COVID: LA NUOVA SCOPERTA COREANA di Nicola Migliorini

I RECIDIVI DEL CONTAGIO

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Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Il Coronavirus: una malattia sconosciuta che si è abbattuta sull’intera umanità portando una miriade di difficoltà a livello sanitario. Una patologia che avrebbe intaccato anche la filiera economica, uno dei settori chiave di questo momento, uno dei compartimenti più fragili sui quali è basata la forza degli stati del mondo intero che proprio per questo, si sarebbe dimostrato un gigante dai piedi d’argilla. Tuttavia il tempo passa ed il Covid per forza di cose deve permettere prima o poi di farsi conoscere in un modo o nell’altro, dopotutto sono tanti i medici impegnati nella ricerca presenti in tutto il mondo. Uno dei fattori da un certo punto di vista misteriosi starebbe nel capire se i positivi divenuti negativi possano

Foto di mohamed Hassan da Pixabay

ri positivizzarsi e se tornassero positivi quale sarebbe la loro reazione al Coronavirus? In Corea del sud da quanto leggiamo su un articolo riportato dal quotidiano nazionale “Il Giornale” sarebbe stato scoperto un fatto piuttosto importante ovvero che i pazienti che avessero contratto il Covid e poi negativizzati ma in qualche modo contagiati per la seconda volta, non sarebbero più contagiosi. In pratica un malato da Coronavirus una volta guarito e ri contagiato non sarebbe più pericoloso in quanto non in grado di contagiare nessuno. Una scoperta coreana comunicata prontamente al Centro nazionale per il controllo delle malattie (Kcdc). Una ricerca che sarebbe iniziata proprio per il fatto che alcuni ex positivi negativizzati stando ai controlli, sarebbero risultati di nuovo positivi ai test di accertamento. Una scoperta che da questo punto di vista infonde una grande speranza. Per arrivare a questa conclusione sarebbero stati fatti i test a più di duecento persone ri-contagiate e nel contempo anche a coloro che avessero mantenuto uno stretto contatto con i ri-positivizzati e stando ai test effettuati si è potuto notare che nessuno degli ottocento soggetti a stretto contatto con i positivizzati per la seconda volta sarebbe risultato positivo. Proprio per questo motivo quindi i pazienti guariti dal virus non è necessario siano rimessi in quarantena precauzionale

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

dopo essere stati dimessi dall’ospedale e tornati casa propria, dato che in questo caso questa ulteriore precauzione si sarebbe rivelata inutile stando alla recente scoperta coreana. Secondo AdnKronos che si sarebbe occupato di questa news poi riportata da alcuni media, Il direttore del Kcdc Jung Eun Kyeong avrebbe affermato che una delle ipotesi attendibili potrebbe essere quella che i test di diagnosi lascerebbero intendere che nell’ organismo dei soggetti in stato di recidività al contagio esisterebbero ancora de frammenti morti di virus. Questi frammenti morti sarebbero quindi in grado di segnalare la positività alla malattia durante i test. Una buonissima notizia quindi che lascerebbe capire che chi fosse stato contagiato non sarebbe più da considerarsi un soggetto portatore dello pericolosa forma virale pertanto non pericoloso. Credo che più che un vaccino potrebbe essere urgente trovare una cura. A mia opinione proprio un’eventuale cura potrebbe essere anche più semplice, più sicura e più rapida da trovare. Dopotutto in questo senso alcuni passi avanti sono stati fatti come ad esempio la scoperta italiana della cura del plasma che sembrerebbe essere veramente risolutiva. Forse però se si trovassero dei farmaci adatti nella cura del Coronavirus si andrebbe a cozzare con gli interessi miliardari che alcuni sperano di poter ottenere con le vaccinazioni di massa.

Nicola Migliorini
Author: Nicola Migliorini

Nicola Migliorini è Direttore Responsabile del media www.mondooggi.com è un giornalista generalista con incarico a 360 gradi.

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