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Premetto di non parteggiare per alcuna fazione, nonostante tutto sono stato molto attento agli accadimenti che si sono svolti dall’inizio della pandemia sino ai nostri giorni. Quel che è certo è che siamo di fronte ad una guerra totale fra il bene ed il male (NWO). In questi ultimi anni ne abbiamo visto davvero di tutti i colori: virus misteriosi, “sbucati dal nulla”, media utilizzati a supporto dei poteri forti, sieri inoculati spesso con la leva del ricatto, conflitti innescati (e per anni quasi sconosciuti) portati all’ attenzione dopo circa un decennio, ma in modo particolare teatri di guerra in zone strategiche, confinanti con grandi potenze, siccità tremende, premier che misteriosamente “saltano” dai propri (forse immeritati) scranni. Insomma questi ultimi anni sarebbero stati a mia opinione sentori dell’ entrata in scena di una forza misteriosa, la forza di un cambiamento, evidentemente positivo, che per forza di cose deve avvenire per la creazione di un mondo più giusto, più umano. Questi segnali potrebbero essere i segni di un cambiamento che cercherebbe di imporsi ma che pochissimi e pote

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nti soggetti non desiderano che avvenga e quindi cercherebbero, invano di imbrigliare. Forse questi potenti personaggi riusciranno a ritardare il vento di cambiamento ma non riusciranno sicuramente a trattenerlo per sempre, perchè la legge di Dio prevede che mai il male possa avere il predominio sul bene. Dopo questo doveroso preambolo, quanto riportato nelle prossime righe, sarà solamente un’ analisi che cercherà di essere il più chiara e neutrale possibile. Per arrivare ad analizzare gli accadimenti, abbiamo seguito parecchie strade e raccolto dalle varie news (sia mainstream che controcorrente) una serie di dati che francamente ci hanno permesso di arrivare ad una visione, la visione dei fatti. Certamente quanto scritto non sarà “Vangelo” tuttavia potrà far riflettere, come tutte le opinioni scaturite da analisi continua.

Ucraina: una guerra a mia opinione voluta dalla sete di imperialismo e di potere mondiale occidentale che nel tempo avrebbe eroso buona parte degli stati ex soviet inglobandoli rapidamente nella NATO. In questo periodo sarebbe toccato evidentemente alla Russia, la seconda potenza atomica mondiale ad essere provocata e toccata dai tentacoli NATO. Per poter proseguire il proprio “decadente” espansionismo e realizzare il NWO nella propria completezza, con la scusa (sempre la stessa) di portare i paesi annessi verso un sistema falsamente “democratico” liberalistico e decadente, dal punto di vista sia economico che culturale, ecco che l’America di Biden, comanda ai sudditi della NATO di elargire aiuti all’Ucraina. Non si tratta di aiuti programmati per aiutare il popolo ucraino, quel genere di aiuti sarebbero assai nobili. In questo caso si tratterebbe di aiuti in fatto di armamenti per poter vincere la guerra, permettendo agli  americani della “cabala” un’altra vittoria, l’ennesima annessione di uno stato chiave della zona Russa, uno stato cuscinetto ed in questo caso porta d’ingresso verso il trono di Putin. Il secondo passo? Avrebbe potuto essere spodestare Putin ed annettere magari la Russia intera nell’alleanza occidentale oppure far passare la Russia dalla parte dei vinti e come i soliti noti amano fare, dettar legge a casa d’altri, quindi riuscire a primeggiare sul panorama internazionale portando gli equilibri di potere internazionali verso un nuovo, temporaneo dualismo formato da America e Cina.

