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Come avrete compreso dagli articoli della sezione economia, scritti dai vari giornalisti esperti di monitoraggio economico, essendo in un momento di radicale cambiamento (in meglio o in peggio lo capiremo con il passare del tempo) a farne le spese sono ancora una volta i prezzi relativi ai carburanti. Il prezzo delle materie prime tradizionali per la produzione energetica come gas, petrolio sono in perenne e nervosa fluttuazione al rialzo e si alzeranno purtroppo ancora. A farne le spese è la collettività ovvero la popolazione dei vari stati che nel caso dell’Italia si vede erodere le già deboli entrate mensili, dalle fatture per il riscaldamento e per le bollette dell’energia elettrica. Quello che è certo è che sia possibile evitare questa “emorragia” di denaro continua cercando di evolvere. Per l’energia una soluzione potrebbe essere un impianto fotovoltaico.
Il risparmio tramite l’evoluzione tecnologica
Resta il nodo del riscaldamento che comunque sia è “by-passabile”. Per cercare di risparmiare nel riscaldamento dell’acqua sanitaria sarebbe sufficiente (se si possedesse un impianto fotovoltaico) installare un “boiler” elettrico che riscalderemo con la nostra produzione di energia. Per riscaldare la casa risparmiando sulle bollette del gas sarebbe sufficiente investire qualche denaro su una stufa a pellet o a legna. Sia il pellet che la legna restano oggi due sistemi molto economici se li mettessimo in comparazione con i prezzi del gas. Per riscaldare le stanze che non venissero a contatto con la stufa a pellet o legna sarebbe sufficiente montare un climatizzatore con pompa di calore per stanza per riscaldarla con la produzione autonoma di energia oppure, se la casa fosse adeguata come distribuzione dei vani, optare per una stufa a pellet canalizzata o meglio ancora per una idro stufa o termo stufa. Nel caso della idrostufa riscalderemo a pellet l’intera casa tramite i caloriferi.
L’investimento sul fotovoltaico
L’investimento iniziale per un impianto adeguato ovvero il fotovoltaico resta un investimento che si recupera molto rapidamente vendendo l’energia in eccesso e risparmiando sui propri consumi, oltretutto si prevede una detrazione di circa il 50% in 10 anni. Il risparmio energetico con questo prodotto può essere aumentato esponenzialmente tramite l’affiancamento di stufe a legna o in alternativa a biomasse e l’installazione di climatizzatori con pompa di calore.

Stufa a pellet
Una stufa a pellet base è possibile ammortizzarla in un periodo di circa un anno affrontando un investimento base di 5/600 Euro per una semplicissima stufa a ventilazione forzata. Per una stufa a pellet canalizzata potremo andare incontro a un investimento a partire dai 900 a 1500 Euro in poi. Per una idro stufa ovvero una stufa da installare ai connettori principali dell’acqua da riscaldamento che poi riscalderà i caloriferi di casa, dovremo effettuare un investimento a partire dai 1800 ai 2500 euro in poi, dipendendo dai materiali più o meno prestigiosi che compongono la stufa e dalla potenza desiderata in base alla metratura della stanza o della casa. Il vantaggio del pellet consiste nel fatto di bruciare bene o male tutto e lasciare pochi residue, inoltre il pellet è reperibile ovunque e non necessità di eccessivo spazio per lo stoccaggio. Il pellet è possibile acquistarlo a sacchi quindi anche pochi sacchi alla settimana nel caso non si avesse molto spazio per lo stoccaggio di un bancale di prodotto.
Stufe a legna
Le stufe a legna si aggirano a un prezzo che varia dai 6/700 euro in su, dipendendo sempre dai materiali, dalle marche e dalla potenza delle stufe. Le stufe come pure gli inserti per camino a legna hanno il vantaggio di bruciare un materiale, che confronto al resto costa meno ma lascia più ceneri e quindi la stufa dovrà essere costantemente pulita dalle ceneri e dalle fuliggini di scarto dei fumi. Anche per queste stufe esiste una comoda ventilazione forzata e questo è un vantaggio. Lo svantaggio maggiore sarebbe da vedersi nello spazio per lo stoccaggio della legna, che nel caso del pellet è cosa da poco conto. Anche le stufe a legna sono ottimi prodotti per venire incontro al risparmio nel campo del riscaldamento.
Carburanti da riscaldamento a confronto
PELLET: Il pellet è una biomassa molto intelligente, prodotta con legna pressata proveniente da scarti di falegnamerie o da legna allo stato puro. Fra i vantaggi di queste tipologie di stufe è la programmazione delle accensioni multiple autonome e spegnimenti multipli autonomi durante la giornata. Un secondo vantaggio consiste nella possibilità di non essere necessario tanto spazio per lo stoccaggio del carburante. Il costo medio di un sacco di 15 KG di pellet oggi parte da poco meno di 5 Euro a sacco. Teniamo presente che il consumo nei periodi più freddi per una stanza da circa 70 MQ con una stufa da 7 KW sarà di circa 1 sacco al giorno (Euro 5) in grado di portare la stanza a circa 23 gradi C. In un mese dovremo quidi affrontare una spesa relativa al carburante di 150 Euro circa nei periodi più freddi come dicembre, gennaio e febbraio. I mesi di ottobre, novembre e (se servisse) metà marzo, la spesa si aggirerà a circa 90/100 Euro al mese. In totale potremo affrontare un inverno con una stufa a ventilazione forzata semplicissima con 680/700 Euro.

