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Caruso, un grande nome della storia musicale italiana. Chi non si ricorda di questo grande tenore considerato uno dei massimi esponenti in merito alla propria stupenda voce? Dire Caruso è come dire musica ma anche Napoli, patria da sempre della musica italiana e del bel canto. Caruso, un tenore attivo nel 1900 considerato appunto dalla critica uno dei migliori nel proprio genere. Una canzone che per bellezza, armonia, malinconia ricorda il grande artista napoletano, è l’omonima canzone di Lucio Dalla. Caruso, una canzone che esprime il grande carisma ed il particolare temperamento del cantante partenopeo. Forse non tutti conoscono Caruso se non, proprio per la famosa canzone di Dalla dedicata al grande artista italiano e magistralmente interpretata dall’artista bolognese. Molto noto il tour internazionale di fine ottocento che vede Caruso esibirsi in Russia, a Lisbona, Roma, Montecarlo e al Covent Garden di Londra dove interpretò il Rigoletto di Giuseppe Verdi mentre l’anno successivo si esibì a Buenos Aires.

La vita artistica del cantante partenopeo si fa sempre più intensa a livello nazionale ma anche internazionale. Nel 1901 Caruso interpretò Florindo nella première nel Teatro alla Scala di Milano di Le maschere di Pietro Mascagni diretto da Arturo Toscanini, e il duca di Mantova nella ripresa nel Teatro Comunale di Bologna di Rigoletto di Giuseppe Verdi. Nel febbraio dell’anno seguente, Caruso si esibisce nella Salle Garnier del Théâtre du Casino di Montecarlo con Nellie Melba, fu Rodolphe nella prima rappresentazione di La vie de bohème di Giacomo Puccini. In seguito Caruso torna al duca di Mantova nella ripresa di Rigoletto. Vi ricorderete certamente quando una decina di giorni fa parlammo del concerto in onore di Caruso denominato “Note per Caruso”. Il concerto tenutosi a Sirignano presso il Castello Caravita è stato un grandissimo successo. Un nutrito pubblico ha assistito al tributo da parte del giovane Tenore Mattew Lamberti accompagnato da altri giovani artisti come Lorenzo Savarese al piano, la soprano Laurapia Panarella. Il pubblico ha potuto assistere anche ad un’ elegante intermezzo con declamazioni da parte dei poeti Stefania Russo, Michele D’ Avanzo,

Adele Denza, Daniele Forcos e per concludere il poeta e filosofo Theo Di Giovanni che si è esibito nella recitazione di un monologo autobiografico. L’evento si è concluso con la consegna degli attestati di riconoscimento. L’Italia resta sempre l’Italia, la nazione delle nazioni, un paese che con la propria sensibilità artistica ha saputo creare la storia del mondo occidentale lasciando una traccia indelebile sia a livello artistico che sociale. Tracce di italianità in effetti si notano nel mondo intero. Possiamo affermare con assoluta certezza che l’Italia sia stata l’ indiscussa icona della civiltà occidentale, quella civiltà che forse noi italiani oggi sottovalutiamo ma della quale siamo in qualche modo indiretti discendenti.

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Nicola Migliorini
Author: Nicola Migliorini

Nicola Migliorini è Direttore Responsabile del media www.mondooggi.com è un giornalista generalista con incarico a 360 gradi.

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