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l’America sottomettendo la Russia ed in seguito minando il potere del dragone cinese, avrebbe potuto sperare in futuro di ottenere ancora una volta un ruolo monopolare e centrale come unica e grande potenza dominante. In questo caso il NWO dispotico si sarebbe compiuto come pure il grande reset che ormai tutti conosciamo. E’ evidente che l’America della “cabala” avrebbe provveduto in seguito a limitare la Cina, oggi terza potenza economica orientale con fortissimi desideri di riconoscimento internazionale. Con il Premier Russo la “cabala americana” tuttavia avrebbe fatto i conti senza “l’oste” e l’oste sarebbe lo strategico Vladimir Putin, un personaggio che non avrebbe avuto alcun desiderio di entrare a far parte delle alleanze occidentali, considerando anche la disfatta economica, politica e morale del sistema occidentale fondato sul liberalismo sfrenato, immoralità e chi più ne ha più ne metta. A mia modesta opinione queste sarebbero state le ragioni principali che avrebbero portato alla creazione di un teatro di guerra spinto verso oriente, che vede l’Ucraina, (una nazione fra l’altro ricca di  materie prime) vittima di un complicato “braccio di ferro” che starebbe durando poco meno di un decennio. Un bel bottino di guerra certamente per l’ipotetico vincitore ma questo sarebbe forse la ciliegina sulla torta, una sorta di valore aggiunto. Gli strateghi occidentali tuttavia, ripeto, avrebbero fatto male i conti. Le sanzioni verso la Russia starebbero ritorcendosi verso i propri promotori europei, servili alla follia made in USA spingendo l’ Europa verso una pericolosa e rapida decadenza economica. Le menti occidentali non hanno neppure pensato che l’ America che fa il bello ed il cattivo tempo mandando avanti gli altri ovvero i paesi NATO, di nemici sparsi per il mondo ne ha davvero tanti quindi, per poter sopravvivere, la ricca Russia avrebbe ben pensato di salvarsi con una mossa geniale: creare alleanze economiche al di fuori dell’occidente e proprio dai “nemici” dell’imperialistica America. Altre grandi potenze vedono di buon occhio i commerci con l’orso Russo. L’arrivo di materie prime a prezzi interessanti (come il gas tanto per menzionarne una) risulterebbero essere di sicuro interesse, per di più per le economie emergenti. Tessendo una serie di alleanze economiche con i paesi estranei alla NATO ma ricchissimi, la Russia sarebbe riuscita a salvarsi, senza in effetti mutare il proprio status economico. Al contrario la UE si sarebbe cacciata in mezzo alla tempesta facendo un pericoloso autogoal, con la prospettiva piuttosto amara di far vedere ai propri cittadini i sorci verdi, ancor più nel periodo invernale quando il gas potrebbe essere contingentato. La Russia con la propria astutissima strategia avrebbe calcolato proprio tutto, in barba alla NATO ed alla stessa America governata dalla “cabala”. Putin avrebbe agito forse in attesa che ai vertici degli USA qualcosa cambiasse e un certo leader americano considerato dalla stessa “cabala” e dai propri incoscienti seguaci un pessimo leader, potesse tornare a prendere le redini dell’ impero occidentale,

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infondendo ancora una volta una certa speranza, una certa pace ed un sicuro cambiamento di sistema. Sapete bene di chi parlo, dell’unico Presidente americano a non avere fomentato una guerra anzi, ad aver riappacificato il mondo: Trump. Credo proprio che l’obbiettivo anglofono della “cabala” stia sfumando ogni giorno che passa. La conquista del mondo tanto sognata dai vertici americani, per il momento sarebbe ancora lontana, come lontano di conseguenza sarebbe il governo mondiale ed il leader mondiale autoritario al vertice del NWO. Putin non è certamente uno che si da per vinto.

