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A posteriori del triste evento avvenuto a capodanno ovvero il rogo della discoteca elvetica nel quale sono deceduti parecchi ragazzi, mentre festeggiavano la fine dell’anno vecchio, parleremo di incendio e dei comportamenti che si dovrebbero tenere per cercare di salvaguardare la vita propria e la vita dei propri cari, nel caso ci si trovi a dover fronteggiare un rogo, in casa propria oppure in un locale affollato o anche nei locali di lavoro dove ci rechiamo ogni giorno.

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Un pericolo da non sottovalutare: l’incendio

Uno dei pericoli per le perone sono gli incendi. L’incendio è un pericolo piuttosto sottovalutato nella nostra nazione. Non si penserebbe mai che potrebbe toccare a noi dover subire un rogo. L’incendio di casa è una vera e propria disgrazia che diviene ancor più pesante, nel caso del rogo di un’abitazione residenziale. In questo caso, ancor peggio se la famiglia interessata non avesse contratto una polizza assicurativa specifica. A prescindere dal fatto che il rogo possa aver distrutto la casa anche solo in parte, gli abitanti saranno obbligati a recarsi presso terzi o in affitto per poter continuare a vivere.

L’affitto non si trova dall’oggi al domani quindi un possibile incendio, anche nel migliore dei casi, ovvero senza feriti ne morti, potrebbe rivelarsi un vero e proprio incubo. Nel caso che gli abitanti fossero assicurati contro l’incendio, allora il fatto traumatico prenderebbe una direzione diversa, magari più leggera ma non certo piacevole, tuttavia un trauma come il rogo di casa propria o della propria azienda, non è certo un’avventura da augurare a qualcuno.

L’incendio e il fomo, alleato mortale

Spesso quando una casa prende fuoco il rogo mette a repentaglio la vita degli abitanti, soprattutto se di notte quando chi dorme non si accorgesse del rogo. In questo caso il fumo potrebbe potrebbe divenire un nemico insidioso e subdolo capace di uccidere nel sonno. Nel caso di un incendio in cui gli abitanti di casa fossero coscienti del fatto, il panico potrebbe essere un secondo nemico ancor più insidioso del primo. La perdita di lucidità potrebbe arrecare più danno alle persone che l’incendio stesso. Il panico si rivela sempre un pessimo compagno dato che non permette di ragionare freddamente, questo impone alle persone di fare scelte non risolutive per quella situazione specifica, anzi, spesso il panico porta a situazioni che al contrario aggravano la situazione.

La prevenzione

Come prevenzione sarebbe bene assicurare la propria abitazione per i danni dovuti a un incendio prestando attenzione a contrarre una polizza completa che preveda anche un adeguato ricorso ai danni verso terzi, specialmente se si avessero dei vicini di casa che potrebbero essere danneggiati dall’incendio di casa propria. Un secondo particolare per la prevenzione sarebbe bene posizionare nei punti più in vista appositi estintori, prestando attenzione al fatto che siano revisionati annualmente. Gli estintori non sono denaro butto poichè se resi sempre efficienti, potrebbero salvare o arginare la situazione nel caso iniziale del rogo.

Classi di incendio (prima cosa da sapere)

Gli incendi si dividono in classi, in base a cosa sta bruciando:

  • Classe A → materiali solidi (legno, carta, tessuti)
  • Classe B → liquidi infiammabili (benzina, alcol, solventi)
  • Classe C → gas infiammabili (metano, GPL)
  • Classe D → metalli (magnesio, sodio, alluminio)
  • Classe F → oli e grassi da cucina

Tipologie di estintori e utilizzo

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Estintore a polvere: Il più diffuso e comune, adatto per i casi A-B-C

Dove si usa: abitazioni, uffici, auto, magazzini

Vantaggi: molto efficace, spegne quasi tutto

Svantaggi: sporca tantissimo, rovina apparecchiature elettroniche

Estintore a CO₂ (anidride carbonica)

Ideale per elettricità, estintore adatto a incendi tipo B incendi elettrici quadri elettrici, server, macchinari ecc.

 Dove si usa: sale server, laboratori, uffici con presenza di PC, prese elettriche e quadri elettrici

Vantaggi: non lascia residui ed è perfetto per apparecchi elettrici.

