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Introduzione di Goldfinger
La situazione dell’Italia
Per prima cosa va analizzata la situazione dell’Italia odierna, che francamente è la sola nazione che mi interessa. Questa nazione a causa delle scelte scellerate della UE, mirate a prediligere gli interessi franco-tedeschi a scapito dell’Italia, nazione da sempre ricca e in possesso di una capacità economica come nessun paese europeo, si trova oggi in condizioni pietose e pericolose. La UE ha prediletto una politica che facesse emergere e portasse ricchezza in questi due paesi: Francia e Germania. Non è un caso se quando l’Italia in passato ha iniziato a superare economicamente i francesi minacciando subito dopo l’economia tedesca, sia stata ostacolata al punto da svendere le proprie meravigliose aziende e ad indietreggiare a livello economico tramite strategie finanziarie come la famigerata “austerità” tanto osannata dalla Germania. I diktat economici sarebbero stati concordati a mia opinione con l’Inghilterra, il vero padrone della UE arrivando a decidere la morte dell’Italia negli anni che furono sul famigerato panfilo Britannia. Ricordiamoci che la corona britannica amministra i territori UE su concessione “divina” o meglio papale dalla notte dei tempi e guarda caso proprio in UK spadroneggiano i famigerati banchieri.

Oggi l’Italia si trova in un contesto ripeto molto pericoloso economicamente e molto vulnerabile con le retribuzioni ferme da più di una generazione nel tentativo di creare un’alternativa all’impossibilità di inflazionare l’Euro. Dall’altro canto l’Italia si trova in balia della speculazione finanziaria e del “farlocco” debito pubblico, che metterebbe in pericolo le proprietà mobiliari e immobiliari degli italiani che con l’instaurazione piena del NWO e del Grande Reset, avrebbero dovuto passare di mano al potere finanziario. Ad aggravare questa situazione è l’aumento inesorabile dell’energia, che oggi inizia ad arrivare al culmine. Le cause? Malapolitica del passato vassalla dei poteri forti, che non ha voluto sfruttare le materie prime italiane in merito all’energia, probabilmente su ordine dell’UE, l’adesione all’euroclub nonostante si sia compreso essere un “cavallo di Troia”, la tassazione esorbitante che ha portato le piccole e medie aziende al massimo della sofferenza economico finanziaria, i prezzi in inesorabile aumento arrivati alla quasi insostenibilità e i servizi pessimi, semi-privatizzati a cui gli italiani devono rivolgersi nonostante la tassazione esorbitante. Questa situazione è destinata all’erosione ancor maggiore degli ormai pochi risparmi del popolo più risparmiatore e potenzialmente virtuoso economicamente d’Europa. Ricordo che appartenere all’Euroclub ci costa circa 9 miliardi di Euro all’anno e per cosa? Per decapitare la nostra economia e la nostra sovranità e qui mi fermo.
La speculazione sull’energia
La speculazione sui carburanti per la produzione di energia e per autotrazione continua a rimanere forte. Il prezzo del petrolio si è abbassato qualche giorno fa e la tendenza è al ribasso. Nonostante questo fattore positivo i prezzi alla pompa sono bene o male i medesimi del periodo bellico. La speculazione la si nota anche dal fatto che i prezzi della benzina siano inferiori a quelli del gasolio. Il diesel subisce una raffinazione minore che la benzina e fisiologicamente dovrebbe costare meno. In questo caso avviene il contrario. Ancora una volta tutto lascerebbe pensare a una volontà politica ancora ancorata alla famigerata agenda 2030 che nonostante sia ormai un progetto andato distrutto, in UE riesce ancora ad avere qualche vassallo dell’UK che prosegue (credo ancora per poco tempo) a sostenerlo.
I “regolatori del mondo”
Credo che ormai sia noto che i principali attori del progetto basato sull’autoritarismo mondiale siano l’Inghilterra e la Francia, coadiuvati dal proprio “cane da guardia”, Israele.
Francia e Inghilterra sono paesi UE legati al denaro dei banchieri kazari ma anche i paesi UE da sempre legati al mondo del colonialismo. Loro sarebbero il cuore dell’inganno che avrebbe voluto portare il mondo al comimento del NWO se Putin, XI e Trump non si fossero messi di traverso. Comunque sia oggi la realtà è questa, prezzi dei carburanti alle stelle per una tendenza prettamente speculativa. Questo è chiaro anche per il fatto che sia proprio Londra a stabilire il prezzo del greggio. L’Italia oltrettutto non dipende dall’importazione di greggio dallo stretto di Hormutz ma dagli oleodotti algerini e libici, tuttavia anche in Italia i prezzi dei carburanti sono sempre alti più del dovuto. Una buona notizia proviene dal Governo italiano che finalmente sembrerebbe (per forza o per amore) aver compreso che sia meglio defilarsi dall’egida demenziale UE comandata dagli anglo-franco-sionisti. L’Italia in questo caso ha ben pensato di glissare e di mettere il proprio popolo al riparo come? Iniziando a mettere in campo una serie di ammortizzatori per arginare temporaneamente il prezzo dei carburanti.

