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E’ inutile illudersi. Credo possa essere fisiologico che con le politiche portate avanti da Governi succubi delle decisioni dei “poteri forti”, considerate le politiche che attuano da sempre contro la famiglia possa essere inevitabile che la nostra società futura sia da considerarsi una società composta sempre più da anziani. Andando avanti di questo passo potremmo arrivare al punto nel quale il carrozzone sgangherato chiamato Italia non produrrà più nulla o almeno non sufficientemente per poter pagare le pensioni sempre più numerose, pagare i servizi e magari anche gli enormi costi della politica. Assurdo? Affatto, dopotutto come è noto serve una società produttiva per poter far fronte ai costi di una nazione sviluppata. Gli anziani non sono persone fisiologicamente produttive anche se in gioventù hanno prodotto e profumatamente pagato i contributi per la propria pensione, pertanto per poter proseguire la vita tramite il volano assistenziale è necessario che esistano sempre un certo numero di giovani lavoratori, in grado di poter contribuire con i propri versamenti previdenziali a pagare i propri contributi ma anche quelli altrui. Potrei anche sbagliare ma se non erro oggi ogni contribuente paga per il mantenimento di cinque soggetti. Il fatto è che oggi la pensione di un lavoratore in molti casi sarebbe troppo bassa, per poter affrontare una vita decorosa nel delicato momento dell’anzianità. Che soluzione potrebbe apparire all’orizzonte quindi per poter bypassare il problema? Un articolo letto sul quotidiano “IL Giornale” ci avrebbe offerto alcuni dati per potervi offrire questo articolo. Per il momento le scelte del pensionato sono due: migrare in Portogallo oppure in Grecia, due nazioni UE che starebbero adottando una mossa molto scaltra, ovvero incentivare la migrazione (non di soggetti all’arrembaggio) ma di pensionati. Stando così le cose è normale che il pensionato più incentivato a cambiar nazione sia proprio l’anziano italiano. Il paese di Omero, oggi si rivelerebbe uno dei migliori posti per potersi recare, qualora si entrasse nel periodo esicastico. La Grecia starebbe attuando in questo caso una politica da “paradiso fiscale” dedicata agli over 60. Oggi nella nazione mediterranea saremmo di fronte ad una tassazione assolutamente agevolata accentuata parallelamente da un costo della vita assolutamente basso. Su imitazione del Portogallo quindi, la Grecia, starebbe reagendo con lo stesso sistema in modo da attrarre a se gli anziani che in Italia faticherebbero a vivere, dato l’alto costo della vita e dall’ assegno pensionistico al limite. In questo caso la Grecia avrebbe approvato una legge a favore degli anziani provenienti da altri stati. Le famose e stupende isole greche ma anche la capitale, Atene, avrebbero previsto incentivi davvero accattivanti. Il Portogallo in questo caso anni fa avrebbe portato a zero la tassazione per 10 anni, una tassazione che ultimamente sarebbe stata portata al solo 10 per cento. La Grecia in questo caso invece avrebbe reagito tassando le pensioni del 7 per cento sempre per 10 anni. Questa politica imperniata sulla tassazione soft avrebbe attirato migliaia di pensionati non solamente dall’Italia ma un po’ da tutta Europa. La tassazione italiana oggi si rivelerebbe una delle tassazioni più forti. In questo caso saremmo di fronte ad un’ imposizione fiscale che andrebbe dal 23 al 43 per cento sempre considerando il reddito del cittadino. Migrare in un paese straniero tuttavia ha dei lati positivi ma altri meno positivi. Per poter divenire residenti greci è necessario seguire lo stesso iter burocratico del Portogallo. Ricordiamo che per essere residenti all’estero è necessario passare fuori dall’Italia 6 mesi e un giorno. In questo caso per esercitare lo stato di residente all’estero sarà necessario per l’over 60 la richiesta di “residente non abituale” che prevede l’iscrizione all’ Aire (Anagrafe Italiani Residenti all’ Estero). Fatto questo sarà possibile trasferirsi nella nazione estera preferita. Quali vantaggi