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“Il più grande segreto è salvaguardare i più grandi segreti.”
Introduzione di Goldfinger
Introdurrei l’argomento con la frase sopracitata. A questo punto sarebbe inutile parlare del famigerato Bilderbergh Group oppure dell’altrettanto meno conosciuto Club di Roma. Ne abbiamo già parlato in articoli passati, quando ancora in tempi non sospetti mettevamo in guardia una popolazione di letargici cittadini, con la speranza che la sveglia potesse suonare e destarli affinchè iniziassero a reagire ma nulla è stato sufficiente.
il sonno era talmente profondo che lo sperato effetto della nostra sveglia non ha avuto gli risultati sperati. In questo modo abbiamo assistito impotenti ad una corsa al “suicidio imposto con l’astuzia” da parte di una popolazione terrorizzata dal mainstram a mio parere megafono dei potentati. Quello che è stato più doloroso è aver visto carissimi amici, parenti stretti, che ci hanno apostrofato come una sorte di “dementi complottisti” ma quello non sarebbe nulla. Il peggio è stato vederli correre verso il patibolo per propria scelta e poi vederli soffrire sino a morire.

Il libero arbitrio
Oggi che il segreto legato alla pandemia è uscito alla luce purtroppo molti amici se ne sono andati com’era tristemente prevedibile, alcuni parenti soffrono la propria scelta in ambito di salute. I pochi amici e parenti che hanno saputo umilmente ascoltarci, oggi sono in piena salute e molto felici del consiglio regalatogli a suo tempo. Dopotutto cosa volete che vi dica? Esiste il libero arbitrio. Neppure Dio osa modificarlo, neppure Lui osa andar contro la libera scelta. Lui nella notte dei tempi ci ha accontentato regalandoci la possibilità di far bene oppure far male e mai ci fermerà con la forza, semmai ci consiglierà in modo soave ma è necessario avere lo spirito puro e la mente ben lucida, per sentire i suoi leggeri consigli. Essi sono come la brezza mattutina fresca ma non troppo per essere piacevole ma non tutti riescono a sentirla.
La caduta degli astri
Se ne parla nel capitolo più oscuro delle sacre scritture: l’apocalisse o rivelazione. Talvolta mi chiedo se a quanto rivelato ci si creda davvero o si tratti solo di parole. In quel preciso capitolo la rivelazione ci avverte, essa parla della caduta degli astri, di terremoti che scuotono la terra e di tante altre simbologie tipiche dei sacri scritti. Taluni interpretano gli astri come le “stelle” le “star” quegli uomini e donne che sembrano brillare di luce propria, attori, politici, “filantropi” miliardari. Essi possiedono fama, denaro e potere ma nell’ombra muovono nei settori chiave i fili per soggiogare il genere umano. Il terremoto che scuote il mondo lo stiamo vivendo. Taluni lo interpretano come un momento dei transizione nel quale il male è in procinto di morire per lasciare spazio al nuovo mondo quello progettato da Dio. Il fatto è che il male agonizzante si gioca tutto per poter sopravvivere quindi provoca un terremoto sulla Terra.
Un esempio per comprendere il terremoto, potrebbe essere compreso pensando a quando una meteora dovesse toccare la superficie marina. In questo caso la contrapposizione fra il calore massimo e la frescura dell’acqua provocherebbe uno tsunami spaventoso. Così avviene quando gli opposti si toccano. Il bene e il male sono due opposti. Il terremoto ovvero guerre, incertezze, crisi economiche, tensioni geopolitiche, la stessa tensione che esiste nel nostro spirito fortemente provato dagli eventi, è pari ad un terremoto planetario se in guerra con il bene.
Ora tuttavia torniamo agli astri che starebbero cadendo uno dopo l’altro. Prima della caduta degli astri c’è la caduta del “velo del tempio” quale tempio? Quello di satana, del male. La caduta del velo del tempio svela gli inganni. Svelare gli inganni significa portare alla luce gli atti e i nomi di coloro che nel buio tramano contro il mondo di Cristo.
