
Alcuni particolari lasciano perplessi o almeno poterebbero risultare poco comprensibili tuttavia “nulla è come sembra”. Qual’è la vera radice del ragionamento trumpista?
Il Presidente americano starebbe usando una strategia ben precisa utilizzata spesso a scopo militare, una strategia atta a depistare, a rendere incomprensibile le proprie mosse. Questo sistema all’apparenza caotico tanto da far apparire il Presidente un politico instabile è necessario, per il fatto che i nemici del mondo libero, nell’arco dei decenni si sarebbero infiltrati in ogni branca dell’economia, della finanza e della politica, dalla più grande per arrivare alla più insignificante. I nemici del “mondo libero” hanno un quoziente intellettivo altamente superiore alla media, proprio per questo si rivela un’esigenza vincente confonderli. Essendo a quanto pare uomini molto astuti, i registi del NWO provenienti dall’etnia kazara, non devono capire le mosse del Presidente americano altrimenti le contrasterebbero abilmente.
La strategia del madman (uomo matto)
Analizzando la politica trumpista è logico pensare che l’abile Presidente stia cercando di spiazzare i nemici tramite un sistema di far politica molto diverso dai suoi predecessori. Analizzando il comportamento del Tycoon a sostegno della propria politica, vedrei l’uso di una strategia molto ben definita, una strategia studiata per scopi militari, che sino ad oggi è stata messa in atto molto raramente: la strategia del “madman” o per capirci meglio dell’ “uomo matto”. Sentite cosa dice Wikypedia in merito a questo modo di condurre la politica, in modo particolare la politica estera.
Wikypedia: La Madman Theory, o teoria del pazzo, è una strategia politica e geopolitica secondo cui un leader si fa passare per irrazionale, instabile o disposto a tutto, per rendere più credibili minacce che altrimenti apparirebbero inverosimili. L’obiettivo è costringere l’avversario a cedere, temendo reazioni sproporzionate o catastrofiche.

Stando alla spiegazione dell’enciclopedia online, la politica di Trump si rispecchierebbe in quella spiegazione. Non sono pochi i cittadini che ritengono il Tycoon instabile, avventato o altro ancora, tuttavia penso francamente che il Presidente sappia molto bene quello che fa, ma sia costretto all’utilizzo del madman per non essere prevedibile.
I vertici della politica mondiale: le strategie
Oggi sprecheremo qualche personale opinione secondo una nostra analisi dei leader internazionali. Nel nostro periodo siamo di fronte a una serie figure di spicco molto differenti ai vertici delle più potenti nazioni che si devono per forza di cose, ritagliare una fetta di potere mondiale. Nelle prossime righe cercheremo di analizzare il carattere e le strategie dei principali “attori” internazionali in modo di comprendere queste figure e soprattutto di capire dove desiderassero arrivare.
RUSSIA: PUTIN. Il Presidente russo utilizza con estrema disinvoltura l’intelligenza tramite mosse politiche molto ponderate, ostenta molta tranquillità, molta forza, poche parole molto calibrate, educate e pungenti parla in modo diretto. Egli sfrutta due strategie molto temibili, la “tranquillità del forte” e la strategia del giocatore di scacchi. Son certo che è gli scacchi sono uno sport che lui ama particolarmente. Dopotutto la preparazione politica e militare di Putin proviene dai temibili servizi segreti CCCP. Putin parla poco e guarda sempre negli occhi lo sfidante come durante un duello. In un duello il più temibile psicologicamente è quello che parla meno, ostenta tranquillità intimidatoria. Questi soggetti sono spesso disposti a tutto ma spesso bluffano intimidendo e spiazzando l’avversario. Il fatto è che chi è dall’altra parte della barricata non sa del possibile “bluff” e quindi lo teme in modo particolare se privo di preparazione, come dopotutto sono i leader UE che ritengo impreparati e sconsiderati per non dire “improvvisati” ma di questi ne parleremo dopo.
CINA: XI Jin Ping. In questo caso il leader cinese lo definirei un tipico uomo dalle tradizionali strategie orientali agli antipodi della cultura occidentale. Anche in questo caso uno che non si esprime a venvera. Quando parla si esprime con educazione e con ponderatezza oltre che con dati di fatto. Il leader ostenta molta tranquillità spirituale e rilassatezza nel volto. Il Presidente del Dragone è sempre disposto al dialogo con tutti e all’attesa. In genere direi essere un leader enigmatico, dopotutto spesso è necessario sedersi sulla riva del fiume e attendere il morto che ti passa davanti spinto dalla corrente.
