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Come abbiamo affermato in alcuni precedenti articoli saremmo a conoscenza del fatto che, da quando esiste il mondo le guerre possano avere una motivazione ben precisa. Sinceramente credo più nel fatto che ogni guerra presente ma anche anche passata possa aver avuto qualche motivazione specifica e ben studiata (conosciuta solamente a certe persone) che andrebbe al di là dell’odio atavico fra i popoli. Penso sinceramente che ogni conflitto armato possa celare grandi e variegati interessi. Abbiamo visto nell’articolo precedente quali potrebbero essere alcuni interessi legati all’odierno conflitto afghano, tuttavia la particolare zona asiatica, celerebbe anche altri importanti motivi che potrebbero essere una causa del conflitto. Sarebbe arrivato il momento di pensare che “tutto non avviene mai per caso” in modo particolare quando si tratta di conflitti armati. Penso sinceramente che se non fosse per un sistema che oserei definire predatorio, su cui sarebbe basato l’odierno sistema mondo, probabilmente le guerre sarebbero un ricordo. In genere amo indurre a delle riflessioni. Con i miei articoli cerco talvolta di essere anche provocatorio e spero mi perdonerete. Credo che solamente  tramite una certa provocazione, sarà possibile regalare un’informazione alternativa che possa creare nel lettore una certa presa di coscienza per quanto riguarda possibili scenari.

Se così non fosse a cosa servirebbe l’informazione? Solo per descrivere gli accadimenti che si susseguono giorno dopo giorno? No. Credo che l’informazione responsabile debba condurre il lettore a riflettere profondamente sulle potenziali motivazioni relativamente che possano scatenare tali accadimenti. Solamente in questo modo colui che leggerà, potrà avere una visione alternativa su quanto accade e magari, arrivare al punto di avvicinarsi ad una certa realtà, quella che in genere si cerca di tenere nascosta. Solo in questo modo il lettore potrà capire nel profondo e di conseguenza nel proprio piccolo ma grande mondo adoperarsi per un mondo migliore.

L’Afghanistan da sempre starebbe vivendo un periodo drammatico dal punto di vista sociale ed umanitario ed oggi più che mai. Da una parte l’integralismo islamico che con le proprie regole oscurantiste avrebbe fatto regredire un paese libero, dall’altro canto la minaccia di guerra in atto. Una crisi provocata dagli attuali vertici americani, tramite il ritiro delle truppe americane dal paese, ultimo baluardo di una certa stabilità. Come precedentemente accennato sappiamo tuttavia che “nulla avverrebbe per caso” quando si trattasse di conflitti armati. E’ necessario chiedersi i motivi di quanto accada in modo da capire. Prima di tutto è necessario sapere che proprio l’ Afghanistan sarebbe molto ricco di risorse minerarie importantissime per l’industria, ma anche per l’ alta tecnologia. L’occidente  dal canto suo oggi sarebbe affamato di tecnologia. Proprio per questa ragione proprio l’occidente necessiterebbe di materia prima che in certi casi non sarebbe più così abbondante come negli anni passati. In merito alle materie prime non c’è oggi solo l’occidente ad esserne interessato ma anche la Cina, il gigante asiatico “fagocitatore” che starebbe spingendo sempre più la propria economia nella stessa direzione di quella occidentale, cercando di ritagliarsi uno spazio geopolitico, di potenza dominante,

Foto di Karl Allen Lugmayer da Pixabay

per ora nella zona orientale ma non solo. L’obbiettivo principale della Cina sarebbe il dominio del mondo entro il 2050. Una delle materie prime importantissime oggi è un particolare minerale che in futuro sarà sempre più richiesto: il litio, un metallo alcalino necessario per applicazioni in campo medico, nucleare e bellico. Quello che però lascerebbe intuire l’importanza di questo minerale è che proprio il litio sia importantissimo per la produzione di batterie elettriche con sempre maggior efficienza. Il futuro sarà per forza di cose Green. Prendiamo in considerazione anche solamente il settore dell’ automotive, uno dei mercati che starebbe mutando rapidamente ad elettrico. Quante batterie saranno necessarie per colmare la sete di accumulatori per quel mercato specifico? Non solo il Litio, tuttavia la zona sarebbe ricca anche delle famose terre rare. Le terre rare forse non tutti lo sanno ma sarebbero presenti in molti prodotti di utilizzo comune. Questi minerali sarebbero necessari anche a livello militare o nel campo elettronico super specializzato come i superconduttori, i magneti, i laser, le turbine ed i sistemi di guida per satelliti e missili. Nella zona sarebbero presenti anche minerali come i PGM (minerali della famiglia del platino). Stando a quanto riportato sul quotidiano “Il Giornale” il consumo di litio verrebbe assorbito per il 39% dalle aziende di produzione di batterie, per il 30% dai produttori di vetro e ceramica. Il restante da altri settori come il trattamento dell’aria, produzione di grassi lubrificanti e di polimeri. Le riserve di questo specifico ed importantissimo minerale sono situate in Bolivia, Cile, Australia, Usa, Messico e Cina ma anche in Afghanistan.

