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oggi è il 25 aprile, una data particolare che ricorda la festa della liberazione. In questo caso auspico vivamente che questa data possa ricordare anche la liberazione da quel nemico comune ed invisibile che tuttora starebbe cercando di mettere a dura prova i nostri nervi, le nostre abitudini e la stessa economia italiana: il Coronavirus. Il Coronavirus ha destato in pochissimo tempo moltissima preoccupazione in tutto il mondo ma in particolar modo in Italia per i numerosi contagi e le morti non indifferenti. Il Covid starebbe mettendo in una sorta di “scacco matto” la nazione contagiata che deve combattere fra cospicue perdite economiche e l’isolamento, la sola cura utile al momento per poter contrastare la forma virale. L’isolamento, una strategia che in Cina si sarebbe dimostrata molto efficace quindi imitata anche dall’ Italia. Proprio l’isolamento avrebbe portato ad un secondo effettivo problema scaricato sulle aziende italiane già indebolite dalla crisi economica precedente.

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le attività produttive e commerciali che per così dire si stavano “leccando le ferite” cercando di guarire lentamente dalla crisi economica, in questo caso avrebbero ricevuto un colpo ulteriore che in alcune realtà, quelle più piccole, avrebbe vanificato almeno in parte, la lenta guarigione  economica. A soffrire in particolar modo sarebbero stati alcuni settori quali il turismo, la ristorazione e tanti altri ma soprattutto quelle realtà importantissime cui nessuno ne vuole riconoscere l’importanza, ovvero quelle aziende che in Italia formano da sempre il tessuto economico nazionale, quelle che le tasse le pagano davvero: le piccole e medie aziende. Ancora una volta la mannaia si sarebbe abbattuta su queste piccole attività, quelle realtà che vuoi per la tassazione soffocante, vuoi per i costi, vuoi per i guadagni risicati, faticano sempre più per “galleggiare” in un mare davvero tempestoso mettendo a dura prova la realtà economica della nostra nazione. Chissà che questo virus posssa far comprendere ai nostri ministri che queste piccole e medie realtà sono la linfa vitale della “Macchina Italia” e che quindi inizi una nuova politica di agevolazioni per questa particolare settore. Comunque sia la data del 25 aprile o della liberazione quest’anno starebbe anticipando la almeno parziale liberazione dal

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fermo economico e dall’ isolamento. In questi giorni infatti l’Italia ricomincerà a “farsi su le maniche” come d’ altra parte è purtroppo abituata a fare. Gli imprenditori grandi, piccoli e medi ricominceranno lentamente a produrre, a commercializzare i propri prodotti o a commercializzare la propria arte. Cerchiamo di capire in questo caso quali saranno le attività che apriranno a breve e quali invece quelle che apriranno nel prossimo futuro. Ne hanno già parlato i vari TG ma leggere le notizie forse è meglio, si è meno distratti e si ricordano di più a mia opinione. Alcune realtà inizieranno finalmente a riaprire i battenti dal recente 27 aprile. Il Governo e l’ISS mettono le mani avanti e specificano che non si tratti della fine della pandemia piuttosto di un allentamento del cordone del Lockdown per causa di forza maggiore. Per raccontarla in parole povere o qui si muore di virus oppure di fame. In questo periodo il Virus sembrerebbe iniziare a “mordere con una ferocia ridotta” quindi, il comportamento soggettivo di ogni cittadino, dovrà essere corretto per fare in modo che questo incubo possa presto terminare e che si possa iniziare a vedere una luce in fondo al tunnel. Ricordiamo che comunque sia sarà bene mantenere tutte le precauzioni necessarie per evitare il contagio ancora per parecchi mesi come, lavarsi le mani spesso, indossare mascherine, guanti e mantenere la distanza di un paio di metri da altri soggetti saranno necessari per evitare nuovi contagi. La prudenza dovrà continuare.

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Lunedì inizieranno a riaprire quindi alcune grandi realtà come alcune fabbriche e sembrerebbe possano iniziare a riaprire alcuni cantieri. La Fiat ad esempio permetterà il ritorno in fabbrica di 10 mila operai nei vari stabilimenti. Saranno richiamati a rientrare in fabbrica circa 3000 operai della Savel di Atessa di Chieti per la produzione di furgoni. Fiat riaprirà la linea di produzione della 500 elettrica a Mirafiori e richiamerà al lavoro 750 operai nella fabbrica di Melfi. Lunedì dovrebbe vedere l’inizio della produzione anche Fincantieri. Sempre in tale data potrebbero ripartire alcuni settori come ad esempio il tessile. Nelle varie regioni italiane sarà data la possibilità di fornire pasti a domicilio anche in orario di pranzo. Per quanto riguarda la fase 2 dedicata agli spostamenti degli italiani vedremo treni e bus a tariffe flessibili in modo da evitare assembramenti oltre che sensi unici nelle stazioni. Il 4 maggio vedranno la ripartenza le industrie del legno e della meccanica, pietre miliari del made in Italy. In questo periodo dovrebbero poter riaprire alcune categorie di uffici pubblici, forse le banche i quali sportelli viaggiano a ritmo ridotto del 50 per cento delle ricettività. Il 4 maggio potrebbe iniziare il ripristino dei normali servizi dei trasporti pubblici. La settimana successiva, l’ 11 maggio ri-inizieranno a funzionare le Poste, a riaprire alcuni settori commerciali, la maggior parte dei negozi, assicurazioni e uffici privati. Il 18 maggio potremo vedere la ripartenza dei bar, alberghi e ristoranti ma con regole assolutamente nuove come l’impossibilità almeno all’inizio che i baro possano servirci il tanto amato caffè al banco mentre sarà facilitato l’aumento dei tavoli esternamente al locale. Per i ristoranti le regole saranno molto severe relativamente alla distanza da far tenere ai clienti. Si pensa di poter offrire un bonus di 500 Euro per ogni famiglia che desiderasse viaggiare in Italia, in modo da offrire un sostegno al settore turistico, mentre per alcune fasce di lavoratori autonomi dovrebbero essere previsti gli 800 euro di bonus erogati dall’INPS.

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Per quanto riguarda attività particolari come palestre, centri benessere non si sa ancora quando potranno riaprire, si dovrà decidere, dato l’alto rischio di contagio per tali attività. Le discoteche pare dovranno attendere ulteriormente. Per il momento non sarebbe stata ancora decisa una fase 2 per stadi e concerti. Potrebbero quindi essere a rischio anche i centri estivi per bambini.

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Nicola Migliorini
Author: Nicola Migliorini

Nicola Migliorini è Direttore Responsabile del media www.mondooggi.com, blogger, giornalista generalista con incarico a 360 gradi.

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