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Un riepilogo molto attuale, direi “fresco” che conferma una regola ormai evidente a molte persone. Alla luce del capodanno appena terminato già escono i “soldati di parole” di cui il sistema si serve, nel tentativo di demolire le nostre tradizioni, la cultura dei popoli e la felicità cui i cittadini possono attingere ogni tanto, dalla spensieratezza. Dopotutto i cittadini con una scusa o con l’altra non devono assolutamente essere felici ma molto stressati, terrorizzati, depressi e preoccupati da false preoccupazioni come la “spinosa” questione dell’inquinamento e dei cambi climatici oppure di “arrivare a fine mese” con una retribuzione ferma da una generazione. Dopo lo sci che abbiamo descritto nell’articolo del settore economia qualche settimana fa, ora tocca ai botti di capodanno che vengono ritenuti pericolosi e inquinanti.
La bugia sull’inquinamento esasperato
Sarà che la parola “inquinanti” mi va “contropelo” perchè comprendo essere solo un grande inganno ma le parole inquinamento, cambi climatici non le sopporto proprio, anzi al sentirle menzionare divengo nervoso per la rabbia e quindi brucio più energia. Per questo devo mangiare di più per recuperare i carboidrati e le proteine sprecate e pertanto mi converto in un inquinatore seriale. E’ ovvio che questo discorso sia una presa in giro al pari della questione inquinamento.

Inquinamento
Secondo voi lettori, se il mondo fosse talmente inquinato da essere in pericolo, ai vertici del sistema non farebbero di tutto per poterlo salvare? Dopotutto anche i registi del malcostume e dell’ipocrisia vivono comunque su questo pianeta a loro dire “super inquinato” e qui per la frase che ho scritto, mi faccio una sonora risata, rivolgendo ai registi del sistema imbroglione una ancor più sonora pernacchia.
La prova che i botti di capodanno non incidono più di tanto sull’inquinamento
Vorrei esporre a voi lettori un ragionamento: inquina di più una serata di capodanno fatta di petardi, festa e felicità una volta all’anno, oppure, sono più inquinanti i vari conflitti, che gli organizzatori delle giornate macabre ucraine, palestinesi, africane e via dicendo, creano per motivi finanziari e mentre si divertono a sprecare miliardi di Euro presi con prepotenza dalle nostre tasche, magari si divertono guardando la gente morire sui teatri di conflitti che durano decenni. Magari mentre i vertici della piramide guardano le macabre scene di “botti e spari” create dai conflitti da loro organizzati, si sorseggiano in compagna un buon drink e scommettono su colui che vincerà il conflitto? Il noto film natalizio “una poltrona per due” cela un messaggio occulto che dovrebbe far aprire le menti. A conti fatti penso che inquinino maggiormente i vari conflitti che provocano morti, cannonate, carrarmati abbandonati nel deserto, bombardamento con i droni, caccia che sorvolano costantemente le zone “calde” e bombardano dove servisse, senza contare l’artiglieria leggera che spara proiettili in numero illimitato. Se poi dovessimo esprimerci sui proiettili all’uranio impoverito, vedremmo aprirsi un’altra ferita in fatto di inquinamento. Tuttavia in quel caso non si inquina nulla, bazzecole! Ciò che pesa sul pianete son i botti di capodanno. Spero non sarete così idioti da crederci.
Anche in questo caso, il tentativo è felicità zero (per inquinamento) ma dall’altro canto morte e disperazione che no inquina di certo. Dato che si parla di inquinamento da festa di capodanno di una serata gioiosa, ripeto: inquina maggiormente una serata di festa un guerre che durano anni? Fatevi una domanda una volta nella vita.
Le guerre sono il più grande capolavoro dei nostri pessimi politici, queste sono le loro feste, il loro passatempi e quindi non sono inquinanti. Le loro armi sono a inquinamento zero, le persone che muoiono in guerra sono un favore, così non mangeranno e non vivranno inquinando. A questo punto penso che qualcuno stia impazzendo oppure lo sia sempre stato. Siamo oppressi da menti a mio parere psicopatiche ai massimi livelli.
A questo punto vi propongo la lettura di un articolo che dimostrerebbe essere portavoce della menzogna del mainstream. Nonostante il vento stia cambiando una certa linea di pensiero a mia opinione completamente illusoria e fuori strada, cercherebbe di proseguire nell’obbiettivo di portare fuori strada la popolazione mondiale.
Come capirete proseguendo proseguendo lettura si parlerà di PM10 e PM2.5, polveri sottili e di divieti. Non ho mai sentito morire per inquinamento da petardi, e si che è da quando è stata scoperta dai cinesi la polvere da sparo si usano i botti, ma la gente si ammala solo oggi per le polveri sottili delle autovetture diesel e dei petardi senza dimenticare il caso del peti dei ruminanti. Non vedete che ci prendono per deficienti?