presenterebbe la Grecia confronto al Portogallo? Punto primo la distanza che confronto al Portogallo è minore quindi un viaggio in aereo più breve, poi il clima. Il clima greco è più mite, quindi maggiormente favorevole, ottimale per quanto riguarda la vita dell’anziano. Si sappia che trasferirsi nella città di Omero è come mettere i soldi nel salvadanaio dato che il risparmio non è da considerarsi di poco conto. Nella nostra nazione la quota Irpef è del 23 per cento, in Grecia in questo caso sarà del 7 per cento. La Grecia fra l’altro non prevede le famigerate addizionali regionali e comunali che il fisco italiano richiede. Consideriamo una pensione di un certo livello non proprio bassissima e non proprio altissima ma di entità media allo stato lordo da 25 000 Euro annui. In questo caso su una pensione di 2000 Euro al mese lordi l’over 60 sarebbe di fronte ad un risparmio di ben 4000 Euro annuali, se a questo risparmio aggiungessimo anche il costo della vita che in Grecia è veramente basso, il risparmio salirebbe ancor maggiore. Non esistono naturalmente solamente vantaggi nello spostamento in una nazione estera ma anche punti di svantaggio, difficoltà come ad esempio la lingua greca che non è certamente facile ma in modo particolare per un anziano lasciare le abitudini, il proprio ambiente, particolari tanto cari agli anziani, ma in modo particolare dire addio alle persone amate, figli, amici. Analizzando il fattore puramente economico, la Grecia in primis seguita dal Portogallo offrirebbero davvero tanto in termini di risparmio e di qualità della vita. Cosa starebbe facendo l’ Italia per arginare l’esodo dei propri pensionati, incentivandoli a restare e quindi a spendere il proprio denaro nella propria nazione creando di conseguenza un certo benessere? Nulla. Assolutamente nulla. L’Italia non starebbe facendo proprio nulla per arginare il fenomeno. Personalmente credo che sarebbe opportuno per il Governo italiano iniziare a fare un paio di conti. Penso che se il Governo italiano iniziasse ad abbassare la tassazione relativamente alle pensioni (ma potrei allargarmi a tutto il resto) nel medio e lungo periodo il gettito di denaro potrebbe essere maggiore dato che i pensionati poco o tanto pagherebbero le tasse nella propria nazione dove spenderebbero i propri denari. Per allargare il discorso, se la tassazione in generale fosse più bassa certamente tutti pagherebbero senza dover ricorrere ad inutili rischi per la sopravvivenza. Naturalmente i vantaggi descritti sono indicativi, di massima, dato che esisterebbero eccezioni come ad esempio il fatto che i lavoratori del settore del pubblico non possono usufruire degli incentivi previsti dato che un ex dipendente del settore pubblico si troverà nell’impossibilità di richiedere all’ INPS la pensione lorda dato che sarà erogata al netto delle tasse previste. In questo caso per poter by-passare il problema, stando all’articolo che ci ha guidato sino a qui, tratto dal quotidiano “IL Giornale”, sarebbe necessaria la richiesta di cittadinanza dello stato in cui si intenderebbe stabilirsi definitivamente. Il vantaggio maggiore quindi lo avrebbe il pensionato proveniente dal settore privato che in questo caso potrà usufruire della sola residenza estera, non essere domiciliati in Italia e dimostrare di rimanere fuori dalla nazione per almeno sei mesi e un giorno.

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Goldfinger
Author: Goldfinger

Goldfinger è un giornalista specializzato in misteri, opinioni politiche, religione, etica e società ha uno stile talvolta piuttosto controverso nelle opinioni, diciamo che in genere è “ fuori dal coro”, fuori dagli schemi tradizionali

1 COMMENT

  1. tutto piu che logico, sapevo di parecchie nazioni, specialmente oltre oceano, dove la tassazione è molto più bassa, associato a ulteriori benfitt quali agevolazioni nei trasporti o in campo ospedaliero ma non ero a conoscenza della politica in essere della Grecia. Ottimo articolo conoscitivo da divulgare. Bravo Nicola, e saluti

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