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Esistono al mondo cose incomprensibili. Spesso si arriva a punti estremi ache a livello scientifico. Quando si toccasse la questione energia allora le cose diverrebbero estreme. La scienza che studia la produzione di energia “pulita”, starebbe cercando ogni forma possibile per produrre il tanto agognato prodotto, l’energia appunto, ricavandola da ogni cosa quando forse, e dico forse, uno dei sistemi “più semplici” sarebbe riceverla dall’etere (clicca quì).

Foto di David Mark da Pixabay

Dopo oltre un secolo dagli anni di Tesla sono nati i pannelli fotovoltaici che devo dire che in questo caso si tratti prodotti ottimi a livello di qualità, di prezzo ed energia ricavata e consumata gratuitamente tuttavia sono limitati confronto a quanto si potrebbe fare incanalando l’energia dall’aria. Il fotovoltaico merita qualche parola in più per il fatto ripeto di essere un buon prodotto. Unico svantaggio la mancata produzione notturna ed in mancanza di sole, tuttavia è possibile ovviare all’inconveniente con un impianto di batterie di accumulo. I pannelli fotovoltatici hanno una durata minimo ventennale durante la quale garantiscono una produzione ottimale. Dopo tale periodo i pannelli produrranno ancora ma in modo inferiore che andrà ad aumentare con il passare degli anni.

Darti gli studi di Tesla ed i risultati dei propri esperimenti  resta comunque possibile ricavare dall’aria energia inesauribile giorno e notte ininterrottamente. Ricordiamoci che tutto è energia, ogni giorno siamo avvolti da energia, quando camminiamo, quando riposiamo, quando mangiamo, quando viviamo. Dopotutto Nikola Tesla, uno scienziato che mi ha sempre affascinato, oltre che per la sapienza in campo scientifico, anche per la bontà d’animo e per lo spirito altruistico nel carcare di alleviare, tramite il proprio sapere le difficoltà dell’umanità, affermò questo concetto. Anche Einstein si espresse sul fatto che tutto sia energia (clicca quì).  Gi esperimenti di Tesla tuttavia alla fine si dimostrarono poco convenienti per i poteri forti dominanti e questo particolare la dice lunga sulla validità delle proprie invenzioni. Se i poteri forti le osteggiarono ciò conferma la va,idità degli esperimenti. Lo scienziato serbo americano si sarebbe rivelato una sorta di intralcio per i “marpioni” della finanza mondiale, in primis  JP Morgan “filantropo peloso” del 900 e potente banchiere americano ma anche per gli speculatori. I “finantropi” vile razza dannata. Oggi i “filantropi” pullulano nel nostro mondo marcio. Marcio per il fatto che si tratti di un mondo dominato dai “filantropi” che poi non sono così filantropi ma marpioni, a mia opinione affetti da delirio di onnipotenza e da dominio totale.

Foto di Gordon Johnson da Pixabay

Dato che l’italinao ultimamente è davvero poco conosciuto dagli italiani, resi sempre più ignoranti dal sistema dominante, desidererei rammentare la vera definizione di filantropo:

Il Filantropo: Colui svolge o sostiene una attività benefica, alla luce di un umanitarismo vagamente religioso o filosofico.

Ora torniamo all’energia. Ricordiamo ancora una volta che il concetto dell’energia dall’etere è stato enunciato da Tesla che fra l’altro avrebbe anche eseguito particolari esperimenti in questo campo.

Energia gratis per tutti

Questo era il sogno del ricercatore serbo americano. Si stracciarono le vesti in alcuni predtigiosi “salotti” sentendo la frase energia gratis in modo particolare il “filantropo banchiere” che sponsorizzava gli esperimenti dello scienziato. Per i poteri forti di allora e di oggi, l’energia non deve mai essere gratuita ma molto costosa. Per loro tutto è buisness. Questo è ciò che pensano dalla notte dei tempi gli speculatori ed i grandi gruppi bancari. Dopotutto l’energia è necessaria per il funzionamento del sistema mondo moderno, quindi il guadagno è assicurato, un po’ come la sanità, quindi la spesa per l’approvvigionamento e per il consumo di energia è assicurata. E se un giorno si pensasse di creare e divulgare gratuitamente virus o forme batteriche? In questo caso le azioni della farmaceutica volerebbero al rialzo. Tutto è buisness per i poteri forti. Non vorrei aver lanciato l’idea, tuttavia amo essere ironico. A qualsiasi prezzo si portasse il costo per l’energia verrà sempre comprata per il fatto di essere necessaria. Se così non fosse il mondo moderno, il nostro mondo si fermerebbe di colpo e senza energia diverrebbe preda del caos totale. Nonostante si possa prelevare l’energia per il proprio fabbisogno dall’etere la scienza pensa ad altre risorse forse più costose. Non certo per il fatto che gli addetti ai lavori non sappiano produrre energia a basso costo ma per assicurare che l’energia, venga sempre pagata profumatamente e non sia gratis per tutti, ma concentrata in pochissime mani. Dopotutto i costi per la produzione non sono un problema. I costi verranno ricaricati sul prezzo dell’ energia consumata dall’utente finale. Ecco quindi arrivare il progetto dell’energia infinita tramite i fondali marini. Nelle prossime righe la giornalista Federica Rovelli spiegherà i dettagli di questo progetto particolare.

