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L’estate si preannuncia piuttosto calda. In questi giorni almeno nella nostra zona tipicamente dominata da un clima continentale, la temperatura esterna durante il giorno varia dai 25 ai 28 gradi, in una primavera di fine aprile. Andando avanti di questo passo arriveremo a fine maggio con una temperatura dominate piuttosto alta.

Il calore è un piacere ma soprattutto salute, soprattutto dopo circa sei mesi invernali dominati dal freddo ma quando poi i muri di casa iniziano a scaldarsi e faticano a raffreddarsi durante la notte, ecco che il climatizzatore inizia a divenire un’invenzione piuttosto interessante.

Ventilatori v/s Climatizzatori

Il ventilatore non è mai una buona soluzione per il fatto che sudando per il troppo calore, la notte, il ventilatore che direttamente “spara” il flusso di aria sul corpo offrendo la sensazione di frescura, possono provocare contrazioni muscolari oltre che problemi respiratori. Il climatizzatore è sempre la cosa migliore da scegliere, per il fatto che soprattutto quelli ad inverter, mantengano la temperatura impostata ma soprattutto riescano a consumare poca energia elettrica. Non c’è paragone fra i climatizzatori ad inverter di oggi e i condizionatori di una generazione fa.

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Questi ultimi chiamati condizionatori “on off” consumavano più energia elettrica di quelli di oggi ma soprattutto si spegnevano al raggiungimento della temperatura impostata e calata di qualche grado la temperatura ripartivano, simulando un po’ l’effetto negativo del ventilatore. Nelle prossime righe dalla giornalista Teresa Monaco potremo comprendere i nuovi bonus climatizzatori per l’anno 2026.

Bonus condizionatori 2026: detrazione del 50% e tetto a 96.000 euro fino a Dicembre

Aliquote 50% e 36%: a chi spettano e quanto si recupera

Il bonus condizionatori 2026 conferma due aliquote distinte: 50% per gli interventi sulla prima casa e 36% per le altre destinazioni d’uso. La detrazione si applica a un tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare se l’installazione rientra nel bonus ristrutturazioni, mentre l’ecobonus energetico fissa il limite a 30.000 euro e sale a 40.000 euro per singola unità nei condomini. Chi sceglie il Conto Termico 3.0 può ottenere fino al 65% di copertura, con versamento diretto sul conto corrente entro 60-90 giorni. Le aliquote attuali restano valide fino al 31 dicembre 2026: dal 2027 scenderanno rispettivamente al 36% e al 30%. Il recupero avviene in 10 rate annuali di pari importo. Prima dell’acquisto serve verificare la potenza disponibile sul contatore della luce, spesso insufficiente per climatizzatori di taglia maggiore.

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Detrazione IRPEF in 10 rate o sconto in fattura: come scegliere

Le modalità di richiesta sono tre. La prima è la classica detrazione IRPEF, suddivisa in 10 quote annuali e calcolata in dichiarazione dei redditi. La seconda è il Conto Termico 3.0, che eroga il contributo direttamente sul conto del beneficiario. La terza, riservata ad alcune opzioni, è lo sconto in fattura applicato dall’installatore. In tutti i casi è obbligatoria la comunicazione ENEA entro 90 giorni dal termine dei lavori. L’installazione deve essere eseguita da personale con patentino F-Gas e le pompe di calore devono rispettare i valori minimi di COP ed EER. Per l’ecobonus serve la dismissione obbligatoria dell’impianto obsoleto. Possono accedere proprietari, nudi proprietari, usufruttuari, inquilini con contratto, comodatari e aziende con partita IVA. Conviene consultare anche le delibere ARERA collegate ai requisiti di efficienza.

Risparmio in bolletta: oltre l’incentivo, il vero guadagno

Il bonus copre l’investimento iniziale, ma il vantaggio si misura anche sulla bolletta della luce. Le pompe di calore di nuova generazione assorbono meno energia degli impianti più datati: l’incidenza in bolletta dipende dal costo del kWh applicato dal fornitore. Confrontare le offerte luce sul mercato libero consente di trovare tariffe più competitive rispetto alle condizioni standard. Per chi installa un impianto di taglia maggiore conviene verificare le offerte luce 6kW, pensate per assorbimenti più alti. Un cambio fornitore tempestivo può accompagnare l’investimento, sommando i propri effetti alla detrazione. Il consiglio è agire prima del 31 dicembre 2026, ultimo termine per beneficiare delle aliquote piene del 50% e 36%.

Fonte: papernest.it

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