COVID: IPOTETICO COMPLOTTO di Goldfinger

IL MISTERO DEL COVID RESTA APERTO

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Foto di Marcos Antonio Ferreira dos Sa markinhos da Pixabay

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In questo periodo abbiamo parlato della gara contro il tempo della ricerca che starebbe dando l’impossibile a livello di ricerca per poter trovare una soluzione al virus del Covid-19, una forma virale sconosciuta che starebbe mietendo vittime in tutto il pianeta. Una forma virale a mia opinione molto strana, molto particolare dato che  alcune coincidenze (devo ammettere molto strane) starebbero creando alcuni dubbi sul fatto che il virus possa essere una coincidenza naturale ed a questo punto mi tornerebbero alla mente le convinzioni del Cardinal Ranjit quando il prelato sosterrebbe che il Covid possa essere nato in un laboratorio e creato da una potente e ricca nazione. Documentandosi dettagliatamente il fatto che il Covid possa essere una forma virale assolutamente naturale potrebbe forse essere messo in discussione dati i vari dettagli che porterebbero su un solo binario quello del virus creato in laboratorio e sfuggito da esso oppure peggio ancora divulgato in modo da infettare l’umanità intera ma per quale ragione? Per il momento ci è dato di sospettare ma non ci è dato di conoscere a fondo, possiamo ben credere al complotto ma nessuno al momento avrebbe le prove schiaccianti per affermare che il Covid farebbe parte di un complotto

Foto di K. Kliche da Pixabay

di qualcuno che per oscure ragioni avrebbe deciso di infettare l’umanità portandola nel caos totale. Comunque sia a mia opinione il nuovo virus starebbe dimostrandosi una vera e propria bomba che avrebbe portato il mondo (da tempo su un delicato filo del rasoio) nel bel mezzo di una vera e propria guerra. Oggi la guerra a mia opinione non si combatterebbe più nell’ arcaico modo tradizionale con le bombe ed i fucili ma in modo più moderno ovvero con altre potenziali armi come i grossi capitali in grado di abbattere economie intere, in grado di far saltare determinati esecutivi di stati oppure…. Oppure scatenando dei virus, (magari dei virus non altamente letali come l’Ebola) ma assolutamente in grado di destabilizzare gli stati e le economie come potrebbero anche essere i virus influenzali che se in assenza di vaccini anche queste forme virali potrebbero rivelarsi letali. Sul blog “Piccolenote” leggiamo un articolo molto particolare che praticamente offrirebbe qualche ipotetica spiegazione. I mesi che chiusero il 2019 sarebbero stati mesi molto particolari addirittura “profetici” dato che precedettero la tempesta che doveva venire, quella relativa al Covid ma proprio in quei mesi qualcuno forse sapeva oppure intuiva un pericolo che stava per arrivare? Per questo mi faccio delle doverose domande ovvero: come facevano determinate potenze a prevedere che sarebbe successo l’irreparabile? Si tratta di semplici coincidenze? Quando le coincidenze fossero troppe il fatto mi farebbe pensare che forse potrebbe trattarsi di un’ ipotetica malafede. Credo che se una forma virale che scaturisse dal nulla, di colpo, in modo naturale, prenderebbe tutti alla sprovvista ma a mia opinione in questo caso solo qualcuno sarebbe stato preso alla sprovvista

Foto di WikiImages da Pixabay

date le coincidenze che spiegheremo in seguito: A metà novembre 2019 il Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti d’America avrebbe pubblicamente esposto un particolare bando con il quale avrebbe invitato i vari consulenti sanitari esperti in programmi di quarantena a presentarsi per eventuale assunzione. Una sorta di arruolamento di massa, una sorta di arruolamento molto frastagliato e completo dato che i profili richiesti ai candidati erano di vario genere ed i candidati eventuali dovevano essere sparsi nelle varie zone degli States. I professionisti sarebbero stati ricercati a scopo assunzione, per i seguenti incarichi:

(da “Piccolenote”): -“Aiutare a pianificare e attuare un programma per prevenire l’importazione di malattie trasmissibili dall’estero e la diffusione di tali malattie a livello nazionale”.

-“Monitorare le tendenze delle malattie e fornire consulenze ai funzionari preposti per garantire che vengano prese le misure appropriate per impedire l’introduzione / diffusione di malattie trasmissibili da viaggiatori, agenti e vettori eziologici”.

“Fornire assistenza tecnica, consulenza e orientamento ad agenzie nazionali, statali e / o locali; organizzazioni sanitarie; forze dell’ordine federali, statali e locali; dirigenti di aeroporti e porti; reti ospedaliere e altri soggetti privati”.

-“Garantire che siano predisposte, testate e aggiornate regolarmente reti di comunicazione, documenti di pianificazione e protocolli di risposta alle emergenze adeguati”.

Foto di Darko Stojanovic da Pixabay

 

-“Sviluppare e dare formazione a varie agenzie governative e partner locali sui protocolli di risposta alle emergenze, sulle malattie trasmissibili e sulle procedure di quarantena”.

