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A conferma di quanto abbiamo sempre cercato di svelare, spesso inutilmente, dato che le persone sarebbero a mia opinione “programmate mentalmente” da anni di plagio mentale, ecco, che un collega conferma le teorie da noi esposte in diversi articoli della sezione controcorrente, esponendo anche prove e fonti (che potrete verificare cliccando sulle scritte azzurre).
Il possibile progetto
In questo caso Cesare Sacchetti conferma che il vero popolo ebraico sia piuttosto differente dal “popolo kazaro o Haschenazita meglio conosciuto come “sionista”. A mia opinione il “progetto” consisterebbe nell’attirare l’odio dei cittadini verso il vero popolo di Dio per forzare gli eventi descritti nelle sacre scritture e ben spiegati nell’apocalisse. Se ben guardate nell’ apocalisse o rivelazione, si narra che poco prima della fine dei tempi, gli eserciti mondiali si riuniranno nella piana di Armageddon per distruggere il tanto odiato popolo ebraico che verrà salvato da Cristo.
Taluni potentati appartenenti al popolo Haschenazita soffrono oggi più che mai di in una sete di potere feroce e lavorerebbero per anticipare il ritorno del messia o la fine dei tempi, forse pensando di essere protagonisti della storia, dimentichi che l’ultima parola ce l’ha sempre Dio.

La fine dei tempi
Sarebbe una cosa positiva se tornasse il nostro Messia, Gesù. Il fatto è che il messia a cui i Kazari si ispirano non è il nostro Messia, Gesù, il figlio di Dio, che francamente saremmo davvero felici che iniziasse a regnare nel mondo, iniziando finalmente un nuovo mondo di fede, lealtà e giustizia. Il tanto agognato messia di questa linea di sangue che cerca di facilitarne la venuta, a mia opinione sarebbe da vedersi nell’anticristo, per meglio capirci satana. Dopotutto da molti dettagli, questi soggetti che si occupano per lo più di finanza e ricattano il mondo tramite una sorta di “burattini della politica”, a quanto pare rientrerebbero nella cerchia dei possibili adoratori del diavolo.
Satanisti e Haschenaziti
A conferma di questo alcuni dettagli come la questione “adrenocromo”, bambini che spariscono ogni anno, orfani di guerra, lettini sporchi di sangue trovati in cunicoli di una certa super loggia massonica con sede nella capitale americana, legata ai Kazari, lettini e materiale per trasfusioni trovati in una “casa matta” in Ucraina. Un altro dettaglio importante la nota festa nel castello dei Rotschild tenutasi nel 1972 e ripresa fra le righe come un messaggio esoterico diretto al mondo e divulgato dal regista del controverso film “Eyes Wide Shut”, un genio della cinematografia di origini ebraiche, Stanley Kubrick, trovato morto in modo misterioso dopo pochi giorni dalla fine del proprio capolavoro. Stanley Kubrik un regista che ha ampiamente dimostrato di conoscere nei dettagli la simbologia massonica.
Un un ultimo dettaglio, in questo caso più attuale, la famigerata isola di Hepstein, uomo usato dal Mossad con il possibile scopo di ricattare i viziosi e potenti capi di stato più influenti al mondo.

Troppi tasselli iniziano a formare la vera immagine del famigerato puzzle che governa il nostro corrotto mondo. Il giornalista Cesare Sacchetti pubblica sul proprio blog “La cruna dell’ago” un articolo molto interessante che riguarda le origini di Hepstein e di Adolf Hitler. Cosa è nascosto nelle vite di questi due soggetti non certo raccomandabili? Lo scoprirete proseguendo nella lettura.
Steve Bannon
Vi ricordate di Bannon? Steve Bannon ha lavorato nel primo mandato Trump ma da quanto sostiene Sacchetti il politico M.a.g.a non è quello che vuole far credere di essere. Bannon nonostante abbia pensato alla divulgazione della dottrina riguardante la grande America, utilizzata da Trump per i propri slogan sovranisti, “Great America”, non è la persona che pensiamo. In realtà Bannon, sostiene Sacchetti, nutrirebbe interessi non proprio americani, gli interessi di Steve Bannon riguarderebbero piuttosto quelli dello stato di Israele.
