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La strategia per salvare l’Italia
Quando si è in società con qualcuno non sempre a vincere è la cultura o il buon senso, ma spesso l’egoismo, la miopia, la prepotenza e gli interessi di pochi. Così è stato per l’Italia quando in quell’infausto anno, ha deciso di entrare nell’ Euroclub.
In un mondo come il nostro abituato a divorare energia, i costi dell’elettricità incidono non poco nella produzione ma non solo, anche nel mantenimento del benessere delle famiglie italiane. Ricordiamo che le retribuzioni dei nostri lavoratori sono da almeno un ventennio bloccate. Questo ha permesso al governo di turno di by-passare, se così si può dire, l’austerità tanto imposta da certi paesi dell’area UE come la Germania e altri stati che al contrario di noi italiani hanno avuto una grande convenienza a mantenere l’Euro all’interno di una soglia che punta alla stabilità e alla moneta forte. Tramite questo stratagemma finanziario si è riusciti a svendere l’Italia al miglior offerente dato che “lo stivale” è sempre stato un esempio, non solo di cultura estrema ma anche di prodotti d’eccellenza molto ambiti all’estero. Per mantenere la propria sopravvivenza e per non poter svalutare come dopotutto gli italiani hanno sempre fatto per rendere competitivi i propri eccellenti prodotti, il governo di turno è stato obbligato ad agire sulle retribuzioni. Queste ultime, congelate per quasi una generazione, hanno sopperito in parte, alla perdita di valore della moneta unica facilitando l’export italiano. Diciamo che non avremmo mai dovuto fare l’errore di entrare in Europa ma con il senno di poi tutto è criticabile anche se qualcuno a dire il vero ci aveva avvertiti.
L’altra faccia della medaglia
Così facendo siamo stati protagonisti di un impoverimento generale e dall’altro canto di una corsa al rialzo in merito ai prezzi dei prodotti al consumo. La scelta obbligata dei vari governi è stata infausta. Amia opinione i vari esecutivi avrebbero dovuto puntare più sul mercato interno che sui mercati esteri, andando controtendenza ai voleri della globalizzazione. In questo caso rivolgendosi al mercato interno, l’Italia avrebbe creato una situazione meno tragica. Il fatto è che il modo più semplice è stato bloccare le retribuzioni facendo pagare i costi della competizione al lavoratore. Questo stratagemma potrebbe essere un “salvagente economico” se visto nel breve periodo.

Nel lungo periodo una scelta del genere si rivela, e lo stiamo pagando in prima persona, come un logoramento lento e inesorabile, un logoramento che ha fatto aprire in modo ancor maggiore il divario fra classe povera e super ricca, portando la tipica lasse media italiana a essere sempre più rarefatta e corrosa. In questo modo l’Italia rischia di divenire, col tempo, un paese fragile economicamente e impoverito al massimo, su perfetto stile americano. L’Italia rischia di divenire una “scuola” che anzichè arricchire i propri “allievi” li rende poveri, indebitati e tendenzialmente ignoranti. Questo fattore è un esempio tipico delle instaurazioni dittatoriali occulte, che prediligono il “popolo bue” e povero, piuttosto che un popolo benestante e colto. I motivi? Un popolo privo di benessere e di identità è da sempre un popolo manipolabile maglio se “ibridato da varie etnie” in stile tipicamente americano. Non è una questione razziale, lungi da me, tuttavia una nazione ibridata o meticcia, risulterebbe più fragile dal punto di vista del controllo da parte del “dittatore di turno” o del sistema, proprio per il fatto di non avere più ne cultura e neppure una precisa identità. Nelle prossime righe la giornalista del settore economia, Teresa Monaco parlerà dei costi dell’energia in un momento come il nostro in assoluto e rapido cambiamento.
Il valore del PUN in calo ad agosto: riflessi dopo una media di 113,13 €/MWh a luglio
Nei mesi estivi il mercato elettrico italiano ha mostrato variazioni interessanti, con il prezzo unico nazionale (PUN) che ha registrato una media di 113,13 €/MWh nel mese di luglio 2025. Questo dato, proveniente dall’analisi dettagliata dei valori mensili, rappresenta un punto di riferimento importante per consumatori e operatori del settore. Ad agosto, le prime stime indicano un’ulteriore riduzione fino a 106,25 €/MWh, segnalando una tendenza che merita attenzione. In questo articolo analizzeremo le cause di questa discesa, le possibili conseguenze per il mercato e cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi.
Luglio 2025: un mese di stabilità relativa ma sopra quota 110 €/MWh
Nel mese di luglio 2025 il prezzo unico nazionale si è attestato su una media di 113,13 €/MWh. Questo livello, pur rappresentando una diminuzione rispetto ai picchi registrati nel primo trimestre dell’anno, rimane comunque superiore ai valori storici pre-crisi. Le ragioni di questa relativa stabilità sono legate a fattori stagionali, tra cui la maggiore domanda dovuta alle alte temperature e all’uso intensivo di climatizzatori, ma anche al contesto più ampio del mercato energetico.