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Stando ad alcune previsioni molto presto sarà in grado di avvalersi della tecnologia bellica più all’avanguardia in merito a certi armamenti in grado di svolgere un’azione chiave nel “teatro ucraino”. Non esistono solamente gli USA nello studio di armamenti moderni ed efficaci. Anche altri stati non certo simpatici ai registi del NWO, starebbero studiando armi super moderne. L’Iran è uno dei non pochi stati orientali che preferiscono appoggiare Putin piuttosto che la “cabala” occidentale considerata da loro il grande satana. L’Iran avrebbe sviluppato un’industria molto all’ avanguardia nell’ambito dei moderni droni da combattimento. Si va da quelli convenzionali a quelli ad alte prestazioni di tipo Stealth. Ricordiamo che armi sofisticatissime di ultima generazione come i droni iraniani, sarebbero equivalenti alla tecnologia americana ma non solo, anche alla tecnologia israeliana, forse il miglior esercito al mondo. Qualora la Russia si munisca di questi velivoli (com’è ormai previsto) le cose potrebbero rapidamente cambiare nel conflitto ucraino. Quello che sarebbe un pronostico è il fatto che questi velivoli di ultimissima generazione potrebbero arrivare a Mosca da un momento all’altro. Un carico di droni sarebbe già stato spedito attraverso il Mar Caspio diretti a Mosca. Per iniziare le “danze” l’Iran avrebbe spedito dei droni per l’attacco pesante chiamati Shahed 129. In questo caso si tratterebbe di droni realizzati su base UAV, l’ israeliano Hermes 450 ma anche del velivolo americano MQ-1 Predator con tecnologia di realizzazione assorbita anche dal cinese Wing Loong. L’armamento di punta che forma l’equipaggiamento di questi modernissimi droni è la bomba Sadid, un ordigno con testa a frammentazione d’ altissima precisione, sempre di matrice iraniana. Insomma si tratterebbe in questo caso di armamenti davvero sofisticati e precisi. Proprio per la sofisticatezza dei droni si presume che oltre agli armamenti gli iraniani possano intervenire anche con personale specializzato. questa generazione di droni ultrasofisticati sono velivoli in grado di montare missili Sadid o in alternativa otto bombe ed è studiato appositamente per intervenire colpendo obbiettivi sia mobili che fissi, tuttavia il moderno drone si sarebbe dimostrato molto versatile dimostrandosi ottimo anche per la ricognizione oltre che per l’attacco. Anche riguardo all’autonomia del velivolo saremmo di fronte ad un drone all’avanguardia capace di volare per 24 ore senza fermarsi e con un solo rifornimento. Il nuovo drone da combattimento iraniano avrebbe un raggio d’azione di ben 1700 Km sia come precisione che come puntamento.

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Per quanto riguarda l’ altitudine lo Shahed 129 è stato studiato dai tecnici iraniani, per poter raggiungere i 24 mila piedi ma anche per possedere una capacità di monitoraggio con un raggio di ben 200 km. Gli utilizzi di questo versatile drone sono molteplici. Si va dall’attacco alla ricognizione ma il velivolo sarebbe stato studiato anche per la sorveglianza dei confini nazionali. Per quanto riguarda l’attacco il drone iraniano lavora in sinergia con il missile Sadid che sarebbe divenuto l’arma strategica e principale  dello Shahed 129. Il drone sarebbe già stato testato nel 2012. Uno di questi velivoli, in quell’anno, venne abbattuto da un jet militare israeliano sulla Striscia di Gaza. Stando a fonti militari della “stella di David” il drone sarebbe restato almeno tre ore su territorio israeliano prima di essere abbattuto. Questo sarebbe stato uno degli esordi del drone ma nel 2017 il velivolo sarebbe stato protagonista anche di un secondo scacchiere venendo utilizzato anche in Siria, dove avrebbe attaccato le forze americane con il proprio equipaggiamento militare, composto per l’occasione da missili terra aria. Proprio in quel teatro di guerra fu in seguito abbattuto da un jet militare americano. Date alcune indiscrezioni la Russia avrebbe acquistato dalla repubblica degli ayatollah ben 300 droni fra cui alcuni di dimensioni più ridotte come gli Shaded – 191. In questo caso il piccolo velivolo ha la particolarità di essere molto adattabile, tanto da poter essere lanciato nientemeno che da un camion militare. Il proprio raggio d’ azione varierebbe dai 450 ai 1500 Km e può essere equipaggiato con bombe di altissima precisione. La repubblica iraniana avrebbe utilizzato il velivolo anche contro il famigerato stato islamico, ISIS su territorio Siriano nel 2018. Insomma, l’arrivo dei droni di ultimissima generazione forniti dagli iraniani potrebbe portare ad una vera e propria svolta magari come auspico traghettando rapidamente l’ Ucraina verso la fine del conflitto.

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Goldfinger
Author: Goldfinger

Goldfinger è un giornalista specializzato in misteri, opinioni politiche, religione, etica e società ha uno stile talvolta piuttosto controverso nelle opinioni, diciamo che in genere è “ fuori dal coro”, fuori dagli schemi tradizionali

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