Sionismo e cristianesimo e l’eresia del cristiano sionista
Il personaggio ex M.A.G.A si definirebbe un “sionista cristiano”. A questo punto cerchiamo di sviluppare un piccolo ragionamento. Se conoscessimo i concetti cristiani e quelli ebraici capiremmo molte cose. Una persona non può essere sionista e anche cristiano. Le due identità cozzano e stridono. Il sionismo è la negazione del cristianesimo e il cristianesimo è la negazione del sionismo.
Il sionismo mette ai vertici il fatto che Israele debba essere governato da un certo “moshiach” o “messia” e per forza di cose punta alla creazione della “grande Israele” e conseguentemente al dominio del mondo tramite immensi capitali. Per arrivare al compimento di questo obbiettivo, il sionismo, deve prendere possesso della Palestina.
Il cristianesimo al contrario prevede, che siccome il popolo ebraico non ha voluto riconoscere il vero Messia, Gesù, come figlio di Dio, l’antico patto fra Dio Padre e il popolo eletto sarebbe stato infranto sul punto finale. In effetti essendo stato rifiutato dal popolo eletto, Dio, ha ben pensato di rivolgersi agli altri popoli della Terra iniziando a conquistare il mondo, con la conversione dell’imperatore romano Costantino.
Come potete notare dai due concetti si tratta di due teorie assolutamente contrastanti nei quali il primo annulla il secondo. Alla fine Bannon si rivelerebbe solamente un sionista dalla forte amicizia con il proprietario dell’isola degli orrori , il pedofilo Jeffery Epstein.
Bannon e Epstein
Bannon e il proprietario della famigerata isola si frequentavano. Non si sarebbe trattato di casualità a scopo di buisness. Dopotutto non è un peccato essere stati sull’isola, il male è quello che qualcuno avrebbe potuto aver fatto in quel luogo.
Le frequentazioni di Bannon con l’amico Epstein erano di altro genere, tuttavia ci permetteranno di capire molte cose oscure. Il periodo in cui Bannon frequentava il miliardario sionista, su Epstein pendeva già una condanna per traffico di esseri umani. Ormai erano note le preferenze pedofile di Epstein ma a quanto pare a Bannon poco sarebbero importate.

Quest’ultimo mirava a cucire rapporti con i servizi segreti israeliani, tanto che dal 2018 al 2019 Bannon stava progettando un documentario con lo scopo occulto di redimere mediaticamente l’amico Epstein. Dopotutto siamo ormai a conoscenza del fatto che Hollywood sia di proprietà sionista e del fatto che le principali case di produzione cinematografiche utilizzino il cinema per plasmare la società tramite film e musica.
Il documentario non verrà mai prodotto e neppure girato per il fatto che Epstein verrà arrestato prima, dall’amministrazione Trump nel 2019, dando origine ai maggiori timori del miliardario sionista che in seguito morirà in carcere “suicida” in modo poco chiaro.
Epstein e Trump
Tanto si è parlato del fatto che Trump fosse stato ripreso sulla famigerata isola, tuttavia ripeto, non è un delitto aver partecipato a qualche cena sull’isola, magari a scopo di affari, un altro conto è ciò che uno può aver commesso su tale luogo. Perchè Trump si presume potrebbe essere stato ospite sull’isola degli orrori? Lo scopriremo continuando la lettura.
Quel che è certo è il fatto che il sionista avrebbe nutrito un certo disprezzo per l’attuale Presidente americano. Dopotutto è normale, Trump conosceva molte cose nascoste su Epstein e forse poteva essere il solo a mettersi di traverso ai piani dei sionisti, tuttavia ripeto, Epstein disprezzava Donald Trump . L’attuale inquilino della Casa Bianca era a conoscenza di molti risvolti oscuri a carico del miliardario sionista ed Epstein era a conoscenza a sua volta che Trump fosse un uomo con una certa e positiva morale su certi canoni mentali.
