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Chiesa: “Nella lotta fra Dio e satana”

Seconda parte

Una scrittrice americana e giornalista cattolica Maike Hickson scriverà articoli profondi in merito a Padre Ingo.

Da un articolo della scrittrice americana si comprende dalle parole pubblicate, come la giornalista confermi il grande potere di persuasione del prelato tedesco. Padre Ingo possedeva una fede, tale da convincere nientemeno che un cardinale ad abbandonare il Rotary Club un’organizzazione nota come “portale” per la massoneria, parimerito al Lions Club. Il prelato era in possesso di tanta forza spirituale da far notare molteplici Verità volutamente accantonate, anche ai maggiori livelli della Chiesa. Ingo era una vera benedizione di Dio con una forza di fede capace di far cambiare la strada errata ad alti prelati vaticani che avevano smarrito la bussola.

Gli sforzi del prete tedesco verranno considerati da Cristo. In quel 1983 Ingo riesce a far pubblicare un documento “Declaratio de associationibus massonicis” che ribadisce in modo chiaro l’incompatibilità fra Chiesa e massoneria.

 

Foto Freepik

 

Joseph Ratzinger era piuttosto vicino al sacerdote tedesco in fatto di linea di pensiero su chiesa e infiltrazioni massoniche. Analoghe teorie saranno espresse da Monsignor Lefebvre che inizierà a parlare  di una vera e propria loggia vaticana, in un discorso molto vicino al segreto svelato dal giornalista massone Mino Pecorelli nel 1978. Il discorso di mons. Lefebvre era da vedersi come un appello all’allora Papa Giovanni Paolo I.

Il Papa dei 30 giorni

Giovanni Paolo I, un Papa post-conciliare che ha regnato poco più di un mese, manifestava preoccupazione per le infiltrazioni massoniche in seno alla Chiesa ma senza poter operare contro di esse.

Il Pontefice diverrà vittima di morte precoce, a dire il vero molto sospetta, si presume ad opera di possibili  membri della libera muratoria inseriti in Vaticano. Pensando al decesso di questo Pontefice la mente corre e vola al cardinal Villot e a monsignor Marcinkus, quest’ultimo noto per le spregiudicate operazioni finanziarie riguardanti il crak del Banco Ambrosiano.

I Papa polacco che succederà a Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, scriverà un documento magistrale chiave, la Dichiarazione sulla Massoneria (Quaesitum Est), pubblicata il 26 novembre 1983 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede con sua specifica approvazione. 

Padre Dollinger ascoltando le parole del suo vecchio amico, Joseph Ratzinger,  rimane piuttosto perplesso. Ratzinger riferirà all’amico Dollinger l’omissione di una parte del terzo segreto di Fatima e inviterà Ingo, ad una messa in Vaticano dopo la famosa conferenza stampa. Stando alle parole di Ratzinger il segreto avrebbe riguardato una “cattiva messa e un cattivo concilio”. I riferimenti saranno molto chiari, il segreto si sarebbe riferito al Novus Ordo (nuova messa) e a un “cattivo concilio”, il Concilio Vaticano II.

Erano gli anni 60 quando due cardinali Ottaviani e Bacci scrissero una lettera nel cui testo era manifesta la perplessità per un rito cattolico troppo simile alla ritualità protestante. Anche in merito al concilio Ottaviani ed altri prelati si mostrarono critici, per la troppa liberalità ecumenica dovuta alla rivoluzione post conciliare.

Le rivelazioni di Padre Ingo Dollinger

Padre Ingo rivelò agli amici più stretti le notizie cui era a conoscenza a proposito della verità sul segreto di Fatima, confermando fosse stato svelato solo in parte. Ingo riteneva importante informare i fedeli sulla parte scottante del segreto. Le testimonianze di quanto Ratzinger svelò all’amico Ingo in merito a Fatima non sono campate in aria tanto che esistono testimonianze in merito. Una di queste viene da Padre Malachi Martin

Foto Freepik

allora segretario del Cardinal Beha che lesse il terzo segreto ma che rivelò appunto che il messaggio mariano avrebbe riguardato l’apostasia della Chiesa. Il medesimo concetto verrà ripreso dal Cardinale Oddi secondo cui il segreto, avrebbe riguardato una rivoluzione in seno alla Chiesa. Tirando le somme si comprende come i Pontefici post Conciliari temessero il terzo segreto svelato dalla Madre di Cristo, protettrice della chiesa. Il timore maggiore era il fatto che il segreto del tutto svelato, avrebbe permesso ai fedeli addormentati, di aprire gli occhi sul cammino errato della chiesa e della tradizione cattolica. Per questo il messaggio integrale non venne svelato da Papa Giovanni XXIII ma neppure da Papa Paolo VI arrivando Giovanni Paolo II.

Papa Ratzinger

Arrivati a questo punto in merito al segreto analizzeremo il comportamento di Papa Ratzinger. Benedetto XVI divenuto pontefice avrà un ripensamento su quanto portato avanti a inizio del terzo millennio. Dieci anni dopo a Fatima dirà senza giri di parole di non illudersi, pensando che la missione profetica di Fatima sia conclusa. Una frase che dice tantissime cose per coloro che desiderassero comprenderle. Il Papa nel 2010 smentirà le proprie parole espresse su Fatima nel 2000 quando con il Cardinal Sodano dichiaravano concluso il segreto di Fatima.

