ARTICOLO OFFERTO DA DUCOLI ACHILLE PISOGNE BRESCIA
TEL 0364.529284 http://www.ducoliachille.com
Talvolta mi chiedo per quali motivi dovremmo per forza di cose entrare pienamente nell’era digitale dati relativi vantaggi e i molti svantaggi che questo passo comporta. Primo svantaggio: il mondo digitale si attesta un sistema voracissimo di energia. Il secondo svantaggio consisterebbe nel fatto che il mondo digitale abbia barriere non certo a prova di intrusi: un bravo Haker è in grado di superare protezioni di istituzioni super protette, come banche, governi, aziende e rubare ciò che desidera indisturbato, nel passato ci sono stati casi di ragazzini che hanno violato molte barriere quasi impenetrabili. Per evitare ciò è necessario affiancare al digitale ancora l’analogico, quindi il cartaceo pertanto, doppio lavoro e in fatto di inquinamento (esistente solo a chiacchiere) ancor maggiore.

Effetto El dorado
Il digitale si comporterebbe come il caveau di una banca piena d’oro, una grande attrazione per alcuni soggetti. Sono un esempio ragazzini che per hobby imparano l’utilizzo del computer meglio di ingegneri informatici e quindi lanciano virus sempre nuovi, violano siti e istituzioni importanti come precedentemente accennato a quale scopo? Semplice, quello di avere la possibilità di farsi assumere dalle multinazionali dell’informatica oppure dagli stati a protezione di nuovi pirati informatici.
Tempeste solari
I corsi e ricorsi dello spazio prevedono alti e bassi, cambiamenti continui, mutazioni solari, evoluzioni astronomiche. Se così non fosse la vita sulla Terra sarebbe messa dura prova. Oggi ad esempio assistiamo a un periodo nel quale le esplosioni atomiche del sole in una combinazione di Idrogeno e di Elio sarebbero ai massimi livelli, tanto che in varie località posizionate in zone non certo favorevoli, compaiono affascinanti aurore boreali. La scienza ci insegna che una possibile tempesta solare che superasse certi limiti, potrebbe portare al blackout totale dei sistemi informatici a causa delle eccessive radiazioni che dal sole investirebbero la Terra.
L’olocausto naturale
Nulla di male per l’uomo ma i sistemi informatici andrebbero in tilt per parecchio tempo, forse per anni, portando l’umanità verso un salto obbligato “a ritroso nel tempo”. In questo caso resteremmo privi di denaro, di cibo, acqua, automobili, telefoni, GPS, TV, ospedali, medicine e quindi di lavoro. Quanto tempo potremmo sopravvivere in un tale ambiente? Il caos inizierebbe molto rapidamente a regnare, le città si svuoterebbero e i restanti inizierebbero a combattere per il cibo. Sopravvivrebbero gli uomini più forti fisicamente ma soprattutto intellettualmente, quelli in grado ancora di pensare, quelli che hanno accesso alla conoscenza, quelli capaci di “arrangiarsi” a produrre o reperire il necessario per la propria famiglia. Difendere con le armi il proprio territorio, il proprio orto, il proprio cibo diverrebbe una pratica necessaria, pena la morte.
Una selezione naturale avrebbe inizio e il depopolamento tanto osannato dai salotti del potere, arriverebbe puntuale e senza provocarlo tramite pandemie e altre leve sociali. Sarebbe l’inizio del banditismo per la sopravvivenza, dell’anarchia della legge del più forte, la legge animale diverrebbe l’incubo peggiore del genere umano. Anche l’uomo più pacifico muterebbe in un guerriero spietato e pronto a uccidere.
La società digitale
In un mondo totalmente digitale e privo di catastrofi naturali dovremo scontrarvci inevitabilmente con gravissime problematiche sociali. La digitalizzazione totale porterà di certo verso una disoccupazione senza precedenti. Quello che produce un robot 24 ore su 24 è sempre più di quanto produca un operaio. I costi alla produzione per un lavoratore sono assolutamente maggiori che quelli del robot che oltretutto mai si ammala, mai si lamenta e ne si stanca. Programmandolo perfettamente il robot non produce errori, non ritarda nella produzione, produce anche in un ambiente malsano, psicologicamente non ne risente.