I Club segreti
Per quanto riguarda il Bilderbergh group, il Club di Roma, le logge massoniche in generale, molti veli si sono squarciati permettendo di intravedere la verità, verità che sino a una generazione fa era praticamente sconosciuta se non dagli appartenenti a tali salotti. Tanti altri veli sono destinati a cadere. Un velo molto oscuro è caduto recentemente e lo vedrei nell’isola di Epstein. Un altro velo si è squarciato proprio in questi mesi ma logicamente pochissimi ne hanno parlato. Si tratta di un gruppo forse più potente di quelli accennati nelle righe precedenti. In questo caso parleremo del Gruppo Dialog.
La speranza nella fede
Prima di aiutare il velo a cadere definitivamente tramite questo articolo pubblico, vorrei offrire alcune parole di speranza: state tranquilli che Cristo farà di tutto per far cadere i veli e per confinare il male e i suoi servitori nel posto adatto.

Come farà? L’organigramma è sempre il medesimo, il male ha i suoi servi mentre il bene ha i suoi amici. I servi non conoscono il progetto del Padrone, gli amici invece si. Questa è una differenza sostanziale narrata da Cristo nei Vangeli. I suoi amici si stanno adoperando per tutti noi e sopra di loro c’è Cristo, il Messia, il Figlio di Dio che detta la strategia, quindi non abbiate paura che tutto finirà prima di quanto crediate. La cosa che vi viene chiesta è una sola, aver fede in Lui.
DIALOG: DENTRO IL CLUB RISERVATO DI PETER THIEL DOVE SI INCONTRANO POTERE, TECNOLOGIA E MILIARDI
Un leak ha aperto una finestra su una delle reti più esclusive e misteriose dell’élite americana
Per vent’anni è rimasto quasi completamente fuori dai radar dell’opinione pubblica. Nessuna grande campagna pubblicitaria, pochissime dichiarazioni ufficiali, incontri organizzati in resort di lusso e una regola fondamentale: quello che viene detto all’interno, deve rimanere all’interno.
Il suo nome è Dialog.
Una rete privata, accessibile solo su invito, fondata nel 2006 dal miliardario della Silicon Valley Peter Thiel insieme all’investitore Auren Hoffman. Per anni il gruppo è stato conosciuto soltanto da una ristretta cerchia di imprenditori, politici, finanzieri e intellettuali.
Poi, nel 2026, una fuga di dati ha cambiato tutto.
Documenti interni analizzati dalla stampa hanno rivelato una parte significativa del funzionamento di Dialog: liste di partecipanti, programmi degli incontri, informazioni personali e persino sistemi utilizzati per classificare i membri in base alla loro influenza, ricchezza e notorietà.

Per alcuni è semplicemente un esclusivo circolo culturale.
Per altri rappresenta qualcosa di molto più inquietante: il luogo dove alcune delle persone più potenti del pianeta possono incontrarsi lontano da telecamere, giornalisti e controllo pubblico.
La verità documentata, almeno finora, si trova probabilmente a metà strada.
CHE COS’È DIALOG?
Dialog è stato fondato nel 2006 come una comunità privata destinata a mettere in contatto persone considerate particolarmente influenti in diversi settori.
La sua caratteristica principale è la selettività.
Non si tratta di una conferenza aperta al pubblico e non è possibile acquistare semplicemente un biglietto per partecipare. L’accesso avviene attraverso inviti e relazioni personali.
Nel corso degli anni, il network ha riunito figure provenienti da mondi apparentemente molto diversi:
- politica americana;
- Silicon Valley;
- intelligence;
- finanza;
- università;
- Big Tech;
- venture capital;
- esercito;
- media;
- Hollywood;
- organizzazioni religiose.
Secondo le ricostruzioni giornalistiche, Dialog si presenta come uno spazio dove persone con idee politiche differenti possono discutere liberamente lontano dalla pressione pubblica.
Ma proprio questa riservatezza ha trasformato il gruppo in un oggetto di enorme curiosità.
Perché quando nello stesso ambiente si incontrano miliardari, senatori, dirigenti tecnologici, generali e investitori, la domanda diventa inevitabile:
quanto può essere separato un semplice “dialogo privato” dalle decisioni che influenzano il mondo esterno?
