COVID: CRESCE LA SFIDUCIA NEI MEDIA NAZIONALI di Goldfinger

L' INFORMAZIONE

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Foto di Neven Divkovic da Pixabay

Quando è scoppiata la pandemia da Covid ed è scattato di conseguenza il lockdown tutto è stato chiuso eccetto alcuni settori importantissimi e necessari per la sopravvivenza della popolazione come in questo caso le farmacie ed i supermercati adibiti alla vendita alimentare. Sono rimasti aperti anche quei negozi che seppur piccoli fossero adibiti alla vendita di alimenti. E’ normale tutto questo. Non è possibile tutelarsi dal Coronavirus e poi morire di fame. Se la popolazione deve cibarsi ogni giorno, è necessario che debba essere messa nelle condizioni di poter acquistare il cibo quotidiano come pure nel caso dei malati, i farmaci necessari.

Foto di Ich bin dann mal raus hier. da Pixabay

Un conto però è il cibo quotidiano ed un conto sono altre cose parzialmente necessarie. Perché durante il fastidioso lockdown non sono state chiuse le edicole? Noi ci siamo fatti una nostra opinione in merito al fatto che i venditori di mezzi di informazione cartacei siano restati aperti. Premetto di non avere nulla contro gli edicolanti e neppure contro i giornalisti ma di essere altamente soddisfatto per il fatto che abbiano potuto lavorare anche nel periodo della pandemia. Tuttavia mi pongo una domanda: sono proprio necessari i giornali? Detto questo mi chiedo i motivi per i quali le edicole non avrebbero subito la chiusura, pur trattandosi di vendita di prodotti a mia opinione non proprio necessari. Se facessi questa domanda ad un politico mi direbbe che essere informati è un diritto, la libertà di stampa è un diritto democratico e fin quì nulla da dire. Diciamo però che senza leggere i giornali si vive lo stesso (e talvolta si vive meglio, meno stressati) soprattutto oggi con l’esistenza della rete internet in grado di offrire informazioni nonostante la pandemia. La nostra opinione sul fatto dell’ apertura delle edicole è la seguente: A mio parere le edicole sarebbero state mantenute aperte per un fattore cruciale ovvero per il fatto che anche durante il periodo della pandemia non è possibile (per il sistema) rinunciare all’ indottrinamento continuo, all’ infusione di terrore mediatico nella popolazione italiana, da parte dei canali mass mediatici che a mia opinione, reggono il gioco al sistema totalitario embrionale del Nuovo Ordine Mondiale in atto da alcuni anni. Comunque sia una cosa sono le strategie che sarebbero state pensate per l’indottrinamento, un’altra cosa sono i lettori, i cittadini, gli utenti finali, che in questo caso intelligentemente avrebbero dimostrato di essersi accorti che spesso la notizia non sempre avrebbe la trasparenza sperata ma talvolta potrebbe essere pilotata ed asservita agli interessi di alcune lobby di potere. Sempre a mia opinione questi

Foto di Neven Divkovic da Pixabay

potenti cartelli si avvarrebbero dell’aiuto mediatico in modo da convincere masse intere di ignari cittadini per condurli all’ approvazione di verità legate ai propri interessi e spesso agli interessi dei potenti. In questo modo le varie potenti lobby ed i propri “servitori” che in genere si occultano nel marasma della politica si spendono per il raggiungimento di obbiettivi ben precisi. Come pensate siano potute passare delle leggi contro la vita che oggi sono la normalità come l’aborto? Come potete pensare passerà la legge per l’ eutanasia? A mia opinione anche con il supporto mediatico. In genere anni di martellamento mirato e continuo porta ad accettare certe convinzioni. Queste proposte in genere sono destinate a mutare in leggi ed in seguito tutti i cittadini saranno costretti a rispettarle. I cittadini dovranno magari abituarsi seppur a malincuore a leggi che talvolta potrebbero essere mirate a produrre a lungo andare, nel soggetto, una certa mentalità distorta di approvazione (magari contro la propria coscienza). In questo caso la notizia potrebbe produrre sulla coscienza del singolo cittadino una sorta di “callo”, di abitudine in grado di oscurarne la coscienza stessa. Tutto questo porterebbe alla vittoria del sistema che arrivato a tanto rincarerà la dose per raggiungere un prossimo eventuale obbiettivo. Molti cittadini sembrerebbero aver compreso la dinamica e cosa spesso si celi nei meandri delle parole quindi avrebbero provveduto a cercare informazioni altrove, magari all’interno della meno controllata rete internet. Da quanto riportato sul blog “Dailyonline” e sul blog “disinformazione.it” risulterebbero ultimamente in calo la maggior parte delle testate giornalistiche nazionali. A quanto pare nel periodo del lockdown alcuni dei principali media nazionali avrebbero perso terreno e quindi  perso preziosi lettori. Finalmente forse una parte della cittadinanza avrebbe capito che quanto raccontato talvolta potrebbe essere manipolato. Penso quindi che le persone che avessero smesso di comprare i quotidiani possano essere passati alla rete, in cerca di una notizia alternativa in grado di poter regalare un’ idea diversa, magari in grado di produrre una verità alternativa. Logicamente quanto riportato sono solamente personali opinioni ma se i dati pubblicati da “disinformazione.it e dal Dailyonline” si rivelassero esatti potrebbero permetterci di capire la tendenza che oggi i lettori avrebbero deciso di intraprendere: una tendenza che non dimostrerebbe altro che una certa sfiducia da parte dei media ufficiali e naturalmente automaticamente verso coloro che li controllano.

Foto di Welcome to all and thank you for your visit ! ツ da Pixabay

Dopotutto non sono da colpevolizzare queste grosse realtà mediatiche dato che spesso si tratterebbe di società per azioni. A questo punto mi sembra doveroso cercare di spiegare come funzionano in una testata giornalistica le scelte delle linee editoriali. Dove nascono le linee editoriali che un media deve tenere? E’ presto detto lo si evince dal termine stesso “editoriale” ovvero le linee editoriali le decide l’Editore (il produttore per capirci, colui che finanzia l’attività) che in genere prende le decisioni strategiche. Per quanto riguarda le società per azioni invece esiste un consiglio di amministrazione o CDA quindi sulla base degli interessi del CDA si creerebbero le linee editoriali. Facciamo un esempio: se alcuni appartenenti al CDA di una certa testata giornalisica fossero legati alla lobby della farmaceutica le notizie potrebbero propendere alla difesa degli interessi di quel settore, se fossero legati ad interessi europei allora le linee editoriali potrebbero propendere per gli interessi dell’Europa. In questo caso il lettore non conosce chi fa parte del CDA delle testate giornalistiche maggiori, e neppure i propri interessi, le proprie idee. Detto questo è probabile che certe notizie presenti in una testata giornalistica possano abbracciare gli interessi dei vari appartenenti al CDA o dei propri Editori, interessi che non sempre potrebbero rendere la notizia veramente trasparente, interessi che non sempre potrebbero essere quelli della maggior parte della popolazione.

Goldfinger
Author: Goldfinger

Goldfinger è un giornalista specializzato in misteri, opinioni politiche, religione, etica e società ha uno stile talvolta piuttosto controverso nelle opinioni, diciamo che in genere è “ fuori dal coro”, fuori dagli schemi tradizionali

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