Conclusione provocatoria
Siate felici e fatevi una sonora risata pensando alle cavolate che vi propinano ma mi raccomando, fate uno sforzo, non credeteci. In verità si tratta di una stretta ulteriore e inesorabile sul “diritto” di essere felici. Scoppino i petardi, i fuochi d’artificio, i cittadini si divertino pure sulle piste da sci o facendo sport, girino con le proprie autovettura euro “nulla”, non per questo il pianeta andrà in stallo dato che è davvero assai sano. Vi sottopongo un’ultima domanda: se fosse vero che il pianeta fosse al capolinea per quale ragione i politici europei si recano ai G 7,8,9,10,20,30,100 in jet privati con a bordo pochissime persone? Ragionate gente, ragionate.
Capodanno e inquinamento
di Teresa Monaco
Capodanno, botti e inquinamento: cosa dicono i dati sui picchi di PM10 e perché crescono i divieti
I festeggiamenti di Capodanno portano con sé luci, rumori e tradizioni che si ripetono ogni anno, ma anche un impatto ambientale sempre più evidente. I dati ufficiali sulla qualità dell’aria mostrano come, nelle ore immediatamente successive alla mezzanotte, le concentrazioni di polveri sottili aumentino sensibilmente in diverse aree del Paese. Questo fenomeno sta spingendo molte amministrazioni locali a introdurre restrizioni e divieti sempre più severi in vista del 2026 e riaccende l’attenzione anche sulle bollette del gas.
I dati sulla qualità dell’aria dopo la mezzanotte
Le rilevazioni effettuate durante il Capodanno 2024-2025 mostrano un chiaro incremento delle concentrazioni di PM10 e PM2.5 nelle ore immediatamente successive ai festeggiamenti. I report regionali evidenziano come il picco si registri generalmente tra la mezzanotte e le prime ore del mattino, in concomitanza con l’uso massiccio di fuochi d’artificio e botti. In alcune aree urbane, i valori hanno superato le medie giornaliere abituali, segnalando un peggioramento temporaneo ma significativo della qualità dell’aria.
In Sicilia, i dati diffusi dagli enti di monitoraggio mostrano un aumento netto delle polveri sottili in diverse centraline, con differenze legate alla densità abitativa e alle condizioni meteorologiche. L’assenza di vento e l’aria stabile hanno favorito il ristagno degli inquinanti, rendendo più evidenti gli effetti delle esplosioni pirotecniche. Il fenomeno, pur concentrato in poche ore, contribuisce al bilancio complessivo dell’inquinamento invernale.
Anche in Campania le analisi successive al Capodanno confermano un andamento simile. Le autorità ambientali hanno sottolineato come i botti incidano soprattutto sulle polveri più fini, quelle considerate più pericolose per la salute. Questi dati rafforzano l’attenzione sul tema, soprattutto nei territori già esposti a criticità ambientali persistenti durante la stagione fredda.
Ordinanze comunali e nuove restrizioni locali
Di fronte ai dati sui picchi di inquinamento, diversi comuni hanno scelto di intervenire con ordinanze specifiche. Alcuni provvedimenti adottati alla fine del 2025 vietano l’utilizzo di petardi e fuochi d’artificio su tutto il territorio comunale o in aree particolarmente sensibili, come centri storici e zone ad alta densità abitativa. L’obiettivo dichiarato è ridurre l’impatto ambientale e tutelare la salute pubblica durante le ore di festa.
Le ordinanze non riguardano solo l’inquinamento atmosferico, ma anche la sicurezza e il benessere di persone e animali. Tuttavia, la componente ambientale sta assumendo un peso crescente nelle motivazioni ufficiali. I documenti amministrativi fanno riferimento esplicito alla necessità di limitare le emissioni di polveri sottili, soprattutto in periodi dell’anno già critici per la qualità dell’aria.

Queste misure locali rappresentano un segnale di cambiamento nell’approccio istituzionale al Capodanno. Se in passato i divieti erano sporadici o legati a singoli episodi, oggi si inseriscono in una strategia più ampia di prevenzione. Le amministrazioni guardano con attenzione ai dati scientifici e al mercato energetico e preparano il terreno per regolamenti ancora più stringenti nei prossimi anni.
Perché i divieti potrebbero aumentare nel 2026
L’insieme dei dati raccolti negli ultimi anni sta alimentando un dibattito sempre più acceso sul futuro dei festeggiamenti tradizionali. Le polveri sottili generate in poche ore contribuiscono a un carico inquinante che si somma a quello prodotto dal traffico e dal riscaldamento domestico invernale. Questo accumulo rende più difficile il rispetto dei limiti di legge sulla qualità dell’aria.
Gli esperti sottolineano che, pur trattandosi di eventi brevi, i picchi di PM10 e PM2.5 hanno un impatto diretto sulla salute delle persone più fragili. Bambini, anziani e soggetti con patologie respiratorie risultano particolarmente esposti nelle ore successive ai festeggiamenti. Questo aspetto sta diventando centrale nelle valutazioni delle autorità sanitarie e ambientali, insieme al tema del costo del kWh.

In vista del 2026, è probabile che i divieti si estendano a un numero crescente di città. Le amministrazioni potrebbero puntare su alternative meno impattanti, come spettacoli luminosi o eventi organizzati. L’obiettivo è conciliare la tradizione con la tutela dell’ambiente, riducendo progressivamente il contributo dei botti all’inquinamento atmosferico di fine anno.
Fonte: https://www.papernest.it/news/
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