Svantaggi: poco efficace su materiali solidi e pericoloso in ambienti chiusi poichè toglie ossigeno

Estintore a schiuma

Ottimo per liquidi, adatto per incendi di tipo A e B

Dove si usa: uffici, negozi, scuole

Vantaggi: meno sporco dovuto alla polvere, raffredda il fuoco

Svantaggi: non adatto a incendi elettrici sotto tensione

Estintore ad acqua

Adatto esclusivamente per materiali solidi

Funziona nel caso di incendi di tipo  A

Dove si usa: uffici, scuole, archivi

Dove non si deve usare: materiale elettrico e liquidi infiammabili

Estintore per metalli

In questo caso si tratta di un estintore molto specialistico per incendi di tipo D

Dove si usa: industrie metalmeccaniche, laboratori specifici

Dove non usare: Mai usare un estintore ad acqua o CO₂ sui metalli: rischio esplosione.

Estintore per cucine (classe F)

Questo tipo di estintore è adatto per cucine professionali

Funziona su: incendi di tipo F
Dove si usa: ristoranti, friggitrici, mense, aziende cha prevedano una cucina professionale

Vantaggi: spegne oli bollenti senza schizzi.

Riepilogo schematico tipologie di estintori

Tipo estintore Classi Uso tipico
Polvere A B C casa, auto, aziende
CO₂ B + elettrico quadri elettrici
Schiuma A B uffici, scuole
Acqua A carta, legno
Metalli D industrie
Cucine F ristoranti

Gli americani e le polizze incendio

In USA dove l’incendio è uno dei fenomeni più temuti, essendo in possesso oltre tutto case in legno, si stima che circa l’88% dei proprietari di casa degli Stati Uniti abbiano una polizza di home – owners insurance che copre la struttura dell’abitazione, inclusi danni da fuoco e incendio come parte delle garanzie standard.

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Gli italiani e assicurazioni per incendio di casa

Controtendenza in Italia dove ancora oggi non esiste un dato ufficiale preciso  aggiornato su quante persone singole (o famiglie) siano assicurate specificamente contro l’incendio di casa. Oltre tutto in Italia la polizza da incendio non è neppure obbligatoria. Consideriamo ora delle stime affidabili basate sui dati delle assicurazioni sulla casa, dato che la copertura incendio è la componente principale della maggior parte delle polizze abitative

Dati stimati sulla copertura incendio per le abitazioni in Italia

Si stima che solamente il 50–52% delle abitazioni italiane siano coperte da una polizza casa che includa anche la garanzia incendio. Questo significa che circa metà delle famiglie proprietarie di un’abitazione possiedano una copertura assicurativa contro i danni da incendio (dato ANIA/assicurativo recente) .

  • Dati di ANIA indicano che più della metà delle unità abitative in Italia abbiano una polizza assicurativa che copra anche il rischio incendio (circa il 50-52% del totale) .
  • Questo numero include polizze multirischio casa che normalmente coprono incendio, scoppio e altri rischi base.

La copertura strettamente contro eventi catastrofali (terremoto, alluvioni ecc.) è notevolmente più bassa (intorno al 5-6% delle abitazioni), ma questo non influisce sulla stima generale per incendio che è di gran lunga più diffuso rispetto alle coperture per calamità naturali.

Cosa significa questo in termini di persone?

  • In Italia ci sono circa 25-28 milioni di famiglie (secondo dati Istat recenti sull’incidenza delle famiglie con almeno una unità abitativa).
  • Applicando la percentuale di circa 50%-52% di abitazioni con assicurazione casa, si può stimare che circa 12,5–14,5 milioni di famiglie abbiano una copertura assicurativa che includa la protezione contro l’incendio della propria abitazione.

Un incendio domestico può scatenarsi in pochi minuti e trasformare un’abitazione o peggio un locale frequentato in un luogo pericoloso, soprattutto per fumo e panico. Le indicazioni dei Vigili del Fuoco insistono su un punto: la priorità è proteggere le persone, non gli oggetti. Sapere come muoversi, quando chiamare i soccorsi e quali errori evitare può fare la differenza. Ecco le azioni essenziali da tenere a mente, dal primo allarme alla prevenzione quotidiana. Nelle prossime righe da un articolo di Teresa Monaco potremo comprendere come dovrebbe essere il comportamento in caso di incendio sia di casa propria come di locali affollati.