IL RUOLO DI PETER THIEL
Al centro della storia c’è Peter Thiel.
Thiel è una delle figure più influenti e controverse della Silicon Valley. È stato tra i cofondatori di PayPal, ha cofondato Palantir ed è stato uno dei primi grandi investitori di Facebook.
Ma il suo potere non deriva soltanto dal denaro.
Nel corso degli anni Thiel ha costruito una rete che collega:
- tecnologia;
- difesa;
- intelligence;
- venture capital;
- università;
- politica conservatrice americana.
Palantir, una delle aziende da lui fondate, lavora nel settore dell’analisi dei dati e ha importanti rapporti con governi e istituzioni della sicurezza nazionale.
Thiel è stato inoltre uno dei principali sostenitori politici di figure emergenti della nuova destra tecnologica americana. Sarebbe sbagliato parlare solo di Peter Thiel per quanto concerne Palantir. Esistono anche AI cinesi che sono ben più temibili di Palantir, dopotutto Palantir starebbe aiutando Trump su vari fronti mentre le IA in mano al deep state comunista cinese (che contrasta il Presidente XI) sarebbero posizionate nella linea del fronte opposto. Questo lo scrivo per una questione di trasparenza. La controinformazione del sistema, tende a condannare Palantir perchè in un certo modo infastidisce i propri apparati. Non per questo Palantir non sarebbe un pericolo. Tutto ciò che riguarda la IA è un pericolo se usata per fare il male. Anche l’atomica è un pericolo se usata per uccidere, ma non se fosse usata per produrre energia.
Dialog rappresenta quindi un elemento interessante della sua rete: non un’azienda, non un partito politico, non una fondazione tradizionale. Direi che siamo sempre sulla medesima linea del Club di Roma, del Bilderbergh Group, del Cub di Bohemian Groove, insomma tutti “salotti privati” destinati a presunti goliardi o a imprenditori di un certo tipo. Salotti destinati a non nuocere ad alcuno? A questo punto perchè quindi così protetti dall’omertà e dalla segretezza? Un luogo dove le persone che possiedono enormi quantità di potere economico, tecnologico e politico possono incontrarsi personalmente.
COSA FACEVANO DURANTE GLI INCONTRI?
I ritiri di Dialog si sono svolti negli anni in strutture di lusso.
Tra le località associate agli incontri figurano:
- Ritz-Carlton Dove Mountain, Arizona;
- Ritz-Carlton, Santa Barbara;
- San Clemente Palace, Venezia;
- altre destinazioni esclusive utilizzate per incontri privati.
Il formato non sembra essere quello di una normale conferenza.
I partecipanti vengono divisi in piccoli gruppi e prendono parte a discussioni moderate.
Uno degli elementi centrali è la riservatezza.
Ai partecipanti viene garantito che le conversazioni rimarranno private.
I temi emersi dai programmi trapelati sono sorprendenti per varietà e ambizione.
Tra gli argomenti figuravano:
- il futuro dell’intelligenza artificiale;
- la possibilità di una Terza Guerra Mondiale;
- il ritorno dell’energia nucleare;
- il rapporto tra denaro e felicità;
- il futuro della società;
- la religione;
- la politica internazionale;
- la creazione di movimenti e comunità;
- le relazioni personali;
- il sesso.
Uno dei titoli emersi nei documenti era:
“Navigating WWIII” – Come affrontare la Terza Guerra Mondiale. Un altro faceva riferimento alla costruzione di un culto o di una comunità: “Build-a-Cult”.

Tra le sessioni figuravano anche discussioni molto più personali, come: “How’s Your Sex Life?” – Com’è la tua vita sessuale? Questa combinazione mostra uno degli aspetti più particolari di Dialog. Non vi sembrano discorsi già sentiti? Perché quindi affrontarli nuovamente?
Non è semplicemente un summit economico.
È un ambiente progettato per far incontrare persone potenti anche sul piano personale, intellettuale e relazionale. Il medesimo fine di tutti gli altri Club privati per miliardari.
