerra di indipendenza, segnatamente alle battaglie di Solferino e di San Martino e a quella di Custoza. Anche in questo caso l’autore utilizza registri parrocchiali e materiali documentari pubblici e privati di varia natura di un piccolo centro del bresciano, Verolanuova, per documentare tanto lo spirito assistenzialista e filantropico della popolazione e delle istituzioni locali quanto le sofferenze patite dagli abitanti a causa di spoliazioni e requisizioni da parte degli eserciti occupanti. Dal lavoro di Valotti emerge un affresco pieno di chiaroscuri che, ancora una volta, suggerisce di accostarsi alla «macrostoria» non dimenticando, verrebbe da dire, «di che lacrime grondino e di che sangue» le tante e ingiustamente dimenticate «microstorie». C’è ancora un’ultima riflessione suggerita, sia pure implicitamente, dal pregevole lavoro di Gianluigi Valotti. Ed è quella che ci dovrebbe spingere a leggere la storia del Risorgimento non tanto come un episodio solo italiano quanto piuttosto come un fenomeno di portata internazionale. Uno dei miei maestri, il grande

Lo scrittore Gianluigi Valotti con il Dr. Marco Baratto

storico del Settecento riformatore e dell’età risorgimentale Franco Valsecchi, sosteneva che fosse necessario, per capire il Risorgimento, guardare «Torino dall’Europa» e non «l’Europa da Torino». Era un invito a vedere Risorgimento come una costola, come il versante italiano, di una rivoluzione più grande, quella delle nazionalità, fondata sui valori di libertà e di eguaglianza. Ebbene, un lavoro come questo di Valotti, tutto intriso di «microstoria», conferma tale visione, propria di un approccio «macrostorico», quando ricorda chi, dopo aver combattuto le guerre risorgimentali, varcò l’Oceano, in nome degli stessi ideali, per prendere parte alla guerra di secessione americana.  In conclusione, non si può che essere grati a Gianluigi Valotti per questa sua nuova ricerca, che, come tutte le precedenti, offre un contributo inedito e di prima mano, per molti aspetto definitivo, alla conoscenza di un capitolo di storia risorgimentale. Con l’auspicio che la sua operosità, sostenuta da una autentica passione di ricercatore, possa ancora manifestarsi

Nicola Migliorini
Author: Nicola Migliorini

Nicola Migliorini è Direttore Responsabile del media www.mondooggi.com è un giornalista generalista con incarico a 360 gradi.

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