USA: Trump. In questo caso il Presidente del mondo libero dimostra un carattere e una strategia molto interessanti. Trump si presenta come puro fuoco, irriverente e pronto alla sfida. Egli presenta come un uomo vulcanico, indomabile, all’apparenza instabile, uno che pensa una cosa e poco dopo fa il contrario di tutto. Il Tycoon usa l’arma del ricatto finanziario con estrema disinvoltura facendo capire chi comanda e lo fa a suon di dazi, al bisogno utilizza la strategia “a fisarmonica” ovvero lancia “la palla”, turba l’avversario e poi ritrae e lo rilassa ottenendo il desiderato. Nessuno può riuscire a capire cosa gli passi per la testa, proprio per l’uso massiccio di una precisa strategia militare l'”uomo matto”, lui tuttavia è molto lucido. Il mondo ha di fronte un uomo scaltro, sempre disposto a fare affari, in stile tipicamente americano, spregiudicato, sempre disponibile ad eclatanti bracci di ferro con chiunque e a strette di mano per siglare accordi. Trump ostenta sicurezza e propensione al rischio e alla “sceneggiata”. Il Tycoon ha preso certamente ispirazione dal Wrestling, disciplina che tanto ama. Il Wrestling altro non è che una sorta di “sceneggiata” sul ring mista alla lotta dove la finzione, viene “recitata” sul ring fra due o addirittura quattro sfidanti che fingono di massacrarsi di botte.

Gli antagonisti dei tre leader
La UE risulterebbe essere il quartier generale dell’Inghilterra, punto focale del comando della finanza Kazara Haskenazita. Tramite i “passacarte europei” chiamati anche “politici” i comandi dei poteri forti del sistema finanziario, cercano oggi una boccata di ossigeno per la salvezza dalla pressione dei tre blocchi, USA, Russia e Cina.
Tornando a Trump che direi essere in questo momento il politico più amato o più odiato ma pur sempre maggiormente interessante, se il Tycoon non usasse le strategie sopracitate non potrebbe neppure pensare di contrastare un’organizzazione tentacolare, come quella finanziaria guidata dagli Aschenaziti, infiltratasi in ogni dettaglio della società tramite le ur-lodges (super logge) che vanno oltre le normali logge massoniche, che oggi sono riuscite a creare una sorta di multinazionale occulta mirata al potere assoluto.
Che gli “alleati” del mondo libero possano annientare questa organizzazione non lo possiamo sapere, tuttavia che possano ridimensionarla questo è possibile. Riuscire a vincere la guerra contro questa entità quasi invisibile e ultrapotente è necessario se si desidera che le libertà individuali possano essere ancora la nostra base di vita.
Il sistema finanziario Kazaro è una sorta di entità sovranazionale privata, molto simile alla “Spectre” cui i film di 007 parlano spesso. Essa è in possesso non solo di mezzi economici quasi infiniti ma gode di un potere immenso ed è in grado di piegare il mondo e la politica dei vari governi ai propri voleri, con l’ausilio di politici compiacenti per ovvie ragioni.
La piovra della finanza kazara
La piovra finanziaria si suppone possa aver eliminato altri Presidenti scomodi come JFK, proprio per il fatto di aver pensato di toccare la moneta a favore dello stato americano. Oggi Trump vorrebbe apporre alcune modifiche proprio alla FED e in effetti anche la vita del Tycoon sarebbe già stata minacciata con una serie di attentati. Quando un Presidente americano desiderasse por fine allo strapotere del sistema finanziario, ecco che scatta la molla e il presidente di turno, inizierebbe ad avere i giorni contati o perlomeno sarebbe auspicabile iniziasse a “guardarsi le spalle”.
La Gronenlandia e il Venezuela
Oggi uno dei nodi poco comprensibili è da vedersi nella faccenda Venezuela e nella proposta d’acquisizione della Groenlandia da parte degli USA. In merito al “ratto di Maduro” ci siamo già espressi esponendo una trama controversa che va ben oltre i presunti interessi petroliferi americani. Per quanto riguarda la Groenlandia qualche opinione la esporrei nelle prossime righe. La Groenlandia è una zona estrema della Terra, tuttavia è ricchissima di materie prime e i ghiacci si starebbero assottigliando inesorabilmente. Non è un caso che i nostri cieli azzurri siano “sfregiati” dalle famigerate scie chimiche, facenti parte del “Progetto Haarp”, una tecnologia in grado di modificare il tempo interferendo sula ionosfera. I fattori che possono destare l’interesse americano verso la Groenlandia sono due:
- Strategia geopolitica. Non si dimentichi che la Groenlandia dista a poche migliaia di KM con la Russia.