IL LEAK: LA FINE DELLA SEGRETEZZA
Nel 2026 una vulnerabilità informatica ha permesso l’accesso a informazioni interne legate al network. Secondo le ricostruzioni pubblicate da WIRED, alcuni dati erano accessibili attraverso l’infrastruttura digitale del gruppo. Il materiale ha fornito uno sguardo senza precedenti su Dialog.
Sono emersi:
- nomi dei partecipanti;
- biografie;
- ruoli professionali;
- preferenze politiche;
- informazioni sulle relazioni tra membri;
- presenze agli eventi;
- programmi dei ritiri;
- sistemi di classificazione interna.
Il dato più sorprendente riguarda proprio il modo in cui il network sembrava valutare le persone. Secondo i documenti analizzati dalla stampa, Dialog utilizzava informazioni sulla ricchezza, notorietà e influenza dei partecipanti. In pratica, il valore sociale di una persona all’interno della rete poteva essere misurato. Questo non significa necessariamente che esistesse una gerarchia formale di comando, ma dimostra qualcosa di interessante: anche all’interno di un club composto da persone già estremamente potenti, esisteva un sistema per distinguere chi conta di più.
I MILIARDARI ASSOCIATI A DIALOG
Tra i nomi emersi nei documenti e nelle ricostruzioni giornalistiche compaiono alcuni dei più importanti imprenditori e investitori del mondo tecnologico e finanziario.
Tra questi:
- Peter Thiel
- Cofondatore di PayPal e Palantir.
- Elon Musk
- Fondatore e imprenditore associato a Tesla, SpaceX e altre aziende tecnologiche.
- Eric Schmidt
- Ex amministratore delegato di Google e figura centrale nella tecnologia americana.
- Reid Hoffman
- Cofondatore di LinkedIn e investitore della Silicon Valley.
- Henry Kravis
- Uno dei più importanti protagonisti del private equity mondiale.
- Joe Lonsdale
- Investitore tecnologico e cofondatore di Palantir.
- John Arnold
- Ex trader energetico e filantropo.
- Barry Sternlicht
- Fondatore di Starwood Capital.
- Nicolas Berggruen
- Investitore e filantropo.
- Scott Cook
- Cofondatore di Intuit.
- Mike Cannon-Brookes
- Imprenditore tecnologico australiano e cofondatore di Atlassian.
- Marcos Galperin
- Fondatore di Mercado Libre.
La presenza di questi nomi non significa necessariamente che tutti abbiano partecipato alle stesse riunioni o che condividano le stesse idee.
È importante sottolinearlo.
Una lista di partecipanti a un network non equivale a dimostrare l’esistenza di un’organizzazione politica coordinata, ma dimostra l’ampiezza della rete.
I POLITICI E LE FIGURE ISTITUZIONALI
Uno degli aspetti più sorprendenti riguarda la presenza di figure politiche provenienti da schieramenti differenti.
Tra i nomi riportati dalle ricostruzioni giornalistiche compaiono:
- Ted Cruz
- Senatore repubblicano del Texas.
- Cory Booker
- Senatore democratico del New Jersey.
- Jim Himes
- Deputato democratico.
- Wes Moore
- Governatore del Maryland.
- Jared Polis
- enatore repubblicano del Texas.
- Governatore del Colorado.
- Jared Kushner
- Imprenditore e figura politica, genero del presidente Donald Trump.
- Scott Bessent
- Segretario al Tesoro degli Stati Uniti.
- Dan Driscoll
- Segretario dell’Esercito.
- Alexus Grynkewich
- Comandante supremo alleato della NATO in Europa.

Questo è forse uno degli elementi più interessanti di Dialog. Il gruppo non appare costruito esclusivamente attorno a un’unica ideologia. All’interno della stessa rete possono comparire democratici, repubblicani, libertari, tecnologi, militari e investitori. Il collante avrebbe la parvenza di essere meno politico che sociale:
l’accesso reciproco a persone che normalmente sarebbe estremamente difficile incontrare.