Italia: Stime di immobili abitativi e aziendali vittime di roghi

Ottenere dati precisi e aggiornati sul numero di incendi che interessano ogni anno in Italia le aziende e le abitazioni non è semplice perché le statistiche ufficiali dei Vigili del Fuoco, suddividono gli interventi per categoria di luogo e causa, e spesso vengono pubblicati con notevole ritardo (es. dati completi più recenti disponibili sono spesso di qualche anno fa). Tuttavia, ecco un quadro basato sulle fonti disponibili:

Incendi in generale (tutti i tipi di incendio in Italia)

Stando ai dati storici disponibili, in un anno come il 2017, i Vigili del Fuoco hanno effettuato circa 325.000 interventi per incendi ed esplosioni in tutta Italia. Di questi, circa l’11,2 % sono stati incendi scaturiti all’interno di abitazioni (case e appartamenti). 
Questo significa circa 36 000 incendi domestici in quell anno, considerando che le percentuali specifiche di incendi domestici e aziendali variano di anno in anno e non sempre vengono pubblicate separate ogni anno.

Incendio di abitazioni

Per l’anno 2020, dai dati dei Vigili del Fuoco si stimava che in Italia ci fossero circa 36 166 incendi in appartamenti e locali di abitazione durante l’anno. 
Stando a quanto detto, la media è di circa circa 100 incendi domestici al giorno secondo questa stima nell’anno 2020. 
Per quanto riguarda gli incendi degli anni posteriori al 2020 non sono dati ufficiali annuali, ma danno un’indicazione dell’ordine di grandezza di questo fenomeno.

Incendi in aziende e luoghi di lavoro

Per quanto riguarda invece i luoghi di lavoro, le statistiche ufficiali italiane non sempre distinguono nelle pubblicazioni gli incendi subiti a carico di aziende rispetto alle altre tipologie di incendi (come attività commerciali, capannoni, ecc.).

Alcune analisi non sempre provenienti da dati ufficiali completi, stimano migliaia di incendi in ambienti lavorativi/aziendali ogni anno: ad esempio, per il 2023 si parla di circa 1 200 interventi per incendi nei luoghi di lavoro (dato indicativo da fonti settoriali). 
Questi includono capannoni, uffici, ambienti produttivi e commerciali, ma la suddivisione precisa per azienda non è sempre diffusa nelle statistiche pubbliche. Scommetto che non vi aspettavate una mole del genere di incendi in Italia. Il fenomeno non è affatto da sottovalutare anche se nella nostra nazione si danno priorità ad altri fenomeni lontani da quello del rogo.

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In sintesi – numeri orientativi annuali in Italia

Tipo di incendio Numero stimato vicino recente
Totale incendi (tutti i tipi) ~300 000+ interventi (es. 2017)
Incendi domestici ~36 000 all’anno (anno 2020)
Incendi aziendali / nei luoghi di lavoro ~1 000-1 200 stimati (anno 2023 indicativo)
Incendi boschivi / territoriali ~2 500-6 500 all’anno variabili

Sunto dal lato pratico

Gli interventi dei Vigili del Fuoco per incendi domestici sono un fenomeno significativo (decine di migliaia l’anno).

Gli incendi in aziende o luoghi di lavoro, pur essendo meno frequenti in termini assoluti rispetto alle abitazioni, rappresentano comunque un migliaio circa di interventi l’anno secondo stime settoriali.

I dati più recenti e dettagliati vengono pubblicati negli annuali “Annuari delle statistiche ufficiali del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco”, ma normalmente con dati di attività dell’anno precedente. A conti fatti sarebbe necessario poter avere una banca dati sulle polizza da incendio e magari ottenere l’obbligatorietà per poter far fronte ai danni, alle ricostruzioni e ai disagi dovuti da questo fenomeno assolutamente traumatico che può arrivare alla morte degli abitanti di casa o dei dipendenti di un’azienda.