Il depopolamento necessario
Questi ultimi risvolti sono positivi, tuttavia resta il nodo di coloro che sarebbero stati sostituiti. Chi manterrà miliardi di persone? Gli stati forse? Scordatevelo! Quì entra in scena la subdola tecnica del depopolamento mondiale necessario: poche persone da mantenere che non lavorino attivamente ma che possano gestire la robotica, al vertice della piramide il sistema finanziario che investirebbe nelle nuove fabbriche e che altro non dovrebbe fare se non accumulare ricchezza.
Non che con questo desideri terrorizzarvi tuttavia il mio desiderio è mettere sotto i vostri occhi i potenziali rischi di una digitalizzazione totale, dopotutto vedo che forse non vi interessa più di tanto oppure, non sapete neppure più cogliere le conseguenze di questi cambiamenti epocali non certo prodotti per una selezione naturale, ma prodotti per una sorta di capriccio di qualcuno, che come un burattinaio, riesce a portare una società di miliardi di persone verso un baratro. Quello che lascia l’amaro in bocca è il fatto che i topi che seguono il “pifferaio magico” siano talmente resi idioti da non accorgersi nemmeno del salto nel vuoto. Nelle prossime righe da un articolo della giornalista Teresa Monaco cercheremo di comprendere come Google si stia adeguando a un “futuro Green”, una favola alla quale ormai ancora pochi credono.
Cloud e sostenibilità: Google Italia scommette sul futuro green
L’evoluzione digitale e la transizione ecologica si incontrano sempre più spesso, e Google Italia rappresenta uno degli esempi più significativi di questa convergenza. La filiale del colosso statunitense ha visto crescere i propri ricavi, in particolare nel settore del cloud, e parallelamente ha avviato iniziative legate alla sostenibilità energetica. Tra data center più efficienti, partnership con start-up italiane e strategie globali di neutralità climatica, la società consolida la propria presenza sul mercato nazionale rafforzando anche il proprio ruolo nella sfida verso un futuro a basse emissioni.
Ricavi in crescita e centralità del mercato italiano
Il 2024 ha segnato un anno positivo per Google Italia, con un incremento dei ricavi dell’ 8,4%, una crescita significativa, trainata in particolare dal settore del cloud, che si conferma uno degli asset strategici per l’azienda nel nostro Paese. La domanda di soluzioni digitali da parte delle imprese italiane continua infatti ad aumentare, soprattutto per la necessità di migliorare la resilienza operativa e ridurre i costi attraverso servizi scalabili e tecnologicamente avanzati.
La performance di Google Italia si inserisce in un contesto competitivo complesso, dove il mercato della pubblicità online ha mostrato segni di rallentamento, mentre il cloud ha assunto un ruolo sempre più rilevante. La filiale italiana ha quindi saputo sfruttare la spinta della trasformazione digitale, garantendo non solo un aumento dei ricavi, ma anche un consolidamento della propria posizione tra i principali operatori tecnologici attivi sul territorio.
L’importanza strategica del mercato italiano non è solo economica, ma anche simbolica. Google considera l’Italia un hub chiave per l’adozione di tecnologie innovative, e l’espansione dei servizi cloud rappresenta un tassello fondamentale nella costruzione di un ecosistema digitale più sostenibile e competitivo, strettamente legato anche alla crescente attenzione verso l’energia rinnovabile da parte di imprese e cittadini.
Data center e tecnologie per ridurre i consumi
Parallelamente alla crescita economica, Google ha rafforzato il proprio impegno nella sostenibilità energetica. I data center, infrastrutture cruciali per l’erogazione dei servizi digitali, rappresentano uno dei settori più energeticamente intensivi al mondo. Per questo motivo, l’azienda ha avviato investimenti mirati per migliorare l’efficienza dei propri impianti, riducendo consumi elettrici e impronta ambientale.

Le tecnologie implementate spaziano da sistemi avanzati di raffreddamento fino all’uso di algoritmi di intelligenza artificiale, capaci di ottimizzare i flussi energetici e ridurre gli sprechi. Questi interventi hanno già portato a una diminuzione significativa del fabbisogno energetico, consentendo di gestire in modo più sostenibile il crescente volume di dati. La strategia punta inoltre a rafforzare la resilienza dei data center, rendendoli meno dipendenti dalle fluttuazioni dei costi del mercato energetico.
Non si tratta solo di innovazione tecnica, ma anche di un messaggio chiaro: il settore digitale non può più prescindere da una responsabilità ambientale. Le iniziative italiane si inseriscono in un piano globale che vede Google impegnata a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2030, in linea con una crescente attenzione anche verso il consumo medio di luce e consumo medio di gas.
Partnership italiane per l’innovazione verde
Un altro capitolo fondamentale riguarda la collaborazione con le start-up italiane. L’investimento di Google in Energy Dome, azienda milanese specializzata nello stoccaggio energetico tramite anidride carbonica, rappresenta un passo strategico per garantire un approvvigionamento costante di energia rinnovabile. Questa tecnologia innovativa consente infatti di immagazzinare elettricità prodotta da fonti pulite e rilasciarla nei momenti di maggiore domanda, riducendo la dipendenza dalle risorse fossili.
L’accordo rafforza la strategia energetica di Google
- Supporta l’ecosistema italiano dell’innovazione
- Sfrutta una tecnologia competitiva e a basse emissioni
La scelta di puntare su un’azienda locale dimostra come il tema della sostenibilità sia ormai indissolubilmente legato a quello della crescita economica. Google non si limita a implementare soluzioni interne, ma contribuisce a costruire un tessuto industriale orientato alla transizione ecologica. Per l’Italia, questo significa attrarre investimenti, favorire nuove competenze e rafforzare il ruolo delle tecnologie verdi e dei distributori nel percorso verso un’economia a zero emissioni.
Fonte:https://www.papernest.it/
TEL 0364.529284 http://www.ducoliachille.com