LA SILICON VALLEY
La presenza del mondo tecnologico è enorme. Tra le persone associate o citate nei documenti figurano dirigenti e imprenditori legati a:
- Google DeepMind;
- OpenAI;
- Anthropic;
- Palantir;
- YouTube;
- PayPal;
- grandi fondi di venture capital.
Tra i nomi emersi:
- Neal Mohan
- CEO di YouTube.
- Greg Brockman
- Cofondatore di OpenAI.
- Tom Lue
- Dirigente e responsabile legale e governance collegato a Google DeepMind.
La presenza simultanea di aziende impegnate nello sviluppo dell’intelligenza artificiale rende Dialog particolarmente interessante.
L’AI è probabilmente una delle tecnologie che avranno maggiore influenza sulla politica, sull’economia, sulla sicurezza e sul lavoro nei prossimi decenni.
E molti dei protagonisti di quella trasformazione sembrano avere occasioni per incontrarsi privatamente.
GENERALI, ECONOMISTI E INTELLIGENCE
Dialog non sembra limitarsi a tecnologia e politica.
Tra i nomi citati figurano anche personalità del mondo militare, economico e strategico.
- Randy Kroszner
- Ex governatore della Federal Reserve.
- Roger Myerson
- Economista e premio Nobel.
- Jonathan Greenblatt
- Amministratore delegato dell’Anti-Defamation League.
- Peter Goettler
- Presidente del Cato Institute.
- Ryan Stowers
- Direttore esecutivo della Charles Koch Foundation.
Questa mescolanza di ambienti è probabilmente la vera forza di una rete come Dialog, un imprenditore tecnologico può parlare direttamente con un politico, un investitore può incontrare un generale, un economista può confrontarsi con un fondatore di startup, un miliardario può conoscere persone che lavorano direttamente nelle istituzioni.
Il valore della rete non è necessariamente quello che viene deciso durante una riunione. Il vero valore può essere chi conosce chi, dopo la riunione.

HOLLYWOOD E I MEDIA
Il leak ha rivelato anche la presenza di figure del mondo dello spettacolo e dell’informazione.
Tra i nomi citati:
- Joseph Gordon-Levitt
- Attore.
- Sophia Bush
- Attrice.
- Scooter Braun
- Manager dell’industria musicale.
- Ezra Klein
- Commentatore politico e giornalista.
- Souad Mekhennet
- Giornalista del Washington Post.
La presenza di celebrità e giornalisti dimostra che Dialog non è costruito esclusivamente attorno al denaro. In una società moderna esistono diversi tipi di potere.
C’è il potere economico, potere politico, potere tecnologico, poi c’è il potere culturale.
Una celebrità può influenzare milioni di persone.
Un giornalista può influenzare il dibattito pubblico.
Un imprenditore può finanziare tecnologie capaci di cambiare interi settori.
Una rete come Dialog sembra voler mettere questi mondi nella stessa stanza.
IL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEI MEMBRI
Uno degli elementi più controversi emersi dal leak riguarda la presunta classificazione interna dei partecipanti.
Secondo le informazioni pubblicate da WIRED, Dialog teneva conto di fattori come:
- ricchezza;
- fama;
- influenza;
- relazioni;
- valore percepito all’interno della comunità.
Queste informazioni potevano essere utilizzate per organizzare incontri e interazioni.

In altre parole, non tutti gli ospiti erano considerati uguali, questo aspetto racconta molto del funzionamento delle reti di élite.
In un normale evento pubblico, tutti possono teoricamente avvicinare chiunque, in una rete esclusiva, invece, la vera risorsa è il tempo e un miliardario dispone di poco tempo come pure un senatore dispone di poco tempo, un CEO dispone di poco tempo. Decidere chi deve incontrare chi diventa quindi un elemento strategico.
Dialog sembrava avere strumenti per facilitare proprio questo processo.
IL “DATING CLUB” DEI POTENTI
Forse uno degli aspetti più insoliti riguarda l’esistenza di una piattaforma associata a Dialog dedicata alle relazioni sentimentali.
