COVID: LA NATURA IN EQUILIBRIO di Nicola Migliorini

LA MODIFICAZIONE

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Foto di fernando zhiminaicela da Pixabay

Abbiamo spiegato negli articoli precedenti che un virus altro non è che un’entità biologica, che si comporta come una sorta di “parassita” che per potersi replicare quindi espandersi, proliferare, moltiplicarsi, si trova nella necessità di invadere prepotentemente un ospite, in questo caso un corpo animale o umano come nel caso del Covid. In questo caso individuato

Foto di NickyPe da Pixabay

il corpo con le giuste caratteristiche per fare da ospite involontario esso passando per le vie aeree vi entra e lì inizia la propria lotta per la proliferazione, per la propria sopravvivenza e per la naturale moltiplicazione dato che questo corpo infetto a sua volta infetterà altri suoi simili e porterà il virus a moltiplicarsi nella società (nel caso dell’uomo). Gli anticorpi del soggetto ospite immediatamente entreranno in azione e combatteranno fino all’ultimo sangue cercando di difenderlo e di avere la meglio sul virus ma anche avvertendo il soggetto che qualcosa di anomalo si starebbe verificando. In questo caso avvertendo il soggetto che un entità biologica sarebbe entrata nel proprio corpo e starebbe replicandosi velocemente. In questo caso entrano in scena i sintomi della forma virale come tosse, febbre, raffreddore, insensibilità olfattiva ed altro. Il virus però è un’entità biologica per nulla statica ma un’ entità che tende a modificarsi bypassando gli ostacoli e questo gli permette di poter continuare il proprio  “lavoro” di moltiplicazione con più sicurezza. Perchè spiego questo? E’ bene conoscere anche se sommariamente la dinamica elementare dei virus per poter capire quanto vi esporremo nelle prossime righe. Dato un recente articolo uscito sul blog “Giornalettismo” è bene sapere che stando all’opinione dei ricercatori

Foto di fernando zhiminaicela da Pixabay

il Covid-19 starebbe modificandosi, starebbe andando verso un cambiamento. Nel Coronavirus sarebbe stata notata una mutazione avvenuta negli ultimi giorni, su pazienti ricoverati in questo ultimo periodo presso i vari ospedali nazionali. In pratica in questa fase 2 stiamo assistendo ad un approccio del virus sul soggetto ospite un po’ diverso, indebolito, e questo sarebbe dovuto si pensa, da una parte alle misure prese dalla nazione come il lockdown ma anche al fatto che il Coronavirus stia “imparando” a convivere con l’uomo. Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia all’Ospedale San Raffaele e professore all’Università Vita Salute San Raffaele, ha sottolineato come il Coronavirus stia diventando più debole e questa sorta di “debolezza” che io chiamerei “scaltrezza” altro non sarebbe che una sorta di mutazione per poter garantire la propria sopravvivenza e per la propria riuscita nella riproduzione. Cerchiamo di capire una cosa: Il mondo è da sempre basato sull’equilibrio come amo sempre ricordare. Se la barra ipotetica dell’equilibrio si spostasse troppo a destra oppure a sinistra inizierebbero pericolosi sconvolgimenti che potrebbero portare anche all’annientamento del genere umano e del pianeta Terra. Così è anche per le forme virali. Se fossero troppo aggressive, esse potrebbero portare il proprio soggetto ospite alla morte e la moltiplicazione virale in essere in questo caso arriverebbe all’epilogo.  In pratica il Coronavirus mutando dimostrerebbe una sorta

Foto di Tumisu da Pixabay

di “furbizia” naturale, di adattamento, che potrebbe permettergli di convivere con il soggetto ospite e quindi di continuare a moltiplicarsi indisturbato dato che indebolendosi non sarebbe più in grado di uccidere il soggetto e di conseguenza provocare la propria stessa fine. Da bravo “parassita” starebbe mutando nel modo adeguato per sfruttare al massimo la situazione. L’osservazione in merito alla fase 2 non resta isolata, in effetti altri Coronavirus simili al Sars-Cov-2 sarebbero diffusi in natura da secoli. Essi non provocherebbero danni molto seri. Esiste la possibilità che inizialmente tali forme virali fossero molto aggressive e poi con il tempo siano mutate e si siano indebolite adattandosi ai propri malcapitati ospiti quindi riuscendo in questo modo a

Foto di Darko Stojanovic da Pixabay

garantirsi la sopravvivenza fino ad oggi. Da una parte possiamo tirare un sospiro di sollievo dato che se il virus riuscisse ad indebolirsi, in futuro potrebbe essere curato con facilità, magari come una semplice forma influenzale, dall’altro canto questo particolare ci starebbe facendo sperare in una virulenza davvero minore e magari anche in un futuro “scampato pericolo”. A mia opinione potrebbe essere che in un prossimo futuro, proseguendo in questo modo, il virus si indebolisca a tal punto da divenire una sorta di influenza stagionale semplice da curare. In questo caso mi auguro che l’umanità possa presto iniziare a condurre una vita in piena libertà, come fu nel periodo anteriore alla pandemia. Auspico che il Coronavirus possa ridursi ad essere solamente l’ amaro ricordo di un periodo storico infausto, che forse le prossime generazioni studieranno parlando del nostro tempo.

Nicola Migliorini
Author: Nicola Migliorini

Nicola Migliorini è Direttore Responsabile del media www.mondooggi.com è un giornalista generalista con incarico a 360 gradi.

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