Un altro elemento che ha inciso è la gestione delle fonti rinnovabili. Durante luglio, la produzione da fotovoltaico ha raggiunto buoni livelli grazie a giornate particolarmente soleggiate, contribuendo a mantenere il prezzo del PUN lontano da picchi più elevati. Tuttavia, questa spinta non è stata sufficiente a far scendere il valore medio sotto i 110 €/MWh, segno di un mercato che resta sensibile alle oscillazioni dei combustibili fossili.
Va evidenziato che il PUN di luglio, pur essendo più basso rispetto ai mesi invernali (gennaio 143,03 €/MWh, febbraio 150,36 €/MWh), rappresenta ancora un costo significativo per le famiglie italiane. Gli operatori del settore guardano con interesse a questo dato come possibile indicatore di un trend in rallentamento dei prezzi per il secondo semestre.
Agosto 2025: stime al ribasso e segnali incoraggianti per i consumatori
Secondo le proiezioni disponibili per agosto 2025, il PUN dovrebbe scendere ulteriormente attestandosi intorno ai 106,25 €/MWh. Si tratta di una diminuzione di circa 6,88 €/MWh rispetto al mese precedente, che può essere interpretata come un segnale positivo per famiglie e imprese. Questo calo è legato a più fattori, tra cui una riduzione della domanda energetica tipica di agosto, quando molte attività produttive rallentano per la pausa estiva.
Anche la maggiore disponibilità di energia da fonti rinnovabili ha un ruolo chiave. In particolare, la combinazione tra fotovoltaico ed eolico ha permesso di ridurre la necessità di ricorrere a centrali termoelettriche, le cui produzioni sono più costose. Questa dinamica ha favorito una contrazione dei prezzi, offrendo così un sollievo parziale ai consumatori.
È però importante considerare che questa tendenza potrebbe essere temporanea. L’arrivo dell’autunno comporta tipicamente un aumento della domanda e quindi del PUN. Gli esperti segnalano che i costi dell’energia restano vulnerabili a variabili esterne, come l’andamento dei mercati internazionali del gas e le condizioni climatiche. In questo contesto, conoscere il prezzo della luce medio diventa utile per stimare l’impatto sulle bollette.
Prospettive per i prossimi mesi e riflessi sul mercato energetico
Il quadro complessivo suggerisce una certa cautela. Dopo un primo semestre 2025 caratterizzato da valori elevati, la diminuzione osservata a luglio e agosto non basta ancora per parlare di un ritorno ai livelli pre-crisi. Tuttavia, la discesa verso i 106 €/MWh rappresenta un segnale che il mercato potrebbe avviarsi verso una fase più stabile.

Tra i fattori che potrebbero influenzare i prossimi mesi ci sono:
L’andamento della domanda industriale con la ripresa delle attività a settembre
Le condizioni climatiche, soprattutto in vista dell’autunno
L’evoluzione del prezzo del gas naturale a livello internazionale

Inoltre, sarà fondamentale monitorare il contributo delle energie rinnovabili. Un incremento della capacità installata e una gestione efficiente potrebbero mantenere il PUN su valori più contenuti. In conclusione, sebbene il prezzo medio del PUN di luglio (113,13 €/MWh) sia ancora alto, la previsione per agosto (106,25 €/MWh) apre uno spiraglio di ottimismo, pur con la consapevolezza che il settore resta esposto a fattori globali difficili da controllare. Per le famiglie, conoscere meglio la bolletta luce e i consigli per risparmiare in bolletta può fare la differenza nei prossimi mesi.
Fonte: https://papernest.it
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