Ricordiamo ai lettori che a metà novembre la “bomba virale del Covid” non era ancora esplosa, il virus non era ancora noto al mondo , in seguito si scoprirà tramite una lunga ricerca che nel distretto di Hubei il primo caso avrebbe avuto luogo il 17 novembre anche se sarebbe possibile ce ne fossero stati altri casi non documentati. Si tratta di preveggenza? Di profezia degli USA? Sempre dal blog “Piccolenote” riusciamo a reperire le zone per le quali sarebbero stati richiesti i consulenti esperti: Dallas, in Texas, El Paso, Texas, Houston, Texas, Seattle, Washington, Anchorage, Alaska, Los Angeles, California, San Diego, California, San Francisco, California, Miami, Florida, Atlanta, Georgia, Honolulu, Hawaii, Chicago, Illinois, Boston, Massachusetts, Detroit, Michigan, Minneapolis, Minnesota, Newark, New Jersey, New York, New York, Filadelfia, Pennsylvania, San Juan.

Torniamo indietro un mese ovvero ad ottobre 2019, quando sempre nel paese dello zio Sam si sarebbe condotta una particolare esercitazione (cui parlammo anche in un precedente articolo). Il 1 Novembre quindi un sito di nome Defence Blog collegato all’Air Force avrebbe dato la notizia di questa particolarissima esercitazione in grande stile condotta alla fine di ottobre 2019, l’esercitazione avrebbe avuto come scopo la gestione di una pericolosa pandemia virale e l’evacuazione di persone infette, dispositivi personali di protezione e moduli di isolamento tramite i quali il malato viaggerebbe fisicamente ed attraverso i quali il personale medico avrebbe potuto fornire assistenza medica.

Foto di Marcos Antonio Ferreira dos Sa markinhos da Pixabay

La base di Charleston che abbiamo nominato precedentemente sarebbe la sola a possedere la dotazione TIS e questo lo specificherebbe il Defence Blog. I partecipanti alla famosa esercitazione mirata sarebbero stati il 43° squadrone di evacuazione aeromedica della Popa Army Airfield ed il 375 AES della Scott Air Force dell’Illinois. Mentre l’esercito USA si sarebbe esercitato nella missione contagio lo stesso mese si sarebbe svolta parallelamente ma in sud America una seconda esercitazione militare: la Event 201 nella quale (da Piccolenote)  truppe USA specializzate sarebbero state coinvolte nell’ evento supervisionato dal John Hopkins Center for Health Security, del World Economic Forum e della Melinda Gates Foundation, come anche della NBC Universal Media, dell’UPS e della Johnson & Johnson. Questa seconda esercitazione militare avrebbe avuto lo scopo di capire le capacità dell’esercito nell’ eventualità di essere costretti ad gestire un focolaio di Coronavirus divampato come un incendio esternamente dai confini sudamericani per provocare il caos in tutto il pianeta. (da Piccolenote) “Come riferiscono i giornalisti il virus immuno-resistente (soprannominato CAPS) stava paralizzando il commercio e i viaggi, mandando l’economia globale in caduta libera. Nel frattempo sui social media dilagavano voci e disinformazione, i governi stavano collassando”… (scenario di stretta attualità). Event 201 sarebbe da considerarsi come l’ultima di un gruppo di 4 esercitazioni relativamente ad uno scenario pandemico, La prima si svolse nella primavera del 2001 relativamente all’ emergenza Antrace, la seconda nel 2005 post Sars e la terza nella primavera del 2018 (Clade X). Le tre esercitazioni tuttavia sarebbero state gestite nella “modalità gioco da tavolo” mentre in questo caso la più attuale. Event 201 sarebbe stata la prima condotta sul campo. (da Piccolenote) Sempre sul sito del Center of Healt Security della John Hopkins University, si può leggere: “Il Johns Hopkins Center for Health Security è stato incaricato dal Global Preparedness Monitoring Board (GPMB) di valutare la capacità di reazione a una pandemia patogena respiratoria ad alto impatto, causata da agenti patogeni con il potenziale per una trasmissione diffusa e un’alta mortalità” (la notizia rimanda a uno studio specifico sul tema). Il primo caso accertato di Coronavirus, a Wuhan,

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

data 17 novembre 2019. Pochi giorni fa il Presidente Donald Trump avrebbe dichiarato lo stato d’emergenza negli Stati Uniti. La decisione sarebbe stata presa dopo vari tentennamenti ma sarebbe stata inevitabile, dato che il virus finora si sarebbe diffuso negli Usa alquanto liberamente rischiando in questo caso di travolgere la popolazione americana ma non solo insieme al popolo americano anche l’attuale esecutivo, l’attuale presidenza che in realtà è malvista da tanti e potenti “salotti” dell’establishement, che ora puntano sull’ antagonista democratico Joe Biden.

 

Goldfinger
Author: Goldfinger

Goldfinger è un giornalista specializzato in misteri, opinioni politiche, religione, etica e società ha uno stile talvolta piuttosto controverso nelle opinioni, diciamo che in genere è “ fuori dal coro”, fuori dagli schemi tradizionali

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