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Immagino che i fatti parlino da soli. Credo che ormai lo abbiamo tutti compreso. L’attuale sistema “mondo” potrebbe essere prossimo al punto di rottura. Non è catastrofismo, non si tratta di allarmismo ma di possibili previsioni, considerando gli accadimenti e gli andamenti finanziari che oggi sfidano i mercati. Quanto siamo abituati a pensare, probabilmente fra poco tempo dovrà per forza di cose essere dimenticato, o meglio ricordato come quello che fu coprotagonista di un’era passata. Tante cose oggi appartengono al passato e sono ancora in uso anche solo per il fatto che, una nuova era no inizia mai di colpo ma pur se rapidamente, sfuma con il passare del tempo.

Foto di Arek Socha da Pixabay

La mente umana necessita di tempo per poter assimilare i cambiamenti repentini, al contrario dei computer che i cambiamento li assimilano in frazioni di secondo. Oggi la “palla” starebbe passando di mano. La gestione è sempre più affidata all’informatica a scapito del pensiero umano e di conseguenza della rapidità consona al cervello. La finanza e l’economia passando di mano dalla gestione analogica quasi prettamente umana alla gestione digitale, quasi prettamente informatizzata, starebbe procedendo con accelerazioni impensabili. E’ quasi impossibile per la mente umana riuscire a stare al passo con la velocità informatica. Oggi staremmo vivendo un momento “ponte”. Oggi staremmo vivendo uno stravolgimento di quello che era il vecchi sistema economico e finanziario. Il fatto è che il nuovo sistema starebbe imponendosi sempre più e questo momento di transizione potrebbe sfuggire di mano. ogni volta che un sistema basato sulla finanza o sull’economia sfugge di mano, il risultato è facilmente prevedibile. In questo caso addirittura traumatico ed i traumi come è possibile comprendere sono sempre dolorosi. I traumi economici e finanziari possono portare ai cosiddetti “tracolli” e questi, se esasperati anche a conflitti anche su scala mondiale. Non è un caso se la crisi americana del 1929 abbia pesato come un macigno sull’economia mondiale, dando origine al secondo conflitto mondiale, un conflitto sanguinoso che ha portato agli eccidi che oggi conosciamo ma anche a ben 20 milioni di morti. Il momento attuale potrebbe essere ancor più pericoloso per il fatto che gli armamenti in possesso delle potenze mondiali, se utilizzati anche in un solo momento di follia o di illusoria “onnipotenza”  potrebbero proiettare in pochi attimi l’intera umanità nel baratro, in quel baratro sul quale il genere umano starebbe allegramente ubriacandosi, sfogandosi per l’ebbrezza in pericolose danze acrobatiche. Vi ricordate le Twins Tower? Rammentate l’ 11 settembre? Per i superstiziosi potrebbe trattarsi di una premonizione. Wall Street il simbolo economico e finanziario occidentale, il centro nevralgico della finanza mondiale è crollato, demolito volutamente da un trauma esterno creato dall’uomo. Un ventennio dopo, ecco che il mondo finanziario mondiale starebbe davvero rischiando di crollare. Un fattore speculare al crollo del World Trade Center ma proiettato sulla finanza e sull’economia occidentale vera e propria, non più su un simbolo. La disavventura del World Trade Center fu una sorta di messaggio occulto di quanto in futuro sarebbe accaduto all’ economia mondiale? Forse non lo sapremo mai. Nelle prossime righe potrete  leggere l’articolo del Dr. Marco Contini esperto di finanza e di economia. L’umanità, il mondo, il sistema economico e finanziario, è veramente all’alba del tanto temuto Big Crunch? (introduzione di Goldfinger)

Foto di David Mark da Pixabay
ARTICOLO DI MARCO CONTINI

All’alba di un Big Crunch ( 29.10.29 )

Il 29 ottobre del ’29 passò alla storia come il martedì nero di Wall Street, giorno in cui avvenne il tracollo della Borsa. Oggi siamo al 27 Ottobre 2022 , potremmo dire altri tempi, ed effettivamente siamo molto distanti da quell’avvenimento, anche se ormai da tempo stiamo ballando sull’orlo del precipizio.

Ho parlato recentemente di un importante problema sui Bond (clicca quì)

Da tempo è in atto una caduta delle quotazioni azionarie innescata dal comparto Tech che denota una marcata propensione degli investitori tesa alla ricerca del profitto in tempi brevi, cosa che stride con l’idea di una StartUp nella accezione odierna. Il punto è che oggi non crollano solo le Startup ma anche le società Tech consolidate come Meta, Amazon, Apple e Microsoft. Giorni fa avevo proprio parlato di Old e New Economy e della possibile o obbligatoria fusione delle due accezioni con la esaltazione dei lati positivi di entrambi e la eliminazione degli eccessi reciproci (clicca quì). A fronte di un certo ulteriore aumento dei tassi in Europa e oltre oceano, con una inflazione a doppia cifra che non viene domata nemmeno dalle mosse delle Banche Centrali, gli investitori centellinano gli investimenti e rimangono liquidi in attesa di capire cosa che non è ancora chiara ai più, accadrà sui mercati finanziari.

Foto di Christine Schmidt da Pixabay

Anche i beni rifugio per definizione come l’oro non sono più ritenuti tali: il mantra è liquidità (quasi) totale al di là della inflazione galoppante. La ciclicità della economia è nota, quel che è cambiato è la temporalità degli avvenimenti (cadute e risalite), le modalità di switch (azioni o bond) ma soprattutto la durata di tali cambiamenti. Siamo in recessione tecnica. Ormai i tassi di interesse si stanno alzando e lo faranno ancora ma l’inflazione non scende. Stiamo entrando in uno scenario ai più sconosciuto dove, sembra, che anche le conosciute regole economiche non stiano più reggendo alle previsioni. Possiamo dire che la navigazione a vista sia la strada migliore fino a che non avremo capito con certezza la migliore ricetta da attuare e mettere in pratica. Credo però che la regola di scegliere il miglior investimento basandosi sui fondamentali come crescita e profitto non cadrà mai in prescrizione. Il problema è individuare sui mercati queste eccezioni e farlo prima degli altri.

Foto di Thomas Breher da Pixabay

Non è e non sarà questa la fine del mondo va però preso atto che sono cambiate le regole del gioco e chi le ha capite o le sa interpretare, avrà quel vantaggio competitivo che da sempre permette di superare le tempeste con i minor danni. Nessuno ne sarà immune ma uscirne il meno malandati possibile permetterà poi di recuperare, con gli interessi, la strada non percorsa.

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Marco Contini
Author: Marco Contini

il Dr Marco Contini data la professione principale come Insurance Business Advisor è contributore per articoli con tematiche relative all'economia. https://www.linkedin.com/mwlite/in/consulcon2

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