Fondali marini: la chiave per l’energia infinita?

Nelle profondità marine sono sommersi numerosi segreti e tra questi potrebbe nascondersi la chiave per rivoluzionare il mondo dell’energia sostenibile. La scienza sta mettendo in moto l’ingegneria per sfruttare il moto delle onde e così generare energia ininterrottamente. Con le recenti innovazioni la prospettiva di energia infinita dai fondali marini potrebbe non essere più così lontana.

Dall’abisso oceanico una soluzione energetica sostenibile e rivoluzionaria

La start-up brasiliana Tidal Watt ha gettato le fondamenta di questo cambiamento pionieristico con un rivoluzionario sistema di turbine sottomarine, chiamato UCEC (Le Unità di Raccolta dell’Energia Corrente). Le UCEC, con un diametro di soli 3 metri, sono ancorate sul fondo marino per sfruttare le correnti marine. Con una potenza di 5MW generata quando la turbina gira a una velocità di 1,87 nodi, si rivelano 60 volte più efficienti rispetto alle pale eoliche tradizionali.

L’UCEC può generare elettricità per il 90% del tempo, producendo energia idroelettrica senza intermittenza, un aspetto cruciale nella transizione verso le fonti rinnovabili.

Inoltre possiamo osservare come le UCEC offrano una doppia vittoria per il nostro pianeta:

  • l’energia prodotta dalle onde è un potenziale illimitato

  • fungono da scudi, proteggendo la vita marina dalle tecniche di pesca distruttive come la pesca a strascico.

Questo approccio innovativo non solo preserva l’ambiente marino e il paesaggio, ma anche crea “santuari” per le specie marine, specialmente in ecosistemi vulnerabili come le barriere coralline.

L’Europa scopre il suo potenziale energetico marino

La scena si sta evolvendo anche in Europa. Grazie alle recenti innovazioni tecnologiche, il dispositivo Pewec 2.0, sviluppato da Enea e Politecnico di Torino, si propone di catturare l’energia cinetica delle onde del Mediterraneo. Le sue dimensioni, 15 metri di lunghezza, 23 di larghezza e 7,5 di altezza, e la potenza finale di 525 kW sono la prova che le tecnologie dell’energia marina possono adattarsi a vari contesti e necessità, minimizzando l’impatto sulla fauna e la flora marina.

Con questo in mente, l’Unione Europea si è posta l’obiettivo di soddisfare il 10% del proprio fabbisogno energetico con l’energia marina entro il 2050. Queste turbine potrebbero essere una benedizione per le piccole isole italiane, dove potrebbero fornire energia elettrica per una popolazione di 3.000 abitanti.

Foto di Marcello Rabozzi da Pixabay

Il gigante sottomarino del Giappone in cerca dell’energia del futuro

Infine, il Giappone sta dando un contributo significativo con la turbina sommergibile Kairyu, progettata per galleggiare a 50 metri di profondità sotto la superficie marina. Questo gigante delle profondità, frutto di una collaborazione tra Ishikawajima-Harima Heavy Industries e New Energy and Industrial Technology Development Organization, potrebbe essere l’asso nella manica dell’energia verde. Dopo tre anni di test nelle correnti oceaniche, la turbina ha dimostrato il suo potenziale. Se posizionate nel cuore della potente corrente Kuroshio, queste turbine potrebbero generare oltre 200 gigawatt di corrente elettrica, una quantità considerevole per soddisfare il fabbisogno energetico nazionale. La sfida di “domare l’oceano”, tuttavia, rimane, e le sfide future richiederanno ulteriori sviluppi e investimenti.

È chiaro che la nostra futura fonte di energia potrebbe essere nascosta nei fondali marini. Gli oceani rappresentano un’enorme fonte di energia inesplorata che potrebbe alimentare il nostro futuro. Mentre le sfide rimangono, l’impegno dimostrato da questi pionieri dell’energia verde non ha limiti, proprio come l’energia che stanno cercando di catturare.

 Fonte: Studio PrestoEnergia
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