Il Papa tedesco diede un grande contributo alla rivoluzione del Concilio Vaticano II. Sono famosi gli scontri del Pontefice con mons. Lefebvre negli anni 80 anche se in privato il Papa considerava il prelato oggi scismatico come uno dei Vescovi maggiori del secolo scorso.

Benedetto XVI e Francesco

A posteriori la rinuncia a capo di stato Vaticano avvenuta in quel tristemente famoso 2013, dopo l’insediamento del nuovo Pontefice Francesco, Benedetto XVI riferì al nuovo Papa di aver mai parlato con il prof. Ingo Dollinger in merito al terzo segreto di Fatima, liquidando le parole di Dollinger come non vere, affermando che “La pubblicazione del Terzo Segreto di Fatima fosse completa.” Contrariamente a questa tesi la giornalista americana Maike Hickson, afferma ancora una volta che Padre Ingo proprio nel 2000 avrebbe avuto da Ratzinger la notizia della parziale esposizione del segreto. E’ chiaro quindi che qualcosa non torni, la verità fatica sempre a venire alla luce soprattutto quando ci possono essere coperchi di pentole che rischiano di svelare quanto il cuoco starebbe cucinando.

A questo punto una domanda lecita è: che vantaggi avrebbe avuto Ingo Dollinger, amico di Padre Pio e di Ratzinger nell’affermare che il terzo segreto di Fatima non sarebbe stato svelato nella propria integrità?

Dall’altro canto Ratzinger sembrava stretto in una morsa di dubbi. In quel periodo Ratzinger si poteva dire piuttosto tormentato dal timore amletico, di aver fatto una cosa giusta, rendendo noto ai fedeli la realtà del messaggio mariano e dall’altro canto, temeva conseguenze non certo positive, svelando che la Chiesa fosse stata abilmente trasformata in un avamposto al servizio delle logge. A Fatima Ratzinger lasciò comprendere di essere a conoscenza della verità del segreto e che proprio esso sarebbe stato svelato solamente in parte, le parte meno cruda. Forse il Papa temeva che fosse prematuro per la Chiesa conoscere a fondo il messaggio dato che forse la Chiesa stessa sembrava essere ancora lontana da un vero cambio di rotta positivo.

Il Terzo segreto di Fatima oggi

Sono passate più di due generazioni dal rifiuto della rivelazione e più di un ventennio dalla rivelazione parziale delle parole della Protettrice della Chiesa Cattolica. Il Cardinal Burke conferma che il Terzo segreto della Madre di Cristo sia ancora in pieno svolgimento.

Quanto lascia sulle spine è il fatto che la profezia mariana non si sia ancora compiuta. Il Pontefice risolutivo annunciato dalla Madonna non è ancora arrivato? I nostri tempi consigliano di non perdere di vista Papa Leone XVI che certamente è al corrente del Terzo segreto di Fatima nella propria completezza.

Il rapporto fra Maria e la Chiesa

La madre di Cristo e la chiesa convivono da sempre in un preciso legame sinergico. La Madre di Cristo e la Chiesa madre, si fondono in una sola entità.

Penso che non passeranno secoli per comprendere se i nostri tempi possano svelarsi come quelli del compimento delle parola mariane pronunciate a Fatima dalla protettrice della Chiesa. Dopotutto, se è vero com’è vero che a Sua Madre il Messia, dalla Croce, affiderà la propria chiesa chiedendole di proteggerla, da un mondo che tradizionalmente è dominato dall’avversario di Cristo, Maria farà di tutto per difendere la Chiesa di Suo Figlio. Sono altrettanto certo che a conti fatti, fra non molto tempo la Chiesa Cattolica sarà finalmente epurata dal deep state o “chiesa oscura”, lasciando spazio alla “Chiesa luminosa” a cui tutti gli uomini si convertiranno, prendendo la vera via, credendo all’unica verità e vivendo la vera vita.

La chiesa del futuro

Gli “astri menzogneri” inizieranno a cadere fragorosamente sulla Terra portando scompiglio fra verità e menzogna, un grande “terremoto” scuoterà le fondamenta di un mondo basato sulla menzogna, sull’oscurità e sulla schiavitù. Il mondo sarà bruciato dal “fuoco” dello Spirito Santo che brucerà con ardore le iniquità di un sistema corrotto e malvagio, penetrerà nei cuori portando l’umanità verso una grande fede. A questo punto sarà compiuto quanto dovrà necessariamente venire, la fine dei tempi. Da questi nascerà una nuova alba e nasceranno altri tempi.

Image by Josep Monter Martinez from Pixabay

La Chiesa del futuro, fondata sulle basi di Cristo, sarà la sola a saper condurre il mondo verso una nuova era, una nuova storia fatta di fede e amore per la verità. Son certo che la Chiesa futura rinascerà positivamente. Dopotutto è necessario rammentare che la Chiesa madre goda della protezione divina sino alla fine dei tempi. Il male è la leva che Dio permette per svelare i progetti satanici.

Riflettendo è altrettanto chiaro che Cristo ci voglia co-protagonisti della storia, del cambiamento, quindi anche noi, dovremo iniziare sin d’ora a fare la nostra parte, iniziando a costruire nel nostro piccolo ma grande mondo un vero esempio di fede e di cristianità.

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Nicola Migliorini
Author: Nicola Migliorini

Nicola Migliorini è Direttore Responsabile del media www.mondooggi.com, blogger, giornalista generalista con incarico a 360 gradi.

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