Haiti, un paese davvero particolare. Una piccola Fetta nella west coast dell’isola caraibica Hyspaniola, occupata quasi nella propria totalità dalla Repubblica Dominicana. Un’ isola sola delle dimensioni indicative della Lombardia dove devono per forza di cose coesistere due stati, due popolazioni differenti, due culture diverse e due status tutt’altro che simili. Uno Haiti, porto franco, l’altro la Repubblica Dominicana, uno stato dalle normali regole. Anche le differenze nella stabilità della zona sono differenti. Haiti, da sempre piuttosto instabile, dall’altro canto la Repubblica Dominicana, totalmente stabile. Il motivo di questo breve preambolo è per il fatto che parleremo di un recente accadimento in merito ad Haiti anche se in seguito, spazieremo su altri accadimenti che in questo caso avrebbero come base Africa. Oggi ispirati dal blog “La cruna dell’ago” riusciremo finalmente ad avere qualche ipotesi in merito all’ assassinio del giovane Presidente haitiano. Un triste accadimento consumato un paio di mesi or sono. Una notizia poco confortante è il fatto che proprio il Pentagono avrebbe affermato di aver addestrato il commando che avrebbe portato a termine l’assassinio di Jovenel Moise. Sul coinvolgimento degli americani in merito all’assassinio del leader haitiano erano già emersi sospetti, ma ora le più fosche previsioni verrebbero avallate puntualmente, da una conferma da parte del Ministero della Difesa degli Stati Uniti d’America. John Kirbi, il portavoce della difesa americana avrebbe ammesso che il commando formato da sette paramilitari colombiani, che in seguito avrebbero assassinato Moise, sarebbe stato addestrato dall’ intelligence USA, dal Pentagono.

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Chi sarebbero i “registi” sotto questa trama? Per chi come noi si occupa di articoli dedicati alla sezione misteri o controcorrente non è così difficile capirlo. Dietro queste trame segrete come sempre si presume ci possa essere la mano del deep state americano ovvero dell’ avanguardia del NWO. Uno dei particolari che avrebbero lasciato pensare al coinvolgimento americano nel progetto di destabilizzazione riguardo alla piccola repubblica caraibica, il fatto che le pallottole utilizzate dal commando colombiano, abbiano lasciato una “firma” molto chiara. Le pallottole utilizzate per l’assassinio del Presidente Moise sarebbero state tutte del tipo NATO ovvero quelle munizioni tipiche dei famosi fucili d’assalto M4A1 e FN Scar. In seguito (riporta la cruna dell’ago) ci sarebbe stata una rivelazione. Uno degli appartenenti al commando killer sarebbe stato anche un informatore della DEA, la nota agenzia statiunitense antidroga. Saremmo pertanto di fronte ad un legame fra il commando colombiano e alcune intelligence Agency degli Stati Uniti d’America. Un legame che non sarebbe certamente una novità ma un rapporto di lunga data. Da decenni gruppi irregolari di commando sud americani verrebbero utilizzati dalla CIA e dalla DEA per svolgere il lavoro sporco, come togliere di mezzo leader politici stranieri scomodi al sistema, oppure personaggi scomodi in grado di minare gli interessi dell’ antistato americano. Quello che potrebbe essere una chiave iniziale per cercare di comprendere i motivi di quanto accadde ad Haiti consisterebbe nel fatto che il giovane ex Presidente stava in qualche modo mettendo i pali fra le ruote al sistema. I media anglofoni come ad esempio il colosso mediatico Bloomberg lamentò il fatto di mettere poca propensione e poco impegno nella divulgazione dei vaccini anti Covid. Pensate un po’, dopo un mese circa dalle critiche di Bloomberg, Moise, sarebbe stato tolto di mezzo dai paramilitari. Un caso? Sembrerebbe che i media internazionali siano stati investiti del compito di mettere in allarme coloro che sarebbero sospettati di essere potenziali ostacoli alle lobby farmaceutiche. Ora però farei un salto nel globo e mi sposterei in Tanzania, sullo scacchiere africano. Anche il questa nazione ci fu un caso molto simile. La Tanzania fu governata recentemente da un Presidente di nome Magufuli. Il mese che precedette la morte del leader di Governo africano il media anglofono The Guardian pubblicò un articolo sponsorizzato dalla Fondazione Gates intitolato: “è tempo per l’Africa di mettere un freno al presidente anti vaccini.” Anche Magufuli fu un leader non troppo entusiasta per quanto riguarda la campagna vaccinale imposta dai potentati mondiali verso il proprio popolo. Il mese successivo l’uscita dell’articolo dell’ anglofono The Guardian, Magufuli moriva in situazioni poco chiare e veniva sostituito dalla propria vice Presidente Samia Suhulu che al contrario dell’ex leader iniziò una nuova politica: accogliere la proposta del Fondo Monetario Internazionale tramite una stretta collaborazione nella lotta alla pandemia. Una collaborazione con l’ FMI da sempre osteggiata da Magufuli, uno dei primi presidenti africani a criticare l’inaffidabilità dei tamponi, che a suo dire avrebbero rilevato positività al contatto con ogni frutto od animale. Stesso iter per quanto riguarda un terzo tentato omicidio.

Foto di Gordon Johnson da Pixabay

Il tentativo nell’assassinio del  Presidente del Madagascar Rajoelina contrario alla distribuzione dei vaccini e preoccupato per via dei propri effetti collaterali. Anche Rajoelina lo scorso anno avrebbe esposto critiche verso le istituzioni internazionali per l’accanimento nel non voler riconoscere un rimedio naturale per altro a basso costo come l’Artemisia nella cura del Covid. Parlammo con molta speranza se non erro in passato di questa scoperta riguardo all’Artemisia. Anche il leader del Madagascar si rifiutò di distribuire i sieri mentre le autorità del luogo sventavano un piano per eliminare lo scomodo Presidente africano. Una bella trama non è vero? Un vero e proprio film di spionaggio. Una macabra trama piena di similitudini, legate alla sorte che in realtà sarebbe toccata ai leader di stati renitenti alla vaccinazione di massa verso i propri popoli. Una vera e propria strada comune che legherebbe i destini di questi presidenti stranieri a partire dall’ Africa sub sahariana per arrivare al centroamerica. Una sorte misteriosa che avrebbe avuto lo scopo di punire tutti i capi di stato, che avessero cercato di non aderire per varie ragioni alle lobby della farmaceutica, in modo particolare opponendosi ai voleri di Bill Gates. Per esperienza sappiamo che coloro che riuscissero in qualche modo a mettere a rischio gli interessi di queste precise lobby, in genere sarebbero morti in circostanze misteriose o morti suicidi oppure comunque deceduti non certamente per morte naturale. Una serie di eventi quindi non certo entusiasmanti. Eventi in grado di portare a delle riflessioni coloro che leggeranno questo articolo. Spero ardentemente che qualcuno inizi a riflettere su questi spiacevoli eventi ma anche sui tempi che staremmo vivendo. In questo caso non centrerebbe il vaccino che una fascia di cittadini potrebbe aver fatto o meno per una scelta obbligata oppure per una scelta personale. In questo caso penso che per capire i nostri turbolenti tempi, sia necessario riflettere molto bene su tutto. Un’attenta riflessione potrebbe portare ad una vera e propria rinascita personale e collettiva.

Goldfinger
Author: Goldfinger

Goldfinger è un giornalista specializzato in misteri, opinioni politiche, religione, etica e società ha uno stile talvolta piuttosto controverso nelle opinioni, diciamo che in genere è “ fuori dal coro”, fuori dagli schemi tradizionali

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