Secondo quanto emerso, un sito collegato alla rete permetteva ai membri di indicare se fossero interessati a trovare un partner.
L’obiettivo dichiarato era favorire “connessioni significative tra persone eccezionali”.
Anche questo dettaglio aiuta a comprendere la filosofia del network e Dialog non voleva essere soltanto un luogo di conferenze, sembrava voler creare una vera comunità.
Persone che possono:
- lavorare insieme;
- investire insieme;
- discutere insieme;
- fare amicizia;
- costruire relazioni personali;
- persino trovare un partner.
Una rete sociale ad altissimo livello.
DIALOG È DAVVERO UN “GOVERNO SEGRETO”?
Qui bisogna fare attenzione.
Il fatto che esista una rete riservata di persone potenti non dimostra automaticamente che queste persone controllino segretamente il mondo ma lo si può sospettare.
Non esistono prove pubbliche che Dialog sia una struttura centralizzata che impartisce ordini a governi, banche o aziende.
Non è emerso un documento che possa chiarire che: “Questa sia la strategia segreta con cui controlleremo gli Stati Uniti”.
Sostenere questo senza prove sarebbe trasformare un’inchiesta giornalistica in una teoria del complotto, tuttavia la venuta alla luce di questi “salotti” può dare adito a pensieri del tipo: “ci potrebbe essere un presunto complotto in atto”.
Anche se non in possesso di certezze, sarebbe altrettanto ingenuo ignorare completamente il significato di una rete come questa.
Il potere moderno non funziona soltanto attraverso istituzioni ufficiali, esiste anche il potere delle relazioni. Un politico che conosce personalmente un grande investitore, un CEO che può parlare direttamente con un generale, un fondatore di una società di intelligenza artificiale che incontra persone responsabili della politica nazionale. Un miliardario che finanzia campagne politiche e contemporaneamente possiede aziende strategiche.
Tutto questo non richiede necessariamente una “cabina di regia segreta”. È sufficiente che le persone più potenti abbiano accesso tra loro.
IL VERO POTERE DI DIALOG
Probabilmente il vero potere di Dialog non consiste nel prendere decisioni ufficiali.

Il suo potere è più sottile.
Creare connessioni.
In un mondo dove l’accesso è una delle risorse più importanti, mettere nella stessa stanza un miliardario, un senatore, un generale e un fondatore di una startup può produrre conseguenze enormi anche senza votazioni o documenti ufficiali. Le decisioni possono essere prese altrove, le aziende possono firmare contratti altrove, igoverni possono approvare leggi altrove, ma le relazioni personali che rendono possibili quelle decisioni possono nascere in luoghi come questo. Forse questa è la parte più importante della storia. Dialog non dimostra l’esistenza di un governo mondiale segreto, dimostra qualcosa che spesso rimane invisibile al pubblico: il mondo delle persone più potenti è molto più piccolo e interconnesso di quanto immaginiamo.
Quando tecnologia, politica, finanza, difesa e cultura iniziano a condividere gli stessi salotti privati, la domanda non è necessariamente se esista un complotto. La domanda più interessante è un’altra: quanto potere può accumularsi semplicemente grazie alla possibilità di incontrare le persone giuste, lontano dagli occhi del pubblico?
Il leak del 2026 ha aperto per la prima volta una finestra su quel mondo.
Quello che si è visto è stato sufficiente a dimostrare che, dietro le istituzioni ufficiali e le grandi aziende visibili al pubblico, esistono reti informali dove alcune delle persone più influenti del pianeta possono conoscersi, confrontarsi e costruire rapporti. Cosa succeda realmente dopo quegli incontri, però, rimane ancora in gran parte fuori dalla vista del pubblico.

Conlcusione
Penso che molto presto altri astri cadranno portando la Terra a tremare, penso che anche i propositi più reconditi di altre stelle cadenti verranno alla luce. A mia modesta opinione il velo del tempio, oggi parzialmente squarciato, cadrà definitivamente. Allora, solamente allora, la luce inonderà il mondo e il tempio. Solamente allora gallo si risveglierà e inizierà a cantare annunciando una nuova alba.
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