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A chi non affascina la storia delle linee di sangue dell’antica nobiltà? Il periodo storico della nobiltà è stato interrotto bruscamente portando verso un appiattimento che a lungo andare è sfociato, nel tentativo di appiattire tutto e tutti arrivando all’apice dei nostri giorni difficili. Devo ammettere che queste tradizioni mi affascinano in modo particolare. Esse mi ricordano gli anni del medioevo, dei cavalieri, i crociati, i castelli, la nobiltà ormai scomparsa, tramite il “trauma garibaldino” sostenuto e organizzato sempre dai “soliti noti” che tramano nell’ombra come ragni esperti le più losche “tele” per riuscire a plasmare e dominare la società a proprio vantaggio. Eppure la nostra storia è intrisa di quei tempi antichi e le nostre casate sono, volenti o nolenti, derivanti da quegli uomini.

Il fatto è che a lungo andare, un certo vento chiamato modernismo è riuscito a sradicare in noi ogni amore per la storia, per le nostre radici cattolico romane, convincendoci a farci auto abbattere, nel corso dei secoli, nientemeno che la “gallina dalle uova d’oro”, ciò che ci ha portato a divenire un popolo fra i più evoluti del pianeta: il cristianesimo, l’amore per Cristo, che noi occidentali abbiamo riconosciuto e colto a piene mani, tramite la Roma di Costantino. Cerchiamo di ricordare sempre che la storia non è stata cancellata, e neppure può essere cancellata, magari temporaneamente offuscata. tuttavia la storia prima o poi rinasce dalle proprie ceneri come l’araba Fenice per dare testimonianza al passato che si fonde nel presente. Dopo questa doverosa introduzione vi proporremo l’articolo scritto da Alessandro Rota, in merito all’Aristocrazia Europea in Val Seriana.
Aristocrazie Europea in Val Seriana
La scorsa settimana la Val Seriana è stata visitata dalla contessa ortodossa georgiana Mandilosani Lali Panchulidze Aznauri, vice presidente di Aristocrazia Europea, una importante associazione culturale internazionale, che si occupa di famiglie e dimore storiche, arte e tradizioni, oltre che di nobiltà, araldica e ordini cavallereschi. La Val Seriana ha una storia antica e complessa, nel primo medioevo ha avuto una serie di signori feudali, divisi fra guelfi e ghibellini, che si sono spartiti e contesi il territorio. Fra queste famiglie citiamo quelle principali: Borghi, Colleoni, Comenduni, Lanzi, Mozzi, Rivola e Suardi. Poi la Valle passò al Ducato Visconteo di Milano e infine alla Serenissima Repubblica di Venezia. Lali Panchulidze, che è anche manager e rappresentante in Italia della compagnia aerea Georgian Airways, con tre voli settimanali anche dall’areoporto di Orio al Serio, ha prima visitato Valbondione, proponendo al Sindaco Walter Semperboni, un gemellaggio culturale e turistico fra le Alpi Orobiche e le alte montagne georgiane del Caucaso, per poi pranzare nella trattoria tipica locale “Baci” di ottima cucina tradizionale bergamasca. Successivamente, Lali Panchulidze si è recata a Clusone dove ha visitato lo splendido palazzo affrescato dei conti Fogaccia, accolta e accompagnata dall’amico padrone di casa, il mitico principe don Alberto Giovanelli, storico riferimento della nobiltà patriottica e monarchica, amico personale della famiglia reale dei Savoia, ma anche molto attivo nelle iniziative di volontariato del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di Malta.

Sia l’anziano principe che l’attivissimo sindaco, per i loro indubbi meriti culturali e sociali, hanno ricevuto due importanti benemerenze, il distintivo d’onore di Aristocrazia Europea e la Santa Croce di Georgia (antichissima tradizione cavalleresca ortodossa, legata alla millenaria dinastia cristiana dei Bagrationi e alla presenza georgiana a Gerusalemme, al tempo delle crociate). Ad accompagnare la nobildonna georgiana vi erano gli amici e consoci: conte Dario Busi di Valbrembilla (appassionato studioso di storia locale), il nobile Rodolfo Knisel (maestro rilegatore e restauratore di libri antichi) e il barone Roberto Jonghi Lavarini (da parte materna discendente dai conti Ganassini di Camerati, antica famiglia della Val Brembana, originaria di Camerata Cornello e imparentata con i Tasso). Lali Panchulidze ha successivamente visitato gli studi di Tele Clusone, rilasciando una intervista ad Orobik Channen, potente e innovativa voce mediatica dell’arco alpino. La giornata si è conclusa, sempre a Clusone, con la visita alle opere artistiche pittoriche esposte presso la sede della JTV Foundation che si occupa, in maniera innovativa ed efficace, di unire cultura e impegno sociale.
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