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Si è tanto parlato di un prossimo aumento dei costi dell’energia, sia elettrica che calorifica. Il prezzo dell’ energia elettrica e del gas da riscaldamento aumenteranno dal prossimo mese. Potremo quindi veder lievitare i costi in bolletta fino ad un 40%. Un aumento non da poco considerando anche il fatto che fra circa un mese inizierà la stagione fredda quindi, saremo per forza di cose costretti ad accendere il riscaldamento. Una mossa non da poco conto quella di attendere la stagione autunnale per obbligare i cittadini a programmare un budget maggiore nei costi della famiglia. Credo che con questi aumenti le nostre bollette potranno davvero iniziare a pesare sui normali costi di una famiglia italiana, considerando anche che i guadagni dei lavoratori sono bene o male sempre gli stessi e devo dire troppo bassi per poter vivere, senza essere “tirati” a fine mese. Questi aumenti, a mio parere sconsiderati, sarebbero quindi in grado di erodere una volta di più il potere d’acquisto delle famiglie che probabilmente si vedranno aumentare i costi, riguardo all’energia elettrica ed al consumo di gas metano, di circa 500 Euro/anno, (100 per l’ energia elettrica e 400 per il gas). Un aumento considerevole considerando che uno stipendio medio oggi in Italia si aggira intorno ai di 1315 Euro al mese. Per fortuna gli aumenti riguarderanno solamente la materia prima, ovvero il reale consumo di energia. Se così non fosse “addio sogni di gloria”. Ormai penso che lo sappiate ma nella nostra bolletta sono presenti innumerevoli voci che nulla hanno da spartire con l’energia vera e propria. Nel paese delle tasse, l’Italia,

Foto di Markus Distelrath da Pixabay

ciò che incide sempre di più sono le tasse. Detto questo è normale pensare che nella nostra bolletta, le voci presenti riguardino per la maggior parte tasse e costi paralleli al prezzo dell’ energia. Siamo arrivati al punto di pagare ogni bimestre quasi più tasse che energia consumata. Veramente una soluzione per far fronte agli aumenti esiste: iniziare a pensare GREEN.

SOLUZIONI PER IL RISPARMIO SUI COSTI ENERGETICI

Rizzini Pietro di Elerttoriz ci comunica dei parametri medi per quanto riguarda la convenienza nell’installazione di un impianto fotovoltaico per poter far fronte agli aumenti che credo proseguiranno nei prossimi anni. Stando ai parametri di Elettroriz, azienda installatrice di impianti anche a tecnologia green, un impianto fotovoltaico da 3KW oggi si aggirerebbe come costo sui 6000 Euro ma tralasciando il bonus 110% la detrazione fiscale sarà del 50% in 10 anni quindi a conti fatti il costo puro si fermerà a 3000 Euro. Il risparmio energetico si aggirerà mediamente intorno al 20 – 30% in più un secondo vantaggio sarà la cessione dell’energia prodotta e non consumata ri immessa in rete e quindi pagata, il cosiddetto “scambio sul posto”. Il risparmio potrà certamente aiutare a riportare i costi in fattura come ai tempi precedenti gli aumenti. Un risparmio maggiore avverrà con l’installazione di un impianto di accumulo di energia. Il costo di un impianto di accumulo è di circa 1000 Euro a KW quindi per 3 KW 3000 Euro totali. Anche in questo caso se installati allo stesso tempo dell’ impianto fotovoltaico si potrà accedere alla detrazione fiscale del 50% in 10 anni. In questo caso l’energia prodotta in eccesso sarà accumulata ed utilizzata di notte o in assenza di sole, portando ad un risparmio intorno al 70% annuo sui costi della materia prima.