Nonostante lo spirito spregiudicato negli affari, tipicamente americano, Trump sarebbe una che avrebbe dimostrato essere molto diversa da tanti altri uomini potenti del passato alternatisi dall’isola dei pedofili, per ragioni che non sto a descrivere, ma che tutti noi conosciamo per le inchieste aperte dalla giustizia americana.
A conferma di questo si sappia che un giorno Trump sorprese Epstein a molestare una minorenne in uno dei propri locali in Florida. Proprio per questa ragione il Tycoon farà espellere Epstein dal club ma non solo, sarà proprio Trump a collaborare con la giustizia americana per farlo arrestare.
Trump e l’FBI
Il sionista nutriva seri sospetti del fatto, che proprio Trump fosse stato il protagonista del proprio arresto. L’ipotesi che Trump collaborasse con l’FBI negli anni successivi, avrebbe preso sempre più consistenza, tanto che proprio Trump una volta insediatosi alla Casa Bianca procederà con l’arresto del miliardario pedofilo.

Gli “incubi” di Epstein
Il miliardario sionista spesso si confidava con l’amico Bannon al quale esponeva i propri timori anche tramite E-mail, dopotutto le paure sono difficili da contenere. Per liberarsi del peso spesso vengono confidate agli amici più vicini. Una delle preoccupazioni di Epstein era quella di essere associato alla figura di Hitler. Cosa centrava un sionista con il leader sanguinario della Germania, che ha mandato al macello milioni di ebrei i cui corpi sono stati eliminati tramite i famigerati forni crematori?
La storia ufficiale
Forse la storia che conosciamo non ce la racconta giusta, questo timore lo abbiamo espresso spesso in molti articoli della sezione controcorrente ma torniamo a Epstein. Il sionista scrive a un giornalista americano di essere in preda al fondato timore di poter venire associato al leader nazista. Forse la mente di Epstein stava dando segni di cedimento ma non è così.
Cosa centra un sionista con l’odiatore seriale del popolo ebraico in seguito diventato Fuhrer tedesco? Lo scopriremo nelle prossime righe. Tutto è collegato da un sottilissimo filo rosso, un filo tanto sottile da farsi notare solamente, da coloro che avessero la mente libera da “programmazioni ataviche”.
Hitler e gli ebrei.
Il leader Nazista Hitler giunse nella capitale austriaca a soli 18 anni, solamente compiuta la maggiore età. Il futuro Fuhrer era uno spiantato che da pittore, vendeva quadri propri per sostenersi. Chi ha aiutato l’Hitler pittore nella vendita delle proprie opere era un amico di origini ebraiche, Reinhold Hanisch. Il leader nazista prima del mandato alla cancelleria tedesca viveva in un dormitorio gestito da una famiglia ebrea, come colui che lo aiutava nella vendita dei quadri che era a propria volta ebreo. La simpatia dell’ Hitler della prima ora per il popolo ebraico era nota come pure l’ammirazione per la potente famiglia Kazara sionista dei banchieri Rotschild. Hitler non si può dire fosse una minaccia per il popolo ebraico. Il Mein Kampf era molto distante dalla mentalità del proprio autore che al contrario, da giovane mostrava estrema simpatia per il popolo che frequentava in modo assiduo, ma che cercherà in seguito di sterminare e proprio qui inizia il mistero.
L’amico Hanisch scrisse un libro durante gli anni Viennesi intitolato “ero l’amico di Hitler” testo che uscì nella metà degli anni’30, quando la Germania iniziava a divenire succube delle folli ideologie naziste.