LEGNA DA ARDERE: Una stufa a legna a ventilazione forzata da 7,4 KW sarà adatta per stanza di medie dimensioni. In questo caso avremo un consumo di circa 1 KG di legna ogni ora. Una giornata di 15 ore avrà un consumo giornaliero (casa mediamente coibentata) di 18 KG di legna, il consumo mensile sarà mediamente di 4,5 quintali di legna. Calcolando che un quintale di legna di media qualità e secca oggi si aggira intorno ai 25 Euro/Q, significa che in un mese spenderò circa 112,00 Euro. In un inverno quindi dovrò affrontare una spesa di circa 562,00 Euro, calcolando che nei mesi più freddi il consumo sarà maggiore (fonte). Uno dei vantaggi della stufa a legna è il basso costo dell’investimento iniziale e del carburante. Fra gli svantaggi lo spazio necessario allo stoccaggio della legna, le accensioni manuali e la non possibilità di programmarle, oltretutto confronto al pellet la stufa necessiterà di una pulizia più frequente ma niente di speciale, la si potrà pulire autonomamente e questo è un vantaggio da considerare.
GAS METANO: Questo mese ARERA ha posizionato il prezzo del metano a 0,509 al metro cubo (fonte). Questo è solamente il costo della materia prima. Al costo vero e proprio della materia prima dovremo inserire tutti i balzelli del caso che mediamente saranno di 0.135 Euro a metro cubo e faranno lievitare il prezzo della materia prima a Euro 0,644 (fonte). Si consideri che il consumo di gas e di energia elettrica per il riscaldamento, in Italia, incide mediamente a famiglia Euro 1411,00 in un inverno (fonte). Lo svantaggio del gas naturale da riscaldamento consiste nel costo maggiore e nella tassazione applicata al metro cubo, ma anche nella manutenzione periodica alla caldaia come pulizia annuale, prova fumi ed eventuali guasti. Oltretutto il gas essendo quotato in borsa rimane più suscettibile alla speculazione e quindi al nervosismo dei prezzi, che si dimostrerebbero in costante rialzo, in modo particolare con l’aumentare della richiesta nei periodi più freddi. Il gas ha anche lo svantaggio di porgere il fianco alle decisioni più o meno scellerate, della politica nazionale e internazionale oltre che delle ideologie talvolta insensate instillate per scopi puramente speculativi, che lo portano a essere un carburante svantaggioso, con i prezzi sempre più suscettibili e orientati verso un aumento cronico.
Riepilogando
Per riassumere: i costi per riscaldare la nostra abitazione considerando i prezzi medi delle biomasse, della legna e del gas, in una casa di grandezza media portano al primo posto la legna secca da ardere come carburante più economico in assoluto, seguita dal più versatile pellet e in netto svantaggio il gas metano che si attesta una vera e propria “cenerentola” in fatto di riscaldamento e come il carburante più “tartassato” da tasse e balzelli.

Conclusione
Concluderei con una domanda lecita seguita da una doverosa riflessione: vale davvero la pena di non adeguarsi ad altri sistemi di riscaldamento per altro velocemente ammortizzabili, quando di contro siamo spettatori di una politica che disincentiva totalmente l’utilizzo del gas, portandolo ad attestarsi su prezzi talmente scandalosi da svuotarci “le tasche”?
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