2 . Risorse. La zone coperta dai ghiacci è ricchissima di materie prime come le terre rare, risorse minerarie da destinarsi al settore dell’energia.

Il cambio di un’era
Con la questione del “calendario Maya” nel periodo del 2012 il sistema ci stava già avvertendo che il mondo sarebbe presto cambiato. Dopotutto, se seguite i nostri articoli nella sezione controcorrente avrete certamente capito che il sistema DEVE per forza di cose avvertire le “masse” delle proprie mosse, tuttavia gli esoteristi del sistema avvertono in modi occulti e all’apparenza poco credibili, in modo da avere la nostra accettazione tramite il silenzio assenso, una regola del commercio che non è mai stata eliminata in quanto viviamo secondo la legge marittima sulla Terra e quindi, in pieno commercio.
Il fattore Groenlandia
Analizzando i fatti non ci vuole poi molto a capire che il dominio mondiale sia riservato a quei “blocchi di potere” che avessero due requisiti principali:
- Posizione centrale sullo scacchiere geopolitico, tanto da poter tenere sotto controllo i possibili competitor in fatto di armamenti e di economia, tramite la minaccia del nucleare ma per far ciò oltre la posizione geografica deve possedere l’energia e le materie prime.
Difesa: si ricordi che la situazione geopolitica della Groenlandia è molto interessante, si tratterebbe di un altro lembo di terra non lontano dagli altri due blocchi di potere mondiale, Russia e Cina. I punti cruciali al mondo sono due: Italia e Groenlandia che si posizionano al centro di due mondi il medio oriente e l’oriente.
Il nodo della produttività americana
Per gli Stati Uniti d’America oltre a questo, è necessario che l’economia USA debba riprendere a produrre. Da troppi decenni il gigante occidentale si è occupato di finanza delegando alla Cina il settore produttivo. Così facendo la Cina si è arricchita a dismisura mentre gli USA si sono impoveriti. La finanza essendo un sistema improduttivo, oserei dire predatorio, avrebbe portato gli USA sull’orlo del baratro. Oggi con Trump gli Stato uniti d’America vogliono riemergere e per far questo non è solo necessario voltar pagina ma ridimensionare il potere economico cinese, come? Mettendo sul mercato gli USA come competitor economico. Il mondo dal globalismo ormai fallito, starebbe passando al multipolarismo. Ogni potenza dovrà ritagliarsi un blocco di potere mondiale.

Il cambio di stile politico ed economico
Complici di questa disfatta economica gli esecutivi politici del passato che forse per miopia politica, o per ricatto o per aver scelto la via più facile e redditizia per quel periodo, hanno ridotto oltre la soglia minima la produttività occidentale. Dopotutto il vecchio mondo è sempre stato basato sulla strategia più facile: organizzare conflitti per impossessarsi delle materie prime dei vinti. In effetti come potete notare i conflitti sono ciclici.
Oggi questa politica predatoria starebbe ritorcendosi contro i diretti interessati portandoli verso il “fallimento”. Trump in questo caso starebbe utilizzando metodi talvolta estremi e discutibili da un certo punto di vista, per raddrizzare le cose a casa propria e per conseguenza anche a casa nostra. Per far questo deve per forza di cose liberarsi dai “parassiti della finanza” o almeno ridimensionarli ridando ossigeno alla produttività e all’industria.
Certo è che a sostegno del tycoon ci siano le lobby americane legate all’industria. Insomma per riassumere saremmo spettatori di una guerra interna fra lobby finanziarie e le antagoniste lobby dell’industria americana.
L’Italia?
la nostra nazione purtroppo è come sempre uno stato a guida “debole” anche se l’attuale esecutivo su certi aspetti ritengo sia il meno peggio. L’Italia tuttavia è come sempre orientata verso l’indecisione, politicamente non si schiera mai e come sempre, cerca di dare un colpo alla botte e uno al cerchio. Non schierarsi è tipicamente italiano, un vezzo tipico dei deboli, dei perdenti.
Questo anche per il fatto che nell’ultima guerra si sia schierata con la Germania e la scelta le abbia fatto perdere la sovranità, tuttavia sarebbe bene accettare il fatto che la UE ormai sia un “carrozzone” destinato a naufragare in un mare di guai. Per questo auspicherei che la nostra premier si schierasse finalmente con le fazioni giuste dato che non può sempre tergiversare nell’incertezza cronica.
Nella seconda parte di questo articolo cercheremo di comprendere il punto di vista della giornalista Teresa Monaco che ci spiegherà alcune sfumature riguardo agli interessi americani sulla Groenlandia e sul Venezuela.
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