In quegli anni l’amico di Hytler tramite il libro avrebbe lanciato un messaggio molto scomodo stigmatizzando l’ammirazione del giovane Adolf per la famiglia dei banchieri Rotschild, che Hitler ammirava per i successi ottenuti sulla finanza e sui popoli del mondo, senza nascondere la propria ammirazione per il popolo ebraico, ammirazione che in seguito muterà in una sorta di odio per tale popolo.
Quello che Hanisch scrisse su Hitler è visionabile cliccando su questo link: scrive nel suo libro questo di lui.
Hanisch: “Hitler a quel tempo aveva un aspetto molto ebreo, tanto che spesso scherzavo con lui dicendogli che doveva essere di sangue ebraico, visto che una barba così folta raramente cresce sul mento di un cristiano. Aveva anche piedi grandi, come deve averli un vagabondo del deserto.”

Nonostante le parole di Hanisch, Hitler non si offese mai per essere stato accostato a un ebreo, forse per il fatto che gli appartenenti a questo popolo erano i soli , ai quali riesce a vendere i suoi dipinti? Sarebbe troppo semplicistico se così fosse ma proseguiamo con la lettura, vi sveleremo grandi e misteriosi segreti.
Hanisch e Hitler
L’Hitler del futuro inizierà a temere l’amico proprio per le verità scomode che custodiva su di lui. Hanisch conosce da sempre la vita del Fuhrer dai 18 anni in poi e quindi l’amico del Fuhrer inizierà a entrare nell’occhio del mirino di Adolf. Dopotutto essere amico del popolo odiato non è certo un pregio per un “apparente macellaio” come il Fuhrer.
L’obbiettivo del nazismo
Hanisch conosce la verità su Hitler verità scomode che avrebbero potuto mettere in discussione il nazismo stesso e i suoi inganni. Hanisch avrebbe potuto spiegare i veri motivi per i quali la Germania avrebbe iniziato a perseguitare i veri ebrei.
L’obbiettivo era terrorizzarli affinchè si trasferissero in massa in Palestina dando così un futuro allo stato di Israele. Il povero Hanisch finirà arrestato dalle milizie Hytleriane nel 1936 su ordine dell’ex amico ora dittatore germanico. Lo sfortunato Hanisch morirà in carcere a Vienna pare per attacco cardiaco, anche se non c’è certezza su questa causa di morte.
I timori di Hitler
Il maggior timore del Furer era togliere ogni prova del fatto che la famiglia di Hanisch sapesse in realtà chi fosse. Per questo una volta al potere farà distruggere la casa di famiglia dell’ex amico per la paura che custodissero prove e documenti compromettenti. Cosa voleva nascondere il Cancelliere nazista? La propria appartenenza al popolo ebraico? L’ossessione di Hitler era proprio questa tanto da commissionare al proprio avvocato, Hans Frank, una ricerca sulle proprie origini, per avere conferma che lui, il padre del nazismo, fosse davvero ebreo.
L’avvocato del Furer scoprirà che Hytler era effettivamente di sangue ebraico. A conferma di ciò il fatto che il nipote Patrick Hitler, avesse iniziato a ricattare lo zio per le origini famigliari. Fare un patto con Hitler era come farlo con il diavolo e anche Frank non vedrà la fine del secondo conflitto mondiale, dopotutto chi conosce i segreti per il dittatore deve essere eliminato. Questa è la politica, un vezzo che continua da secoli.
Stando alle rivelazioni di uno storico Christian Graf, la storia di famiglia del Fuhrer era molto differente da quella dipinta dalla storia manipolata a dovere che tutti noi conosciamo, date le indagini svolte su Hitler dal Cancelliere austriaco Dolfuss. Stando a quanto rivelato da Walter Lange nel libro “Il rapporto segreto”, in base a un rapporto top secret dell’OSS americana la polizia di Dolfuss arriverà alle medesime conclusioni di Hans Frank, ovvero scoprirà e confermerà il fatto che il padre dei Fuhrer, Alois, era imparentato con i banchieri Rotschild a causa di una relazione illegittima avvenuta anni prima fra la nonna di Adolf, Maria Schicklgruber, e il barone austriaco Rotschild, presso il quale la nonna del Fuhrer prestava servizio come donna di servizio.
