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Introduzione di Goldfinger
Quando si dice che l’Italia sia il “Paese dei furbi” non si chiacchiera a sproposito anzi, questo antico adagio è sempre valido a con una variante. Oggi direi che l’Italia sia il paese dei governicchi furbi, governi che da sempre sono avvezzi ad essere supini agli ordini di qualcuno che tira i fili della tragedia dall’esterno, che con giri di parole da sempre prendono in giro il proprio popolo, come nel caso dei presunti “aiuti” che nel 2027 riguardano una “pelosa” esenzione del bollo auto creata così scientificamente da pensare di far bella figura verso u popolo che ormai non è più così ignorante ma che ha ben capito gli inganni dei delegati a mia opinione legati al potere finanziario. Sempre per parlare del famigerato bollo auto cui da anni subiamo sanzioni dalla UE per via di essere una tassa assurda, ora ci rigirano la stessa tassa come uno strumento orientativo atto ad orientare il parco auto circolante. Non ho mai sentito una stupidaggine del genere.
Il “govenricchio” italiano, e  non mi riferisco all’attuale esecutivo ma al partito unico di sinistra o destra che sia, altro non serve che a dividere le gli italiani in “tifoserie” per poterle coercidere con il sorriso sulle labbra. Sempre il medesimo ha una grande abilità a gettare il nostro denaro “dalla finestra” regalando armi a “dittatorucoli comici ma altrettanto patetici” privi di scrupoli, lasciando alla deriva i servizi dedicati al proprio popolo. Ora ci prendono in giro con l’esenzione bollo del 2027, esenzione a mia opinione risicatissima per pochissimi italiani. Anche i media collusi con le menzogne di sempre hanno l’ardire di affermare che la famigerata tassa sia oggi uno strumento orientativo atto ad orientare il parco auto circolante. Su questa frase dovremmo fare una riflessione: il bollo non solo è una tassa assurda ma oggi viene sdoganata a voler ben guardare come uno strumento ricattatorio legato al sistema menzognero del Green. Questo è l’orientamento vero del bollo. Uno strumento a mia opinione fatto per impoverire ancora una volta gli italiani e abilmente sdoganato come una necessità per dei concetti Green, che ormai non riescono più a stare in piedi. Gli italiani stanno finalmente capendo che si tratta di menzogne belle e buone per arrivare all’impoverimento totale della nazione. Gli italiani stanno comprendendo che il nuovo vento starebbe iniziando a spingere velocemente la barca dalla parte opposta del baratro.
Nelle prossime righe a parte il concetto contestabile ci sarebbero buone notizie per il mercato dell’automotive in Sicilia.

Sicilia il mercato dell’auto accelera del 32% mentre la fiscalità ridisegna il costo della mobilità

Articolo di Paola Menghetti

La Sicilia sta vivendo una delle accelerazioni più nette del mercato automobilistico italiano nel 2026, e il momento in cui questa crescita si verifica è tutt’altro che secondario. Nei primi sei mesi dell’anno, le immatricolazioni di auto nuove sull’isola sono aumentate del 32% rispetto allo stesso periodo del 2025, oltre tre volte il ritmo nazionale, fermo al +9,8%, secondo l’ultimo Osservatorio Credit & Mobility di Experian e UNRAE. Anche il ricorso al credito segue la stessa direzione: le richieste di finanziamento legate ai veicoli sono cresciute in Sicilia del 14,1%, contro il +6,7% registrato a livello nazionale. Il dato inserisce l’isola in una più ampia ripresa del Mezzogiorno, insieme a Campania, Puglia e Sardegna, ma in Sicilia il fenomeno si intreccia con un secondo elemento: la politica fiscale regionale. Dal 2026, infatti, il bollo auto non viene più utilizzato soltanto come leva tributaria, ma sempre più come strumento per orientare il rinnovo del parco circolante, favorire alcune motorizzazioni e rendere più attrattiva la registrazione di flotte sul territorio regionale.
Tra le misure più rilevanti c’è la riduzione del 25% del bollo per i primi tre anni destinata, a determinate condizioni, ai veicoli di nuova immatricolazione appartenenti ad aziende che dispongono di flotte di almeno dieci mezzi idonei. Le disposizioni attuative prevedono limiti specifici, tra cui una massa inferiore a 3,5 tonnellate e una potenza non superiore a 110 kW. Accanto a questa misura, la Regione ha introdotto agevolazioni ed esenzioni per veicoli elettrici, plug-in hybrid, full hybrid, LNG, BioLNG e a idrogeno di nuova immatricolazione, oltre a specifiche esenzioni per i veicoli intestati agli enti del Terzo settore iscritti al RUNTS. A questo quadro si è aggiunto, il 16 settembre 2026, il nuovo provvedimento di “straccia bollo”, che consente ai contribuenti in possesso dei requisiti di regolarizzare alcune posizioni relative alla tassa automobilistica maturate entro il 31 dicembre 2025 senza sanzioni né interessi, purché il pagamento avvenga entro il 31 ottobre. Letti insieme, questi interventi raccontano qualcosa di più di una semplice serie di agevolazioni: la Sicilia sta provando a incidere direttamente sul costo di possesso del veicolo per accelerarne il ricambio e rendere più competitivo il territorio anche nei confronti di operatori e imprese ad alta intensità di flotta.

Per famiglie e imprese, però, il beneficio fiscale da solo non basta a stabilire quale sia la soluzione economicamente più conveniente. Il bollo rappresenta soltanto una componente di un costo molto più ampio che comprende finanziamento, svalutazione, assicurazione, manutenzione, percorrenza annua, consumi e capitale iniziale immobilizzato. Ed è proprio qui che il forte aumento delle immatricolazioni e del ricorso al credito rende il caso siciliano particolarmente interessante: più cresce il mercato, più diventa necessario confrontare non soltanto modelli di auto diversi, ma anche modalità diverse di accesso alla mobilità. Per un’impresa che deve sostituire più veicoli, per un privato che valuta un’ibrida o un’elettrica, oppure per un operatore che confronta acquisto, finanziamento e noleggio a lungo termine, il vero parametro non è più il semplice prezzo d’acquisto, ma il costo complessivo della configurazione nel tempo. Secondo uno studio del Manirent, un’impresa siciliana può risparmiare in 48 mesi fino al 12,5% con una formula di noleggio a lungo termine rispetto all’acquisto, mentre il risparmio per una famiglia sale al 14,7% in caso che in quei 48 ci sia un sinistro stradale. I numeri della Sicilia nel 2026 raccontano quindi qualcosa di più di un mercato che vende più auto: mostrano come fiscalità, credito e nuovi modelli di accesso al veicolo stiano iniziando a ridisegnare l’economia della mobilità su scala regionale.

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Author: ospite ospite

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