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Credo che ci siamo resi conto che il fattore costo dell’energia e dei carburanti sia una vera e propria speculazione. Sembrava che a inizio Luglio i prezzi del Gasolio si stessero lentamente normalizzando. Al contrario di colpo, lo stesso gasolio e la benzina per autotrazione hanno iniziato di nuovo una corsa al rialzo, superando in questi giorni la soglia psicologica dei 2 Euro al litro.

Lo stretto di Hormuz

Questo famigerato stretto, passaggio privilegiato delle petroliere, avrebbe portato verso una escalation al rialzo sui prezzi dei carburanti e quindi sui prezzi di tutto dato che all’energia è legata la produzione di ogni cosa, i trasporti e via dicendo. La guerra in Iran è stata decisiva per tale stretto.

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E l’Italia?

Se ascoltassimo le menzogne del mainstream saremmo disposti a “bere” l’ennesima cavolata ovvero che la corsa al rialzo dei carburanti, dipenda ancora una volta dalla guerra in Iran e dalle difficoltà marittime nei trasporti dallo stretto di Hornuz, tuttavia non è così. L’Italia non ha nulla a che fare con il famigerato stretto per il fatto che il gas e il greggio da noi non arrivano dallo stretto tramite le petroliere. La maggior parte del gas e del greggio arriva nella terra di mezzo, l’Italia da oleodotti che provengono dalla Libia e dall’Algeria. Questi paesi non hanno nulla a che vedere con lo stretto marittimo incriminato quindi, l’energia da noi dovrebbe essere venduta a prezzi contenuti, tuttavia non è così.

L’Inghilterra, l’asse del male

Il sistema finanziario è radicato in due particolari zone, l’Inghilterra e la Francia. Queste due Corporazioni ex nazioni sono quelle che ospitano il sistema finanziario kazaro dalla notte dei tempi. Dove si decide il prezzo del greggio? In Inghilterra, nella tana del lupo. Per questo il greggio anche in Italia subisce aumenti improponibili nonostante la nostra nazione non abbia nulla o almeno poco da spartire con Hormuz.

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Il nostro male è il sistema finanziario radicato nella City di Londra. La nostra politica? La nostra politica, in questo caso non non intendo destra o sinistra, intendo la nostra politica nella propria totalità gestionale riguardo alla Italy Republic Of (ex Italia), sarebbe gestita da emissari inglesi che si spacciano per politici italiani.

La filiera

La filiera sarebbe la seguente: Il sistema finanziario da ordini all’Inghilterra la quale di conseguenza da ordini alla UE e la UE da ordini all’Italia e agli altri membri dell’Euroclub. Sarebbe possibile disobbedire? Certamente ma per poterlo fare per prima cosa si dovrebbe iniziare ad analizzare l’Articolo 51 per un’uscita dalla UE o quantomeno non avere ai posti di comando emissari della City di Londra a gestire i nostri interessi mascherandosi da politici italiani, che in realtà hanno giurato fedeltà non all’Italia ma all’Europa e quindi al potere finanziario inglese. In realtà un politico che non apprezzo per nulla, Romano Prodi, avrebbe affermato questo concetto più volte e in questo caso non mi resta che apprezzarne la sincerità, ma solo in questo caso.

Bollette, benzina e spesa svuotano i conti di 11 milioni di italiani

di Teresa Monaco

L’Italia è stretta in una morsa economica senza precedenti. Mentre i dati ISTAT 2025 fotografano 10,8 milioni di persone a rischio povertà, la crisi dello stretto di Hormuz fa esplodere i prezzi sul mercato energetico ad aprile 2026. Bollette, carburanti e alimenti diventano un lusso per milioni di famiglie italiane già in difficoltà.

Povertà energetica in crescita: i numeri che fanno paura

I dati ISTAT 2026 raccontano un’Italia che fatica a pagare la bolletta del gas e a illuminare casa. La povertà energetica colpisce il 9,1% delle famiglie nel 2024, in crescita rispetto al 7,7% del 2022 e al 9% del 2023. Un fenomeno strutturale che ISTAT definisce moltiplicatore di disagio.

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Il dato più allarmante riguarda le Isole, dove la povertà energetica è esplosa dall’11,2% al 14,6%. Anche il Nord-Ovest, tradizionalmente più ricco, vede salire la quota dal 5,6% all’8% in due anni. Nessuna area geografica risulta immune.
Le categorie più colpite sono le famiglie monogenitoriali con minori (36,3% rischio povertà) e quelle con almeno un componente straniero (33,7%). Al Sud il rischio sale al 30,5%, nelle Isole al 35,4%, mentre il 47,7% degli italiani non è riuscito a risparmiare nulla nell’ultimo anno e per molti valutare un cambio fornitore luce e gas resta l’unica leva concreta.

Hormuz fa volare benzina e gasolio da riscaldamento

Ad aprile 2026 l’inflazione italiana risale al 2,7% su base annua, trainata dal caos energetico. Il gasolio da riscaldamento segna un impressionante +38,1%, mentre il diesel da autotrazione cresce del 23%. Anche il costo del kWh subisce pressioni, con gli energetici non regolamentati al +5,4%.
I prezzi alla pompa toccano livelli record: benzina a 1,943 euro al litro, gasolio a 1,977 euro al litro al 20 maggio 2026. Prima della crisi i valori si aggiravano sui 1,67 euro al litro. Un balzo che pesa su ogni rifornimento.
Dietro il rincaro c’è la chiusura dello stretto di Hormuz, snodo cruciale per i flussi globali di petrolio. La cascata si riflette sull’indice PUN e sui prezzi all’ingrosso, colpendo energia, logistica e beni alimentari. Anche gli alimentari non lavorati registrano un +2%, completando il quadro di un’inflazione che torna a mordere.

Quanto costa davvero la crisi alle famiglie italiane

L’impatto economico è devastante. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, una famiglia media affronterà una stangata di 731 euro annui. Per una coppia con due figli la cifra sale tra 1.024 e 1.233 euro l’anno. Il Codacons stima un costo macroeconomico complessivo di 23 miliardi di euro l’anno.

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Il quadro sociale è altrettanto preoccupante. Il 35,9% delle famiglie italiane considera pesanti le spese abitative, incluse le bollette di luce e gas, mentre il 22,4% fatica ad arrivare a fine mese. Il 5,2% della popolazione, oltre 2 milioni di persone, vive in condizioni di grave deprivazione materiale.
Si allarga anche l’insicurezza alimentare: nel 2025 il 9,3% degli italiani, pari a circa 5,4 milioni di persone, non può permettersi un pasto proteico adeguato. In questo scenario, confrontare le offerte luce e gas diventa una scelta concreta di tutela del bilancio familiare.

Fonte: papernest.it

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Author: ospite ospite

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