Questo lascia capire i motivi per i quali Hitler inizialmente non disprezzasse affatto gli ebrei e avesse una grande simpatia per i banchieri Rotschild. Anche Dolfuss farà la fine di Hanisch, come ogni persona che apprende verità scomode sul Fuhrer. Dopotutto la politica è sporca e da sempre manovrata a dovere.

Dolfuss verrà ucciso da Hitler in una circostanza che farà irritare l’alleato Mussolini ma che farà in modo che Benito comprenda la pericolosità del dittatore tedesco per l’intera Europa. Ogni volta che il Fuhrer vede una minaccia legata al proprio passato ecco che scattano le ripercussioni verso i testimoni con soppressione delle possibili prove.
Non è un caso se un libro dal titolo “Le origini finanziarie del nazionalsocialismo.” scritto da un misterioso scrittore firmatosi con pseudonimo Sidney Warburg verrà soppresso. Il libro contiene informazioni che solo i finanziatori del partito nazista e i leader di regime potevano conoscere. Come potete notare i cognomi Warburg, Frank, Hanisch sono tutti nomi con possibile radice ebraica. Queste persone non hanno esitato a divulgare gli inganni del dittatore Haschenazita.
Per fondare un regime serve il denaro
Il misterioso scrittore affermerà che i prestiti per il finanziamento del partito nazista, furono elargiti dalla famiglia di banchieri Rotschild, parenti del Fuhrer, chiudendo il cerchio dei sospetti e annullando le accuse odierne di “complottismo” verso coloro che hanno la mente libera da vincoli socio-psicologici.
Uno di questo prestiti verrà fatto dalla banca olandese Heydt Bank. Il fatto diverrà pubblico solamente 52 anni più tardi dopo la pubblicazione del libro, quando il Governo tedesco inizierà a declassificare i documenti segreti riguardo alle transazioni delle banche verso i conti di Hitler.
Warburg racconta nel libro di incontri ad altissimo livello fra esponenti della Bank of England riconducibile ai Rockefeller e i vari padroni della finanza mondiale, che dopo una serie di discussioni private decideranno di aprire delle linee di credito al partito nazista. Naturalmente questi istituti di credito erano riconducibili a quelle pochissime famiglie Kazare che anche oggi tirano ancora le redini dei giochi sporchi, cui il sistema finanziario è maestro nel manipolare la società a proprio piacimento.
L’obbiettivo principale del nazismo
L’imperativo di tali potentati era favorire l’ascesa del Fuhrer. Lo scopo? Far entrare l’Europa in una voragine di guerra totale con il resto del mondo e da quel marasma caotico di morte e distruzione, da questo costo altissimo di vite umane di esseri “indegni” come noi saremmo per queste “persone”, sarebbe dovuto nascere (ed è nato) lo stato di Israele che ancora oggi vanta un debito di riconoscenza verso la Germania nazista.
Epstein
Il miliardario si stava interessando a tutto questo e sulla propria scrivania compariva un giornale con un articolo datato 1976. Si trattava di un quotidiano americano dello Utah, un’edizione datata, non certo fresca e attuale. Proprio in questa edizione del giornale venivano alla luce le vicissitudini del giovane Adolf Hitler all’età di 18 anni ma soprattutto il fatto, che ad aiutarlo nella sopravvivenza ci fosse una famiglia di ebrei: gli Epstein. Il miliardario pedofilo scrive che il maggior timore in quel momento era proprio quello: essere associato a Hitler. Nessuno aveva mai reso pubblica la vita della giovinezza del Fuhrer associata agli Epstein eccetto quel quotidiano americano.