Foto di Michael Schwarzenberger da Pixabay

COSTI E VOCI IN BOLLETTA

Per poter progettare un risparmio proiettato nel tempo sarà necessario iniziare a pensare in modo diverso. Una soluzione quindi potrebbe essere quella di iniziare a pensare Green, dopotutto il mercato energetico corre in quella direzione quindi a mio parere il mercato energetico tradizionale sarà sempre più penalizzato. Risparmiare sui costi dell’energia quindi è possibile. Ora passeremo alle famigerate voci in bolletta, quello che è a mia opinione una delle fregature più sfacciate che il nostro Governo si sarebbe inventato negli anni. Il Sole 24 ore ed il quotidiano “Il Giornale” ci aiuteranno in merito ai costi in bolletta. MATERIA ENERGETICA: in questo caso si tratta del costo medio unitario del KW/ora standard e metro cubo. Da questa voce si ricava il rapporto fra la spesa totale ed i consumi che l’utente dovrà pagare. Tuttavia la materia energetica non è il costo maggiore. I costi che inciderebbero maggiormente sono nascosti in altre voci che ora spiegheremo nel dettaglio. COSTI DI APPROVVIGIONAMENTO DELL’ENERGIA ELETTRICA E COSTI PER LA VENDITA AL DETTAGLIO: questi balzelli sappiate che non incidono poco nei costi in fattura attestandosi al 52% e 75% per quanto riguarda la bolletta dell’energia elettrica e del 38% e 6,2% per i costi del gas. TRASPORTO E GESTIONE DEL CONTATORE: costi relativi alla distribuzione. In questo caso i costi sono relativi alla tecnologia deputata alla ricezione dell’energia direttamente a casa dell’utente ma anche ai costi di lettura del contatore. Questa tassa incide sui costi in bolletta dal 16 al 17%. ONERI DI SISTEMA: una tassa per finanziare attività interessate all’energia elettrica a livello nazionale. Una delle voci più contestate e misteriose in assoluto per quanto riguarda le bollette energetiche. In questo caso si tratta di costi variabili periodicamente aggiornati in base a specifiche esigenze. ONERI GENERALI: questa tassa ha lo scopo di sostenere le energia rinnovabili e la cogenerazione e comprende due voci: ASOS ed ARIM. L’ ASOS è una tassa che serve per incentivare le energie rinnovabili e la cogenerazione. Tramite questo balzello i cittadini coprono anche i costi delle imprese con consumo energetico forte. L’ARIM invece copre gli oneri rimanenti come il sostegno della ricerca del sistema, incentivi per sviluppo industriale e tecnologico, regimi di tariffazione speciale come il servizio ferroviario universale e le merci ma anche la messa in sicurezza del nucleare (peccato che in Italia l’energia nucleare non venga prodotta).

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Questa tassa serve anche per coprire i costi di compensazione per imprese elettriche minori, per coprire i costi delle tariffe agevolate per le famiglia economicamente disagiate, ed i costi per le competenze territoriali. Questa tassa incide intorno al 20% dei costi in bolletta. ACCISE ED IVA: in questo caso si tratta di un’imposta da sempre molto odiata. Secondo l’ARERA ovvero l’Autorità per l’energia, l’imposta graverebbe del 12,6% sulla fattura elettrica e del 35,6% su quella del gas. Questa voce è composta dal totale delle accise IVA e addizionale regionale.

Con questo articolo piuttosto schematico siamo riusciti a mettere in luce le varie incomprensibili voci che ad oggi, fanno parte integrante delle fatture energetiche. Da questo elenco si capisce chiaramente che i costi della materia prima sono davvero relativi. Quello che pesa maggiormente a livello di costi sono come sempre le tasse. Credo che il futuro non sia portatore di “dolci frutti” in merito ai costi dell’energia, considerato il fatto che per poter cambiare radicalmente i mercati, e di conseguenza obbligare i cittadini a passare al mercato del Green, sia necessario che i costi dell’ energia tradizionalmente prodotta dai combustibili fossili divenga sempre più cara. In questo caso i cittadini italiani saranno obbligati, per far fronte ai costi, ad adeguarsi iniziando a pensare Green, utilizzando pertanto quella tecnologia a basso impatto ambientale che possa permettere di abbattere i costi del fabbisogno energetico. Volete iniziare a pensare Green e risparmiare? In questo caso fatelo ora. Oggi siamo in presenza di una serie di incentivi fiscali interessanti che quando la richiesta aumenterà, (e prima o poi questo avverrà) probabilmente caleranno o saranno gradualmente soppressi.

 

Nicola Migliorini
Author: Nicola Migliorini

Nicola Migliorini è Direttore Responsabile del media www.mondooggi.com è un giornalista generalista con incarico a 360 gradi.

4 COMMENTS

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