Primi minuti decisivi: allarme, uscita ordinata e chiamata ai soccorsi

di Teresa Monaco

Quando ci si accorge delle fiamme, la regola numero uno è restare lucidi: il rischio più grande è il panico. Se l’incendio è confinato, chiudere la porta della stanza può rallentare la propagazione e guadagnare tempo. Se in casa c’è un sistema di allarme, attivarlo aiuta ad avvisare chi è vicino e a far scattare l’evacuazione.

Se le condizioni lo permettono, bisogna lasciare l’abitazione e dirigersi verso le scale, scendendo con calma e senza correre per ridurre il rischio di cadute. L’ascensore non va utilizzato: può fermarsi, aprirsi su piani invasi dal fumo o diventare una trappola in caso di blackout.

  • Una volta fuori, non rientrare per recuperare oggetti o animali: segnalare invece la presenza di persone in pericolo.
  • Se si riesce, chiudere porte e finestre dei locali coinvolti senza mettere la chiave, limita l’afflusso di aria che alimenta le fiamme e lascia accesso ai soccorsi.
  • Solo dopo essersi messi in sicurezza, vanno chiamati i soccorsi, indicando indirizzo completo, persone coinvolte e dettagli utili su dove è nato l’incendio.
  • Se non puoi uscire: come difenderti da fumo e calore dentro casa

Quando le vie di fuga sono bloccate dal fuoco o dal fumo, l’obiettivo cambia: creare una barriera e attendere i soccorsi nel modo più sicuro possibile. Chiudere la porta della stanza e tutte quelle tra te e l’incendio, limita l’arrivo di calore e gas. Se le fessure lasciano passare aria, sigillarle con stracci, coperte o nastro adesivo può offrire un margine prezioso, spesso di diversi minuti.

Prima di aprire una porta, controllarla con il dorso della mano: se è calda, significa che il fuoco è vicino e aprirla può alimentare le fiamme; se è fredda, aprirla lentamente permette di verificare se il corridoio è già invaso dal fumo. In presenza di fumo, proteggere naso e bocca con un indumento bagnato e restare il più possibile vicini al pavimento, dove l’aria è più respirabile.

Se è accessibile un balcone senza esporsi al fumo, raggiungerlo e segnalare la propria presenza. Una coperta bagnata può aiutare a schermarsi da calore e particelle. In un edificio a più piani, se l’incendio si sviluppa sotto di te, salire verso l’alto e attendere i soccorsi può essere più sicuro che tentare un passaggio tra fumo e fiamme. Se non si dispone del telefono, richiamare l’attenzione dei vicini gridando o sventolando un indumento colorato.

Prevenzione in casa: le abitudini che riducono il rischio di incendi

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Le cronache ricordano che molti incendi domestici nascono da gesti comuni. In cucina, non lasciare pentole con liquidi in ebollizione: una fuoriuscita può spegnere la fiamma e creare situazioni pericolose. Quando si esce, controllare che i fornelli siano spenti e, se possibile, non lasciare i più piccoli da soli vicino ai fuochi. Fiammiferi e accendini non sono giochi: vanno usati con rispetto e tenuti fuori dalla portata dei bambini.

Anche l’elettricità è un fattore critico. Alimentare più apparecchi con una sola presa può surriscaldare i contatti e aumentare il rischio di incendio. Nel togliere una spina, non tirare il cavo: si possono danneggiare conduttori e prese, favorendo cortocircuiti. In questa logica rientrano anche controlli pratici come la messa a terra dell’impianto, la verifica del contatore e l’attenzione a segnali anomali: una luce rossa del contatore, ad esempio, può indicare un problema da gestire senza improvvisare interventi.

Infine, la casa può essere resa più pronta con dotazioni adeguate: rilevatori di fumo e, dove previsto, sistemi automatici di spegnimento aumentano la probabilità di accorgersi in tempo del problema. Avere estintori idonei ai possibili scenari domestici completa un pacchetto di buone pratiche; altrettanto utile è mantenere passaggi liberi per un’uscita rapida. In presenza di malfunzionamenti o sospetti guasti, è preferibile affidarsi ai canali ufficiali di segnalazioni guasti Enel o alle segnalazioni guasti Iren, oltre a una verifica periodica degli impianti per intercettare anomalie prima che diventino emergenze.

Fonte:https://www.papernest.it/news/incendio-in-casa-5-consigli-utili-per-prevenire-e-gestire-lemergenza/

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