Tanto per comprendere un secondo tassello di mistero collegato alle dottrine liberticide dell’attuale sistema
mondo dal 68 in poi, si sappia che il manager e realizzatore della famosa band inglese The Beatles era un altro personaggio piuttosto famoso nella discografia mondiale, Brian Epstein, un nome che ricorre molto spesso in una certa politica. Il miliardario ne aveva parlato proprio con l’amico Bannon.
La politica del Beatles
Che sotto i Beatles ci fosse un Epstein ora chiarisce molte cose sui concetti espressi dalla band e sul lavoro sociologico portato avanti dagli stessi. I Beatles sono un gruppo musicale che ha contribuito attivamente al “cambio di un’epoca” tramite il 1968, gli anni della contestazione, della divulgazione dei concetti del femminismo e libertinaggio sessuale, tramite l’inizio del periodo della divulgazione di alcuni generi di droga leggera, del panteismo, tramite il potenziamento della sinistra radicale modernista. Questi sono tutti obbiettivi cari ai sionisti per la divulgazione del caos e per lo svuotamento dei valori morali cristiani. Epstein è un cognome che ricorre molto spesso in una certa politica. Il miliardario ne aveva parlato proprio con l’amico Bannon.

La storia falsata sui retroscena del nazismo
Come spesso affermato la storia reale pare essere molto diversa da quella segreta. I media, le scuole, se ne guardano molto bene dall’insegnare la vera storia. Se così fosse la visione del passato di miliardi di persone sarebbe differente. L’umanità potrebbe svegliarsi dal coma “deprogrammandosi” e mettendo in pericolo quindi, il potere tanto caro ai registi sionisti padroni del mondo.
Una possibile comprensione della storia passata, quella vera intendo, potrebbe portare gli uomini a capire chi siano coloro che tramano dietro gli accadimenti e quindi il tutto potrebbe portare alla fine del potere occulto della linea di sangue Kazara.
Conclusione
Tanti sapevano ma hanno taciuto, tuttavia qualche tempo fa il ministro russo Lavrov, affermò che Adolf Hitler era di origini ebraiche anzi specificherei KAZARE Mosca conosce da sempre la realtà degli accadimenti del passato, dopotutto la Russia e gli USA hanno permesso il crollo del nazismo con un gran numero di giovani morti sullo scacchiere mondiale. Mosca avrebbe deciso di iniziare a fare delle dovute rivelazioni. I russi ben conoscono che il tumore del mondo sarebbe da vedersi gli Aschenaziti a cui appartiene tanto per fare un nome l’attuale leader ucraino Zelensky.
La storia così come la conosciamo forse è reale al 40 per cento o forse meno. Quello che importa non sono le omissioni che non ci hanno mai raccontato ma la comprensione del fatto che siamo incastrati in una “macchina, un meccanismo” che noi non dirigiamo affatto ma che come uomini del mondo subiamo per accettazione tacita. Quello che è peggio consiste nel fatto che neppure desideriamo conoscere la verità, ci rifiutiamo di farlo perchè la verità fa male e rende le persone assolutamente sole.
Quello che è il risvolto peggiore della cosa è che la maggior parte di noi, nonostante prove e fonti alla mano (scritte azzurre) non crederà a una parola sul reale svolgimento dei fatti.

Proprio per questa ragione il sistema e i propri registi continueranno a regnare indisturbati, alzando il tiro ogni giorno di più, ammesso e non concesso che gli uomini si destino prima del de-popolamento massivo. Svegliatevi quindi, anche perchè, chi dovrà subire le assurde imposizioni del sistema non saranno certo gli Haschenaziti ma solamente noi. Il regime nazista non è mai morto, come un camaleonte si è trasformato e modernizzato. Il quarto Reich è quello che oggi Trump e Putin ancora una volta starebbero combattendo. Ora serve solamente che Dio ci aiuti anche se sappiamo che da sempre Lui aiuta gli audaci ma, noi siamo audaci i codardi?Interroghiamoci. Il gallo continua a cantare per svegliare coloro che dormono e per annunciare l’entrata in campo di un mondo nuovo.
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