(Da Il Giornale) Un rapporto datato 2017/18 dell’Usgs, il servizio geologico degli Stati Uniti, rileva che l’Afghanistan ha depositi di spodumene, ma non fornisce stime sul tonnellaggio, sebbene sembri che esse ammontino – insieme ad altre risorse minerarie – a mille miliardi di dollari.

Si stima che nel complesso carbonatico di Khanneshin esista un deposito non trascurabile di terre rare, stimato indicativamente 1,178 milioni di tonnellate. Oltre a questo minerale la zona sarebbe ricca di altri prodotti minerari come fosforo ed uranio. Stando alla notizia riportata su Il Giornale sarebbero stati scoperti anche giacimenti di lantanio, cerio, praseodimio.

Foto di Mikes-Photography da Pixabay

Forse non ci crederete ma anche il comunissimo rame, si stima che fra qualche decennio potrebbe divenire un metallo ricercato, dato l’utilizzo crescente nel settore industriale ed elettronico, in particolar modo per l’entrata in scena della tecnologia green. La zona dell’ Afghanistan sarebbe ricca anche di rame, anzi sarebbe in possesso dei giacimenti fra i più grandi del mondo. Stando ad un rapporto datato 2019 il rame estraibile dalle miniere si attesterebbe a circa 30 milioni di tonnellate certificate con aggiunta di 28.5 milioni di tonnellate di possibili nuovi giacimenti. Il valore sarebbe da vedersi in centinaia di miliardi di dollari. Quello che è importante sapere è il fatto che la Cina avrebbe iniziato da tempo a mettere le mani su tali minerali. Per l’occidente quindi sarebbe necessario isolare la Cina, come? Tramite un nuovo conflitto. Saremmo quindi di fronte anche all’ennesimo conflitto nel tentativo di dominio geopolitico fra le potenze occidentali, che cercherebbero di accaparrarsi le materie prime necessarie per il proprio fabbisogno industriale. Un tentativo quindi di strappare all’ “idrovora” cinese il predominio. Torniamo ora alle ricchezze dell’ Afghanistan. Un altro minerale piuttosto importante è da vedersi nel cromo. I depositi afghani di cromite di alta qualità si stimano a circa 20 mila tonnellate. La zona sarebbe in possesso anche di bauxite e minerale di alluminio (circa 2,5/3milioni di tonnellate). Per quanto riguarda i minerali preziosi la zona abbonderebbe di smeraldi, riserve aurifere. L’ Afghanistan ospiterebbe anche giacimenti di gas e petrolio anche se non sarebbero fra i più ricchi se paragonati ai giacimenti di alcuni stati sud americani. Tuttavia nel complesso, trattandosi di idrocarburi e dall’altro canto di un mondo assetato di energia, anche questi giacimenti non sarebbero trascurabili. Oltre a tutto questo “ben di Dio” l’Afghanistan farebbe gola anche per altri interessi cui parlammo negli articoli precedenti come il famoso oleodotto che passerebbe proprio in quella zona, le piantagioni di oppio coi l’Afghanistan è certamente ricco. Potremmo quindi supporre che l’Afghanistan, una zona principalmente brulla ed apparentemente di poco conto, si sarebbe scoperta come un polo importantissimo per lo sfruttamento geologico, nel bel mezzo di un intreccio di interessi per il dominio, fra oriente ed occidente cui l’ Afghanistan rischierebbe di esserne schiacciato.

 

Goldfinger
Author: Goldfinger

Goldfinger è un giornalista specializzato in misteri, opinioni politiche, religione, etica e società ha uno stile talvolta piuttosto controverso nelle opinioni, diciamo che in genere è “ fuori dal coro”, fuori dagli schemi tradizionali

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