Nelle prossime righe da un articolo di Teresa Monaco giornalista del settore economia comprenderemo esattamente quali sono le strategie del Governo italiano per arginare un la situazione attuale, sperando che le difficoltà di oggi non si protraggano nel tempo, comprendendo il prossimo inverno. Se così non fosse sarebbero dolori al portafogli dato che le famiglie italiane sono ormai molto provate. E’ il cambio di un’era che prevedo possa essere migliore ma come tutti i mutamenti storici è necessario dover sopportare una serie di traumi, in questo caso per grazia divina solamente economici. Chi ha orecchie per intendere intenda…..
Via libera del Senato: il Decreto Bollette diventa legge e introduce sostegni da 5 miliardi
di Teresa Monaco
Il decreto Bollette è diventato legge con il via libera definitivo del Senato dell’8 aprile 2026. Il provvedimento arriva in una fase di forte pressione sui prezzi energetici e punta a proteggere i bilanci domestici più esposti, senza perdere di vista la competitività del sistema produttivo. La linea scelta dal legislatore combina misure immediate, regole più stringenti sul mercato retail e interventi che dovrebbero ridurre la volatilità nel medio periodo.
Il via libera del Senato e la cornice da 5 miliardi
Il voto finale si è chiuso con 102 sì, 64 no e 2 astenuti. È un passaggio che dà piena operatività al pacchetto contro il caro energia e fotografa la priorità politica assegnata al tema bollette.
- La cornice economica del decreto vale 5 miliardi di euro e distribuisce risorse tra sostegni alle famiglie e misure per le imprese energivore e gasivore.
- Il bonus sociale viene rafforzato, con un sostegno complessivo che può arrivare fino a 315 euro tra componente luce e gas per i nuclei più fragili.
- L’impostazione del testo è duplice, perché affronta l’emergenza immediata e insieme riapre la discussione sul costo della luce e sulla formazione del prezzo energetico.
Tra le novità più concrete c’è anche l’estensione delle agevolazioni al teleriscaldamento, che in Italia coinvolge circa 1,36 milioni di alloggi e oltre 2,5 milioni di cittadini. Il testo include inoltre una scelta di sicurezza energetica destinata a far discutere: il termine per la chiusura delle centrali a carbone slitta al 31 dicembre 2038, con l’obiettivo dichiarato di mantenere un margine di copertura in caso di nuovi shock.
Bonus da 115 euro: chi ne ha diritto e come arriva
La misura più immediata è il contributo straordinario una tantum da 115 euro per i titolari del bonus sociale elettrico. I requisiti Isee restano quelli del disagio economico: fino a 9.796 euro per i nuclei con massimo tre figli a carico e fino a 20.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli. Il contributo si somma agli sconti già riconosciuti e rafforza la protezione per la platea più vulnerabile.
Sul piano operativo, ARERA ha chiarito che l’accredito avviene automaticamente, senza presentare una nuova domanda, nella prima fattura utile e con evidenza separata. Nel 2026, il bonus elettrico ordinario vale 146 euro annui per nuclei fino a 2 componenti, 186,15 euro per nuclei da 3 a 4 componenti e 204,4 euro oltre i 4 componenti. Per valutare l’impatto effettivo sui conti, il riferimento resta la bolletta della luce mese per mese.

Il decreto apre anche a un canale di sostegno per famiglie con Isee fino a 25.000 euro non coperte dal bonus sociale, con meccanismi definitivi rinviati ai provvedimenti attuativi. Nelle ipotesi circolate, il beneficio può arrivare fino a 60 euro annui nel biennio 2026-2027. Il tema è rilevante perché si innesta su un quadro già teso, con nuovi rialzi registrati nel mercato tutelato per l’utenza vulnerabile.
Imprese, telemarketing e il nodo dei prezzi strutturali
Per le imprese, la misura più significativa è la riduzione degli oneri generali di sistema nelle fatture elettriche per oltre quattro milioni di attività. Il decreto prevede anche crediti d’imposta per i soggetti più esposti e l’utilizzo del gas stoccato durante la crisi del 2022, con l’obiettivo di alleggerire i costi energetici nelle filiere a maggiore intensità di consumo. La priorità, in questa fase, è garantire liquidità operativa e prevedibilità dei costi.
Un secondo asse interviene sulla trasparenza commerciale: stretta sul telemarketing aggressivo nel settore energia, con divieto di sollecitazioni telefoniche o via messaggio salvo richiesta esplicita del cliente o consenso specifico di utenti già contrattualizzati. Ogni contatto deve partire da numero identificabile e i contratti conclusi in violazione risultano nulli. È una correzione attesa da tempo in un mercato dove il passaggio tra mercato libero e altre formule di fornitura spesso genera confusione.
Resta aperta la questione decisiva: ridurre in modo stabile il prezzo finale dell’energia. Per famiglie e imprese, nei prossimi mesi sarà cruciale seguire indicatori come PUN e PSV gas, perché incidono direttamente sulle offerte disponibili. In questo contesto, confrontare con attenzione offerte per gas e condizioni di cambio fornitore luce e gas diventa parte integrante della strategia di risparmio, non un dettaglio tecnico.
Fonte: papernest.it
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